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Manipolazione dei media

di  Luciano Lago

Quello che sta accadendo nel Mediterraneo con l’accumulo di forze navali da parte degli USA e dei loro alleati (Francia e Regno Unito) da una parte e della Russia dall’altra parte, con reciproche minacce e tensione fortissima in vista di un prossimo ennesimo attacco USA contro la martoriata Siria, sembra sia qualche cosa di lontanisimo dall’Italia, come se fossero avvenimenti che si stiano verificando in Alaska o in Indonesia.

Si ricava questa sensazione nel vedere le zero notizie su questi importanti avvenimenti che si verificano alle porte di casa nostra ma che non trovano alcuno spazio nei media italici , che al contrario danno molta importanza a qualsiasi “scoreggia” di Roberto Saviano o al lancio di uova contro qualche immigrato africano che diventa un caso mediatico di melodramma nazionale a sprezzo di ogni ridicolo.

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Facebook diventa “veicolo di censura del governo degli Stati Uniti”

La decisione di Facebook di eliminare la rete di notizie dell’America latina  è orientata a favorire il dominio informativo USA sul continente.
La pagina in lingua inglese di Telesur senza spiegazione ha solo aggiunto nota alle preoccupazioni sulla censura e sull’ingerenza del governo USA sulla piattaforma.
Essendo stato cancellato su Facebook all’inizio di quest’anno, Telesur era stato “ancora più attento” con i suoi post e non ha violato “assolutamente alcuno” dei termini di Facebook, secondo l’ex direttore di Telesur, Pablo Vivanco, come questi ha detto a RT.

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di   Chris Hedges

“La persecuzione di Assange è parte di un vasto attacco contro le organizzazioni di notizie anticapitaliste e antimperialiste”.
L’autore è ex corrispondente estero del New York Times, dove ha vinto un premio Pulitzer, fino a quando è stato licenziato per aver criticato Israele e la guerra in Iraq. È un autore più venduto del New York Times, ex professore alla Princeton University, attivista politico di sinistra e ordinato ministro presbiteriano.

Ospita uno spettacolo eccellente su RT chiamato “On Contact”. Parla arabo, francese e spagnolo e ha studiato classici, tra cui greco antico e latino, all’Università di Harvard.

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Sembra ormai sulla via dell’archiazione la morte  del giornalista investigativo Bechir Rabani, che si era infiltrato nei gruppi violenti di sinistra come gli antifas ed era  stato trovato morto nel dicembre 2017, poco dopo aver presentato delle denunce sui finaziamenti occulti del finanziere globalista George Soros a queste organizzazioni.

Bechir Rabani, 33 anni, di origine palestinese, con passaporto svedese, era un giornalista indipendente e blogger molto conosciuto in Svezia per le sue inchieste e per le sue rivelazioni circa le collusioni fra i settori dell’alta finanza e le organizzazioni pro immigrazione che operano in Europa. Alcune delle sue inchieste avevano suscitato reazioni ed attacchi dagli ambienti della sinistra mondialista e dai media ufficiali che lo accusavano di “complottismo”.

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di  Giulietto Chiesa

Il Parlamento Europeo ha respinto a maggioranza una legge che va sotto il titolo di “difesa dei diritti d’autore”, ma che è un pasticcio dal quale sarebbero usciti vincenti solo i grandi network. E perdenti tutti i “content producers”, cioè i milioni di fruitori e attori della Rete.

Il fulcro del cosiddetto “ragionamento” della Commissione (che, in effetti ha cercato di guidare il processo) stava nei famigerati artt. 11 e 13 che, ridotti in termini comprensibili alle masse, significa che se vuoi pubblicare un qualsiasi contenuto, devi prima accertarti che non sia coperto dal diritto d’autore. Se non lo fai sarai “bannato” e punito.

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L’Occidente è precipitato in una nuova epoca di terrore:
il rischio della guerra globale, le fake news e la dittatura dei media

di Enrica Perrucchetti

Archiviato il pericolo ISIS, grazie alla sconfitta delle truppe del Califfo in Siria, i nuovi nemici globali sono la Corea del Nord e l’Iran. L’elezione di Trump ha portato il mondo a dividersi in due blocchi, riproponendo una anacronistica Guerra Fredda e il rischio di un conflitto globale.

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di  Eric Zuesse

Il 23 aprile Rd , il grande giornalista d’inchiesta indipendente, Craig Murray – un ex diplomatico britannico – ha titolato nel suo blog, “Condemned By Their Own Words” (condananto dalle proprie parole) , e lui stesso ci ha postato la trascrizione tradotto da Inglese (tratto sotto) per questa radio ebraica israeliana, in onda il 21 aprile , in cui un israeliano, un generale di brigata, di nome Fogel, ha spiegato il motivo per cui le truppe israeliane stanno facendo la cosa giusta con lo sparare e persino l’ uccidere gli abitanti di Gaza che vengono (in modo non meglio specificato) troppo vicino al muro che separa Israele dalla Gaza:

Qualsiasi persona che si avvicini alla recinzione, chiunque possa essere una futura minaccia al confine dello Stato di Israele e dei suoi residenti, dovrebbe pagare un prezzo per tale violazione. Se questo fosse un bambino o qualcun altro che si avvicina alla barriera per [il soldato pensa forse] nascondere un ordigno esplosivo o [per] controllare se ci sono zone morte lì o per tagliare la recinzione in modo che qualcuno possa infiltrarsi nel territorio dello Stato di Israele per ucciderci …

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di  Luciano Lago

Mentre tutti i poteri forti si stavano gradualmente pronunciando a favore di governo 5 Stelle-PD, rimasti spiazzati dal no del PD e dai risultati delle elezioni in Friuli, intervengono gli esponenti del potere mediatico a dire la loro sulla intricata situazione politica italiana.

«Qualunque sarà il governo noi saremo i cani da guardia della democrazia»: parola di Marco De Benedetti, presidente del Gruppo GEDI, la più grande concentrazione editorial-finanziaria esistente in Italia (la Repubblica, Il Secolo XIX, la Stampa, l’Espresso, Radio Deejay, Radio Capital, ecc. ecc.).

In realtà più che “cani da guardia della democrazia” i giornalisti del sistema mediatico dominante sembrano piuttosto “cani al servizio di un solo padrone”: il regime della oligarchia tecno-finanziaria.

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di  Gabriele Sannino

Lo scandalo del social di Mark Zuckerberg e della società inglese di consulenza Cambridge Analytica ha destato molti sospetti sul web, almeno per chi è un po’ più scafato a va oltre la propaganda del cosiddetto mainstream, sia televisivo che giornalistico.
Riassumiamo per qualche secondo i fatti, così da avere le idee chiare: Cambridge Analytica è una società che si occupa di seguire e – di conseguenza – orientare campagne promozionali sul web, e per farlo – al pari di tante altre società oggi – usa la miniera di dati che ogni giorno gli utenti lasciano su Facebook.

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di Luciano Lago

Il concetto di “Libertà e Democrazia” continuamente sbandierato in Occidente e con quello il pretesto per aggredire i paesi che non si conformano allo standard politico del sistema ipercapitalista e consumista promosso dalle elite anglo USA, si scontra con la realtà dell’intolleranza manifestata nei confronti delle voci discordi non conformi al coro del politicamente corretto imposto nelle società occidentali.

Le fonti di informazione che operano in modo difforme rispetto al coro conformista del sistema dei media atlantisti, quelli che svolgono l’insostituibile compito della manipolazione delle idee e dei cervelli , vengono sottoposte a pressione indebita, ricattate e sanzionate con i più assurdi pretesti in modo da rendere loro impossibile lo svolgimento del proprio lavoro.

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