"L'Inferno è scoppiato" in Germania, registriamo una invasione di criminalità di massa nelle forme più gravi come i furti, le rapine, gli stupri, la riduzione in schiavitù, l'imposizione della sharia", questo è stato il drammatico avvertimento che ha fatto il Presidente Federale della polizia tedesca, Rainer Wendt. In una significativa intervista fatta la canale N24 del servizio della Televisione tedesca, Wendt ha inoltre avvertito che le attività delittuose non sono state il risultato di invasori di colore stretti in luoghi angusti, ma piuttosto opera di fanatici religiosi e di lotte di alcuni gruppi per ottenere il sopravvento sugli altri. "Le situazioni devono sempre arrivare ad incendiarsi prima che i politici reagiscano", ha detto. "Nei nostri accampamenti per dare asilo ai rifugiati è scoppiata tutta una situazione infernale, nella frontiera con il sud della Germania e nello Stato federale della Baviera in particolare. E' un girone infernale ed i nostri colleghi da quelle parti devono lavorare interrottamente senza neanche potersi più togliere gli stivali", ha detto riferedosi al lavoro costante e senza interruzioni che deve svolgere la polizia tedesca per cercare di fare fronte alle altre invasioni di masse di rifugiati.

Come riporta Keep Talking Greece, la legge del più forte continua a prevalere all’interno dell’eurozona. Per gestire l’attuale crisi migratoria, la Germania non esita a fare ricorso alla sua posizione dominante sulla Grecia: il già disastrato paese mediterraneo dovrà farsi carico di buona parte del problema, in cambio di sempre generiche “concessioni” nell’ambito dell’ennesimo “salvataggio”. Persino chi in passato aveva creduto nel “nobile progetto europeo”, oggi è disgustato dalla prepotenza e dai ricatti che sono ormai il pane quotidiano dell’Unione. Di Keep Talking Greece, 16 ottobre 2015 Il governo tedesco sta valutando di ‘aiutare’ finanziariamente la Grecia – ma solo se Atene verrà maggiormente coinvolta nella crisi dei rifugiati. Questo è quanto il quotidiano tedesco Wirtschaftswoche (WiWo) ‘ha saputo’ da fonti del governo tedesco.

di Luciano Lago Le ultime dichiarazioni del ministro degli esteri italiano Paolo Gentiloni : Lussemburgo, 12 ott. (askanews) - "L'Unione europea deve esortare la Russia a svolgere un ruolo utile e positivo in Siria, convincendola a lavorare alla soluzione politica con una transizione che "accompagni all'uscita" il dittatore Bashar al-Assad, e senza illudere nessuno su una possibile soluzione militare". Dichiarazioni rilasciate dal ministro, oggi a Lussemburgo, a margine del Consiglio Affari esteri dell'Ue. Quindi Gentiloni ritiene che il ruolo utile della Russia, intervenuta militarmente in Siria per fare quello che la coalizione occidentale non ha fatto (annientare l'ISIS) sia esattamente quello che richiede il Dipartimento di Stato USA, l'Arabia Saudita ed il governo turco di Erdogan: rovesciare il governo del presidente Bashar al-Assad, e consentire alle fazioni jihadiste di prendere il potere con la protezione occidentale-saudita (come già accaduto in Libia).

di A. Terrenzio In un editoriale del Financial Times, Wolfang Munchau sostiene che lo scandalo VW abbia tutte le potenzialità per innescare delle trasformazioni, in grado di cambiare la realta’ economica tedesca. Secondo il noto giornalista tedesco, lo scandalo della casa di Volfsburg potrebbe creare delle ripercussioni, tutt’altro che passeggere.

Strasburgo, 7 Ottobre 2015 – Il presidente francese François Hollande e la cancelliera tedesca Angela Merkel al Parlamento Europeo a Strasburgo per la plenaria. Presente anche Felipe di Spagna per la prima volta. "Grazie Sigra Merkel di essere arrivata qua oggi con il suo vice cancelliere, amministratore della provincia Francia. Signor Vice cancelliere avrei voluto chiamarLa Presidente ma come il suo predecessore non adempie a questa funzione. Un presidente della repubblica non potrebbe dire come ha appena fatto che il sovranismo è il declinismo perché è garante della costituzione francese il cui ‘TITOLO 1 è quello della Sovranità.

di  JOSÉ JAVIER ESPARZA Contro chi siamo in guerra? Forse è arrivato il momento di chiedersi chi sono realmente "i nostri". O più ancora nel profondo. Chi siamo "noi stessi". Se qualcuno pensava che la formula della "difesa dell'Occidente" avesse ancora alcuna validità, l'attuale crisi in Siria gli avrà tolto ogni residua speranza. Quello che abbiamo visto in questo orribile vespaio è che il "blocco americano", i nostri alleati "di tutta una vita", hanno svolto il gioco sporco di essere accondiscendenti con lo Stato Islamico, che è la negazione assoluta di tutto quello che la civilizzazione occidentale considera come proprio, dalla dignità individuale fino alla eredità culturale cristiana.

Questa dittatura della maggioranza di tipo giacobino non ha niente a che vedere con la democrazia come la intendiamo da 220 anni in Occidente" di Alessandro Bianchi e Cesare Sacchetti Pier Giorgio Gawronski. Economista, pubblicista. In passato ha lavorato all’ufficio studi della BNL, all’OCSE, all’UNCTAD, alla “policy unit” della Presidenza del Consiglio. E’ stato attivista e consulente di numerose Ong in Italia e all’estero (Amnesty International, Observatoire de la Finance). Cura un blog sul Fatto Quotidiano

Cresce in Europa l'insofferenza verso le politiche di Bruxelles. Un avvenimento che non è stato riportato in evidenza dalla stampa nazionale è stato  quello degli ultimi risultati delle elezioni in Austria che hanno visto crescere in maniera esponenziale il partito dei nazionalisti di Heinz-Christian Strache, il FPO i cui risultati hanno superato tutti i pronostici. Si era votato Domenica scorsa nella regine austriaca della Stiria (capitale Graz), dove si è registrato il crollo dei partiti tradizionali come il Spoe (socialdemocratici) e l'Oevp (popolari) mentre ha trionfato l’Fpoe, il Partito della Libertà, che ha superato il 30 per cento per la prima volta. Un risultato che pone questo movimento, lo stesso che fu di Joerg Haider, in proiezione per ottenere una maggioranza anche nelle elezioni politiche, visto che questa percentuale è stata raggiunta al di fuori dalla Carinzia, quella che si considera la roccaforte della destra austriaca.

di Mauro Faverzani Nell’Unione Europa, oggi, prevale la legge del più forte ovvero della Germania. Non è solo questione di leadership. È molto di più. E di peggio. Lo afferma in un’intervista, di cui vi anticipiamo alcuni stralci, il prof. Alberto Bagnai, docente associato di Politica economica presso l’Università Gabriele d’Annunzio di Chieti, specializzato nelle crisi dei Paesi emergenti e dell’Eurozona.

di Luciano Lago Iniziano a manifestarsi le prime voci di dissenso nei paesi dell'Unione Europea sulle politiche della UE che i principali paesi, come Germania e Francia, con codazzo degli altri (Italia, Spagna, Belgio, ecc.) vorrebbero del tutto prone alle direttive della politica di Washington anche quando questa cozza contro i propri interessi. Alcuni esponenti politici europei hanno iniziato finalmente a comprendere che, seguire gli USA nella loro folle politica di provocazioni e mobilitazione NATO contro la Russia, con le sanzioni che si ritorcono come un boomerang contro la zoppicante economia dei paesi europei, non è esattamente negli interessi dell'Europa e tanto meno appoggiare pedissequamente l'impresentabile governo di Kiev, di un stato fallito che è divenuto la testa di ponte degli USA per portare la guerra in Europa.