di Alceste I tempi attuali hanno questo di particolare: dovremo viverli sino in fondo e berne la coppa sino alla feccia. Uno dei maestri residui del pensiero italiano (un altro, celebratissimo, è crepato recentemente), il nababbo Eugenio Scalfari, nei giorni scorsi se ne è uscito con tale argomentazione: "i poveri soddisfano esclusivamente i loro istinti e voglie primari; non ne hanno di secondari: la ricerca di Dio, ad esempio; collezionare ceramiche Ming; leggere trattati di socialisti tedeschi dell’Ottocento; scrivere per il teatro; occuparsi di lirica et cetera. Il loro mondo (il mondo dei poveri) è chiuso, basico, animale". I poveri, ne consegue, dei bruti. Ovviamente Scalfari ha ragione. Tutta la mia famiglia, ad esempio, in particolar modo i miei ascendenti diretti (nonni materni e paterni), son lì a confermare le sue tesi.  Aggiungo di più.

di G. Cirillo "Accade forse non di rado che uomini dalle aspirazioni alte e nobili debbano superare la lotta più dura nell’ infanzia ……. se si è provato qualcosa di simile, nella vita non potremo mai consolarci di sapere chi sia veramente stato il nostro nemico più grande e pericoloso (la famiglia)". F.Nietzsche "La famiglia deve essere superata". Osho Oggi si celebra il Family Day,  ipocrita manifestazione collettiva come non se le vedevano da tempo, però utile a dividere il gregge tra famiglia “tradizionale” e famiglia “arcobaleno”, mentre sullo sfondo si consumano drammi di portata storica come la crisi irreversibile del capitalismo, la terza guerra mondiale liquida e dissoluzione del tessuto sociale, economico e produttivo.

di Emilio Borelli Voglio iniziare questo articolo con una immagine che spero riusciate a decifrare nei dettagli, che sono essenziali. E' l'abside di Notre Dame d'Afrique, con quella che più che una decorazione policroma è una dichiarazione di fratellanza e di intenti, qualcosa che dovrebbe rimandare alla realtà delle religioni e delle loro finalità, ben al di sopra delle mistificazioni che i criminali ne stanno suggerendo. In questi giorni, mesi, anni, vi sono molte vittime, esseri umani innocenti, la verità, l'onestà, l'etica, la dignità e l'onore, li abbiamo veduti - i valori, questi valori - messi in discussione e ridicolizzati nel nome di un qualcosa di pratico, qualcosa di "dividente" qualcosa che crea "distinguo" e prevaricazione.

di Marco Mori L’On. Gustavo Ghidini (socialista)  fu deputato dell’Assemblea Costituente e Presidente della terza sottocommissione, dunque fu uno dei Padri che lavorò sul progetto di Costituzione. In un suo intervento, in replica all’On. Catullo Maffioli, del 7 maggio 1947 riassunse perfettamente il modello economico scelto nella Costituzione, quello poi appunto trasfuso nella parte economica della Carta (art. 35-47 Cost.). Il modello costituzionale ha riconosciuto il libero mercato, certamente, ma lo ha messo sotto il controllo ed il coordinamento dello Stato, affinché l’egoismo umano non prendesse il sopravvento su tutto. L’interesse pubblico, prima del profitto. Il “supercapitalismo” aveva fallito e provocato catastrofi immani (crisi economica del 1929 e seconda guerra mondiale), ma oggi tale insegnamento sembra dimenticato. Prima di leggere le parole di altissimo spessore di Ghidini, occorre rammentare un passaggio dell’assurdo discorso proferito dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a Cernobbio.

di G. Cirillo In un nostro recente tweet, abbiamo affermato che la manovra di Renzi risulti essere filo-capitalista. Ora vogliamo spiegarne il perché. Innanzitutto una piccola premessa: recentemente ho scritto un trattato politico, in cui tra le tesi principali vi era che lo scopo dello stato debba essere quello di spingere verso la maggiore distribuzione possibile del potere tra gli individui che lo compongono. Il maggiore potere possibile, significa garantire la massima libertà negativa e positiva senza danneggiare quella degli altri. E’ molto diverso dall’uguaglianza tipica di un regime comunista, dove viene imposta con forza dall’alto senza rispettare la diversità individuale; nella democrazia integrata da me sostenuta invece si vuole semplicemente garantire il massimo potere possibile, potere che serve per creare la propria libertà che inevitabilmente sarà diversa da quella degli altri.

Riportiamo una interessante analisi  di CdP Ricciotti Recentemente Bergoglio ha scagliato il suo “anatema” che, per quel che possa valere, ossia nulla, palesandosi il soggetto oggettivamente non autorevole per via di una costante e notoria defezione dalla fede (cf. CJC ’17, can 188 § 4 – rif. 108 § 3; cf. Pastor Aeternus, Pio IX; Auctorem Fidei, Pio VI – ), comunque viene rilanciato dai media con enfasi, così rischiando di condizionare ulteriormente, anche solo sentimentalmente, sia l’opinione pubblica che la strategia comunicativa ed attuativa dei “gerarchi del modernismo”, sedicenti “vescovi” e “cardinali” che gli gravitano intorno e che lavorano, con Bergoglio stesso, per la costituzione di una religione universale, come alcuni di essi già sostengono pubblicamente (v. falso ecumenismo, cf. Mortalium Animos, Pio XI).

di Federico  Dezzani “Americani e cinesi faranno di tutto per salvare l’euro” sostiene l’ex-presidente della commissione europea Romano Prodi: più che una previsione è una preghiera, l’ultima speranza cui il padre nobile della moneta unica si aggrappa mentre l’eurozona affonda. È proprio l’affievolirsi dell’influenza angloamericana sul continente, parallela alla sempre maggiore sicurezza tedesca, la principale causa della prossima implosione della moneta unica: Londra e Washington sono costrette a lavorare i fianchi dell’unione monetaria, con l’ISIS ed il governo golpista di Kiev, non riuscendo più ad esercitare un controllo diretto sul nocciolo dell’Europa. Si susseguono esortazioni alla federazione del continente fuori tempo massimo: la Germania preme ormai apertamente per il Grexit, controbilanciata solo dalla Francia, smarrita di fronte alla prospettiva di un’Europa post-euro. Il dramma greco è il giro di boa dell’eurocrisi. Romano Prodi: l’euro sarà salvato da americani e cinesi L’ex-presidente della commissione europea Romano Prodi deve essere in preda alla disperazione se, tacciato com’è di antiamericano, confida nientemeno che in Washington, democristianamente affiancata da Pechino, per il salvataggio di quella moneta unica di cui è stato uno dei padri nobili. Si legge nell’intervista che il professore bolognese rilascia a La Stampa il 6 luglio, all’indomani della schiacciante vittoria del no al referendum greco2: D: Dopo l’avventura greca, l’Europa potrà essere la stessa?

di Pat Buchanan[1] - traduzione a cura di Matteo Luini Questa è una nazione cristiana”, ha detto la Corte Suprema nel 1892. “L’ America è nata come nazione cristiana” ha fatto eco Woodrow Wilson. Harry Truman l’ha affermato: “Questa è una nazione cristiana”. Ma nel 2009, Barack Hussein Obama si è permesso di dissentire: “Non ci consideriamo una nazione cristiana”. Adesso arriva una ricerca del Peq Research Center, che rivela come gli USA si stiano velocemente scristianizzando .

di Marco della Luna L’Italia è solo un’espressione geografica e l’Europa è solo un’espressione germanica: "Euro macht frei". L’unione europea e l’euro vennero spacciati come strumento per unificare i paesi europei. L’effetto è opposto. I paesi mediterranei, pieni di debiti e di disoccupati, dopo aver ceduto gli asset migliori, vengono spinti verso il Terzo Mondo, mentre il Terzo Mondo, sui barconi, viene spinto dentro di essi. La separazione tra nord e sud d’Europa viene resa sempre più dura e insuperabile. Zero solidarietà e zero veduta d’insieme. Menefreghismo totale e compiaciuto: i paesi nordeuropei si stanno costruendo il loro subcontinente coloniale per trarne mano d’opera e lavorazioni a buon mercato.