di Alberto Negri La Russia, Erdogan, la guerra in Siria, Cipro, Israele, Egitto, la Libia e l’Eni: un minuto per capire la strategia del gas Le cose in sostanza stanno così. Se il gas russo va da Erdogan in pratica la Russia aggira l’Ucraina e trasferisce una quota della dipendenza europea da Mosca ad Ankara. Il progetto Tap (gas dell’Azerbiajan all’Italia) va avanti ugualmente perché interessa la Turchia anche se fa concorrenza a Mosca. Ma il gas di Cipro e del Mediterraneo orientale scompagina i piani della Turchia di diventare un hub decisivo del gas per l’Europa.

Di fronte all’intenzione degli Stati Uniti di intervenire in Venezuela e di controllare il Paese, si è frapposta l’alleanza con Cina e Russia, potenze nucleari che sfidano l’egemonia mondiale degli Stati Uniti. Cina: Fascia e Via La Cina ha proposto di riattivare la Via della Seta, l’antica via commerciale che una volta si estendeva dalla Cina ad occidente, all’impero romano, con cui la seta orientale arrivò per la prima volta in Europa. È attraverso questo corridoio di scambi di risorse energetiche e materie prime, che il Presidente Xi Jinping cerca di riaprire i canali tra la Cina e l’Asia centrale, il Medio Oriente e l’Europa.

di Alfredo Jalife Rahme Il Presidente russo Vladimir Putin, nel corso della sua conferenza stampa fatta durante la riunione di vertice tra il suo paese e l'Asean, lo scorso Venerdì nella città russa di Sochi, alle foci del mar Nero, ha fatto inportanti dichiarazioni. Gli antecedenti: i tentativi isolati, disordinati e scoordinati per far cessare la dipendenza globale del controllo egemonico commerciale del crudo quotato sulle piazze di New York e Londra, così come la sua  quotazione unilaterale in dollari, sono state soffocate fino ad ora in forma di successo per gli USA e per la sua appendice britannica. Per adesso è rimasta nel dimenticatoio - forse come parte dell'aggiustamento di successo tra gli USA e l'Iran - il progetto di lancio di una borsa iraniana nell'isola di Kish nel Golfo Persico che è rimasta inoperante inspiegabilmente in una prima fase.

Le navi da guerra della marina USA hanno rinunciato a scortare le navi commerciali che attraversano lo stretto di Hormuz dopo che l'Iran aveva minacciato di bloccare "qualsiasi passaggio minaccioso" di navi da guerra sulla sua zona. Sulla pagina web di Voice of America (VOA), il colonnello Steve Warren, del Dipartimento della Difesa, ha informato che le navi da guerra USA hanno annullato il loro programma di scorta delle navi battenti bandiera statunitense e britannica.

di F. William Engdahl La politica estera di Washington in questi giorni è dominata da una bizzarra politica sadomasochista, non dissimile dall’argomento della CIA secondo cui la tortura, come il waterboarding, sia un modo legittimo di aver intelligence preziosa sul nemico da combattere. Abu Ghraib e Guantanamo vengono in mente. I guerrafondai capo della CIA John Brennan e Victoria Nuland del dipartimento di Stato, o il neocon Ash (come le ceneri della guerra) Carter al Pentagono, sembrano convinti che per essere una grande nazione in primo luogo si debba essere un “rude poliziotto” che pesta i popoli o le nazioni presi di mira, sanzionandoli fino alla bancarotta. Poi gli si affianca il “poliziotto buono”. I loro stupidi manuali di tortura militari e della CIA gli dicono che funziona ogni volta.