di G. Cirillo In queste ultime settimane l’emergenza profughi ha ampliato la sua gravità divenendo la prima priorità dell’Unione Europea che si trova letteralmente invasa da migrazioni bibliche sia via mare (Italia, Grecia) sia via terra (Grecia, Macedonia, Ungheria). E’ un tema molto delicato che ha diviso, divide e continuerà a dividere l’opinione pubblica europea, spaccata tra chi è favorevole all’accoglienza senza se e senza ma, di chi scappa dai paesi in guerra e chi invece vede minacciata la stabilità dell’Europa già in difficoltà a causa della crisi economica. Essenzialmente, a livello politico, la prima linea è quella portata avanti dalla cancelliera tedesca Merkel che ha aperto il suo paese soprattutto ai disperati migranti siriani ed è sostenuta dai fedeli cagnolini di Francia, Italia, Austria e Spagna; l’altra linea è quella del presidente ungherese Orban, cioè respingere i migranti che a suo dire porterebbero alla fine dell’Europa come la conosciamo, questa linea è sostenuta da Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia, Macedonia, Bulgaria e Danimarca.

I paesi che generano la maggior parte dei profughi sono tutti luoghi dove gli Stati Uniti sono intervenuti. In un articolo su The American Conservative, Philip Giraldi  ricorda il momento, nel 2008, in cui ha visto sulle pagine del Washington Post la foto di Ali Hussein, un bambino iracheno di due anni, estratto, morto, dalle macerie di una casa che era stata distrutta dai missili americani. E di come la stessa sensazione si sia riproposta alla vista della foto del bambino siriano, Aylan Kurdi che giaceva, morto, su una spiaggia turca. Il bambino è una delle centinaia di migliaia di profughi che cercano di raggiungere l'Europa. Il mondo dei media sta seguendo la crisi puntando principalmente sull'incapacità dei governi locali, impreparati ad affrontare il numero dei migranti, chiedendo perché qualcuno, da qualche parte, non "fa qualcosa". Questo significa che in qualche modo, come risultato, la tragedia umana è stata ridotta ad una statistica e, inevitabilmente, ad una partita politica.

di  JESÚS CALABUIG Prospettare le cause  del dramma a cui assistiamo dell'arrivo in massa di migranti /rifugiati in Europa non è un compito facile in una società che, intontita dalla televisione e dai media, accetta senza capacità di critica e di opinione sulle risposte che vengono dispensate  dalle oligarchie europee. Da alcuni giorni il possente apparato dei media occidentali sta promuovendo una corrente di sensibilizzazione e di accettazione delle idee pro-immigrazione, nello stesso modo in cui una volta si erano promosse l'affinità e la simpatia verso quei movimenti di protesta presumibilmente spontanei che furono pubblicizzati con il nome di "Primavere Arabe" che si affermava che avrebbero condotto verso la democratizzazione dei paesi del Medio Oriente, ma che, nonostante questo, hanno avuto il risultato di portare alla guerra, la distruzione, la morte e l'esilio di centinaia di migliaia di persone.

  L'avvocato Damien Viguier ci parla del processo in appello di lunedì 7 settembre dove su richiesta di 14 vittime siriane dei terroristi Daesh ha denunciato il ministro FR degli Esteri Fabius davanti alla corte amministrativa d'appello di Parigi per i suoi atti nella vicenda siriana. "Appartengo a un collettivo di avvocati incaricato da civili siriani di chiedere riparazione per i danni subiti. Sono persone che hanno perso famiglia, figli, congiunti, nonni, cugini, fratelli sorelle in massacri sconvolgenti sempre gli stessi. L'attacco avviene sempre dopo la prima preghiera dell'islam, verso le 4 o le 5 del mattino, arrivano nel paese, a casa vostra orde di persone armate di kalaschnikov, drogate, che massacrano, che rompono tutto, che violentano, che rapiscono.

Il premier slovacco, Robert Fico, ha ribadito il no alle quote Ue obbligatorie per la redistribuzione dei migranti. “Non e’ che ogni volta che Francia o Germania dicono qualcosa dobbiamo prostrarci e ripetere la stessa cosa”, ha dichiarato ai giornalisti, “anche noi abbiamo la nostra opinione”. Diciamo no alle quote obbligatorie”, ha aggiunto, “non voglio svegliarmi un giorno e trovare 50.000 persone in questo Paese di cui non sappiamo nulla”. (AGI) .

8 settembre - BUDAPEST - Due terroristi arabi scoperti quando si erano infiltrati nella massa di migranti arrivata in Europa dell'est. E' questo il segnale d'allarme lanciato dalle forze speciali ungheresi, come riportato dalla catena televisiva locale M1. Una scoperta fatta grazie al loro account di Facebook, come informa la catena televisiva, visto che appaiono due fotografie ottenute dalla stessa pagina del loro profilo su FB.. Nella prima foto si vedono due individui in posa mentre si fanno fotografare con le armi in pugno, probabilmente sul territorio della Siria o dell' Iraq, Nella seconda, gli stessi due elementi sono ritratti mentre fanno gesti di saluto e sorridono nell' arrivare sul suolo europeo.

di Marco Della Luna L’effetto più nocivo del business dell’accoglienza, nell’immediato e nel breve termine, è che esso rafforza il blocco di potere parassitario costituito da area post comunista, area clericale, e mafia: il vero partito della nazione, che si fa legittimare in sede europea da governi e istituzioni in palese conflitto di interessi con l’Italia. “Con gli immigrati si guadagna più che con la droga”, spiega al telefono uno dei capi di Mafia Capitale. Dalle indagini appare che il business (lecito e illecito) dell’accoglienza agli immigranti ha coalizzato le tre grandi forze socio-politiche che storicamente comandano il Paese e raccolgono il consenso e la compliance della popolazione: sinistra, chiesa, mafia (intendendo ovviamente per “sinistra” la sedicente sinistra filobancaria, e per “chiesa” l’organizzazione materiale – con tutte le loro cooperative, associazioni etc.). Le agenzie economiche di queste tre aree si scambiano sistematicamente appalti, poltrone e protezioni.

"Gli USA e la NATO hanno distrutto l'Iraq e la Libia con i loro interventi militari, le loro bombe ed i loro missili. Hanno dato sostegno economico logistico e militare all'opposizione del presidente Al-Assad in Siria ed ai gruppi terroristi. In questo modo hanno reso possibile la distruzione, il caos e la sofferenza nella regione", ha dichiarato Heinz-Christian Strache, il leader del Partito della Libertà principale partito di opposizione in Austria, in una nota pubblicata anche sulla sua pagina personale di Facebook. Allo stesso modo Heinz-Christian Strache, ha rigettato la proposta fatta dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama per il quale l'Europa dovrebbe assumersi la responsabilità principale davanti all'affluenza dei richiedenti asilo che provengono dalle zone afflitte dai conflitti in Medio Oriente ed in Africa del Nord.

A cura di Maurizio Rossi & EreticaMente “La strategia mondialista emerge prepotentemente e con tutta la sua forza con l’allarmante fenomeno dell’esodo “biblico” delle genti extraeuropee verso il nostro Continente. Un’impressionante ondata migratoria terzo-mondista la cui definizione ormai semplicistica di ‘”immigrazione” ci suona patetica e ipocrita alla luce della constatabile dimensione degli spostamenti continui di popolazione proveniente dal Nord Africa, dall’Africa nera e dal Medio ed Estremo Oriente: è una autentica alluvione migratoria. Inoltre, soffermandoci esclusivamente sulla valutazione quantitativa e strettamente numerica che caratterizzerebbe l’ampiezza e la portata del fenomeno, risulterebbe puntuale, logico e maggiormente calzante esprimersi con il termine crudo di INVASIONE.

BERLINO - Il principale quotidiano tedesco, da sempre voce ufficiosa - e talvolta ufficiale - del governo Merkel, attacca con durezza, nell'edizione in edicola questa mattina, l'Italia di Renzi sull' immigrazione clandestina. "L'Italia ha annunciato ieri la reintroduzione provvisoria dei controlli delle persone ai confini con l'Austria in risposta a una richiesta in tal senso formulata dalla Germania, in difficolta' a causa dei flussi migratori diretti verso i suoi confini. Tuttavia - scrive il quotidiano tedesco "Frankfurter Allgemeine Zeitung" - sembra che il Belpaese non abbia alcuna intenzione di assumere impegni precisi in merito all'identificazione dei migranti che sbarcano sulle sue coste".