"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Iran e asse della resistenza

La visita del presidente russo a Teheran viene  presentata dai principali  media statunitensi come una prova in più dell’appoggio di Mosca a Teheran.

“Putin dimostra che non volterà mai le spalle all’Iran anche nel mezzo della campagna di accuse lanciata dall’Amministrazione USA”, così ha analizzato sulla sua pagina web il network statunitense CBC, puntualizzando inoltre che il Cremlino si trova preparato a rimanere fermamente vicino al paese persiano.

Inoltre viene citato il viceministro russo Serguey Raibkov il quale ha dichiarato che questa visita è stata segnata da nuovi ed importanti accordi tra entrambi i paesi.

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di Thierry Meyssan

Il Dipartimento di Stato e il presidente Trump hanno proferito imprecazioni contro Hezbollah e l’Iran, tali da far presagire una rottura dell’accordo 5+1. Ma per Thierry Meyssan, sebbene il peggio sia possibile, è assai più probabile che ancora una volta Washington metta in scena un falso litigio per meglio manipolare i suoi alleati israeliani e sauditi.

Il discorso del presidente statunitense sull’Iran è stato preceduto da una breve conferenza stampa al Dipartimento di Stato in cui Hezbollah è stato accusato di esportare il terrorismo in tutto il mondo per conto di Teheran [1]. Unendo l’atto alla parola, è stata offerta una taglia per l’arresto di due dei suoi comandanti. Ma – sorpresa! – nemmeno una frase è stata pronunciata né sulle sue vittorie contro i jihadisti, né sugli 800 milioni di dollari che la Guida Ali Khamenei ha appena offerto alla Resistenza libanese [2].

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Secondo un rapporto pubblicato sul The Guardian, la CIA ha speso – in segreto – milioni di dollari per realizzare conferenze scientifiche in tutto il mondo. Il suo scopo era quello di portare scienziati nucleari iraniani fuori dalla loro patria e in un luogo accessibile dove i loro ufficiali di intelligence potessero avvicinarli individualmente e spingerli a disertare.

In altre parole, l’agenzia ha cercato di ritardare lo sviluppo di armi nucleari dell’Iran approfittando dell’ internazionalismo dell’accademia scientifica e tirando fuori un inganno di massa sulle istituzioni che organizzano conferenze e gli insegnanti che hanno partecipano  e che   parlano i tali conferenze.

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L’amministrazione di Trump vuole un accordo completamente diverso, o andrà a revocarlo unilateralmente. Le conseguenze che ne deriveranno potrebbero  essere incendiarie.

di  Pepe Escobar

Contrariamente a un giro di sbarramento, la riunione dei Paesi del 5 + 1, a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, per valutare l’attuazione dell’accordo nucleare iraniano non è andata particolarmente bene, come i diplomatici hanno confermato ad Asia Times.

Il Segretario di Stato americano Rex Tillerson è stato costretto a riconoscere che Teheran sta rispettando l’accordo. Ma ancora una volta ha martellato i nuovi refrain americani – ora risulta che sia l’atteggiamento dell’Iran a non soddisfare le “aspettative”.

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TEHERAN (Pars Today Italian) – L’Iran ha bollato come “sogni” l’idea di ispezionare i suoi siti militari nell’ambito dell’accordo nucleare siglato due anni fa da Teheran con le potenze mondiali.

“Quello che è stato detto circa possibili ispezioni dei nostri siti militari, che sono completamente riservati e classificati, è una mera espressione di sogni”, ha dichiarato oggi il portavoce del governo Mohammad Bagher Nobakht.
“Non accetteremo nulla dagli americani al di fuori dei nostri accordi strutturali, specialmente sulle visite ai siti militari”, ha detto a una conferenza stampa televisiva settimanale.

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di Tony Cartalucci

L’isteria domina i titoli dei media occidentali riguardo allo “storico accordo sul nucleare raggiunto da Obama”, che giustifica il premio Nobel a lui “prematuramente attribuito” tanti anni fa. Quanti sono consapevoli dello stratagemma in corso sanno però che tale visione verrà inevitabilmente e completamente tradita da quanto di certo seguirà.

Il pubblico globale ricorderà senz’altro che in Siria, alle soglie dell’Iran, è attualmente in corso una guerra. L’unico scopo di questa guerra, organizzata e diretta dall’Occidente, alimentata con miliardi di dollari, armi e combattenti organizzati e raccolti in tutto il mondo dalla NATO e dai suoi alleati, è di distruggere il principale alleato regionale dell’Iran, prima di distruggere inevitabilmente lo stesso Iran. Se la guerra in Siria infuria ancora, possiamo stare certi che è ancora in corso anche la guerra per procura condotta contro l’Iran.

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Di Salvo Ardizzone

A Vienna è stato raggiunto l’accordo sul nucleare iraniano. Solo il tempo potrà mostrare appieno l’enorme portata di un evento destinato a ribaltare equilibri, economia e geopolitica di una regione nevralgica è immensa. Leggi tutto…

di Luciano Lago

In questi giorni si svolgono a Vienna, in Austria, i colloqui sul nucleare iraniano, quelli decisivi per raggiungere un accordo definitivo tra l’Iran e i paesi del gruppo del 5+1, cioè i membri del Consiglio di Sicurezza con potere di veto (Regno Unito, Francia, Stati Uniti, Russia e Cina) più la Germania. L’accordo ha per oggetto la possibilità per l’Iran di proseguire nel suo programma di dotarsi della possibilità di produrre energia nucleare per uso pacifico, eliminando i sospetti su un possibile utilizzo militare di tale processo.

Finora non è stato ancora trovato l’accordo conclusivo, e come era prevedibile i negoziatori hanno già superato alcune scadenze che si erano imposti prima di iniziare i colloqui.

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