di Gabriele Sannino L'Unione Europea esisterebbe anche senza l’Eurozona, non vi è alcun dubbio. Essa infatti - lo sappiamo tutti - è nata dapprima mettendo insieme risorse energetiche come il carbone e l’acciaio (CECA, 1952) poi coordinando la ricerca per i programmi dell’energia nucleare (EURATOM,...

di Claudio Mutti L’11 novembre scorso, commentando la dichiarazione di Emmanuel Macron circa la necessità di creare “un vero esercito europeo”, Vladimir Putin ha definito tale idea come “positiva nell’ottica di un rafforzamento di un mondo multipolare”. D’altronde, ha aggiunto il presidente russo, “l’Europa è...

Gli ultimi dati sulla disoccupazione in Italia e in Europa non indicano inversioni di tendenza e restano “stabili” su cifre elevate. In Italia il tasso di disoccupazione è al 10,6% equivalenti a 2.746.000 persone. Ma il dato più preoccupante è quello degli inattivi, cioè persone che non possono essere definite disoccupate perché lavoro non ne hanno mai avuto, né studenti in scuole o centri di formazione: essi sono ben 13.201.000 persone. Ma anche in Europa la situazione non è migliore. Il tasso di disoccupazione è il 6,8% per un totale di 16.823.000 persone.

Sempre più governi e grandi gruppi di cittadini mettono in questione le scelte fatte dalla elite di potere che fino ad oggi ha diretto le politiche di Bruxelles in Europa. di Arkady SAVITSKY L'UE ha avuto ultimamente molti problemi da gestire, questo perchè alcuni dei suoi membri, come la Polonia e l'Ungheria, stanno apertamente sfidando l'ordine stabilito. Questa volta è una situazione molto seria, perché Bruxelles sta affrontando la sfida dell'Italia, la terza maggiore economia nazionale nella zona euro e l' ottava economia mondiale in termini di PIL nominale. Ha una popolazione di oltre 60 milioni. È anche un paese europeo e il membro fondatore dell'Unione. Il governo italiano ha respinto le richieste dell'Ue di rivedere il suo progetto di bilancio per il 2019 che include un deficit del PIL del 2,4%, che potrebbe aumentare pericolosamente il debito pubblico della nazione. La coalizione di governo a Roma, che è composta dalla Lega e dal movimento populista 5 Stelle, ha deciso di aumentare i prestiti in modo che possa finanziare le sue promesse elettorali, come la riduzione dell'età pensionabile e l'aumento dei sussidi.