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Guerra valutaria

di  Pepe Escobar

Il rial iraniano: caduta libera. La lira turca: caduta libera. Il peso argentino: crollo. Il real brasiliano: caduta libera. Ci sono molteplici, complessi, vettori paralleli nel gioco di questo deserto di crollo di valute . Il caso della Turchia è fortemente influenzato dalla bolla del credito facile creato dalle banche europee.

Il problema dell’Argentina è principalmente legato all’austerità neoliberista del governo del presidente Mauricio Macri il quale ha dovuto ammettere che non sarà in grado di raggiungere gli obiettivi di pagamento concordati con il Fondo monetario internazionale meno di tre mesi fa.

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di Finian Cunningham

Il massacro di Gaza mette in evidenza l’ipocrisia occidentale sull’annessione della Crimea da parte della Russia
Questa settimana, il presidente russo Vladimir Putin ha inaugurato un nuovo ponte di 19 chilometri che collega la penisola di Crimea con la Russia meridionale. A migliaia di chilometri di distanza, nella Palestina occupata, i soldati israeliani hanno compiuto un massacro con il pieno appoggio degli Stati Uniti mentre questi aprivano una nuova ambasciata.

I due eventi non sono così disparati come si potrebbe pensare a prima vista. Entrambi hanno in comune una  “annessione” – una fittizia, l’altra molto reale. Ma l’ipocrisia occidentale capovolge la realtà.

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di Rakesh Krishnan Simha

De-Dollarizzazione”: come le sanzioni economiche contro la Russia stanno promuovendo il commercio e la finanza bilaterali, al di fuori del regno del dollaro statunitense

Le sanzioni imposte da Washington alla Russia impongono grandi volumi di scambi e finanziamenti fuori dall’ambito delle reti tradizionali, indebolendo il controllo occidentale su tali flussi.

Le sanzioni occidentali stanno avendo un effetto non intenzionale. Accelerano la nascita di un ecosistema parallelo in cui i paesi emergenti, non alleati dell’Occidente, sono in grado di operare senza la costante minaccia delle sanzioni. Senza controllo occidentale, questa piattaforma alternativa sta guadagnando trazione ad un ritmo sorprendentemente veloce.

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di Antonio M. Rinaldi

Mentre la classe dirigente politica italiana continua ad invocare a senso unico il “più Europa”, la Germania della Merkel sta seriamente mettendo a punto un Piano B per uscire dall’attuale euro. La notizia è trapelata da uno dei consiglieri economici più influenti ed ascoltati dal presidente Hollande, Gael Giraud, il quale ha candidamente ammesso di essere a conoscenza che si sta delineando un Piano B che consentirebbe ai paesi del Nord Europa di creare una nuova moneta.

Nella pratica la Germania, insieme ai suoi satelliti Austria e Olanda, sta mettendo a punto una sorta di supereuro, ovvero di un euromarco, per svincolarsi dagli eventuali oneri che si genererebbero da un prossimo probabile fallimento della moneta unica.

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di Gulam Asgar Mitha

Nel 2007, la Segretaria di Stato Hillary Clinton avrebbe chiesto all’ex primo ministro australiano Kevin Rudd: “Come fai a fare il duro con il tuo banchiere?” La domanda sarebbe nata per la preoccupazione riguardo al crescente potere esercitato dalla Cina sulle finanze statunitensi, e, secondo Wikileaks, Rudd disse alla Clinton di tenere l’uso della forza come ultima risorsa. […]

Stiamo entrando in una nuova era: quella della guerra valutaria che saggerà la potenza dell’economia USA e del dollaro contro quella dell’economia cinese e dello yuan. In questo tiro alla fune, la corda sarà il petrolio greggio. L’egemonia statunitense, basata sull’economia, sta venendo sfidata dalla Cina, e ne segue naturalmente che gli USA cercheranno di mantenere la loro posizione geopolitica e finanziaria globale. Tra i due giganti, il sistema finanziario globale potrebbe finire completamente ridisegnato attraverso una devastante guerra in Medio Oriente.
Alcuni anni fa lessi il libro “La guerra del petrodollaro”, di William Clark.

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