"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Manipolazione dei media

di  Gabriele Sannino

Lo scandalo del social di Mark Zuckerberg e della società inglese di consulenza Cambridge Analytica ha destato molti sospetti sul web, almeno per chi è un po’ più scafato a va oltre la propaganda del cosiddetto mainstream, sia televisivo che giornalistico.
Riassumiamo per qualche secondo i fatti, così da avere le idee chiare: Cambridge Analytica è una società che si occupa di seguire e – di conseguenza – orientare campagne promozionali sul web, e per farlo – al pari di tante altre società oggi – usa la miniera di dati che ogni giorno gli utenti lasciano su Facebook.

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di Luciano Lago

Il concetto di “Libertà e Democrazia” continuamente sbandierato in Occidente e con quello il pretesto per aggredire i paesi che non si conformano allo standard politico del sistema ipercapitalista e consumista promosso dalle elite anglo USA, si scontra con la realtà dell’intolleranza manifestata nei confronti delle voci discordi non conformi al coro del politicamente corretto imposto nelle società occidentali.

Le fonti di informazione che operano in modo difforme rispetto al coro conformista del sistema dei media atlantisti, quelli che svolgono l’insostituibile compito della manipolazione delle idee e dei cervelli , vengono sottoposte a pressione indebita, ricattate e sanzionate con i più assurdi pretesti in modo da rendere loro impossibile lo svolgimento del proprio lavoro.

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di  Paul Antonopoulos

RIO DE JANEIRO, Brasile – È sempre più chiaro che gli Oscar non considerano un criterio fondamentale la qualità delle opere e dei premi, e che il loro scopo è essenzialmente quello di trasmettere un messaggio ideologico liberal la cui finalità è quella di rafforzare l’egemonia globale liberal e preparare il via per il nuovo ordine globale.

La relativizzazione della qualità delle opere non è nuova, perché il premio è sempre stato portato avanti da blockbuster, dove prevale la quantificazione del reddito, del pubblico, ecc.. Tuttavia quello che viene oggi al posto della qualità non è la quantità, ma lo spirito di “Progressista transfrontaliero” (leggi mondialista).

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di Enrica Perucchietti

L’ultimo libro di Enrica Perucchietti può essere considerato un vero e proprio grido d’allarme. Parliamo di Fake News (Arianna Editrice), che si avvale della prefazione di Marcello Foa. La battaglia in corso contro le cosiddette fake news è, in realtà, per Perucchietti un ulteriore grande passo verso una forma moderna di psicoreato, voluta da forze governative che non accettano il pensiero controcorrente.

Un tema super-bollente soprattutto in questi tempi dove il termine fake news è diventato quasi di moda ma dietro ci sono realtà e nuovi rischi non sempre di facile interpretazione. Il libro intende essere una bussola proprio per capire meglio “chi e cosa c’è dietro”, come testimonia l’intervista che abbiamo fatto all’autrice.

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di Enrica Perrucchetti

«La guerra è pace, La libertà è schiavitù, L’ignoranza è forza». Questi sono i tre slogan che campeggiano stampati sulla facciata del palazzo di forma piramidale in cemento bianco in cui si trova la sede del Ministero della Verità orwelliano: è al suo interno, nell’Archivio, che lavora il protagonista di 1984, Winston Smith. Il Miniver (in neolingua) si occupa dell’informazione e della propaganda e ha il compito di produrre tutto ciò che riguarda l’informazione: promozione e diffusione dei precetti del partito, editoria, programmi radiotelevisivi, letteratura. Questo ente si occupa anche della rettifica di questo materiale, in un’opera capillare e costante di riscrizione delle fonti. Il Miniver, cioè, si occupa di falsificare l’informazione e la propaganda per rendere il materiale diffuso conforme alle direttive e all’ideologia del Socing. Il Grande Fratello, infatti, sottomette le menti dei cittadini tramite il “controllo della realtà”, ossia il bipensiero e niente deve sfuggire alle maglie del suo dominio onnipervasivo.

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Le “notizie false” possono essere messe fuori legge come intende l’Unione Europea ?

di Luciano Lago

Nella fase attuale in Europa si nota che esiste una precisa volontà di limitare l’accesso alle informazioni alternative, per quanto questa misura venga presentata come la necessità di combattere le “fake news” e la loro influenza deleteria sull’opinione pubblica.
Vero è che elettori male informati possono rappresentare la nemesi della democrazia, strano però che ci si accorga soltanto adesso del problema dopo anni di manipolazione e di propaganda diffusa dai media ufficiali .  Tuttavia la forte diffusione dei social media e di blogs e testate on line senza controllo ha reso il problema urgente ed “improrogabile” per il potere politico ed economico  che teme di essere scalzato nella sua capacità di controllare i media.

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di Shelley Kasli

Un recente articolo di Bloomberg ha rivelato come una cellula segreta di Facebook abbia permesso la creazione di un esercito di troll [1] a favore di molti governi nel mondo, compresa l’India, sotto forma di propaganda digitale finalizzata a manipolare le elezioni [2].

Sotto i riflettori, seguendo il ruolo che la sua compagnia Facebook ha svolto come piattaforma di propaganda politica, il suo co-fondatore Mark Zuckerberg ha risposto dichiarando che la sua missione è al di sopra delle divisioni partigiane. Ma in realtà, Facebook non è solo uno spettatore politico.

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Ecco perché i nemici dichiarati degli Stati Uniti e dei governi israeliani sono esposti alle misure di censura da parte di Facebook, mentre gli Stati Uniti e i funzionari israeliani (e i loro alleati più tirannici e repressivi) non lo sono.

di  Glenn Greenwald

Nel settembre dello scorso anno è stato notato che rappresentanti di Facebook si erano incontrati con il governo israeliano per decidere quali account Facebook di palestinesi dovevano essere cancellati perché costituivano “incitamento”.

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Robert Parry

L’isteria del Russia-gate ha scavalcato l’Atlantico, con gli Europei che danno ai Russi la colpa del Brexit e del malcontento catalano. Ma che dire delle operazioni di influenza israeliane e di quelle statunitensi, si chiede Robert Parry
Da quando il governo USA ha messo in palio 160 milioni di dollari a dicembre per la lotta contro la propaganda e le disinformazioni russe, oscuri accademici e avidi think tank fanno la fila per spartirsi il bottino e partecipare a questa corsa all’oro, diffondendo l’isterico Russia -gate fino in Europa.

Di questi tempi, sembra che qualsiasi evento non gradito all’establishment – dal Brexit al referendum per l’indipendenza della Catalogna – venga imputato alla Russia ! La Russia ! La Russia !

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di  Jack Burns

Gli Stati Uniti hanno speso circa 1 milione di dollari per manipolare i media in Ungheria durante le ultime elezioni – lo stesso tipo di interferenza di cui hanno accusato la Russia nei confronti delle ultime elezioni presidenziali svoltesi negli USA.

La presunta ingerenza russa nelle elezioni degli Stati Uniti del 2016 ha generato un’indagine in corso guidata da Robert Mueller per indagare sui legami della Trump Administration con la Russia. Eppure esiste un silenzio assordante nei media mainstream circa le recenti rivelazioni secondo cui gli Stati Uniti hanno speso quasi 1 milione di Us. dollars per sconfiggere i conservatori nell’Europa orientale, utilizzando media alternativi per ottenere questo risultato.

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