di Colin TodhunterL'incontro annuale del World Economic Forum (WEF) alla fine di gennaio a Davos, in Svizzera (foto in alto), riunisce leader politici e economici internazionali, economisti e altre personalità di alto profilo per discutere questioni globali. Spinto dalla visione del suo influente CEO, Klaus...

di Luciano Lago I promotori delle frontiere aperte ed i sostenitori dell'accoglienza senza limiti forse non se lo aspettavano ma la condanna della loro facile demagogia e la denuncia dei rischi che corrono le società europee (e quelle africane) di fronte all'ondata migratoria, sono...

Il ministro francese per l'educazione nazionale ha espresso il suo sostegno per l'aggiunta della lingua araba al programma scolastico per i bambini francesi, facendo infuriare la destra del paese che ha avvertito di gravi conseguenze se il piano andrà avanti. La Francia dovrebbe elaborare una “strategia qualitativa” per l'insegnamento della lingua araba nelle scuole, ha detto Jean-Michel Blanquer nel corso di un'intervista alla televisione francese. Ha insistito sul fatto che l'arabo, insieme al cinese e al russo, è una delle "grandi lingue della civiltà" e dovrebbe essere appreso "non solo dalle persone di origine maghrebina o dai paesi di lingua araba".

di Aleksandr Dugin Le principali ideologie del XX decolo sono state il liberalismo (di sinistra e di destra), il comunismo (inclusi marxismo e socialismo) e il fascismo (inclusi il nazional socialismo e altre varianti della Terza Via- il sindacalismo nazionale di Franco, il giustizialismo di Peron, il regime di Salazar, ecc..) Esse lottarono fino alla morte, dando forma all'intera storia drammatica e sanguinosa del Novecento. La prima teoria politica è il liberalismo. Fu la prima a comparire (fin dal settecento) e dimostrò di essere la più stabile e pololare, che alla fine trionfò sulle teorie avversarie nella battaglia della Storia. Questa vittoria fu la prova, tra l'altro, di quanto fossero giuste le rivendiczioni del liberalismo come erede del illuminismo. Benchè contestato fin da subito (in modo drammatico, energico e talvolta convincente) dal comunismo, è diventato evidente che il liberalismo era perfetto per l'era moderna.

di Stelio Fergola Lo “scandalo” che ha coinvolto Moby e Tirrenia per avere “osato” dichiarare (oltre che andarne fieri) la loro scelta di assumere “solo italiani” è l’apice di una cultura globalizzata che ha fatto suoi i soliti comandamenti: distruzione degli Stati, dei loro diritti, delle garanzie che offrono ai propri membri, dell’importanza assoluta che ha, per qualsiasi territorio al mondo, trattenere i propri cittadini invece che farli scappare a gambe levate senza che nessuno si ponga realmente il problema, al netto di tutte le dichiarazioni al miele che ci propinano tv, opinionisti e media in generale.

No allo "Ius Soli " di  Enrico Marino Dopo il primo via libera della Camera, il 15 giugno al Senato si é discussa la legge sullo Ius Soli. In base alle nuove norme, si diventerà cittadini italiani solo per il fatto di essere nati sul suolo nazionale, eliminando così l’attuale criterio dello Ius Sanguinis, secondo il quale, invece, si diventa cittadini per discendenza. La sinistra ha tentato di mascherare questa operazione di destrutturazione della Nazione italiana, per come l’abbiamo conosciuta fino a oggi, parlando di Ius Soli “temperato”, ma il passaggio focale rimane quello che da il “diritto” a diventare cittadini italiani ai figli di coloro che abbiano un genitore residente in Italia da almeno 5 anni.

I politici brasiliani fanno pressione per la chiusura del FUNAI Un’inchiesta istituita dai parlamentari brasiliani che rappresentano gli interessi dei grandi allevatori e dei grandi agricoltori ha appena pubblicato un rapporto in cui si chiede la chiusura del FUNAI, il Dipartimento agli Affari Indiani. Le conclusioni del rapporto sono state accolte con indignazione e incredulità sia in Brasile che fuori. “Uccidere il FUNAI equivale a uccidere noi, i popoli indigeni” ha affermato Francisco Runja, un portavoce Kaingang. “Il FUNAI è un’istituzione cruciale per noi, per la nostra sopravvivenza, per la nostra resistenza, ed è una garanzia per la demarcazione dei nostri territori ancestrali.”

G.Miranda/FUNAI/Survival Secondo le informazioni trapelate a Survival International, tutte le unità governative attualmente responsabili di proteggere le tribù incontattate del Brasile dalle invasioni di taglialegna e allevatori potrebbero essere smantellate. Una simile misura rappresenterebbe la più grande minaccia alle tribù incontattate dell’Amazzonia in decenni. Gli agenti del FUNAI, il Dipartimento agli Affari indigeni del paese, svolgono un ruolo fondamentale nel proteggere i territori dei popoli incontattati da taglialegna, allevatori, minatori e altri invasori. Alcune squadre sul campo sono già state ritirate, e ulteriori riduzioni sono pianificate nel prossimo futuro.

Gli “attori” visibili, impegnati sul palcoscenico della storia, «concentrano le loro energie sul tangibile, sul “concreto”, e sono incapaci di cogliere, o anche soltanto di presentire, il gioco delle azioni e delle reazioni concordanti, delle cause e degli effetti, di là da un orizzonte estremamente limitato e quasi sempre crassamente materialistico». Riproponiamo un articolo pubblicato su At.com dieci anni fa, su quella che è definita la vera guerra nella storia dell’umanità ovvero la guerra occulta. Un articolo quanto mai attuale.. Per ogni militante della destra radicale, oggi è necessaria una piena conoscenza della sovversione, intesa come antitesi della Tradizione. Per questo, diventa indispensabile studiare accuratamente il concetto di “guerra occulta“ per comprenderne le mosse tattiche e capirne la strategia generale.