“Non si possono avere insieme globalizzazione, democrazia, sovranità nazionale…” di Roberto Pecchioli Dani Rodrik è un economista di origine turca docente a Princeton e Harvard. Niente affatto un ribelle, un estremista, o, come si dice adesso, un populista. Tuttavia, è una delle voci critiche dell’assetto internazionale vigente...

Il ministro francese per l'educazione nazionale ha espresso il suo sostegno per l'aggiunta della lingua araba al programma scolastico per i bambini francesi, facendo infuriare la destra del paese che ha avvertito di gravi conseguenze se il piano andrà avanti. La Francia dovrebbe elaborare una “strategia qualitativa” per l'insegnamento della lingua araba nelle scuole, ha detto Jean-Michel Blanquer nel corso di un'intervista alla televisione francese. Ha insistito sul fatto che l'arabo, insieme al cinese e al russo, è una delle "grandi lingue della civiltà" e dovrebbe essere appreso "non solo dalle persone di origine maghrebina o dai paesi di lingua araba".

di  Luciano Lago Non ci voleva la sfera di cristallo per prevedere il crollo della sinistra mondialista, quella del "ce lo chiede l'Europa" e dell'inchino ai mercati, tanto che la botta forte è arrivata con gli ultimi risutati elettorali e si è visto che il popolo costituito da lavoratori, partite IVA, disoccupati, operai e piccoli produttori ha voltato le spalle alla Sinistra ed ai suoi guru. Il crollo è diventato visibile persino nelle vecchie roccaforti della sinistra come Imola, Siena, Pisa, Terni dove si è verificato un netto cambiamento e i politici del PD e suoi sodali sono stati sonoramente trombati. Era nell'aria e la scofitta è ancora più clamorosa considerando che la sinistra aveva a suo favore tutti i grandi media, gli opinionisti più accreditati, le università, il Cinema, le Tv, i più famosi artisti e cantanti, tutti regolarmente schierati, come anche i maggiori centri di cultura e i docenti un uversitari. Ancora oggi, chiusi nella loro tracotanza, questi "maitre a penser" del "politicamente corretto" si chiedono sconsolati come è potuto succedere, incapaci di una seria autocritica.

Saggio d'autore Oltre il “Dio, patria e famiglia”? Dopo aver trattato il fallimento della sinistra “radicale” Roberto Pecchioli per l'Accademia Adriatica “Nuova Italia” pone 13 quesiti al brillante saggista piemontese. 1. Professor Borgognone, la prima domanda potrebbe escludere le altre, a seconda della risposta. Secondo lei, ha ancora senso la segnaletica politica centrata sullo schema destra/sinistra, oppure, come pensano Alain de Benoist e molti altri, lo schema è cambiato. Il conflitto non è piuttosto tra alto e basso, centro e periferia, perdenti e vincitori della globalizzazione? Oppure ancora, tenuto conto che è il liberismo l’unica ideologia rimasta in campo, la sfida non potrebbe essere tra i sostenitori del liberismo nella sua versione mondialista, permissiva politicamente corretta e gli assertori dell’idea di Stato nazionale e di un’economia e di un assetto sociale con larghi spazi per il “pubblico”?

di Aleksandr Dugin Le principali ideologie del XX decolo sono state il liberalismo (di sinistra e di destra), il comunismo (inclusi marxismo e socialismo) e il fascismo (inclusi il nazional socialismo e altre varianti della Terza Via- il sindacalismo nazionale di Franco, il giustizialismo di Peron, il regime di Salazar, ecc..) Esse lottarono fino alla morte, dando forma all'intera storia drammatica e sanguinosa del Novecento. La prima teoria politica è il liberalismo. Fu la prima a comparire (fin dal settecento) e dimostrò di essere la più stabile e pololare, che alla fine trionfò sulle teorie avversarie nella battaglia della Storia. Questa vittoria fu la prova, tra l'altro, di quanto fossero giuste le rivendiczioni del liberalismo come erede del illuminismo. Benchè contestato fin da subito (in modo drammatico, energico e talvolta convincente) dal comunismo, è diventato evidente che il liberalismo era perfetto per l'era moderna.

di Stelio Fergola Lo “scandalo” che ha coinvolto Moby e Tirrenia per avere “osato” dichiarare (oltre che andarne fieri) la loro scelta di assumere “solo italiani” è l’apice di una cultura globalizzata che ha fatto suoi i soliti comandamenti: distruzione degli Stati, dei loro diritti, delle garanzie che offrono ai propri membri, dell’importanza assoluta che ha, per qualsiasi territorio al mondo, trattenere i propri cittadini invece che farli scappare a gambe levate senza che nessuno si ponga realmente il problema, al netto di tutte le dichiarazioni al miele che ci propinano tv, opinionisti e media in generale.

di Luca Fantuzzi Lo stracciarsi le vesti di giornalisti, sindacalisti e politici a seguito della notizia secondo cui Amazon avrebbe brevettato una specie di “braccialetto elettronico” per i propri lavoratori denota un grado di ipocrisia che si stenta a credere possibile. Il PD e Liberi e Uguali (che, all’epoca, erano tutt’uno) hanno approvato il Jobs Act. Bene, il nuovo art. 4, c. 2, dello Statuto dei lavoratori, come modificato da Renzi e i suoi sodali, ha reso legali indipendentemente da previ accordi con i lavoratori i controlli attuati mediante “strumenti utilizzati dal lavoratore per rendere la prestazione lavorativa”.

Intervista a Fritz R. Glunk (*) L'uomo che pigramente siede di fronte alla legge nella parabola di Kafka per anni e attende l'ammissione è come un riflesso della nostra società rassegnata." È così che Fritz Glunk porta il paragone al punto della sua analisi dettagliata e intelligente del suo libro("Le forze oscure. Come le reti transnazionali stabiliscono le regole del nostro mondo") sullo stato attuale della democrazia in occidente. Lontano dalle accuse e dalle polemiche, Glunk spiega nel suo libro come la democrazia si sia ritirata gradualmente negli uffici secondari delle reti transanzionali e come sia in quell'ambito che si sviluppano le raccomandazioni "orientate al risultato" per le leggi future, quelle emanate dai parlamenti, che, tuttavia, da tempo sono diventate più di una raccomandazione e si sono trasformate in "direttive".

di  Alexander Dugin Alexander Dugin è un filosofo russo, attento osservatore della società globale, che con le sue interviste e i suoi saggi pone al centro la vita umana , cerca di avvisarci del pericolo che corriamo a seguire questa ideologia, perciò ci lancia un avviso sui rischi che corre l'umanità a stare in mano a questi governi gestiti da criminali ultraliberisti che hanno come scopo finale l'eliminazione completa dell'umanità dei suoi valori tradizionali a favore di una società completamente senza sentimenti umani. "I globalisti hanno bisogno di un nemico, ma un nemico adeguato , che in realtà sono loro stessi, perchè distruggeranno l'umanità rimpiazzando il genere umano con l'intelligenza artificiale , una specie di cyborg.

ITALIA IL CETA ( l' assegno in bianco sulla tua pelle che l' Europa sta regalando al Canada prestanome USA ) E' DA 4 GIORNI IN SENATO ITALIANO PER LA RATIFICA CHE , GRAZIE ALLE PROTESTE IN TUTTA ITALIA, E' SLITTATA A DATA DA DESTINARSI. L' EUROPA L' HA FIRMATO SENZA LEGGERLO. ORA TOCCA AI PARLAMENTI EUROPEI RATIFICARLO. BASTA CHE UN PAESE EUROPEO NON LO RATIFICHI E IL CETA SALTA. MA ATTENZIONE E' UNA RATIFICA DA NON FARE !!!! TIENI D' OCCHIO IL PARLAMENTO QUINDI !