di Ángel Guerra Cabrera Il cessate il fuoco ottenuto nel sud est dell'Ucraina il 5 di Settembre costituisce un'altra sconfitta per i tentativi statunitensi di utilizzare questo Stato come una ariete contro la Russia e saccheggiarne le risorse. In precedenza, il colpo di Stato di Maidan, a Kiev, ha facilitato il brillante gioco geopolitico del presidente russo Vladimir Putin che ha permesso la piena reintegrazione della penisola di Crimea nella Federazione Russa tramite l'importante  pronunciamento sovrano dei suoi cittadini e con essa il ritorno al territorio russo della strategica flotta del Mar Nero. Più di un analista  internazionale ha affermato che, mentre Obama è un giocatore di dama cinese, Putin risulta essere un veloce scacchista, giudizio con il quale mi trovo d'accordo.

di Sarkis Tsaturjan La politica delle sanzioni euro-statunitensi muta il sistema delle relazioni regionali. Il 10 e l’11 settembre la Commissione intergovernativa russo-iraniana studierà gli accordi concreti previsti nel protocollo d’intenti firmato a Teheran ai primi di agosto, per un periodo di 5 anni. Secondo le informazioni di “Kommersant”, l’accordo prevede l’acquisto dalla Russia di petrolio iraniano in grandi quantità, fino a 500000 barili al giorno o 25 milioni di tonnellate all’anno. Ciò rappresenta un quarto della produzione totale dell’Iran. L’Iran prevede di vendere con uno sconto di 5 dollari al barile meno dello Slightly Brent. L’embargo petrolifero imposto dall’occidente sulla vendita di greggio iraniano, che risale al 2013, è dimenticato. Mosca, in attesa delle sanzioni rinforzate da Washington e Bruxelles per via della sconfitta delle operazioni militari ucraine, ha iniziato a rompere il blocco grazie alla partnership con Teheran.

Dieci giorni dopo che è entrato in vigore il cessate il fuoco nella guerra di Gaza, durata 29 giorni, l'Esercito israeliano sta portando avanti piani ed addestramento per una" guerra molto violenta" contro Hezbollah nel Libano, questo quanto  ha riferito una informativa del canale 2 della Televisione israeliana il Venerdì sera, senza specificare quando un conflitto di questo tipo potrebbe iniziare. Il comandante di una brigata dell'Esercito israeliano ha avvisato che tale guerra sarebbe molto diversa di quella condotta a Gaza, in cui sono morti più di 2.100 palestinesi e 72 israeliani. "Dovremo impiegare una forza considerevole contro Hezbollah ed attuare in modo decisivo e drastico", ha dichiarato il colonnello Dan Golfus, comandante della 769 Brigata di fanteria Hiram.

di Thierry Meyssan Il fastoso vertice NATO di Newport non ha fatto nascere pubblicamente le decisioni più importanti che erano state annunciate, ma è probabile che siano state prese in segreto. Per evitare che la Russia e la Cina, ma anche l’India, continuino il loro sviluppo, la NATO può contare sul terrorismo di quell’Emirato Islamico che finge di condannare e combattere. vertice di Newport (Galles) è il più importante della NATO dopo quello tenuto a Praga nel 2002. All’epoca, si trattava di accogliere nuovi Stati dell’Europa centrale e orientale in seno all’Alleanza. Stavolta si tratta di pianificare una strategia a lungo termine per contenere lo sviluppo della Russia e della Cina in modo che non possano rivaleggiare con gli Stati Uniti [1].

La Russia sta osservando con attenzione l’attitudine degli Stati Uniti e degli altri paesi occidentali  in riferimento all' approvazione, da parte del governo statunitense, di voli di spionaggio sulla Siria e circa la possibilità che Washington porti avanti degli attacchi contro obiettivi dell’ISIL in quella regione. La Russia considera la Siria un paese chiave per la sua sicurezza nazionale ed ha lasciato in chiaro che non sarà tollerata qualsiasi azione contro il proprio alleato. I russi stanno già difendendo la costa siriana con lo spiegamento delle proprie navi da guerra nella stessa zona, permettendo così alle forze siriane di concentrarsi nel nord e nel centro del paese.

di Seumas Milne Per i guerrafondai occidentali è un buon momento per stare in Galles. Un'alleanza militare che per anni ha lottato per giustificare la sua stessa esistenza ha preparato una fitta agenda per il suo vertice a Newport. La Nato può anche non essere al centro dei piani di Barack Obama e David Cameron per far decollare l'intervento in Medio Oriente e cancellare il cosiddetto pericolo dello Stato islamico ma dopo 13 anni di sanguinosa occupazione dell'Afghanistan e un nefasto intervento militare in Libia, l'alleanza occidentale ha finalmente un nemico che sembra adattarsi perfettamente alle sue strategie. Passando per l'ex repubblica sovietica dell'Estonia di oggi, il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato che la Nato è pronta a difendere l'Europa da una "aggressione russa".

Di Justin Raimondo Mentre si avvicina il summit della NATO, e la spietata guerra dell'Ucraina contro le sue province orientali ha messo in moto l'esodo di quasi un milione di rifugiati verso la Russia, in Occidente l'isteria bellica sta raggiungendo proporzioni epiche. Gli esperti sono sul piede di guerra: irritati dal fatto che la tanto attesa invasione russa non si è materializzata, ora dichiarano che "è successa comunque" (è un'invasione "invisibile", ovvero del tipo che vedono solo i neocon). Ci *deve* essere un'invasione russa, perché, dopotutto, gli ucraini stanno perdendo, e non può essere perché i loro soldati stanno disertando a frotte o dandosela a gambe alla prospettiva di dover sparare ai loro connazionali.

Da Federico Nero un commento sul declino dell'America a stelle e strisce: il ventunesimo secolo è appena iniziato, ma il ruolo geopolitico degli USA è già in discussione. Dopo la fine del sogno americano, era solo questione di tempo prima che finisse anche la fiducia nell’egemonia americana. Il ventunesimo secolo è ancora giovane, ma per gli Stati Uniti le sfide che si sono presentate (e cercate) sono state già abbastanza da metterne pesantemente in discussione il ruolo geopolitico, che sembrava destinato a durare quasi per sempre. Dopo l’11 settembre 2001 gli americani hanno visto infrangersi il mito che disegnava la loro patria come un rifugio sicuro dalle insidie esterne.

La “guerra globale contro il terrorismo”, lanciata dall’amministrazione Bush, non ha raggiunto gli obiettivi dichiarati (e nemmeno quelli non dichiarati) e ha messo il paese nel disastro dei conti pubblici, ne ha danneggiato la reputazione internazionale e ne ha messo in luce la capacità di proiettarsi in qualunque conflitto senza essere capace di risolverne nessuno.

di Thierry Meyssan Sebbene da 35 anni sostenga tutti i movimenti jihadisti fino ai più estremisti, l’Arabia Saudita sembra improvvisamente cambiare politica. Minacciata nella sua stessa esistenza da un possibile attacco dell’Emirato Islamico, Riyad ha dato il segnale per la distruzione dell’organizzazione. Ma contrariamente alle apparenze, l’Emirato Islamico rimane sostenuto da Turchia e Israele, che mettono in commercio il petrolio da esso saccheggiato.  - Su questa fotografia  (in basso) diffusa dall’Emirato islamico, si nota uno dei suoi combattenti armato di un Famas francese mentre Parigi nega qualsiasi contatto con questa organizzazione. In realtà, la Francia ha armato l’Esercito Siriano Libero con l’istruzione di riversare i due terzi del suo materiale al Fronte Al-Nusra (cioè ad Al-Qai’da in Siria), così come è attestato da un documento fornito dalla Siria al Consiglio di sicurezza dell’Onu. In seguito varie unità di Al-Nusra si sono radunate con le loro armi all’Emirato islamico. Inoltre, contrariamente alle dichiarazioni ufficiali, il comandante dell’Emirato islamico, l’attuale califfo Ibrahim, cumulava le sue funzioni con quelle di membro dello stato maggiore dell’esercito Siriano Libero - Premessa: l’Emirato Islamico è una creazione occidentale L’unanimità del Consiglio di Sicurezza dell’ONU contro l’Emirato Islamico (EI) e l’approvazione della risoluzione 2170 sono soltanto un atteggiamento di facciata. Non possono far dimenticare il sostegno statuale di cui l’EI ha beneficiato e del quale beneficia ancora. Si prendano ad esempio i recenti avvenimenti in Iraq: tutti hanno potuto osservare che i combattenti dell’EI sono entrati nel Paese a bordo di colonne di Humvee nuovi fiammanti, usciti direttamente dalle fabbriche statunitensi della American Motors, e armati di materiali ucraini, altrettanto nuovi. È con questo equipaggiamento che si sono impadroniti delle armi statunitensi dell’Esercito iracheno.

Il giornalista di investigazione statunitense, Dave Lindorff, ha assicurato oggi che i membri dell'autoproclamato Stato Islamico (EL o ISIS) utilizzano armi fornite dall'Agenzia Centrale di Intelligence (CIA) ai denominati "ribelli siriani".  "Molte delle armi che utilizza il gruppo terrorista sono state procurate attraverso la CIA  direttamente o indirettamente attraverso l'Arabia Saudita", ha sottolineato il reporter nel corso di una intervista trasmessa dal canale Press TV. "Suppongo che questo sia un vecchio gioco di Washington, quello di fornire armi ad ambedue le parti. Così noi giriamo intorno mentre la gente muore", ha sostenuto il giornalista di investigazione.