"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Islam ed Europa

di  Rodolfo de Mattei

Risolvere i problemi dei paesi in via di sviluppo, attraverso la promozione e l’imposizione dell’imprescindibile e onnipresente agenda gender: questa è la “brillante” soluzione proposta dall’Unione Europea.

L’EuropeAid-Co-operation Office, direzione alle dirette dipendenze della Commissione europea, responsabile della messa in atto di programmi e progetti di aiuto internazionale, lo scorso 17 agosto, ha infatti pubblicato il bando “Promoting Gender Equality and Women’s and Girls’ empowerment in developing countries”, un progetto che si inserisce all’interno del programma Beni pubblici e sfide globali (GPGC) per la prevenzione della violenza a sfondo sessuale nei confronti di donne e ragazze.

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di  Fabio De Maio

Notiamo come buona parte dell’attenzione dei media in questi giorni sia stata monopolizzata dal velo indossato dal commissario Europeo Mogherini durante una visita di Stato in Iran, il gesto dell’Alto rappresentante UE ha attirato critiche di partiti ed associazioni ,da sinistra a destra(un altro segnale che queste definizioni sono sempre meno rappresentative delle grandi dialettiche e dei cambiamenti profondi in atto nella nostra realtà).

La Mogherini é stata accusata di aver compiuto un “gesto di sottomissione rispetto al ruolo della donna e rispetto ai valori occidentali”(citiamo una sintesi di varie dichiarazioni).

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La sinistra mondialista sta trasformando Londra in una nuova Baghdad”, questa non è una dichiarazione di un leader populista di estrema destra ma è quanto afferma un esponente mussulmano, l’Iman Tawhidi, il quale ha anche aggiunto che le autorità britanniche (come di altri paesi europei) stanno permettendo che “il terrorismo cresca all’ombra delle democrazie occidentali”, dopo il nuovo attentato di Londra che è costato la vita ad almeno 7 persone e che ha lasciato a terra decine di feriti.

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di   Luciano Lago

Il Re del Marocco, Hassan II, nel 1993 rilasciò una intervista ad una rete TV francese che, riletta oggi, ha un significato premonitore di quanto accade attualmente in Europa:

-Intervistatrice: Lei sarebbe favorevole a che i mussulmani possano integrarsi in Francia? Lei è a favore o è contrario al principio di integrazione?

-Hassan II: io non vorrei in alcun modo che queste persone siano oggetto di un tentativo di integrazione, visto che non potranno mai integrarsi.

– Lei ritiene che essi (i mussulmani) non vorranno integrarsi o saranno i francesi che li rifiuteranno?

-Loro non potranno mai integrarsi. Sarebbe possibile l’integrazione fra gli europei, visto che il loro mondo è il medesimo la loro religione, i loro costumi, ecc.. I movimenti migratori europei lungo la Storia sono stati tra l’est e l’ovest. Questo movimento invece oggi si verifica tra continenti (Europa ed Africa) e non c’è niente da fare: loro saranno cattivi francesi.

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Come molti già sanno, nelle ultime ore della giornata di ieri sono stati pubblicati in rete una serie di documenti riservati sulla campagna elettorale del candidato alla presidenza francese Emmanuel Macron.
Come ci si poteva aspettare, nella terra della “Libertà, Uguaglianza e Fraternità”, la Commissione Nazionale per il Controllo della Campagna Elettorale ha proibito la pubblicazione di questi documenti nei media ufficiali.
Pirati informatici hanno tuttavia pubblicato in rete un grande archivio di documenti sulla campagna elettorale del candidato Macron.

La filtrazione di questi documenti è avvenuta negli ultimi minuti del Venerdì, prima dell’inizio della giornata di riflessione, in vista delle votazioni per il secondo turno delle presidenziali in svolgimento Domenica in cui Macron andrà a confrontarsi con la Marine Le Pen.

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Il Wahabismo, grazie ai dollari del petrolio, e alla sudditanza occidentale, si diffonde ovunque. E non è un movimento pacifico.

di Fulvio Scaglione

Gli abitanti di Helsinki avevano visto i cortei anti-migranti dei gruppi neo-nazisti. Ora, invece, fanno conti con una protesta nuova, che anche noi dovremmo seguire con attenzione. È quella contro il progetto chiamato “Centro Oasi”, che nella periferia industriale della città vorrebbe far sorgere una moschea capace di accogliere 1.200 fedeli, un centro culturale e una serie di giardini e locali comunitari. Un gigante, considerato che l’intera comunità islamica della Finlandia conta al più 70 mila persone (tra le quali molti somali, turchi e albanesi).

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Vedere anche se non si vuol credere.
di Sonia Ardizzoni

Sabato scorso il primo cittadino Merola, il vescovo Zuppi e il rampollo emiliano stile Fratelli Musulmani Lafram tutti insieme sotto l’albero di Piazza Maggiore, Bologna.
L’albero, come per magia lacrimatoria mediaticamente orientata, viene al click appositamente spento, mentre i tre oscuri alfieri petroniani vanno a reggere il vessillo dell’aggressione occidentale alla Siria.
Immortalati non a caso dietro la stessa bandiera imposta al Paese durante il “protettorato” coloniale francese, lorda di sangue dei bambini siriani da ben prima che qualche scellerato sinistrato cominciasse ad esporre cartelli post orwelliani con la scritta “Save Aleppo”.

La cornice è quella di Bologna, città la cui amministrazione propone come fiore all’occhiello per il triennio prossimo il progetto della Disneyland del cibo fra i compagni di merende renziani e il prode dei magnamagna italidiotati, Oscar Farinetti.
Qualche decina di persone a prendersi un gran freddo che parte dalla mente, ma è il dato di pura propaganda che conta di più.

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Intervista a cura di Ali Reza Jalali

Il tema della convivenza tra modelli culturali diversi è sempre al centro del dibattito politico e religioso dei vari paesi, soprattutto all’interno dell’Europa, visto l’aumento massiccio negli ultimi anni della popolazione immigrata nei vari Stati del vecchio continente. Soprattutto la convivenza tra la cultura europea e la comunità islamica desta particolare attenzione tra gli studiosi. Per cercare di comprendere meglio il problema abbiamo deciso di contattare Claudio Mutti, studioso, editore e direttore della rivista “Eurasia”.

-Gentile prof. Mutti, lei è stato tra i primi in Italia a occuparsi di Islam, pubblicando alcuni testi quando ancora la presenza musulmana qui non era così visibile. Come è cambiato il rapporto tra Islam ed Europa oggi rispetto agli anni ’70-’80, ovvero rispetto a quando è iniziata la prima ondata migratoria musulmana non europea verso il vecchio continente in epoca contemporanea?

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Quello che si paventava è iniziato ad accadere: non appena i londinesi hanno eletto un sindaco mussulmano, immediatamente è partito un programma di promozione dell’Islam, così come ci si è posti interrogativi circa la libertà di movimento “concessa” alle donne mussulmane.

Vediamo per prima cosa la promozione dell’Islam.

Con il pretesto della campagna umanitaria a favore dei rifugiati siriani, il giorno seguente alla elelezione di Sadq Khan, l’associazione Islamica “Relief”, una ONG di aiuti internazionali, va a collocare nelle fiancate laterali di 640 autobus londinesi un enorme cartello che riporta con in lettere cubitali “Subhan Allah”. In cristiano: “Gloria ad Allah”. Questa pubblicità ostentata durerà alcuni mesi, in pratica fino a tutto il ramadan.

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di Marco Della Luna

A seguito delle recenti stragi in Francia e Belgio, nonché dell’espansione dell’Isis in Medio Oriente e in vari paesi africani, compresa la Libia, anche il mainstream politically correct ha riconosciuto che non siamo alle prese con gesta di fanatici isolati ma con una strategia di espansione islamica diretta anche verso l’Europa. Tematizzare questa realtà, quindi, non è più islamofobia.

La geostrategia islamica agisce con tre strumenti principali:

penetrazione finanziaria mediante l’acquisto di sostegni politici, di banche, di industrie strategiche, di mass media, pagati coi petrodollari soprattutto dai saudi-salafiti finanziatori del jihad e alleati di Washington; business dell’immigrazione per onlus etc.;

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