di Thierry Meyssan I governi occidentali non fanno più mistero di utilizzare gli jihadisti. Così la NATO ha rovesciato Muammar Gheddafi utilizzando al-Qa’ida come unica truppa di terra; Israele ha congedato la Forza delle Nazioni Unite nel Golan e l’ha sostituita con al-Nusra; la Coalizione Internazionale anti-Daesh ha lasciato cadere Palmira per nuocere alla Siria. Ma se ben si comprendono gli interessi occidentali, non si riesce a capire come e perché degli jihadisti possano servire lo Zio Sam nel nome del Corano. Ci si chiede spesso come facciano il Pentagono e la CIA a manipolare milioni di musulmani e inviarne a battersi per gli interessi dello Zio Sam. Certo, determinati leader sono degli agenti prezzolati, ma gli jihadisti nel loro insieme credono di combattere e morire per andare in paradiso. La risposta è infantile: a partire dalla retorica dei Fratelli Musulmani, è possibile evadere dalla realtà umana e inviarli a uccidere non importa chi, una volta che si agiti un drappo rosso davanti ai loro occhi.

di Luciano Lago Se ci soffermiamo ad analizzare le caratteristiche dell'imperialismo statunitense nella sua proiezione storica dobbiamo considerare che , per quanto  questo presenti una propria peculiare  fisionomia, l'imperialismo USA è un diretto discendente ed erede di quello che fu l'imperialismo britannico. Ci sono delle indubitabili somiglianze storiche fra i due fenomeni che possono essere individuate in particolare nella Storia degli ultimi 70 anni, nell'epoca moderna, senza andare alle origini dell'imperialismo USA, che risalgono a quella che viene considerata dagli storici la prima guerra imperiale degli USA, quella Ispano americana del 1898  per estromettere la Spagna dai suoi possedimenti coloniali e costituire un protettorato di Washington su Cuba,su Puertorico ed avere il controllo sulle Filippine. Il progenitore dell'imperialismo USA, quello britannico, presentava delle caratteristiche analoghe ma con delle differenze dovute alla sua lunga fase terminale di decadenza, che spinse la Gran Bretagna ad una politica maggiormente repressiva ed aggressiva nell'ultimo periodo della sua storia, esattamente come oggi avviene con la politica imperiale degli USA.

di Piero La Porta Inquietanti interrogativi circa l’integrità dei vertici di governo tedesco, discendono dalle asserzioni secondo le quali il governo di Merkel fosse a conoscenza che l’intelligence tedesca spiasse per conto degli americani contro gli interessi industriali del Paese. L’apparente tradimento degli interessi nazionali tedeschi della cancelliera Angela Merkel non emerge solo dal recente scandalo di spionaggio industriale per conto dell’America. La Merkel, seguendo pedissequamente la politica di Washington anti-russa a proposito dell’Ucraina – in contrasto con gli interessi nazionali del suo paese, fa pensare che la cancelliera serva un padrone straniero. I recenti rapporti secondo i quali l’intelligence dello Stato tedesco spiava per conto degli americani contro interessi industriali del paese sono di per sé gravi. A questo si aggiungono tuttavia le affermazioni secondo cui il governo di Angela Merkel sapeva e ha chiuso un occhio.

di Luciano Lago Ban Ki Moon, Il segretario generale dell'ONU, parlando a Bruxelles , manda il suo messaggio all'Italia senza giri di parole: “L’Europa invecchia, se vuole mantenere il suo dinamismo, ha bisogno di migranti", ha detto Banki Moon. Parlando poi del problema migrazioni in genere: “.....I fattori di spinta includono guerre e sottosviluppo; quelli di attrazione includono il semplice miraggio di una fuga dalla povertà. L’Europa deve riconoscerne un altro: il suo deficit nella forza lavoro. Bassa crescita demografica e una transizione demografica ad un continente di vecchi. Se vuole mantenere il suo dinamismo, l’Europa ha bisogno di migranti”. Quindi viene esclusa qualsiasi politica di contenimento e tanto meno di respingimento, al contrario, ha sostenuto Banki Moon bisogna accoglierli tutti, migranti e profughi (dalle guerre di cui l'ONU è complice)  evitando anche operazioni militari di affondamento dei barconi o di pattugliamento delle coste, non avrebbero senso, si tratta di "risorse preziose" che arrivano dall'Africa.

di A. Terenzio Mentre la Stampa mainstream e’ distratta dalla vittoria di Podemos nelle amministrative spagnole e dal sirtaki dell’evanescente ed inconcludente Siryza, che col suo leader Tsipras ed il ministro delle finanze Varuofakys, non sa piu’ come procrastinare il disastro del paese ellenico, il risultato piu’ clamoroso arriva dalla Polonia, dove alle elezioni presidenziali, Andrzej Duda, del partito nazionalista/conservatore Diritto e Giustizia, batte il presidente uscente di Piattaforma civica, il liberista Bonislaw Komorowski. Troppo ampio il divario di sei punti percentuali tra i due candidati, rilevato all’uscita dei seggi, per essere colmato. Gia’ al primo turno Duda si era affermato con il 34,8% dei voti, di fronte al 32,2% di Komorwski. Alto, comunque, l’astensionismo, il 55, 5%. Inoltre, sull’esito del risultato ha pesato il malcontento di giovani ed anziani che votando il semi-sconosciuto Duda, hanno espresso soprattutto un voto di protesta. Cerchiamo ora di capire chi e’ Andrzej Duda, il giovane avvocato, quarantatreenne, nato a Cracovia.

di  Alessia Lai Il Santo laico ha parlato. Anzi, ha scritto. E ha condannato il Venezuela al girone dei cattivi. L’icona dell’anticamorra, antimafia, antibruttisporchiecattivi ci comunica che non può «chiudere gli occhi di fronte alla corruzione e a tutto ciò che di terribile sta succedendo nel Paese». Roberto Saviano: pochi libri, molto rumore. Da giornalista d’inchiesta accusato dai suoi colleghi di plagio e copia incolla è stato promosso anchorman dei buoni sentimenti dal quel Fabio Fazio, sacerdote dell’ovvio e del politicamente corretto, che da anni ammorba televisione di Stato e coscienze. Perché per sentirsi democratici e corretti, assumere a dosi regolari i pistolotti di Fazio e Saviano deve essere considerata “terapia di mantenimento”.

di Marco della Luna La lunga crisi economica, e non solo economica ma anche sociale, costituzionale, morale, culturale, sta letteralmente rieducando i popoli: questa è la riforma delle riforme. Insegna loro una lezione importante e penetrante. L’uomo impara ad interiorizzare una diversa e molto più modesta e docile concezione di se stesso, dei suoi diritti fondamentali, delle sue prospettive esistenziali. Taglia pretese e aspettative. La crisi prevedibilmente verrà portata avanti, con gli strumenti di destabilizzazione descritti nei miei precedenti articoli (Comunitarismo e Realismo, Questa non è una Crisi Economica), finché questa lezione non sarà stata assimilata e finché la precedente maniera di considerare il mondo, la società, i diritti dell’uomo, non sarà stata dimenticata o perlomeno “sovrascritta” da una nuova coscienza, imperniata sugli elementi seguenti:

di Thierry Meyssan Nel Medio Oriente la situazione si è notevolmente aggravata con l’interruzione da parte dell’Emirato Islamico (Isis) dell’antica "via della seta", la via di passaggio dall’Iran al Mediterraneo. Ci sono solo due alternative possibili: o attraverso Deir el-Zor e Aleppo o attraverso Palmira e Damasco. Il primo percorso è interrotto dall’inizio del 2013, il secondo lo è appena diventato. La caduta di Palmira avrà conseguenze significative sull’intero equilibrio regionale. La stampa occidentale in questi giorni dedica le sue prime pagine alla Siria, una situazione che non si verificava da due anni, dai tempi dei bombardamenti chimici della Ghouta e del progetto d’intervento della NATO. I giornalisti sono preoccupati per l’avanzata dell’Emirato islamico e per l’eventuale distruzione dell’antica città di Palmira.

John Saxe-Fernández Ogni pretesa di benevolenza con cui la propaganda descrive l'esercizio del potere interno o internazionale degli Stati Uniti si disintegra dall'epoca della guerra di aggressione, scatenata nel 2003, per il controllo del petrolio dell'Iraq ed il regime istituito sotto la direzione degli USA, con le incancellabili immagini del bombardamento effettuato contro la popolazione di Baghdad e delle torture inflitte ai prigionieri di Abu.Graib. Il tanfo che è scaturito dalla oscura vicenda dell'11/09 del 2001 e la sua coda di leggi marziali e la concessione di poteri speciali di guerra all'Esecutivo di Washington, dietro il pretesto della "guerra al terrore", è un qualche cosa che fa ricordare l'incendio del Reichstag (il Parlamento tedesco) del 1933, fatto dai nazisti, come pretesto per installarsi al potere (la prima "false flag" del nazismo).

di Luciano Lago Ci sono state poche ma significative  occasioni nella Storia nelle quali  si è manifestata una battaglia sostanziale per la sopravvivenza della civiltà cristiana in Europa e nelle regioni che circondano il  Mediterraneo, dalla Terra Santa all'Oriente, dove il Cristianesimo è nato nelle sue origini, come in Palestina, in Libano,  o nell'antica Siria, dove  da secoli esistono  le comunità cristiane d'Oriente di rito greco ortodosso ed i monasteri cristiani, come a Maalula, una cittadina arroccata sulle montagne dove si parla ancora l'aramaico, il linguaggio di Gesù il Nazareno, come ad Aleppo dove era presente una numerosa comunità cristiana, che viveva rispettata e con pari diritti sotto il governo del siriano alawita Bashar al- Assad, attuale presidente della Siria, come anche del suo predecessore, Hafiz al-Assad, fondatore del partito Bath, un regime che  si era dimostrato sempre tollerante con tutte le confessioni. Alcune di queste occasioni, che segnarono la  difesa della civiltà Cristiana in Europa, sono state descritte come eventi epici , come nel caso della battaglia di Lepanto nel 1571 o nell'assedio di Vienna del 1683,  quando i sovrani europei si coalizzarono di loro volontà per fronteggiare la minaccia dell'invasione ottomana dell'Europa.