"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Iran e asse della resistenza

L’esercito siriano ha lanciato un’operazione militare nella provincia di Hama per bonificare la zona dalle mine lasciate dal gruppo terroristico ISIS.

Nel corso di questa operazione, le forze del governo siriano hanno trovato armi dell’ISIS immagazzinate nel sud della provincia che includevano bombe di fabbricazione israeliana, come riferisce l’agenzia di stampa siriana SANA .

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di   Gordon Duff

Una nuova guerra è in arrivo: l’Iran è l’obiettivo immediato. La Russia è stata avvisata di “tenersi fuori” per quanto tutti sappiamo che la Russia sarà la prossima.

VT Istanbul : Fonti di intelligence affidabili ci hanno informato di un imminente programma USA di destabilizzazione contro l’Iran che prevede rivolte e omicidi all’interno del paese e si muove contro gli alleati dell’Iran dal di fuori dal paese. Ci aspettiamo che questo si produca entro un mese.

Sappiamo anche che una versione di questo programma è stata delineata dal Segretario di Stato americano Mike Pompeo ai funzionari russi durante il summit di Helsinki. La Russia è arrivata al tavolo così concentrata sul sostegno a Donald Trump – che vedono come il “loro ragazzo” a Washington a causa dei suoi lunghi legami con i mafiosi russi – che manca loro per il “gioco lungo”.

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di  Hamidreza Azizi (*)

La capitale finlandese di Helsinki ospiterà un vertice il 16 luglio tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il suo omologo russo Vladimir Putin. Tra i preparativi per l’incontro, sono state sollevate speculazioni sugli argomenti che potrebbero essere discussi dai due presidenti. Anche se l’agenda formale deve ancora essere annunciata, una cosa è certa: la crisi siriana e le prospettive di impegno tra Mosca e Washington sul paese devastato dalla guerra probabilmente costituiranno una grande parte di ciò che Putin e Trump discuteranno – e forse concorderanno .

Il 1 luglio il consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton ha riconosciuto che una parte importante dell’agenda del prossimo vertice Trump-Putin sarà per gli Stati Uniti per chiedere l’aiuto della Russia per estromettere l’Iran dalla Siria.

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Un alto funzionario iraniano ha dichiarato che i consiglieri militari iraniani continueranno la loro presenza in Siria per aiutare il paese arabo a sconfiggere una volta per tutte i miliziani terroristi sponsorizzati dall’estero. Che piaccia o no ai sionisti, l’Iran continuerà a dare il suo supporto ai fratelli siriani.

Hossein Amir-Abdollahian, consigliere speciale del parlamento iraniano per gli affari internazionali, ha sottolineato che i siriani non permetteranno ai sionisti di entrare nella loro patria dopo il crollo del gruppo terrorista Daesh (ISIS).

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Il comandante del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Iraniana,general Ismail Kosari, ha dichiarato che l’Iran è pronto a bloccare lo stretto di Hormuz con l’obiettivo di paralizzare il traffico internazionale del petrolio qualora vengano bloccate le esportazioni del petrolio iraniano per effetto delle sanzioni decise illegalmente da Washington.

“Se si restinge l’esportazione del petrolio iraniano, noi non permetteremo l’estrazione del petrolio del resto del mondo attraverso il trasporto nello stretto del Golfo”, ha dicharato Kosari il 3 di Luglio, con riferimento allo stretto di Hormuz, passaggio strategico dal Golfo Persico al Golfo di Oman (Mar di Arabia). L’Alto ufficiale iraniano ha sottolineato che più del 20% del petrolio mondiale si trasporta attraverso dello stretto in questione.

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Il principale aiutante di Trump, Rudy Giuliani, assieme a Newt Gingrich, sono stati in prima linea per dare una nuova spinta per un violento cambio di regime in Iran, incentrato sull’ultima conferenza organizzata dal gruppo terrorista di Mujahedin-e Khalq ( MEK noto anche come MKO, NCRI o PMOI) a Parigi.
In passato, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti aveva a lungo elencato in nero il MEK come gruppo terroristico. Ma il culto della morte speso per la difesa da parte dei funzionari statunitensi che alla fine li ha portati a mettere il gruppo fuori dalla lista proibita nel 2012, anche se sono spesso descritti come un’entità terrorista e in termini molto critici in Occidente.

Alla conferenza di quest’anno, tuttavia, Giuliani, oratore ospite ben pagato, ha predetto la fine del governo iraniano e ha dichiarato che “deve essere sostituito dal governo democratico rappresentato da Madam Rajavi”. Rajavi è il capobanda del MEK. Giuliani ha predetto che l’anno prossimo la conferenza MEK si potrebbe svolgere a Teheran!

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Stati Uniti e Israele stabiliscono una task force per destabilizzare l’Iran dall’interno provocando il caos e la guerra.

Forti dell’esperienza già fatta in paesi come la Libia e la Siria, Israele e gli Stati Uniti hanno istituito un gruppo di lavoro congiunto volto a esercitare pressioni sullo Stato iraniano nell’ambito di un piano, che risulta particolarmente incentrato sui tentativi di sobillare le proteste antigovernative all’interno del paese per questioni economiche e rivalità interetniche.

Un funzionario israeliano ha affermato che la task force non è destinata a rovesciare il governo iraniano perché “nessuno pensa” che possa essere realizzabile, come ha riportato il canale israeliano di Channel 10 martedì, senza identificare la fonte.

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Il presidente iraniano ha risposto alle minacce di Mike Pompeo ed ha promesso di mettere gli Stati Uniti “in ginocchio” mentre Washington continurà a minacciare i suoi alleati di fermare le importazioni di petrolio iraniano, dopo che Donald Trump ha abbandonato unilateralmente l’accordo internazionale cardine sul nucleare .
“Non cederemo [alla pressione] e manterremo la nostra dignità nazionale e storica di fronte agli Stati Uniti”, ha detto Hassan Rouhani mercoledì, come citato da Press TV. “Metteremo gli Stati Uniti in ginocchio in questa battaglia di volontà”.

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di Luciano Lago

Il ministro degli esteri delI’Iran, Mohamad Yavad Zarif, ha denunciato con forza la politica estera USA affermando che questa politica porta Washington a minacciare ogni paese che non si assoggetta all’egemonia USA .
In realtà la denuncia della politica attuata dall’Amministrazione Trump non proviene solo dall’Iran ma anche da altri diplomatici ed osservatori internazionali di paesi non allineati, dall’India, all’Egitto e all’Algeria, i quali stanno mettendo in guardia dai rischi di avere negli Stati Uniti un paese fuori controllo che fomenta guerre ed aggressioni mascherate in tutto il mondo per ripristinare la sua egemonia in fase di declino. Vedi: Russia, India, China Will Isolate America in Trade Battle

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Il ministro degli Esteri dell’Iran, Mohammad Javad Zarif, ha dichiarato che gli Stati Uniti si stanno trasformando in uno “stato canaglia” violando ripetutamente la legge internazionale, aggiungendo che l’Iran non negozierà con un paese che non mantiene la parola e si muove per sabotare un accordo multilaterale dopo l’altro.

In un articolo intitolato “Politica estera USA in crisi” pubblicato ieri sul sito web del ministero degli Esteri, Zarif ha risposto ad una lista di 12 punti di domande e riposte recentemente avanzate dal Segretario di Stato americano Mike Pompeo per un “nuovo” accordo con l’Iran dopo Il ritiro di Washington dall’accordo nucleare multilaterale esistente.

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