di DI MICHELE RALLO Storicamente, l’unica struttura statale – specie in àmbito europeo – che è sopravvissuta nei secoli ed è uscita vincitrice dai conflitti con altre strutture, è la “Nazione”: codificata con la Rivoluzione Francese e poi soprattutto con il “Discorso alla Nazione Tedesca” di Fichte, ma in realtà preesistente all’una e all’altro. La Nazione ha scompaginato gli Imperi ma anche una più ampia struttura sovranazionale, cioè la Chiesa, intesa non come fattore religioso, ma come fattore politico, come potere temporale dei Papi o, meglio, come superpotere che imponeva il proprio volere a regni ed imperi. Orbene, dovrebbe ormai essere chiaro a tutti – a questo punto della crisi planetaria degli ultimi anni – che l’obiettivo finale della guerra di conquista scatenata dai “poteri forti” sono proprio le Nazioni, anzi il concetto stesso di “Stato Nazionale”. La guerra (e non sembri eccessivo il termine) è stata ed è condotta con tutti i mezzi – leciti e illeciti – e in tutti gli àmbiti: da quello finanziario, attraverso la globalizzazione economica; a quello sociale, con la disoccupazione generalizzata e con la macelleria sociale; a quello squisitamente politico, con l’impulso dato ad una migrazione di massa di cui oggi avvertiamo soltanto i primi segnali, anticipatori di una vera e propria valanga con la quale si vuole sommergere (e snaturare) gli Stati europei.

Un efficace articolo di Russia Insider affronta la gravissima questione della copertura mediatica sulla migrazione che si rifugia in Europa, che nasconde accuratamente l’elefante nella stanza: le politiche aggressive della NATO che ne sono alla base. Il frame che comanda i giornalisti – consciamente o inconsciamente che sia – impone loro di passare sotto silenzio le cause di questa ondata migratoria senza precedenti, e di attaccare come “razzista” chiunque cerchi di mettere in discussione le compiacenti politiche di accoglienza. di Danielle Ryan I media sembrano determinati a non segnalare che la causa principale della crisi migratoria che la UE si trova ad affrontare è il caos e la miseria che gli Stati Uniti hanno contribuito a provocare in Libia, Siria, Iraq, Yemen e Somalia.

BOLOGNA - Una mamma di 41 anni (cittadina italiana), si è tolta la vita impiccandosi ieri sera a Ponte Ronca, una frazione tra Bologna e Zola Predosa. I motivi del gesto sono stati di natura economica: la donna, separata con due figli, non riusciva a trovare lavoro e il 9 luglio avrebbe subito il terzo tentativo di sfratto. A trovare il corpo, impiccato alla grata di una delle finestre di casa, è stato verso le 23 il suo nuovo compagno, rientrando dopo un paio d'ore di assenza. La 41enne avrebbe compiuto il gesto dopo aver messo a letto i figli, una bambina di 11 anni e un maschio di 10, che al momento della scoperta dormivano in camera da letto. La donna non ha lasciato biglietti ma, secondo i carabinieri, non ci sarebbero dubbi sulle motivazioni di natura economica del suicidio. Gli investigatori che hanno svolto gli accertamenti e sentito i familiari della vittima hanno definito "disastrosa" la situazione finanziaria della famiglia. Da settimane, la donna era costretta a cucinare per sè e per i figli utilizzando solo un forno a microonde, dopo che le era stato staccato il gas. Ma anche altre bollette e l'affitto non venivano pagati da tempo. La 41enne, in passato dipendente di una ditta di pulizie, aveva perso il lavoro restando disoccupata e accumulando parecchi debiti. (Tratto da Repubblica....)

di Federico Dezzani Dopo i 170.000 immigrati sbarcati nel 2014, il governo italiano stima per il 2015 un nuovo record da 400.000 arrivi, di cui un terzo profughi e due terzi clandestini: i numeri non sono paragonabili a quelli del Libano dove la popolazione è aumentata del 50% a causa della destabilizzazione siriana, ma sono comunque allarmati perché una massa senza alcun legame linguistico e culturale con l’Italia è scaricata su una società già esasperata dalla crisi economica. Dietro l’invasione si cela la volontà di Washington e Londra di replicare nel Mediterraneo la strategia adottata nell’est-europeo con la crisi ucraina: generare instabilità nel tentativo di puntellare la UE/NATO, spacciate come ancora di salvezza anziché come causa dell’immigrazione selvaggia. Dalla Marina Militare alle cooperative passando per i servizi segreti, diversi attori italiani assecondano l’operazione. I vani sforzi italiani per risolvere alla radice l’immigrazione

di Luciano Lago Quanto accade in questi giorni, con le conseguenze evidenti delle politiche che hanno favorito l'invasione del territorio italiano e tutti gli altri avvenimenti, incluse le aggressioni con machete e gli stupri compiuti da vari soggetti extra,  squarcia il velo dell'ipocrisia e del buonismo criminale, delle falsità che accompagnavano le narrazioni propagandistiche dietro cui si nascondeva la classe politica del governo Renzi/ Alfano ed i suoi sostenitori. Di fronte allo spettacolo vergognoso del degrado delle stazioni ferroviarie italiane, invase da masse di clandestini e profughi, con le persone e famiglie buttate in terra a dormire sui cartoni, inclusi i bambini, l'improvvisazione, la superficialità criminale con cui le autorità di governo hanno affrontato il fenomeno, dando il via libera al servizio traghetti dei clandestini dalle coste Libia, fa cadere la maschera finto "buonista" ai politici che hanno voluto attuare le direttive che provenivano dagli organismi sovranazionali, propensi a favorire l'invasione del territorio italiano e le conseguenze sono oggi sotto gli occhi di tutti.

di Luciano Lago Dalle Stazioni di Milano, Roma e Firenze trasformate in accampamenti per migranti e profughi, affamati, malati ed illusi di proseguire il loro viaggio verso il Nord, si inizia a vedere quale sarà la fisionomia dell'Italia multiculturale e globalizzata, voluta dagli zelanti complici di Bruxelles e dell'ONU.  (Vedi:  l'ONU predispone il piano di ripopolamento per l'Italia ) Il governo Renzi Alfano ha voluto adempiere a tutte le direttive che provenivano dagli organismi sovranazionali a cui si è "appecoronato" (sottomesso ed obbediente come una pecora): la Commissione Europea di Bruxelles, l'ONU dell'impagabile Ban Ki Moon, il Dipartimento di Stato di Washington ed il Vaticano. Questi organismi hanno imposto all'Italia di accogliere tutti i clandestini ed i profughi in arrivo dal mare, in attuazione del piano di ripopolamento predisposto da molto tempo per l'Italia. Il governo Renzi Alfano ha prontamente obbedito ed anzi ha fatto di più: non si è limitato ad accogliere ed a trasbordare dai barconi tutti i migranti in arrivo ma ha inviato le navi della Marina a prelevare i migranti fino a due miglia dalla costa libica, creando così un efficiente servizio traghetti , ammirato in tutta l'Africa, che ha incentivato ancora di più le partenze e gli imbarchi per l'Italia di centinaia di migliaia di africani, mentre altri milioni aspettano il loro turno, dalla Nigeria, al Sudan dall'Etiopia all'Eritrea. Aspettano l'occasione per partire ed imbarcarsi per l'Italia attraverso il "corridoio libico".

di Luciano Lago Fino a poco tempo addietro pensavamo che il piano predisposto dalle centrali mondialiste per l'ingresso in Italia di masse di immigrati africani destinate a modificare l'assetto sociale e l'identità culturale del paese necessitava di tempo, qualche decennio almeno per essere portato a termine, in modo graduale. La situazione invece sta rapidamente precipitando: sulle coste libiche sono in attesa di imbarcarsi, soltanto in questi giorni, circa 500.000 persone, secondo il rapporto dei servizi. Dietro questa massa di persone, sulle quali si basano i guadagni lucrosi degli scafisti ed il giro d'affari delle mafie libiche e tunisine che sfruttano l'arrivo di questa valanga umana, altre centinaia di migliaia di persone dai vari paesi africani si preparano a partire, attirati dal miraggio dell'arrivo in Italia con traghettamento, ingresso libero senza documenti, alloggio confortevole fornito dallo Stato, pasti gratis e cure sanitarie dalle autorità italiane. Si può fare un calcolo approssimativo da cui si prevede l'arrivo a ondate di qualche milione di persone.