"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Iran e asse della resistenza

di  Giovanni Sorbello

Il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale del Parlamento iraniano ha dichiarato che l’organizzazione terroristica Mujahedin-e Khalq (Mko), che ha ricevuto asilo dalla Francia, oggi è aiutata dai sostenitori dei diritti umani nonostante abbia massacrato migliaia di persone in Iran.
Il portavoce della Commissione per la sicurezza nazionale e la politica estera del Parlamento iraniano, Seyyed Hossein Naghavi Hosseini, ha dichiarato: “La sicurezza e la dignità dell’Iran, per cui i nostri martiri hanno sacrificato le loro vite, hanno infranto le vane speranze dei nemici e dalla vittoria della Rivoluzione Islamica, i nostri nemici hanno subito pesanti sconfitte”.

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di Davood Abbasi

“Iran povero”, “Iran senza pane e libertà”, “Iran affamato”, insomma anche dopo la fine delle proteste ed il ritorno dell’ordine, i media italiani non la smettono con quelle che sono pure offese e dimostrazioni di odio nei confronti del popolo iraniano; mi chiedo perchè, deluso e addolorato da tutta questa cattiveria gratuita.

La popolazione iraniana non e’ ne’ “affamata” ne’ “senza pane”, e chi ha viaggiato in Iran puo’ testimoniare che al contrario delle citta’ del “civile” Occidente, si vedono raramente mendicanti o clochard. Infierire sull’Iran e sugli iraniani in un momento in cui c’e’ stata una protesta, che probabilmente per via di infiltrazioni da parte di terroristi e mercenari dei soliti Cia e Mossad ha pure fatto morti, e’ semplicemente vile.

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Secondo l’Agenzia di notizie ABNA, Il giudice di Theran (Iran), Abas Yafari Dolatabadi, ha reso pubbliche lo scorso Lunedì le confessioni dell’accademico, Ahmadreza Yalali, condannato a morte per spionaggio, circa gli otto incontri che questi aveva avuto con agenti dei servizi segreti stranieri e le informazioni confidenziali che l’accademico aveva fornito ai membri del servizio di intelligence israeliano ( il Mossad).
“L’accademico incarcerato dalle autorità iraniane, oltre ad aver fornito informazioni sui progetti del Ministero della Difesa e dell’Organizzazione per l’Energia Atomica dell’Iran, aveva consegnato agli agenti del Mossad le identità ed i dati di alcuni dei rispettivi direttori”, come ha riferito nel dettaglio il giudice Dolatabadi.

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La visita del presidente russo a Teheran viene  presentata dai principali  media statunitensi come una prova in più dell’appoggio di Mosca a Teheran.

“Putin dimostra che non volterà mai le spalle all’Iran anche nel mezzo della campagna di accuse lanciata dall’Amministrazione USA”, così ha analizzato sulla sua pagina web il network statunitense CBC, puntualizzando inoltre che il Cremlino si trova preparato a rimanere fermamente vicino al paese persiano.

Inoltre viene citato il viceministro russo Serguey Raibkov il quale ha dichiarato che questa visita è stata segnata da nuovi ed importanti accordi tra entrambi i paesi.

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di Thierry Meyssan

Il Dipartimento di Stato e il presidente Trump hanno proferito imprecazioni contro Hezbollah e l’Iran, tali da far presagire una rottura dell’accordo 5+1. Ma per Thierry Meyssan, sebbene il peggio sia possibile, è assai più probabile che ancora una volta Washington metta in scena un falso litigio per meglio manipolare i suoi alleati israeliani e sauditi.

Il discorso del presidente statunitense sull’Iran è stato preceduto da una breve conferenza stampa al Dipartimento di Stato in cui Hezbollah è stato accusato di esportare il terrorismo in tutto il mondo per conto di Teheran [1]. Unendo l’atto alla parola, è stata offerta una taglia per l’arresto di due dei suoi comandanti. Ma – sorpresa! – nemmeno una frase è stata pronunciata né sulle sue vittorie contro i jihadisti, né sugli 800 milioni di dollari che la Guida Ali Khamenei ha appena offerto alla Resistenza libanese [2].

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Secondo un rapporto pubblicato sul The Guardian, la CIA ha speso – in segreto – milioni di dollari per realizzare conferenze scientifiche in tutto il mondo. Il suo scopo era quello di portare scienziati nucleari iraniani fuori dalla loro patria e in un luogo accessibile dove i loro ufficiali di intelligence potessero avvicinarli individualmente e spingerli a disertare.

In altre parole, l’agenzia ha cercato di ritardare lo sviluppo di armi nucleari dell’Iran approfittando dell’ internazionalismo dell’accademia scientifica e tirando fuori un inganno di massa sulle istituzioni che organizzano conferenze e gli insegnanti che hanno partecipano  e che   parlano i tali conferenze.

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L’amministrazione di Trump vuole un accordo completamente diverso, o andrà a revocarlo unilateralmente. Le conseguenze che ne deriveranno potrebbero  essere incendiarie.

di  Pepe Escobar

Contrariamente a un giro di sbarramento, la riunione dei Paesi del 5 + 1, a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, per valutare l’attuazione dell’accordo nucleare iraniano non è andata particolarmente bene, come i diplomatici hanno confermato ad Asia Times.

Il Segretario di Stato americano Rex Tillerson è stato costretto a riconoscere che Teheran sta rispettando l’accordo. Ma ancora una volta ha martellato i nuovi refrain americani – ora risulta che sia l’atteggiamento dell’Iran a non soddisfare le “aspettative”.

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TEHERAN (Pars Today Italian) – L’Iran ha bollato come “sogni” l’idea di ispezionare i suoi siti militari nell’ambito dell’accordo nucleare siglato due anni fa da Teheran con le potenze mondiali.

“Quello che è stato detto circa possibili ispezioni dei nostri siti militari, che sono completamente riservati e classificati, è una mera espressione di sogni”, ha dichiarato oggi il portavoce del governo Mohammad Bagher Nobakht.
“Non accetteremo nulla dagli americani al di fuori dei nostri accordi strutturali, specialmente sulle visite ai siti militari”, ha detto a una conferenza stampa televisiva settimanale.

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di Tony Cartalucci

L’isteria domina i titoli dei media occidentali riguardo allo “storico accordo sul nucleare raggiunto da Obama”, che giustifica il premio Nobel a lui “prematuramente attribuito” tanti anni fa. Quanti sono consapevoli dello stratagemma in corso sanno però che tale visione verrà inevitabilmente e completamente tradita da quanto di certo seguirà.

Il pubblico globale ricorderà senz’altro che in Siria, alle soglie dell’Iran, è attualmente in corso una guerra. L’unico scopo di questa guerra, organizzata e diretta dall’Occidente, alimentata con miliardi di dollari, armi e combattenti organizzati e raccolti in tutto il mondo dalla NATO e dai suoi alleati, è di distruggere il principale alleato regionale dell’Iran, prima di distruggere inevitabilmente lo stesso Iran. Se la guerra in Siria infuria ancora, possiamo stare certi che è ancora in corso anche la guerra per procura condotta contro l’Iran.

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Di Salvo Ardizzone

A Vienna è stato raggiunto l’accordo sul nucleare iraniano. Solo il tempo potrà mostrare appieno l’enorme portata di un evento destinato a ribaltare equilibri, economia e geopolitica di una regione nevralgica è immensa. Leggi tutto…