Una impiegata che lavorava in un centro per rifugiati in Svezia è stata accoltellata oggi mentre si verificava una lite fra i richiedenti asilo all'interno della struttura ricettiva. Secondo il rapporto della polizia della città di de Mölndal, l'impiegata di 22 anni, che prestava assistenza ai ragazzi adolescenti rifugiati, è stata trasportata d'urgenza all'ospedale di Sahlgrenska in gravi condizioni. Poco dopo la stessa giovane si spenta a seguito delle gravi ferite riportate, secondo quanto riporta il portale informativo NewZ Sentinel. Il responsabile diretto dell'accoltellamento, che alloggiava nel centro è stato arrestato dalla polizia svedese e si trova sotto custodia. Non è stata ancora confermata la sua identità e nazionalità. Le strutture per l'accoglienza dei rifugiati presenti a Mölndal sono gestite da privati per conto degli organismi governativi, fino ad ora avevano funzionato senza particolari problemi dalla loro apertura avvenuta nel Settembre del 2015. In questo momento la struttura accoglie una decina di adolescenti stranieri richiedenti asilo.

di Mauro Faverzani Sistematiche angherie e violenze di ogni sorta, ostilità, intimidazioni: a questo sono esposti i rifugiati cristiani e, con ancor più ferocia, quelli convertiti al Cristianesimo. Non in patria, bensì nei centri di accoglienza tedeschi: a Hochtaunus, Renania Settentrionale-Westfalia, nei quartieri di Dahlem e di Steglitz a Berlino. Tutti luoghi, questi ed altri, in cui dovrebbero essere al sicuro o, quanto meno, al riparo dalla persecuzione. Non è così. Alcuni soggetti d’origine turca ed araba, appartenenti alle forze di sicurezza interna, non si limitano a mantenere l’ordine: li aggrediscono. Selvaggiamente. Del fatto di tradurre in tedesco le grida di aiuto dei profughi cristiani malmenati, vengono spesso richiesti i loro stessi aguzzini.

Il Presidente della Repubblica Ceca, Milos Zeman, ha affermato oggi che l'integrazione dei mussulmani in Europa è "praticamente impossibile" ed ha avvertito sui gravi pericoli che l'entrata dei migranti può rappresentare per questo continente. "L'esperienza dei paesi dell'Europa occidentale, dove si sono creati ghetti e zone di marginazione, dimostra che l'integrazione della comunità mussulmana è praticamente impossibile", ha assicurato Zeman, che si è dimostrato un acerrimo critico della politica verso i rifugiati, in un video pubblicato questa domenica nel Web del giornale ceco Blesk.

di A. Terenzio Branchi di maschi, dall’aspetto arabo e nordafricano, la notte di San Silvestro, hanno derubato, molestato e stuprato, centinaia di donne tedesche. L’episodio di violenza e barbarie, che i cittadini tedeschi, hanno dovuto subire, sono la diretta conseguenza, del flusso incontrollato di disperati, che si riversano sul continente, a causa delle irresponsabili politiche di accoglienza, della cancelliera Angela Merkel. Non solo Colonia, ma altre città europee, da Amburgo a Zurigo, da Salisburgo ad Helsinki, sono state al centro di aggressioni a sfondo sessuale. Tuttavia, gli stupri nel capoluogo Renano, rappresentano solo la punta dell’iceberg, di episodi, che accadono quotidianamente nelle varie città europee e che manifestano l’impossibilità di una integrazione pacifica, tra allogeni ed autoctoni.

di Luciano Lago Non è ormai un segreto che esista un potere mondialista che persegue l'obiettivo di una trasformazione etnica e culturale dell'Europa ed in parallelo l'abolizione degli Stati nazionali destinati a scomparire per cedere il passo ad un ordinamento sovranazionale governato da alcuni organismi transnazionali. Tutte le attuali sitituzioni europee "remano" per trascinare la barca dell'Unione Europea verso questo obiettivo e questa politica, che vuole imporre il dogma della società multiculturale, dei mercati aperti e del superamento delle frontiere nazionali, obiettivo che corrisponde a quello  del "politicamente corretto", dominante in Europa a cui sono subordinati i grandi media, come le fondazioni culturali, le tante ONG con scopi umanitari, i grandi istituti Finanziari, così come l'orientamento degli Istituti Universitari e le varie organizzazioni transnazionali, ecc..

Mentre sono ancora fortissime le discussioni e le polemiche riferite agli avvenimenti di Colonia, in Germania (aggressione di circa 1000 immigrati alle donne tedesche), ci sembra importante chiarire quali siano gli ambienti e le istituzioni economiche che stanno sostenendo e finanziando le migrazioni di massa verso l'Europa con l'obiettivo scoperto di arrivare alla creazione di una società multiculturale europea e all'abolizione degli Stati Nazionali. L'articolo che segue, scritto da Maurizio Blondet, contribuisce a chiarire quali siano questi ambienti che operano in modo occulto o scoperto  per realizzare quell'obiettivo. La Commissione Europea finanzia i militanti pro-immigrati di Maurizio Blondet In Francia è stato notato che lo “spontaneo” ammassarsi di immigrati al "Pas de Calais", da cui cercano di giungere in Gran Bretagna sotto il tunnel ferroviario, è gestito da una organizzazione che si chiama "No Border", di militanti anarchici e dei centri sociali.

Quello che è successo a Colonia, sulla prima pagina di tutti i grandi media mercoledì, complica il compito della cancelliera in questo inizio di anno, quando sono crescenti i timori nell'opinione pubblica per il flusso registrato dell'ondata di migranti che arrivano dalla Siria, Iraq o Afghanistan e i dubbi circa la capacità della Germania di riuscire a integrarli nel paese. La Polizia locale, il mercoledì, ha riferito alla AFP che aveva ricevuto più di 100 denunce da parte delle donne che erano state aggredite la notte di San Silvestro. La Merkel dovrà affrontare questo problema Mercoledì in Baviera (sud-est), con la la rabbia del ramo locale della sua famiglia politica, il CSU, che la aveva invitata alla sua prima riunione dell'anno per tornare a spiegare fino in che misura viene considerata pericolosa per il paese l'impegno all'accoglienza dei rifugiati.

In Germania non si placano le polemiche per l'arrivo di grandi masse di migranti e profughi dal Medio Oriente e dall'Asia a seguito della politica di "apertura" inaugurata  nei mesi scorsi dalla Angela Merkel. Forti proteste si verificano nei lander più esposti all'immigrazione come in Baviera ed in Sassiona. Uno dei tanti cittadini tedeschi scrive: "Frau Merkel ha ammesso che per il 2015 – un anno che ha visto la Germania accogliere circa 1 milione tra migranti e rifugiati – era stato un anno insolitamente impegnativo. Ha avvertito delle altre sfide che ci attendono, ma ha sottolineato che l'esito di questo avrebbe valso la pena perché ' i paesi si sono sempre beneficiati dell'immigrazione di successo, sia economicamente che socialmente'.

di  Davide Di Stefano Washington, 2 gen – Non è tutto oro quello che luccica. Ma soprattutto “l’Europa è solo un’idea: la realtà non diversa da Bab al Sharji, un mercato di Baghdad”. Parola di Salvini? No, parola di migranti che tornano a casa, come Faisal Uday Faisal, iracheno di 25 anni, che dopo due mesi passati in Svezia ha chiesto al papà i soldi per tornare indietro, deluso dalla sistemazione trovata e da un posto dove “tutto era molto noioso e il cibo così cattivo che non lo avrebbe mangiato nemmeno un gatto”. Sono almeno 35mila le persone di varie nazionalità che nel 2015 hanno lasciato più o meno volontariamente l’Europa. Dati che non provengono da chissà quale sito racconta bufale, né da qualche segreteria di movimenti xenofobi, ma dall’autorevole “Organizzazione internazionale per le migrazioni” e ripresi in un’inchiesta dell’ancor più autorevole Washington Post.

por Jean Bricmont Il fisico e saggista belga analizza la crisi dei rifugiati e propone alcune questioni alla "sinistra mondialista" ed alla sua falsa morale in un suo articolo recente. " Non abbiate fiducia di questi cosmopoliti che vanno a cercare lontano, nei loro libri, "doveri morali" che disdegnano di eseguire nelle loro vicinanze. Tale filosofo ama i tartari perchè sta evitando di armare i suoi vicini". Nessuno può rimanere insensibile davanti alla tragedia dei rifugiati, compreso quando si tratta di "finti rifugiati" o di "rifugiati economici", ed anche se provengono dalla Turchia e non direttamente dalla Siria. Chiunque può solo applaudire ai gesti di solidarietà verso i rifugiati, quando sono sinceri. Tuttavia il discorso della "sinistra mondialista" che vuole dettare la sua morale su questo argomento si trova lontano dall'essere tanto nobile.