di  Giuliano Lebelli La rotta dei Balcani chiude ai migranti, con il placet dell’Ue. E indovinate dove sbarcheranno ora? Esatto, avete capito: in Italia. Dalla mezzanotte, il confine sloveno ha chiuso i battenti. A cascata, tutti gli altri Stati della regione hanno fatto lo stesso. In Croazia, Serbia e Macedonia non si passa se non con regolare passaporto e carte in regola. Il che fa sì che il cerino sia rimasto in mano alla Grecia, che vede 40mila immigrati bloccati ai confini con la Macedonia. Sembra proprio che questa Europa non possa concepire la salvezza di un Paese che non contempli allo stesso tempo la rovina per l’altro, mentre è esattamente per salvarsi tutti insieme che si era creata l’Unione. Ma Bruxelles applaude: “I flussi irregolari di migranti lungo i Balcani occidentali sono finiti – ha scritto il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, sul suo profilo Twitter – non si tratta di azioni unilaterali, ma di una decisione comune ai 28 Paesi dell’Unione europea”. “Ringrazio i Paesi dei Balcani occidentali per aver applicato parte della strategia globale dell’Ue per far fronte alla crisi migratoria”, si legge in un altro post.

Presidente Ceco: Ankara non è capace né pronta a fare nulla Praga 6 mar. (askanews) - I tre miliardi di euro che l'Unione Europea si è impegnata a versare alla Turchia per l'aiuto ai rifugiati sono "soldi sprecati": lo ha affermato il presidente della Repubblica Ceca, Milos Zeman, intervistato dall'emittente ceca Tv Prima. "La Turchia non è né capace né pronta a fare quel che sia per i migranti, se non gettarli in carcere, il che probabilmente non succederà" ha dichiarato Zeman parlando alla vigilia del vertice in programma lunedì a Bruxelles fra Ue e Turchia per trovare una soluzione alla crisi migratoria. Zeman non è certo nuovo a dichiarazioni poco ortodosse sulla questione dell'immigrazione: l'anno scorso aveva definito il flusso dei migranti come una "invasione organizzata", invitando i giovani siriani e iracheni a prendere le armi contro le milizie jihadiste dello Stato Islamico (Isis) invece di fuggire in Europa. (Aska News)

I verbali di una riunione di novembre tra Erdogan e l’UE pubblicati di recente provano come l’uomo forte turco stia manipolando il flusso di migranti in Europa a fini strategici. di Andrew Korybko Il sito web finanziario greco euro2day.gr ha pubblicato lo scioccante resoconto di ciò che è trapelato da un incontro di novembre tra Erdogan, Tusk, e Juncker ad Antalya. Nel tentativo di spremere più soldi da Bruxelles in cambio della sua collaborazione nell’arrestare il flusso di profughi, il leader turco ha pronunciato minacce aggressive, ringhiando “Possiamo aprire le porte della Grecia e della Bulgaria in qualunque momento, e possiamo mettere i profughi sugli autobus”, e schernendo i leader dell’UE, ha chiesto “cosa farete coi profughi se non troviamo un accordo? Li uccidete?” Tre miliardi di euro dopo, Erdogan ha chiuso la bocca, ma non ha chiuso i suoi confini, e le ondate della marea umana hanno continuato a infrangersi sull’Europa.

di Luciano Lago Il governo tedesco ha pubblicato una informativa da cui risulta che 143.000 rifugiati /migranti, circa il 13 % del totale di quelli arrivati in Germania, sono letteralmente "scomparsi"," (desaparecidos) , di loro non si sa più nulla. Questo quanto comunicato dal Ministero in risposta ad una interrogazione parlamentare e pubblicato il Venerdì dal giornale "Süddeutsche Zeitung". Il Ministero degli Interni tedesco, nello spiegare questi dati, ha precisato che non si sa se queste persone abbiano continuato il viaggio verso altri paesi dell'Unione Europea o se siano passati semplicemente nell'illegalità. Si tratta quindi di una massa di persone di cui non si conosce l'identità e non hanno mai raggiunto i centri di accoglienza (dove le persone alloggiate vengono identificate) e che adesso si presume siano liberi di girare per l'Europa, salvo le barriere alzate ultimamente da alcuni paesi come Austria, Danimarca, Svezia, Francia e Polonia al fine di proteggere la propria sicurezza.  Vedi: DW:com

BERLINO - "Le reciproche accuse tra Austria e Grecia hanno portato ad una decisione unica nella storia dell'Unione Europea: la Grecia ha richiamato il suo ambasciatore da Vienna, rompendo le relazioni diplomatiche. Atene ha reagito cosi' alla sua esclusione dalla Conferenza sui Balcani organizzata dal governo austriaco, un evento che ha prodotto decisioni che peseranno in modo particolare proprio sulla Grecia, porta d'ingresso dei migranti in Europa". A pubblicarlo in prima pagina - oggi - è il più importante quotidiano tedesco: il Frankfurter Allgemenie Zeitung. "Atene - scrive il giornalista Klaus-Dieter Frankenberger - e' sdegnata per la chiusura del confine greco-macedone, e secondo le parole del suo ministro responsabile della questione profughi, teme addirittura di diventare il Libano d'Europa". Rischio tutt'altro che teorico.

La chiusura dei confini è giusta e noi continueremo a tenere chiusi i nostri confini con Serbia e Croazia e se necessario chiuderemo anche quello con la Romania». Il premier ungherese Viktor Orban difende le sue scelte sulla crisi dei migranti e riadisce la sua poaizione nella conferenza stampa dopo il vertice. «A Bruxelles è stato detto che bisogna difendere i confini esterni dell’Europa e che i migranti devono essere fermati», ha aggiunto precisando che «l’Ungheria contribuirà alla chiusura del confine sud della Macedonia e la Bulgaria». «La posizione ungherese sull’emergenza dei migranti è stata sempre chiara», ha sottolineato il premier ungherese, «controllo, identificazione, e rimpatrio». «Noi siamo contro il ricollocamento e speriamo di poter scongiurare questo pericolo nelle settimane a venire nel blocco dei paesi del V4», ha detto ancora Orban.

Siamo classificati  di 'estrema destra' perché abbiamo il coraggio di criticare l'Islam. Ci chiamiamo "fascisti" e ci chiamiamo "Nazisti", ma se si  va a guardare  l'ideologia dell'Islam, e confronti con  l'ideologia del nazismo, sono entrambe esattamente dallo stesso lato della medesima  medaglia.  Un leader che vuole governare il mondo per un leader di Reich – un altro per  mille anni che vuole dominare il mondo sotto un califfato globale. Entrambi i leader, Mohammad e Adolf Hitler odiano gli ebrei e vogliono ucciderli. Entrambi i leader vogliono uccidere gli omosessuali. Entrambi i capi non devono mai essere criticati. Entrambi i leader sono esattamente le stesse persone. L'Islam radicale è una entità nazista incarnata  e si trova qui in questo paese.

"Se l'aggressione contro un'altro paese straniero significa che si disarticola la sua struttura sociale, che si rovinano  le sue finanze, che  deve rinunciare al suo territorio per mettere i profughi al riparo, qual è la differenza tra questo tipo di aggressione e l'altro tipo più classico, quando uno dichiara guerra o qualche cosa di questo genere". -Sawer Sen, Ambasciatore dell' India alle Nazioni Unite di  Gearóid Ó Colmáin * Una "voce dissidente" - In una conferenza stampa il 3 di Settembre 2015, il premier ungherese Victor Orban, si è candidamente riferito all'attuale crisi dei rifugiati in Europa come di "un problema della Germania". Orban si riferiva al fatto che i rifugiati che si ammassavano alla frontiera dell'Ungheria erano diretti, per la maggior parte, in Germania.

Il primo ministro ungherese, Viktor Orban, nel corso di una sua visita in Bulgaria, ha avvisato che la crisi dei rifugiati che sta affliggendo l'Europa è divenuta un problema di sicurezza pubblica e presuppone una minaccia per gli europei ed in particolare per le donne. " Va bene che affrontiamo discussioni sui principi, accoglienza o non accoglienza, integrazione, ecc.. adesso però dobbiamo prima di tutto proteggere la gente. Gli europei si trovano sotto minaccia, in particolare le ragazze, le più deboli e quelle che non possono difendersi", ha assicurato il politico ungherese nel corso di una conferenza stampa a Sofia, tenutasi  assieme al suo omologo bulgaro, Boiko Borisov.

Alle porte di Dunkerque, nell’estremo nord della Francia vicino a Calais, nel «peggior campo di migranti d’Europa», c’è stata martedì sera una sparatoria. Cinque persone sono rimaste ferite in quello che al procuratore della Repubblica locale Eric Fouard sembra un «regolamento di conti tra bande». L’aspetto più inquietante è che, secondo alcune testimonianze, potrebbe essere stata invece una spedizione punitiva contro i cristiani. MAGGIORANZA DI MUSULMANI. Il campo di Grande-Synthe è abitato da almeno 3.000 migranti, costretti a vivere in condizioni precarie nella speranza di poter raggiungere prima o poi l’Inghilterra. La popolazione è composta al 95 per cento da curdi (siriani e iracheni) e da iraniani. Oltre il 90 per cento dei residenti sono musulmani, mentre una piccola minoranza è costituita da cristiani.