"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Eventi

Cogliamo l’occasione per augurare a tutti i nostri lettori, in particolare a coloro che ci hanno seguito e sostenuto finora, un fervido augurio di Buon Anno per loro e per le loro famiglie.
Buon Anno

Manifestiamo la speranza che il 2018 sia un anno foriero di pace e serenità e che il nostro paese, l’Italia, possa uscire quanto prima dalle secche in cui si trova ritrovando sovranità, dignità e difesa della propria cultura ed identità.

La Redazione

Il primo Natale che i siriani possono festeggiare con la speranza di pace dopo aver sconfitto i gruppi terroristi.
Persone di ogni età e appartenenza sociale vagano per le strade di Damasco vestiti da Babbo Natale per festeggiare in allegria nelle pre celebrazioni del Natale.

I siani, come in ogni paese del modo, celebrano le festività e l’arrivo dell’anno nuovo sperando che il nuovo anno possa portare loro un dono speciale: la Pace.
Al momento si vive in tranquillità nelle città siriane tutte riconquistate e sotto il controllo dell’Esercito siriano e delle autorità senza l’incubo degli attacchi terroristici.

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di  Paolo Sensini

Nei primi mesi del 2011, a cent’anni esatti dall’impresa coloniale italiana in Libia, si è consumato un nuovo intervento militare contro il Paese nordafricano. Artefici di quest’attacco piratesco, come è qui documentato con precisione, Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna, a cui presto si è dovuta accodare anche l’Italia, il più stretto e importante partner economico-commerciale della Libia.

Ne è seguito un disastro immane le cui vere ragioni sono state tenute nascoste al pubblico internazionale. Con molta lentezza, mentre si consumava la tragedia che ha dilaniato l’ex colonia italiana, sono emersi qua e là taluni brandelli di notizie sulle cause che hanno portato all’entrata in guerra della NATO contro Mu’ammar Gheddafi.

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La guerra in Siria passerà alla Storia come il conflitto in cui un piccolo Stato ed un piccolo Esercito sono riusciti a sconfiggere le forze mercenarie di più forti nazioni coalizzate nel piano di Washington teso al rovesciamento del Governo di Bashar al-Assad e dello smembramento della nazione siriana.

Il piano è fallito e nella Storia rimarranno le battaglie epiche come quella che si sta concludendo in questi giorni a Deir Ezzor, località strategica nel centro della Siria, dove le formazioni dell’Esercito siriano (SAA), la Forza Tigre ed i reparti paracadutisti, si sono attestati entrando nel perimetro della città, hanno messo in scacco e chiuso in una sacca le rimanenti forze dei gruppi terroristi. Washington, Tel Aviv e Rijad sono nella confusione e nel panico, i loro terroristi mercenari sono in rotta ed i loro piani si sono sbriciolati davanti alla ferma determinazione dei soldati siriani e dell’aviazione russa.

Convegno sulla Siria a Firenze  il 17 di Novembre, alle 21,00, per “Una Voce nel silenzio”, presso il Circolo , in Via Mario Pagano, 12. Sarà presente l’attivista e giornalista  siriano Ouday Ramadan insieme a Andrea Saporiti, Stefano Pavesi.

Quando entri nelle case delle famiglie dei Martiri Siriani, te ne accorgi della ricchezza del luogo e del tempo.
Le mura prive di vernice, il pavimento è fatto di cemento liscio.
Nel soggiorno giace un divano fatto di legno, e una credenza stanca di restare in piedi.
Nel mezzo della stanza trionfa incontrastabile un televisore di marca “Syronics” di fabbricazione siriana, modello anno 1973.

Non potrai togliere lo sguardo dal Versetto Coranico “Dio vi darà la Vittoria e nessuno vi potrà sconfiggere”.
A destra del Versetto ti illumina la Spada “Zou El Ficar”, la Spada Islamica dell’Imam Alì Ibn Abi Taleb (as) che vigila e protegge l’abitazione.

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di A. Terrenzio

Le elezioni del 7 maggio scorso hanno decretato la sconfitta del FN.
Marine Le Pen si e’ dovuta arredere al “barrage” eretto dalle forze costituzionali con il candidato di En Marche, il “Partito unico della nazione”.
Diverse le considerazioni da prendere in esame, per comprendere i motivi che hanno portato alla sconfitta del movimento sovranista francese.

La vittoria di Emmanuel Macron era comunque molto probabile sin dall’inizio, dato che il quarantenne ex ministro del governo Hollande aveva chances di ottenere la maggioranza dei voti dei francesi.
La strategia della Le Pen, dopo la vittoria al primo turno, era quella di conquistare sia l’elettorato gollista che quello del partito di sinistra radicale “Insoumis”.
La leader del FN aveva incassato l’appoggio di Dupont Aignan, il gollista fuoriscito dall’UMP e con posizioni euroscettiche.

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Tanta acqua e tanto sangue sono passati sotto i ponti dal 1880, da quando John Swinton, ex redattore capo del New York Times, durante il suo discorso di commiato presso l’American Press Association, rivelò al colto e all’inclita che loro, i giornalisti, salvo rare eccezioni, erano prostitute intellettuali.

Ci sono poi voluti decenni di maturazione e la nascita di alcune discipline accademiche per far passare sulla pelle della cosiddetta “opinione pubblica” le indicazioni sottili di maestri delle tecniche di propaganda e della manipolazione quali Edward Bernays e Walter Lippmann.

Ad un certo punto è stato fatto accadere l’11 settembre e tutto ha avuto un salto di qualità spettacolare: le false flag, le fake news e tuttto l’armamentario di immagini e di segni che i Megamedia secernono continuamente hanno assunto i contorni di una ciclopica operazione sulla coscienza della specie, per impedirle ad oltranza un risveglio di consapevolezza critica rispetto al mondo in cui ci fanno vivere.

Con l’aiuto di due figure paradigmatiche fuori dal coro, Enrica Perucchietti e Marcello Foa, ci inoltreremo sugli impervi sentieri di questa fabbrica della menzogna.

Interessante convegno a Bologna, il 18 Febbraio alle ore 16,00. presso la sala Marco Biagi, in via Santo Stefano, 119 – Ingresso Libero

Le guerre nel vicino Medio Oriente e nel Nord Africa hanno partorito il mostro: L’ISIS ed il terrorismo islamista.
Da quando è apparso questo mostro non si parla d’altro, se ne descrivono le stragi, le efferatezze e gli attentati e si diffonde la paura anche nei paesi europei. I media lo descrivono come un fenomeno che diviene sempre più possente, dispone di armi micidiali, finanziamenti ed appoggi inaspettati e che colpisce dove non te lo aspetti.
Tuttavia poco si parla, sui media ufficiali, di chi ha voluto quelle guerre ed in base a quali interessi, a quali strategie, non si spiega chi guadagna dalla presenza dell’ISIS e chi ne subisce le peggiori conseguenze. Quali sono state fino ad oggi le maggiori vittime dell’ISIS e del terrorismo islamista?

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Il problema della questione jihadista nel mondo contemporaneo è connesso alle sfide più cruciali della nostra epoca. Interessa i conflitti fra grandi potenze non meno dei rapporti di queste con le specificità della civiltà islamica, si muove lungo il fiume in piena delle immigrazioni di massa che coinvolgono il continente eurasiatico e vampirizza le esistenze di quelle “vite di scarto” che l’Occidente ingoia e moltiplica nel suo vortice di disintegrazione dei tessuti sociali.

Il jihadismo in qualche modo precede questi fenomeni, ma si palesa con pienezza in sincronia con gli eventi degli ultimi anni. Sarebbe assai difficile comprendere questo senza riflettere sulla storia musulmana, su come i popoli del Vicino Oriente abbiano subito un’aggressione coloniale (e culturale) incessante da ben due secoli da parte dell’imperialismo occidentale. Fondamentalismo, reazione al colonialismo, lotte fratricide, settarismi socioculturali: l’eterodirezione della lotta armata è alla base di quello che oggi chiamiamo “il fenomeno jihadista”, che con la guerra in Siria e l’avvento dell’ISIS compie un “barbarico” salto in avanti.

al Jihadismo all’ISIS

Un interessante convegno a Bologna in occasione della presentazione del libro di Paolo Sensini, con la partecipazione, oltre all’autore, di Filippo Bovo e Guglielmo Cedolin.

Sala Baraccano

Via Santo Stefano, 119

BOLOGNA

Il problema della questione jihadista nel mondo contemporaneo è connesso alle sfide più cruciali della nostra epoca. Interessa i conflitti fra grandi potenze non meno dei rapporti di queste con le specificità della civiltà islamica, si muove lungo il fiume in piena delle immigrazioni di massa che coinvolgono il continente eurasiatico e vampirizza le esistenze di quelle “vite di scarto” che l’Occidente ingoia e moltiplica nel suo vortice di disintegrazione dei tessuti sociali.

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