"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Media

di  Alfredo Jalife Rahme

La rivista britannica The Economist, portavoce del neoliberismo globale, controllata dai banchieri Rothshild, si scaglia in un violento attacco contro Internet e i social media: ” I social media minacciano la democrazia?” (“Do social media threaten democracy”?) Titola la presigiosa rivista.

In forma prevenuta, la rivista fustiga “Facebook, Google e Twitter per aver danneggiato gli interessi plutocratici del neoliberismo globale, accusa verso i social media che furono progettati presumibilmente “per salvaguardare la politica con una buona (sic) informazione che elimini i pregiudizi e le falsità”-

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L’OSCE sta studiando le richieste USA al canale televisivo russo RT

L’OSCE sta studiando la situazione intorno alla richiesta del Dipartimento della Giustizia statunitense al canale russo RT di registrarsi come agente straniero.
Lo ha dichiarato a RIA Novosti il consigliere del presidente dell’organizzazione per la libertà dei mezzi di comunicazione Anna Lundbladh. “Non abbiamo ricevuto una richiesta ufficiale dalla Russia su questo tema, ma ce ne stiamo comunque occupando”, ha detto la Lundbladh.

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di Paolo Borgognone (*)

Guardate questo video:     Youtube.com/Watch

Si tratta di un filmato propagandistico realizzato e postato su YouTube da Omnium Cultural, un movimento secessionista radical-libertario catalano, dichiaratamente pro-Ue, il cui leader, Jordi Cuixart, è stato arrestato, con l’accusa di sedizione, il 16 ottobre 2017. Il video in questione si intitola Help Catalonia, Save Europe, dura 3 minuti e 28 secondi ed è palesemente ispirato a un’analoga operazione propagandistica posta in essere, nel 2014, in Ucraina, allo scopo di persuadere l’opinione pubblica occidentale della buona fede “liberal” ed “europeista” dei golpisti russofobi di Kiev.

Scrive infatti, a riguardo, un quotidiano italiano certamente non sospettabile di simpatie “complottiste”, come il Corriere della Sera:
«Help Catalonia, save Europe!», aiutate la Catalogna, salvate l’Europa è il titolo del filmato di 3 minuti e 28 in cui una ragazza si presenta come esponente di una popolazione europea, la catalana, sotto occupazione e brutalmente repressa dalla polizia mentre cerca di esercitare il diritto di voto in un referendum dichiarato illegale dal governo spagnolo (in realtà, da una sentenza della Corte Costituzionale), autoritario e sordo a ogni richiesta di dialogo. Il video […] ha già superato il milione di visitatori. Ma i conduttori delle tivù madrilene hanno ripescato un video girato in Ucraina, tre anni fa, durante le rivolte di piazza Maidan a Kiev, da cui Omnium Cultural sembra perlomeno aver tratto ispirazione: anche allora una ragazza, Yulia Marushevska, si rivolgeva alla comunità internazionale invocando aiuto e sostegno alle manifestazioni di piazza contro la dittatura e la dura repressione del presidente russo-ucraino Viktor Janukovyč, poi effettivamente destituito e costretto a rifugiarsi in Russia.

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di Ron Unz

Analisi, ottobre 2017 – Il concetto di “teoria del complotto” è un’arma ideologica da guerra contro le ricostruzioni storiche e cronachistiche che non godono di un imprimatur ufficiale. Il concetto venne elaborato dalla CIA, e da allora si è imposto nei media internazionali…

Pare evidente che gran parte di quanto viene detto dai nostri capi di governo, o scritto sulle pagine dei nostri giornali più rispettabili – dagli attentati dell’11 settembre al caso locale più insignificante di piccola corruzione urbana – potrebbe essere tranquillamente collocata nella categoria « teoria del complotto », ma è difficile che in casi del genere si scomodi questo concetto. Vi si ricorre solo per quelle teorie, non importa se plausibili o fantasiose, che non hanno il timbro di approvazione dell’ establishment.

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Impressionante annuncio del talmudista Mark Zuckerberg, nel quadro della campagna per il bavaglio alla libertà di stampa e di espressione che da noi vede protagonista la Boldrini e in Germania e Francia ha già portato a leggi contro le fake e le hate news, i discorsi di odio..

Questo agente USraeliano annuncia che, in difesa della democrazia e per evitare ulteriori fenomeni come “le interferenze russe” nelle elezioni USA, Facebook provvederà a eliminare tutti gli interventi che minacciano “la nostra democrazia”. Google si muove lungo le stesse linee. Fra non molto saremo zittiti.

Fulvio Grimaldi

Vedi: Russia-Insider

Questo è accaduto poche ore fa. Non abbiamo neppure terminato di vedere questo video di 8 minuti che abbiamo pensato che bisogna diffonderlo-
La nostra impressione iniziale, dopo pochi minuti di visione, è che questo ragazzo sembra essere molto teso e nervoso come se qualcuno gli avesse assegnato un compito.. Qualunque sia la ragione.
In ogni caso sembra come che qualcuno, dal lato sinistro dello schermo, gli stesse puntando un’arma o qualche cosa del genere. Potrebbe essere ostaggio di una forza superiore che lo sta mantenedo sotto pressione.

Fonte: Russia Insider

L’individuo opera le sue scelte mosso da impulsi irrazionali e incontrollati. E’ compito di una minoranza di persone elette guidarlo “come un gregge di pecore va guidato”.

di Ilaria Bifarini

Annoverato dall’autorevole rivista americana Life tra i 100 uomini più potenti del XX secolo, acclamato unanimemente come il creatore dell’ingegneria del consenso, Edward Louis Bernays è un nome poco familiare al pubblico europeo. Conosciuto forse a qualche curioso per la sua parentela con il padre della psicoanalisi, dello zio Freud il giovane Louis assimila velocemente e rielabora brillantemente la teoria di rivoluzionaria conoscenza dell’inconscio.

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Le tecniche di manipolazione dei mega media non sono cambiate ma al contrario si sono consolidate tanto da divenire una scienza , quella che viene definita “misinformation and manipulation” dagli “spin doctors” addetti nel settore  della divulgazione mediatica. Sono le tecniche insegnate nei corsi riservati ai giornalisti arruolati dai servizi di intelligence e infiltrati nei grandi media Tv e giornali per diffondere l’interpretazione delle notizie in modo utile per le centrali di potere dominante.  Noam Chomsky le ha studiate ed elencate. Ne riportiamo la descrizione.

di  Noam Chomsky –

1-La strategia della distrazione
L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti.

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Lo scorso 10 agosto è apparso sul sito di Russia Insider un articolo a firma di Charles Bausman, l’editore del blog, che ricorda la vicenda del giornalista tedesco Udo Ulfkotte prematuramente scomparso nel gennaio scorso ( Russia-insider.com).

Ricordiamo che Udo Ulfkotte era un brillante giornalista ed inviato speciale sui fronti di guerra che aveva lavorato per molti anni per il Frankfurter Allgemeine Zeitung, una delle principali testate tedesche. Nel 2014 aveva pubblicato il suo libro Gekaufte Journalisten (Giornalisti comprati) sul controllo esercitato dai servizi di informazione americani e tedeschi sulla stampa per condizionare l’opinione pubblica sugli affari internazionali.

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di  Luciano Lago

L’emarginazione di chi dissente avviene oggi, nell’epoca della globalizzazione, quando la canaglia mediatica del modo occidentale si scatena contro un qualche riconosciuto nemico dei così detti i”nostri valori” della “nostra democrazia” , quest’ultima, una parola che ha acquistato un significato tecnico orwelliano quando viene utilizzata con l’esaltazione retorica dal giornalismo conformista, per riferirsi agli sforzi degli Stati Uniti e dei suoi alleati per imporrre la democrazia liberale rappresentativa ed il sistema occidentale agli stati considerati “fuorilegge”, come il Venezuela o la Corea del Nord, la Siria di Assad o l’Iran o la Russia di Putin.

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di  Matteo Fais

Il settimanale L’Espresso ha recentemente dileggiato Diego Fusaro dandogli del filosofo da talk show. Abbiamo simpaticamente deciso di rispondere agli amici di De Benedetti.

Era purtroppo inevitabile. Dalle parti di La Repubblica e L’Espresso hanno una specie di preoccupante coazione a ripetere: non essendo abbastanza obiettivi da schifarsi l’un l’altro, quando si incontrano durante le riunioni di redazione, si compiacciono di spalmare il fango che li lorda sul volto altrui. Ciò non stupisce. Chi non ha niente da dire e, quando parla, non è in grado di articolare alcun tipo di pensiero compiuto, passa solitamente la vita a criticare l’operato altrui.

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