"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Iran e asse della resistenza

Dimitri Feoktistov, il vice direttore del Dipartimento di Studi Strategici del Ministero degli Esteri russo, ha dichiarato che tutti i tentativi dell’Amminstrazione USA di far considerare l’Iran come la principale minaccia mondiale sono inutili e controproducenti. La maggioranza della comunità internazionale non accetterà questo”, ha dichiarato Feoktistov, nel corso di una intervita all’agenzia Sputnik.

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Secondo il Segretario di Stato americano, Thomas Shannon, Washington non è d’accordo con la vendita da parte della Russia di aerei da combattimento Su-30 e di sistemi di difesa antiaerea S-300 all’Iran e ritiene che tali transazioni possano essere fatte solo previa approvazione da parte del Consiglio di sicurezza dell’ONU.

“Non daremo la nostra approvazione”, ha sottolineato Shannon in risposta alla domanda se gli Stati Uniti useranno il loro potere di veto se questo problema verrà portato al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Inoltre, ha osservato che eventuali consegne di sistemi S-300 preoccupano anche Washington.

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di Jim W. Dean

Il capo della politica estera dell’UE, Federica Mogherini, ha sottolineato che non esiste alcuna “alternativa” all’accordo nucleare iraniano, dopo che il Segretario di Stato americano Mike Pompeo aveva promesso sanzioni “dolorose” contro Teheran.

“Il discorso del Segretario Pompeo non ha dimostrato come l’allontanamento dal JCPOA (accordo nucleare) abbia reso o renderà la regione più sicura dalla minaccia della proliferazione nucleare o come ci collochi in una posizione migliore per influenzare la condotta dell’Iran in aree al di fuori dell’ambito JCPOA “, ha detto Mogherini in una dichiarazione rilasciata lunedì.

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Gli Stati Uniti avrebbero dato ad Israele il via libera per assassinare il generale Qassem Soleimani, comandante del braccio oltremare della Guardia rivoluzionaria iraniana, la Forza Quds, secondo quanto riportato dal quotidiano kuwaitiano Al-Jarida.

Il documento, visto nel mondo arabo come strumento per far conoscere il messaggio di Israele ad altri paesi del Medio Oriente, ha citato una fonte anonima a Gerusalemme che afferma che “c’è un accordo americano-israeliano” che Soleimani è una “minaccia per gli interessi dei due paesi”nella regione “.

Secondo il rapporto, il presunto cenno di Washington di uccidere il generale iraniano arriva tre anni dopo che gli Stati Uniti hanno sventato un tentativo israeliano di assassinarlo vicino a Damasco.

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di  Luciano Lago

I segnali ci sono tutti: gli USA si preparano per una guerra diretta contro l’Iran utilizzando Israele come agente provocatore, mentre all’Arabia Saudita è stato affidato il “lavoro sporco” di finanziare ed addestrare gruppi di ribelli anti-iraniani da infiltrare in Iran dallla frontiera asiatica. Ci sono già stati i primi episodi di attacchi dalla frontiera con il Pakistan, subito respinti dalla guardia di frontiera iraniana.

Il piano USA-Israele è quello di attuare contro l’Iran in modo analogo con quanto fatto contro l’Iraq nel 2013 dall’Amministrazione Bush. Creare la provocazione, lanciare accuse infondate e muovere guerra, possibilmente con una coalizione internazionale che comprenda anche Regno Unito e Francia e altri paesi della NATO. L’obiettivo è distruggere il potenziale militare industriale del l’Iran ed ottenere il cambio di regime.

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Il ritiro degli Stati Uniti dall’accordo nucleare con Teheran martedì è il primo passo nel piano americano per un cambio di regime in Iran condotto secondo lo scenario iracheno, ha detto a RT l’esperto del Medio Oriente Sami Ramadani.
“Se si ascolta attentamente ciò che Trump stava dicendo, in realtà, gli Stati Uniti non si stanno solo ritirando da questo accordo multilaterale internazionale unilateralmente – demolendolo, ma stanno anche, in realtà, minacciando un cambio di regime in Iran”, ha detto Ramadani.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump tiene un memorandum presidenziale che annuncia il ritiro degli Stati Uniti dall’accordo nucleare Iran JCPOA, l’8 maggio 2018

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di Thierry Meyssan

Nel conflitto Russia-USA la maggior parte degli osservatori si schiera e auspica la vittoria dell’uno o dell’altro campo. Mosca cerca invece di chetare il Medio Oriente e, per questa ragione, ostacola un attacco dell’Iran a Israele, così come nel 2008 si oppose all’operazione israeliana contro l’Iran.

Nella notte tra il 29 e il 30 aprile 2018 Israele ha lanciato nove missili contro due basi militari siriane, causando danni molto gravi.

Stupisce che i radar russi non hanno allertato i siriani, che quindi non hanno potuto intercettare i missili israeliani.

In realtà, l’attacco non voleva colpire obiettivi siriani, bensì bersagli iraniani in basi siriane.  In forza di un trattato anteriore alla guerra, l’Iran è intervenuto in aiuto della Siria sin dall’inizio dell’aggressione straniera, nel 2011. Senza il soccorso iraniano la Siria sarebbe stata sconfitta, la Repubblica sarebbe stata rovesciata e i Fratelli Mussulmani sarebbero al potere. Sennonché, da settembre 2015 la Siria ha l’appoggio anche della Russia, la cui potenza di fuoco è di gran lunga superiore a quella iraniana. È stata l’aviazione militare russa a distruggere con bombe di penetrazione le fortificazioni sotterranee costruite dalla NATO e da Lafarge, permettendo all’esercito arabo siriano di riconquistare il terreno perduto.

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La Russia è ritornata ad avvisare circa la possibilità che Washington decida di ritirarsi dall’accordo nucleare sottoscritto dalle 6 nazioni (5+1) con l’Iran e nello stesso tempo ha affermato che qualsiasi modifica a tale accordo internazionale avrà ” conseguenze nefaste”.
“Conoscete bene l’impostazione della Russia, del presidente Vladimir Putin, circa le conseguenze nefaste di qualsiasi azione di rottura di questo accordo”, ha allertato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, secondo quanto riferito all’agenzia Sputnik.

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Il portavoce del ministero degli Esteri russo ha annunciato nuove partnership economiche con l’Iran per far fronte alle sanzioni statunitensi.

Il capo del dipartimento per il controllo e la non proliferazione delle armi del ministero degli Esteri russo, Vladimir Yermakov, ha annunciato che l’Iran e la Russia si uniranno contro Washington se il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si ritirerà dal Joint Action Plan (PGAC), ha riportato Fars News.
“Poiché non ci sono restrizioni sulla nostra cooperazione economica con l’Iran, la formazione di un fronte economico comune da parte di entrambi i paesi è più facile”, ha detto Yermakov in risposta alle minacce di Trump.

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L’Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica (AIEA) ha confutato una per una, questo Martedì, le accuse del primo ministro israeliano, , Benyamin Netanyahu, circa un presunto “programma nucleare segreto” iraniano ed ha scartato l’esistenza di “indizi crdibili” del fatto che l’Iran disponga attualmente di un programma di armi nucleari.

Il Lunedì, Netanyahu ha presentato quello che ha voluto chiamare “gli archivi segreti nucleari”, i quali comprendevano, secondo lui, 55.000 documenti e 183 CD che costituirebebro, a suo giudizio, le prove concludenti del fatto che Teheran abbia mentito circa la natura pacifica del suo programma nucleare e che sta sviluppando “armi nucleari”.

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