Rostislav Ishenko* Nel 2014 l’attenzione della società russa, e in misura significativa della comunità internazionale, s’è concentrata sull’Ucraina. Ciò è comprensibile per gli eventi drammatici che si svolgevano in questo territorio, ma non è corretto, dal punto di vista dei processi globali gli eventi in Ucraina sono solo un pallido riflesso. La crisi ucraina è la logica continuazione delle crisi siriana e libica iniziate nel 2011 e proseguita fino ad oggi, e della crisi georgiana del 2008. Tali crisi erano fasi dell’attacco coordinato degli USA alla Russia. In realtà negli ultimi sei anni il confronto globale tra Mosca e Washington è entrato nella fase aperta, dal 2008 su iniziativa degli Stati Uniti e da allora si amplifica. In tale sequenza il 2014 è fondamentale.

di Peter Koening * Washington è determinata a scatenare una guerra contro la Russia. Fa tutto parte del PNAC (Plan for a New American Century, Piano per un Nuovo Secolo Americano) per dominare il mondo. Dopo la Russia, la Cina dovrebbe seguirla. Questo è il piano. La Cina è circondata, ora, mentre ne parliamo. Non importa che Russia e Cina abbiano di recente concluso un patto, una stretta alleanza finanziaria e militare – quasi impossibile da sconfiggere. A meno che – e qui sta il nocciolo della questione – a meno che Washington non inizi una guerra nucleare totale, distruggendo il pianeta, incluso se stessa – ma soprattutto l’Europa. Dei 28 Paesi membri della NATO, 26 sono in Europa, di cui 12 in Europa orientale, Paesi che erano il “cortile di casa” della ex Unione Sovietica. E tutto ciò è accaduto nonostante la promessa di Washington, al momento della caduta del Muro di Berlino, di non di espandere la NATO verso est. Una menzogna e un vero affronto verso la Russia.

Crisi in Grecia e caduta dell'euro- L'Iran si avvicina all'Alba- L'intesa Russo Cinese allarma l'Occidente Il 30 Dicembre l'Euro ha registrato nel mercato dei cambi lo stesso cambio rispetto al dollaro che aveva nel 2012. La caduta dell'euro di deve al fiasco delle Elezioni presidenziali in Grecia, che hanno reso impossibile al candidato della coalizione di governo di ottenere i voti sufficienti per proclamarsi come capo di Stato, ha informato il broker Pepperstone. Il Martedì 30 Dicembre l'euro ha registrato un tasso di cambio di 1,230 rispetto al dollaro (oggi,31.12, proseguita a 1,21), lo stesso che aveva nel 2012. I mercati europei temono l'arrivo al governo  in Grecia della sinistra di Syriza, i cui leaders (pur escludendo l'uscita dall'euro) potrebbero tentare di rinegoziare il debito della Nazione. L'economista Jesus Dominguez Mielgo, collaboratore della Spia Digital, segnalava (in dichiarazioni rese alla RT) che risulta possibile che l'euroscetticismo contagi tutto il sud Europa.

di Luciano Lago Negli ultimi giorni si è si è dimostrata fin troppo evidente la strategia degli Stati Uniti nella guerra economica non dichiarata per mettere alle corde l'economia russa attraverso l'utilizzo delle due leve: quella del ribasso del petrolio, grazie alla complicità concertata dei fedeli alleati sauditi, quella delle sanzioni economiche e finanziarie per determinare la difficoltà di rifinanziamento per la Federazione Russa e la conseguente svalutazione del rublo. Il crollo drastico dei prezzi del petrolio e del rublo, senza precedenti, stanno assottigliando pericolosamente le fonti delle entrate della Russia e le sanzioni occidentali stanno danneggiando gli assets delle imprese energetiche russe, che stanno accumulando debiti ed hanno causato una fuga di capitali dal paese.

di Rakesh Krishan Simha La tensione tra la Russia e l'Occidente si è acuita negli ultimi mesi. In Siria, in Crimea ed in Ucraina il paese slavo ha ottenuto il consolidamento delle sue posizioni. Inoltre, assieme al gruppo dei BRICS ed alla robusta posizione della Cina, pretende di fare fronte allo strapotere del dollaro statunitense. Ci sono 7.200 milioni di persone nel mondo, ma gli USA temono soltanto un uomo: Vladimir Putin. Questo avviene perchè in pratica in tutti i fronti della nuova guerra fredda, il presidente russo sta segnando dei punti sulla sfida collettiva che gli ha lanciato l'Occidente. La paura ti obbliga a fare cose strane. La rivista Forbes ha eletto per il secondo anno consecutivo Putin come la persona più influente del pianeta. Si dice che i russi tardino molto a sellare i loro cavalli, tuttavia cavalcano molto veloci. In Siria, in Crimea ed in Ucraina, l'Occidente si è sgretolato di fronte a questo atteggiamento ed ha dovuto subire umilianti sconfitte. Nel campo dell'energia, saranno gli oleodotti russi, non quelli occidentali a dominare il continente euroasiatico.

di Thierry Meyssan Nella guerra economica che la NATO le sta sferrando contro, la Russia reagisce come avrebbe fatto in una guerra convenzionale. Si è lasciata colpire dalle sanzioni unilaterali per portare più agevolmente il suo avversario sul terreno che ha scelto; contemporaneamente, ha stipulato accordi con la Cina per salvaguardare il proprio futuro e con la Turchia per squilibrare la NATO. Come una volta contro la Francia o la Germania, la sua sconfitta iniziale potrebbe essere la garanzia della sua vittoria finale. A Monaco di Baviera nel 2007, durante il vertice annuale sulla sicurezza organizzato dalla Fondazione Bertelsmann e la NATO, il presidente Vladimir Putin aveva sottolineato che l’interesse degli europei occidentali non era più solo oltreoceano ma anche e soprattutto con la Russia. Da allora ha continuato a cercare di allacciare relazioni economiche, come la costruzione del gasdotto North Stream sotto la guida dell’ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder. Da parte loro, gli Stati Uniti hanno fatto di tutto per impedire questo avvicinamento, per esempio con l’organizzazione del colpo di Stato di Kiev e il sabotaggio del gasdotto South Stream.

di Fabio San La Merkel è una pasticciona gravemente sopravvalutata. È da lungo tempo la babbea di Washington ed ha urtato contro l’implacabile muro di pietra della posizione di Putin sull’Ucraina, dove lui ha le carte migliori. Presa fra i due, sta iniziando a creparsi, sia politicamente che emozionalmente. I suoi oppositori interni odorano il suo sangue. Un recente dispaccio della Reuters conferma la nostra versione di quel che è veramente successo al summit del G20. Per farla breve, il summit è stata una stridente ripetizione del summit ASEM di Milano.

Di prof. Michel Chossudovsky L'America è in marcia verso la guerra. Se è vero che uno scenario di terza guerra mondiale è stato nei piani del Pentagono per più di 10 anni, ora però le azioni militari contro la Russia vengono contemplate sul "piano operativo". Allo stesso modo, sia il Senato che la Camera hanno introdotto nuova legislazione che legittima la condotta di guerra contro la Russia. Non abbiamo a che fare con una "guerra fredda". Non prevale nessuna delle salvaguardie in vigore in quell'epoca. Si è verificata una rottura diplomatica tra Oriente e Occidente, abbinata a un'estesa propaganda bellica. A loro volta, le Nazioni Unite hanno chiuso gli occhi di fronte ai crimini di guerra commessi dall'alleanza militare occidentale.

di Gianni Petrosillo Ormai in Ucraina si gioca a carte scoperte. E’ difficile negare che questo paese sia stato aggredito ed invaso da una potenza straniera, che però non è quella russa, come vuole la propaganda occidentale, bensì quella nordamericana. Dopo la nomina, nei mesi scorsi, del figlio di Joe Biden, cocainomane pentito, nel cda di Burisma, una delle compagnie del gas più importanti di Kiev, arrivano i ministri con passaporto americano, scelti da una società di cacciatori di teste, sostenuta dalla Fondazione del Finanziere ungherese naturalizzato statunitense, George Soros. E’ uno scandalo del quale si è accorto il Sole24ore e nessun altro in Italia. Silenzio dai “velinatori” della Nato che scrivono sugli altri quotidiani nazionali, da Roberta Zunini a Leonardo Coen, da Fabrizio Dragosei a Giuseppe Sarcina, da Anna Zafesova a Nicola Lombardozzi (eh lo so, sono tanti perché la mamma dei giornalisti è sempre incinta), forse anche loro si vergognano un po’, dopo aver parlato, senza prove, di occupazione russa dell’Ucraina.

Di James Petras Introduzione di Paul Craig Roberts: Se il resoconto del prof. Petras sugli sviluppi dello scenario di guerra in Ucraina è accurato, pare che il governo russo abbia sottovalutato la mendacità di Washington e sopravvalutato l'indipendenza e l'istinto di sopravvivenza dell'Europa. Che l'arroganza abbia reso Washington folle non v'è dubbio. Ma è difficile spiegare la follia dell'Europa. Con l'inverno alle porte, come può questa aspettarsi di contribuire all'attacco contro la Russia e ricevere ancora le forniture di gas naturale? Forse gli europei si stanno illudendo che la Russia starà a guardare. Se la situazione è così critica come sembra, il governo russo deve prevenire che degeneri accettando la richiesta di annessione delle province orientali e meridionali. In tal modo un attacco a Donetsk diventerebbe un attacco alla stessa Russia e sarebbe suicida per il regime fantoccio di Kiev e per gli europei che lo appoggiassero.