di Luciano Lago Il fallimento della Globalizzazione sta determinando effetti a catena che producono sostanziali rivolgimenti di quello che era l'ordine mondiale prefigurato dagli ideologi e propugnatori del "nuovo secolo americano". Nell'attuale equilibrio divenuto ormai tripolare, costituito da USA / Russia /...

A poche ore dalla tragedia del crollo del viadotto Morandi a Genova, la prima riflessione di molti cittadini italiani sta andando alla questione tutt’altro che secondaria della privatizzazione dei beni e dei servizi pubblici. I numerosi crolli di viadotti, strade, scuole, infrastrutture del paese, da sempre giustificata con i vincoli di bilancio, con il debito pubblico, con le richieste di austerity da parte dell’Europa, ci sta mostrando due fatti evidenti: che se non si spende in infrastrutture e manutenzione si mette in pericolo la vita delle persone, il turismo e l’economia di intere zone; e poi che la semplice privatizzazione di infrastrutture lucrose come le autostrade non porta con sé i meravigliosi benefici promessi dalla propaganda neoliberista degli anni ‘80 e ‘90, con la sua retorica del “privato è bello”, della maggiore efficienza del privato rispetto al pubblico, dei vantaggi per gli utenti.

Lampi del pensiero di Diego Fusaro/ La voce del padrone mondialista, che definisce le masse nazionali-popolari "sdentate" (Hollande) e "plebaglia" (Attali) di Diego Fusaro?(*) “Con Salvini e Di Maio abbiamo il populismo al potere, è molto pericoloso poichè i populisti SONO I PLEBEI AL POTERE” (Eugenio Scalfari).  ...

di Ilaria Bifarini Ogni tanto, tra le varie notizie di propaganda che dipingono un paese irreale, in cui un aumento quasi impercettibile del Pil -peraltro stimato- e una diminuzione lievissima del tasso di disoccupazione attualmente alle stelle -perlopiù legata a fattori stagionali- vengono spacciati per crescita, trapela qualche dato reale sullo stato di salute del Paese. Uno di questi è quello divulgato ieri dall’Istat -e precedentemente anche dall’OCSE- sul livello di disuguaglianza interno alla popolazione: mentre una fascia ristretta della popolazione diventa sempre più ricca la schiacciante maggioranza si impoverisce. In un solo anno, dal 2015 al 2016, la percentuale di italiani a rischio povertà o esclusione sociale è passata dal 28,7% al 30%.

di  Nicoletta Forcheri Riprenderci la sovranità non può andare senza riprenderci la sovranità monetaria e richiede una rivoluzione quantica che il popolo al momento non è preparato ad affrontare, perché richiede di rimettere in discussione tutti i dogmi inculcatici e un rimettersi in discussione nella propria vita. Faccio richiesta esplicita a tutti i maestri spirituali del momento a informarsi e a passare il messaggio.Immagine correlata Tipo, che la moneta dev’essere “coperta” se non da oro, almeno da beni e servizi. FALSO, la moneta è una convenzione sociogiuridica che non dev’essere coperta, semmai deve andare a coprire il rispetto della vita, ivi compresi i beni e i servizi ad esso finalizzati, perché se è coperta, come adesso, dai debiti, significa che noi, esseri umani debitori, ne diventiamo il sottostante e finiamo, come finiamo, con il sacrificarci all’altare dello sterco del diavolo.

di Ilaria Bifarini Per combattere una guerra bisogna innanzitutto identificare il nemico, studiare le sue strategie e analizzare su quali fronti risulti più vulnerabile. Affermazione scontata, direte voi, non serve certo leggere l’Arte della Guerra di Sun Tzu per capirlo! Ma la percezione cambia se spostiamo il campo di osservazione da quello bellico a quello ideologico. I grandi conflitti del XXI secolo hanno un carattere universale che sfugge alla logica dei blocchi contrapposti, sempre più difficili da identificare. Così avviene per le idee e le dottrine economiche, che più di un dittatore riescono a irreggimentare una popolazione.