"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Opinioni ed analisi

di Gabriele Sannino

Faccio una piccola premessa per alcuni ovvia: la politica in Italia (e non solo) non esiste da tempo, è solo il frontman per contenere il popolo e imbonirlo, in quanto per i poteri finanziari tutto deve cambiare affinché nulla cambi.
Il contratto Lega-5Stelle per il “Governo del Cambiamento” rispetta esattamente questo principio: è un finto contratto sovranista che ci consegnerà mani e piedi a Bruxelles, alla dittatura europea, a meno che i due partiti non lo ripudino con accordi segreti (cosa che dubito).

A differenza di molti miei colleghi giornalisti, mi sono letto tutti e 30 i punti, o meglio tutte le 58 pagine: ebbene, quello che si evince è un programma del tutto irrealizzabile in 5 anni, sia per la quantità di obiettivi sia – soprattutto – per i soldi che ci vorrebbero per realizzarlo.

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di Laurent Guyenot

Introduzione

In questi giorni si parla molto degli psicopatici che governano il mondo. Uno studio tra alti dirigenti di grandi aziende, pubblicato con il titolo Snakes in Suits , mostra che i tratti psicopatici sono molto diffusi tra loro. [1] Questo si riflette naturalmente in forme collettive di psicopatia: in The Corporation: The Pathological Pursuit of Profit and Power , Joel Bakan ha osservato che “il comportamento aziendale è molto simile a quello di uno psicopatico”. [2]
Alcuni stati si comportano come psicopatici tra le nazioni. Gli Stati Uniti sono un tale stato, con una “patologia di potere” (il titolo del libro di Norman Cousins ​​del 1987) probabilmente correlato al grado di psicopatia degli uomini in carica. Dietro la maschera della sanità mentale e della moralità mostrata dagli Stati Uniti sul palcoscenico del mondo, c’è uno “stato profondo” mosso da un’insaziabile sete di potere e disinibito da ogni coscienza morale o empatia; questo profondo stato patologico è oggi in controllo quasi completo della politica estera degli Stati Uniti.

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di Simone De Rosa

“Il Presidente della Repubblica è il capo dello Stato e rappresenta l’unità nazionale. Può inviare messaggi alle Camere. Indice le elezioni delle nuove Camere e ne fissa la prima riunione. Autorizza la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa del Governo. Promulga le leggi ed emana i decreti aventi valore di legge e i regolamenti. Indice il referendum popolare nei casi previsti dalla Costituzione. Nomina, nei casi indicati dalla legge, i funzionari dello Stato. Accredita e riceve i rappresentanti diplomatici, ratifica i trattati internazionali, previa, quando occorra, l’autorizzazione delle Camere. Ha il comando delle Forze armate, presiede il Consiglio supremo di difesa costituito secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere. Presiede il Consiglio superiore della magistratura. Può concedere grazia e commutare le pene. Conferisce le onorificenze della Repubblica. “

Così recita l’art. 87 della Costituzione, che chiarisce i compiti fondamentali del Presidente della Repubblica a cui affida il ruolo di capo dello Stato e garante ultimo della stessa carta costituzionale.

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di Gabriele Sannino

Ci ho creduto. Dio solo sa quanto ci ho creduto.
Mi sono iscritto a questo Movimento nel 2011, quando ancora nessuno lo conosceva.
Di Grillo ho apprezzato tutti i contenuti sparsi qua e là nei vari vaffa-day: a differenza di molti miei colleghi giornalisti, infatti, non mi sono mai soffermato sulle cosiddette “parolacce”.

Nel 2012, uno dei miei libri – I segreti del debito pubblico, un libro che parla di signoraggio e moneta-debito – è apparso perfino sul blog, e per ben due volte, inorgogliendomi non poco.

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di Andrea Cucco

Scrivere da anni di difesa e geopolitica ci ha abituato a combattere la disinformazione – dalla semplice censura alla più spudorata manipolazione dei fatti – e a convivere con la relativa conseguenza: un’opinione pubblica “democraticamente” sviata.

La distorsione dell’informazione può essere considerata oramai una forma d’arte, vista la complessità della regia: si fanno cadere governi, si infangano personalità, si controlla il comune sentire.

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di Martino Mora

Non esiste soltanto il fanatismo islamico. Esiste anche un fanatismo “liberal”, laicista e politicamente corretto. E’ il fanatismo del pensiero unico. Da noi ha contaminato tutti, ma il Partito Democratico (che già nel nome scelto e nel simbolo dell’asinello è emblema dell’americanismo più bovino, anzi asinino) ne è la massima espressione italica.

La legge sullo Ius Soli, come le unioni (in)civili, dimostra che il Pd non è un partito moderato, ma un partito estremista a fortissima componente ideologica. Un partito di fanatici dell’ideologia. E’ il Partito radicale di massa profetizzato da Augusto Del Noce. Il Pd passa per un partito moderato, di centrosinistra, soltanto perché non è più comunista, e nemmeno socialdemocratico, ma “liberal”. Accetta il capitalismo e addirittura si è legato ai mostri della finanza mondiale. Sostiene l’atlantismo e le “guerre umanitarie” decise da Washington. Fa dell’Unione europea un riferimento irrinunciabile. E’ quindi parte integrante del Sistema, anzi in Italia è il Sistema. Ma ciò non toglie che di fanatici stiamo parlando. I fanatici del pensiero unico politicamente corretto.

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LA PROFEZIA DI FATIMA. UN’ANALISI SENZA VELI

di  Elena Quidello

Tutte le volte che c’è un incontro a Ginevra per eventuali accordi di pace sulla Siria spunta fuori una storia scandalosa messa ad arte sulla stampa e fatta girare nei telegiornali di mezzo mondo per screditare la Russia e gridare al complotto, alla barbarie ! Ma i signori della propaganda deleteria, sono gli stessi che hanno trasformato il mondo in un campo di battaglia senza fine dove le stragi sono state il pane quotidiano dei mercenari , burattini e capi di stato agli ordini di un Governo ombra che corrompe, impone e uccide chiunque tenti di sbarrare la strada al piano diabolico messo in atto per fare di questa esistenza terrena un inferno dove i morti e le immagini strazianti di bambini maciullati e di uomini sfigurati sono lo spettacolo ributtante che chiunque può vedere sul web o in un qualsiasi video messo in rete per turbare gli animi, spaventare i piccoli, quasi a voler assuefare gli occhi del mondo a quello che sarà il futuro se non ci si allinea ad un unico credo..

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La recente convention di Ivrea, fatta per ricordare Casaleggio senior e lanciare i lineamenti di visione della società da parte di Casaleggio junior, è sembrata, a molti osservatori non certo pro Pd, piuttosto deludente.
Visto il filo conduttore della giornata di Ivrea, il futuro, non si può dire però che questa dimensione temporale sia stata fatta intravedere agli italiani. Non è venuta fuori un’idea di società, verso la quale un eventuale governo M5S tenderebbe, quanto una serie di immagini da proporre a differenti segmenti di pubblico.

Niente di male, solo che qui non si cerca di proporre una nuova serie di paste da cucina (gli spaghetti a un tipo di pubblico, le pennette lisce ad un altro e il brand per tutti) ma si è davanti a una crisi economica storica, ad un Pil in declino da un trentennio ad una società con problemi drammatici ed inediti. Un’idea di futuro invece deve connettere, e mobilitare, un’intera società. Non per il rispetto dell’etichetta ma perché il M5S vuol governare da solo e che, per farlo secondo la legge elettorale attuale, deve raggiungere il 40% ovvero almeno 1/3 in più in più dei voti attuali. Sempre, s’intende, seguendo le stime delle attuali intenzioni di voto.

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Gianfranco de Turris, segretario della Fondazione Evola. Il filosofo di “Cavalcare la tigre” è negli ultimi giorni tornato d’attualità per una citazione di un consigliere del neopresidente Usa Donald Trump, Steve Bannon. In che contesto Bannon ha citato Evola?

“In realtà non è proprio così, anche se il “New York Times” ha lasciato credere questo… Il quotidiano ha tirato fuori solo ora una cosa del 2014, quando Trump non era nessuno, solo per metterlo in difficoltà con quello che è ora il suo consigliere principale. Ma la coincidenza ancora più interessante è che la dichiarazione di Bannon è uscita il 10 febbraio, guarda caso esattamente dieci giorni dopo la sua nomina nel National Security Council! Se due indizi fanno una prova… L’autore dell’articolo sul NYT, Jason Horowitz, che mi ha intervistato per mettere tre righe su mezz’ora di conversazione, è il vaticanista del giornale ed è stato volutamente generico nel riferimento a tre anni fa. Ma in Rete non si perde nulla e si è trovata la fonte primaria della notizia.

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di Paolo Barnard

L’ex PM inglese David Cameron avrebbe potuto salvare Renzi con una telefonata. Tutto quello che gli doveva dire era questo: “Matt, guarda che indire un referendum su cui ti giochi la testa dopo che hai toppato su tutte le cose che contano coi tuoi elettori, non è una gran bella idea”.

La chiamata non è mai giunta, la testa di Renzi è rotolata, così come quella di Cameron poco prima.

Le similarità dei due casi sono così impressionanti che è pazzesco non averle viste sulle prime pagine internazionali.

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