"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Manipolazione dei media

Le “notizie false” possono essere messe fuori legge come intende l’Unione Europea ?

di Luciano Lago

Nella fase attuale in Europa si nota che esiste una precisa volontà di limitare l’accesso alle informazioni alternative, per quanto questa misura venga presentata come la necessità di combattere le “fake news” e la loro influenza deleteria sull’opinione pubblica.
Vero è che elettori male informati possono rappresentare la nemesi della democrazia, strano però che ci si accorga soltanto adesso del problema dopo anni di manipolazione e di propaganda diffusa dai media ufficiali .  Tuttavia la forte diffusione dei social media e di blogs e testate on line senza controllo ha reso il problema urgente ed “improrogabile” per il potere politico ed economico  che teme di essere scalzato nella sua capacità di controllare i media.

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di Shelley Kasli

Un recente articolo di Bloomberg ha rivelato come una cellula segreta di Facebook abbia permesso la creazione di un esercito di troll [1] a favore di molti governi nel mondo, compresa l’India, sotto forma di propaganda digitale finalizzata a manipolare le elezioni [2].

Sotto i riflettori, seguendo il ruolo che la sua compagnia Facebook ha svolto come piattaforma di propaganda politica, il suo co-fondatore Mark Zuckerberg ha risposto dichiarando che la sua missione è al di sopra delle divisioni partigiane. Ma in realtà, Facebook non è solo uno spettatore politico.

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Ecco perché i nemici dichiarati degli Stati Uniti e dei governi israeliani sono esposti alle misure di censura da parte di Facebook, mentre gli Stati Uniti e i funzionari israeliani (e i loro alleati più tirannici e repressivi) non lo sono.

di  Glenn Greenwald

Nel settembre dello scorso anno è stato notato che rappresentanti di Facebook si erano incontrati con il governo israeliano per decidere quali account Facebook di palestinesi dovevano essere cancellati perché costituivano “incitamento”.

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Robert Parry

L’isteria del Russia-gate ha scavalcato l’Atlantico, con gli Europei che danno ai Russi la colpa del Brexit e del malcontento catalano. Ma che dire delle operazioni di influenza israeliane e di quelle statunitensi, si chiede Robert Parry
Da quando il governo USA ha messo in palio 160 milioni di dollari a dicembre per la lotta contro la propaganda e le disinformazioni russe, oscuri accademici e avidi think tank fanno la fila per spartirsi il bottino e partecipare a questa corsa all’oro, diffondendo l’isterico Russia -gate fino in Europa.

Di questi tempi, sembra che qualsiasi evento non gradito all’establishment – dal Brexit al referendum per l’indipendenza della Catalogna – venga imputato alla Russia ! La Russia ! La Russia !

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di  Jack Burns

Gli Stati Uniti hanno speso circa 1 milione di dollari per manipolare i media in Ungheria durante le ultime elezioni – lo stesso tipo di interferenza di cui hanno accusato la Russia nei confronti delle ultime elezioni presidenziali svoltesi negli USA.

La presunta ingerenza russa nelle elezioni degli Stati Uniti del 2016 ha generato un’indagine in corso guidata da Robert Mueller per indagare sui legami della Trump Administration con la Russia. Eppure esiste un silenzio assordante nei media mainstream circa le recenti rivelazioni secondo cui gli Stati Uniti hanno speso quasi 1 milione di Us. dollars per sconfiggere i conservatori nell’Europa orientale, utilizzando media alternativi per ottenere questo risultato.

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Matt Taibbi scrive su Rolling Stone: “Riposa in pace Edward Herman, colui che ha co-realizzato un libro che ora è più importante che mai,” e che : “Edward Herman, il co-autore (con Noam Chomsky) di Manufacturing Consent, è morto. Lui aveva 92 anni. Il suo lavoro non è mai stato più importante. Manufacturing Consent fu una sorta di Bibbia della critica dei media per una generazione di pensatori dissidenti”.

Herman, strenuo sostenitore dell’Institute for Public Accuracy (IPA) scrisse molti libri inclusi The Real Terror Network e, con il membro dell’IPA Robert W. McChesney, The Global Media: The Missionairies of Global Capitalism. Il suo ultimo pezzo è stato “Fake News on Russia and Other Official Enemies: The New York Times, 1917–2017” per Monthly Review.

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di  Alfredo Jalife Rahme

La rivista britannica The Economist, portavoce del neoliberismo globale, controllata dai banchieri Rothshild, si scaglia in un violento attacco contro Internet e i social media: ” I social media minacciano la democrazia?” (“Do social media threaten democracy”?) Titola la presigiosa rivista.

In forma prevenuta, la rivista fustiga “Facebook, Google e Twitter per aver danneggiato gli interessi plutocratici del neoliberismo globale, accusa verso i social media che furono progettati presumibilmente “per salvaguardare la politica con una buona (sic) informazione che elimini i pregiudizi e le falsità”-

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di Paolo Borgognone (*)

Guardate questo video:     Youtube.com/Watch

Si tratta di un filmato propagandistico realizzato e postato su YouTube da Omnium Cultural, un movimento secessionista radical-libertario catalano, dichiaratamente pro-Ue, il cui leader, Jordi Cuixart, è stato arrestato, con l’accusa di sedizione, il 16 ottobre 2017. Il video in questione si intitola Help Catalonia, Save Europe, dura 3 minuti e 28 secondi ed è palesemente ispirato a un’analoga operazione propagandistica posta in essere, nel 2014, in Ucraina, allo scopo di persuadere l’opinione pubblica occidentale della buona fede “liberal” ed “europeista” dei golpisti russofobi di Kiev.

Scrive infatti, a riguardo, un quotidiano italiano certamente non sospettabile di simpatie “complottiste”, come il Corriere della Sera:
«Help Catalonia, save Europe!», aiutate la Catalogna, salvate l’Europa è il titolo del filmato di 3 minuti e 28 in cui una ragazza si presenta come esponente di una popolazione europea, la catalana, sotto occupazione e brutalmente repressa dalla polizia mentre cerca di esercitare il diritto di voto in un referendum dichiarato illegale dal governo spagnolo (in realtà, da una sentenza della Corte Costituzionale), autoritario e sordo a ogni richiesta di dialogo. Il video […] ha già superato il milione di visitatori. Ma i conduttori delle tivù madrilene hanno ripescato un video girato in Ucraina, tre anni fa, durante le rivolte di piazza Maidan a Kiev, da cui Omnium Cultural sembra perlomeno aver tratto ispirazione: anche allora una ragazza, Yulia Marushevska, si rivolgeva alla comunità internazionale invocando aiuto e sostegno alle manifestazioni di piazza contro la dittatura e la dura repressione del presidente russo-ucraino Viktor Janukovyč, poi effettivamente destituito e costretto a rifugiarsi in Russia.

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di Ron Unz

Analisi, ottobre 2017 – Il concetto di “teoria del complotto” è un’arma ideologica da guerra contro le ricostruzioni storiche e cronachistiche che non godono di un imprimatur ufficiale. Il concetto venne elaborato dalla CIA, e da allora si è imposto nei media internazionali…

Pare evidente che gran parte di quanto viene detto dai nostri capi di governo, o scritto sulle pagine dei nostri giornali più rispettabili – dagli attentati dell’11 settembre al caso locale più insignificante di piccola corruzione urbana – potrebbe essere tranquillamente collocata nella categoria « teoria del complotto », ma è difficile che in casi del genere si scomodi questo concetto. Vi si ricorre solo per quelle teorie, non importa se plausibili o fantasiose, che non hanno il timbro di approvazione dell’ establishment.

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