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Europa

L’Europa dell’est, si trova in crescita come ricchezza e meglio posizionata nei suoi disaccordi con le autorità di Bruxelles.
Il conflitto tra l’Europa dell’Est e Bruxelles si va aggravando sempre di più,  per quanto non sia abbastanza evidenziato dai media europei.

La situazione è divenuta più tesa dopo che si è riscontrato che la maggiore crescita economica è venuta proprio da questi paesi dell’est Europa che si sono sottratti alle direttive di Bruxelles, come è stato segnalato da vari centri di ricerca economica e dagli stessi organismi della UE.

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Sale la tensione fra Belgrado e Pristina per l’assassinio di Oliver Ivanovic abbattuto da un killer a Kosovska Mitrovica.
L’assassinio del leader serbo Oliver Ivanovic rende nuovamente tese le già difficili relazioni tra Pristina e Belgrado. Il leader politico serbo, rispettato e riconosciuto anche dalle autorità kosovare, è stato freddato con 5 colpi di arma da fuoco nel settore nord di Kosovska Mitrovica.
L’agguatoLe circostanze dell’omicidio sono oggetto di indagine ma, dalle prime risultanze, sembra che Il killer incappucciato abbia usato un’arma col silenziatore colpendo Ivanovic alle spalle mentre si accingeva ad entrare nella sede del suo partito “Iniziativa Civica”.

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Il ministro degli Esteri della Serbia ha respinto il richiamo fatto da Washington al Governo serbo di scegliere una parte con cui schierarsi (fra la NATO e la Russia) ed ha optato per proteggere i suoi buoni rapporti di cooperazione con la Russia. Questi rapporti sarebbero inevitabilmente compromessi nel caso che la Serbia dovesse entrare nella NATO.

Ivica Dacic ha respinto la proposta USA lo scorso Giovedì per iniziare la procedura di adesione all’Alleanza Atlantica ed ha dichiarato in modo chiaro che la Serbia continuerà a mantenere buone relazioni con la Russia e con qualsiasi altro Stato che favorisca i suoi interessi.

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Il primo ministro ungherese Viktor Orban,conosciuto per le sue politiche di opposizione alla politiche migratorie della UE che hanno determinato l’arrivo nel continente delle ondate migratorie fra cui si celano numerosi islamisti disposti ad uccidere, ha manifestato l’idea che l’anno 2017 sarà l’anno della “Ribellione”.

Lo stesso Orban ha dichiarato che la sua formazione politica, Fidesz, è nata ad opera di persone che sono ribellate contro il mondo che le circondava e che si sono proste di cambiarlo e che vede molte somiglianze con altri leaders europei e leaders mondiali come Donald Trump. “Trump possiede la mentalità dell’uomo che si è fatto da solo”. Lui è una persona di successo che inizia i suoi discorsi dicendo: “io ho fatto questo”.

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La leader del Partito francese Front National (FN), ), Marine Le Pen, ha dichiarato che “qualunque cosa è meglio che avere la Hillary Clinton alla presidenza degli Stati Uniti”.
Questa dichiarazione è stata rilasciata dalla Le Pen nel corso di una intervista ,tenutasi il Giovedì, al network televisivo nordamericano della CNN, ove la leader del Front National francese ha sostenuto che la candidata democratica alla Casa Bianca, se otterrà il suo obiettivo della elezione, potrebbe apportare con se la guerra, la devastazione e di conseguenza “l’instabilità mondiale”.

“La Clinton”, ha sostenuto la Le Pen, “ci porterebbe dritti verso un conflitto mondiale che avrebbe gravi conseguenze. Così che qualsiasi cosa, qualunque alternativa sarebbe meglio rispetto a lei”, ha manifestato la leader del partito francese Front National (FN), rispetto alla possibilità che la Hillary Clinton ottenga la presidenza degli USA.

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BERLINO – Il Frankfurter Allgemeine Zeitung non usa mezzi termini per definire la vittoria del “verde” Van Der Bellen eletto presidente dell’Austria: è una vera vittoria di Pirro.

“I cittadini austriaci e molti cittadini europei hanno atteso con grande tensione l’esito delle elezioni presidenziali in Austria – scrive oggi in prima pagina il più autorevole quotidiano conservatore tedesco -. La vittoria, infatti, e’ stata assegnata sulla base di un pugno di voti: l’ex segretario dei Verdi Alexander Van Der Bellen ha sconfitto il rappresentante della destra Norbert Hofer del Fpo con un vantaggio risicatissimo dello 0,3 per cento, appena 31.026 voti in più”.

Ma questo risultato – sottolinea il giornale – salutato dalla socialdemocrazia europea e anche dai partiti centristi come una vittoria contro la destra definita populista, benchè abbia coinvolto il 72,7 per cento dei votanti, con un’affluenza alle urne nettamente superiore a quella del 2010, quando furono solo il 53,6 per cento, non rappresenta affatto la sconfitta della destra in Austria.

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di Thierry Meyssan

Il movimento “Notte in piedi” appena creato in Francia, ma anche in Spagna e Germania, ha lo scopo di bloccare il disegno di legge el-Khomri sulla riforma del codice del lavoro e, più in generale, lottare contro il neoliberismo. Thierry Meyssan ne denuncia le chiacchiere vuote e sconclusionate, sottolineando l’esplicito riferimenti alla manipolazione degli organizzatori della squadra di Gene Sharp che organizzò, per conto della CIA, le rivoluzioni colorate e la primavera araba.
La stampa parigina è svenevole con il neonato movimento politico “Notte in piedi”. Centinaia di persone che si riuniscono sulle principali piazze delle grandi città francesi per discutere e rifare il mondo.

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Francia, scontri e proteste contro riforma del lavoro di Hollande
A Nantes e Rennes dimostranti contro polizia, 10 arresti

Parigi, 31 mar. (askanews) – Scontri stamani in Francia tra polizia e manifestanti, scesi in piazza in oltre 200 città contro la riforma del lavoro voluta del governo del presidente Francois hollande e del premier Manuel Valls. Violenza si sono registrate città di Nantes e Rennes, nell’ovest del Paese, mentre dieci persone sono state arrestate a Parigi, all’indomani dell’imbarazzante retromarcia di Hollande sulle modifiche costituzionali in chiave antiterrorismo.

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Le autorità russe ha fatto chiudere lo scorso Sabato gli uffici dell’ONU per ” Diritti Umani” a Mosca, dopo le preoccupazioni manifestate da questa organizzazione sulle restrizioni imposte dalle autorità russe alle ONG presenti nel paese.
Dalla missione diplomatica russa a Ginevra, sede dell’Organizzazione ONU, l’ambasciatore russo, Alexey Borodavkin, ha confermato le informazioni diffuse dai media di questo paese circa l’imminente chiusura degli uffici dell’Alto Commissariato per i diritti Umani (ACNUDH).
Borodavkin ha dichiarato in questo senso che “gli uffici dell’ONU già avevano aiutato a stabilire istituzioni per i diritti umani in Russia e non vediamo niente di straordinario nella loro chiusura”.

“Sono preoccupato per i segnali ricevuti da parte del Governo rispetto alla sua intenzione di chiudere la nostra presenza a Mosca”, ha riferito il direttore per i “Diritti Umani” dell’ONU, il giordano principe Zeid Raad al-Hussein.

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Inizia ad manifestarsi una dinamica allarmante: ogni volta di più i comandanti militari di alto livello  avvisano circa il possibile arrivo di grandi conflitti, compreso un conflitto generale in Eruropa, e lanciano richiami affinchè le loro truppe e le proprie popolazioni  si  preparino al peggio.

In questa stessa settimana è stato il turno del comandante dell’Esercito norvegese, Odin Johannessen, il quale ha avvisato che i paesi europei dovrebbero essere disposti a combattere contro l’Islam radicale con il fine di preservare i valori che uniscono il continente.
“Credo che dobbiamo essere pronti a combattere, con le parole, con le azioni e, se necessario, con le armi, per preservare il paese ed i valori che abbiamo in comune”, ha detto Johannessen in un discorso davanti alla Società Militare di Oslo.

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