"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Notizie censurate dai Media

LA PIU’ RECENTE ARMA DI DISTRUZIONE DI MASSA: PADRONEGGIARE IL CLIMA , PER SCOPI MILITARI.

Nel libro, The Ultimate Weapon of Mass Destruction: “Owning the Weather” for Military Use, il Prof. Michel Chossudovsky, economista e autore di undici libri sul terrorismo globale e sulle crisi economiche globali, affronta un argomento scottante quale quello del terrorismo climatico. “Le tecniche per modificare l’ambiente per scopi militari (ENMOD=Enviromental modification techniques) – scrive – costituiscono nell’attuale contesto globale delle guerre, la nuova arma di distruzione di massa.

Raramente riconosciuto nel dibattito globale sul cambiamento climatico, la meteorologia nel mondo oggi può essere modificata grazie ad una nuova generazione di sofisticate armi elettromagnetiche.”

Sia gli USA che la Russia hanno sviluppato le capacità di manipolare il clima per scopi militari. Queste tecniche, atte a modificare l’ambiente, sono state applicate dalle forze armate statunitensi per quasi mezzo secolo.

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Redazione – Il noto filosofo francese, Bernard Henri Levy, strenuo teorizzatore delle “Guerre Umanitarie”, sostenitore delle “Primavere Arabe” e degli assassini di Gheddafi, mentre si trovava a Belgrado, impegnato a presentare un documentario sui peshmerga curdi, è stato duramente contestato da nazionalisti serbi.

Tre militanti di una formazione di estrema sinistra gli hanno urlato «Assassino» e «Questo bastardo era favorevole a bombardare la Jugoslavia otto anni prima dei raid della Nato e lo hanno bersagliato a colpi di “torte in faccia“- Una contestazione giustificata dalle posizioni antiserbe prese ultimamente dal filosofo francese, “maître à penser” della sinistra mondialista europea.

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Centinaia di civili, in maggioranza donne e bambini, sono morti sepolti sotto gli edifici crollati nella città irachena di Mosul, dopo un attacco aereo statunitense che ha provocato una esplosione massiccia in un quartiere residenziale la scorsa settimana.

Funzionari dell’agenzia di difesa civile irachena e fonti locali hanno riferito il giovedì che i volontari di associazioni umanitarie continuano a lavorare per recuperare i corpi sotto le macerie vicino all’Ospedale Rahma, nel distretto di Yadida, a Mosul, dopo l’esplosione avvenuta il 16 di Marzo.

Fonti irachene hanno descritto il numero dei morti in più di 230. Fino ad ora 130 cadaveri sono stati recuperati dalle macerie.

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di Giuseppe  De Santis

LONDRA – L’Unione Europea non e’ mai stata un esempio di democrazia e trasparenza e quindi non deve sorprendere se nei giorni scorsi, il parlamento europeo, ha approvato in gran segreto un regolamento che di fatto cancella dal suo sito ogni intervento considerato – ovviamente delle euroburocrazie – razzista o xenofobo.

Al momento i video degli interventi di tutti gli europarlamentari sono online cosi’ che ogni cittadino puo’ vedere questi dibattiti e ovviamente tale strumento e’ molto utile a tutti i giornalisti per scrivere i loro articoli.

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Dall’inizio dell’anno, vari collettivi francesi vanno denunciano il coinvolgimento del calamitoso giornale “Le Monde” nella retrocessione della libertà di espressione e nella creazione di reti di censura.
Le Monde è uno di quei giornali dei quali non è chiaro perchè vengano qualificati come “prestigiosi” nè cosa abbiano a che vedere con l’informazione obiettiva. Si tratta di un giornale di proprietà di grandi gruppi finanziari monopolisti e, inoltre, sovvenzionato annualmente dal governo francese con cinque milioni di euro.

Il giornale ha creato una base di dati, che viene denominata come Decodex (1), per etichettare chiunque a sua discrezione. Se il lettore va a consultare la base di dati e inserisce un indirizzo web nella finestra di ricerca, ottiene una classificazione della fonte che consiste in quattro colori che sono gli stessi che utilizzano le forze di polizia quando richiedono i documenti di identità e consultano la propria base di dati:

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DI MARCO BORDONI

Se foste stati eletti nelle liste di un movimento nato e cresciuto online, se poi fossero successi incidenti, vi avessero espulsi e aveste occupato la legislatura in un lungo pellegrinaggio fra i più cangianti gruppi parlamentari (Misto, Gruppo Azione Partecipazione Popolare, Italia Lavori in Corso…) per poi approdare alla corte di Denis Verdini (sì, il gruppo di Ascari inviati da Berlusconi in missione dall’altra parte dell’emiciclo per tenere in vita i vari governi del PD)…

Se aveste votato la fiducia a qualsiasi ipotesi di governo avesse il coraggio di presentarsi alle camere, e se nonostante questo, a legislatura ormai agli sgoccioli, vi trovaste senza una reale possibilità di essere ricandidati, cosa fareste?

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Marcello D’Addabbo

In Germania il caso Ulfkotte è ormai esploso in tutta la sua enormità. Nei talk show risuonano le parole del corrispondente esteri del più prestigioso quotidiano tedesco, “Frankfurter Allgemeine Zeitung” «per diciassette anni sono stato pagato dalla CIA, io e altri centinaia abbiamo lavorato per favorire la Casa Bianca».

Questo è l’inquietante quadro descritto nel libro che Udo Ulfkotte ha da poco pubblicato in patria dal titolo eloquente: Giornalisti comprati. Il libro descrive il controllo dei media tedeschi, e occidentali in genere, attraverso una fitta rete di corruzione e di pressioni esercitate da parte degli americani mediante apparati di intelligence, ambasciate Usa, fondazioni, lobby e istituzioni atlantiste (sono citate tra le tante il Fondo Marshall, l’Atlantic Bridge e l’Istituto Aspen). Il fine di tale incessante attivismo operato nelle retrovie dei mass media, secondo le rivelazioni dell’autore, è quello di costruire una interpretazione degli accadimenti internazionali sempre unilaterale e compiacente verso Washington.

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di A. Terrenzio

La sinistra mondialista, benpensante e demenzialmente corretta, ne ha inventata un’altra.
“Post-verita’” e’ la nuova parola per bollare il pensiero non conforme al politicamente corretto e restringere la liberta’ di espressione nei blog di libera informazione.
Il pretesto e’ quello della “diffusione dell’odio” e di fake news, che come recita il Presidente dell’Antitrust Pitruzzella, “favorirebbero l’ascesa del populismo e rappresenterebbero un pericolo per la democrazia”.

Il neologismo e’ gia’ presente sui quotidiani internazionali, come Guardian, Washington post, Times e sui giornaloni della semicultura italiana, Internazionale e Repubblica.
Il termine starebbe a significare: “bufala”, balla, bugia. Cosi’ il mondo radical chic, vuole censurare chi non si adegua al conformismo ideologico imposto dai media di regime.

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“The French delegation at the UN yesterday posted a picture of Israeli destruction of Gaza and said it was from Aleppo: they later deleted their tweet”.

Questo falso d’autore risale allo scorso  Agosto ma non l’ha eseguito un media qualsiasi, o uno dei tanti dediti al meretricio informativo. No, si tratta di un “falso d’autore” opera della missione diplomatica della Francia presso l’ONU, che lo spacciava come distruzione di due ospedali di Aleppo-est bombardati. Poi la Francia ha ritirato il suo tweet (qui).
Il misfatto era stato compiuto a Gaza -non Aleppo- e le bombe erano state lanciate da aerei di Israele, non della Russia nè della Siria.

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Una ennesima incursione aerea dell’aviazione saudita sulla capitale dello Yemen, Saná, ha lasciato sul terreno almeno 150 morti e 300 feriti, secondo lo Yemen Post.
I missili lanciati da un caccia bombardiere della coalizione diretta da Rijad hanno colpito un edificio civile ubicato nel sud di Saná, dove si stava celebrando un funerale del padre di Yalal al-Roweishan, ministro dell’Interno dell’organismo di governo del movimento popolare yemenita Ansarolá ed ex presidente, Ali Abdolá Saleh.

Secondo i testimoni, le ambulanze sono arrivate sul luogo dell’attacco ed hanno trasferito le vittime in un ospedale vicino, ancora operativo nonostante i bombardamenti subiti. L’attacco ha distrutto totalmente l’edificio.

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