Europa in declino

Dmitrij Pavlenko

Alla fine del 2022, la casa editrice moscovita “Rodina” ha pubblicato un nuovo libro del politologo russo, direttore del “Centro di analisi geopolitiche” (di Mosca ndr.), Valerij Korovin: “La fine dell’Europa. Insieme alla Russia sulla via del multipolarismo”.

Nel libro sull’epigrafe sono riportate le parole dell’eminente filosofo russo Nikolaj Berdyaev, che già nella prima metà del secolo scorso predisse l’avvicinarsi della “fine dell’Europa, come monopolista della cultura, come provincia chiusa del globo terrestre che pretende di essere l’universo”. Oggi, il Vecchio Mondo, che un tempo rivendicava il dominio su tutto la Terra per diffondere e imporre attivamente e persino aggressivamente la sua cultura, le sue tradizioni di democrazia, libertà, uguaglianza e diritti umani, sta subendo gravi trasformazioni di civiltà.

“…Migrazioni incontrollate, crisi economica, crescenti tensioni sociali e, come conseguenza, disordini e attività terroristiche sullo sfondo del calo del tenore di vita e, cosa particolarmente fatale, della disumanizzazione degli abitanti del continente europeo. Questa è la perdita di qualsiasi identità, fino a quella sessuale. Rigide leggi sui minori, legalizzazione dell’adozione di bambini da parte di coppie dello stesso sesso, pervertimento dei bambini già dalla scuola, emancipazione degli istinti sessuali quasi già dall’asilo – questi sono solo alcuni dei mali che confermano la grave malattia della società europea” – ecco la diagnosi dell’Europa moderna, secondo lo studioso.

Il politologo afferma inoltre che l’Europa della civiltà indoeuropea (leggi, l’Europa di una persona sana), infatti, ha già cessato di esistere. Sarà sostituita da una post-Europa di biomeccanoidi, globalizzata e priva di ogni umanità, la stessa che oggi è attivamente promossa dagli adepti del nuovo ordine mondiale come George Soros, Klaus Schwab, o il britannico re Carlo.
L’essenza di questo esperimento sociale liberal-globalista, che ora viene rodato sugli abitanti dell’Europa, che fino a ieri si consideravano comunemente tedeschi, francesi, belgi, italiani, spagnoli, è di privarli di qualsiasi identità collettiva. Non dovrebbe più esistere alcuna appartenenza a un’etnia, a un popolo e nemmeno a una nazione politica civile. Oltre a ciò, anche l’appartenenza di una persona a un determinato genere viene messa in discussione. Essere un uomo o una donna nella moderna società occidentale, – che in condizioni di occupazione americana, si è ammalata di schizofrenico liberalismo ed è scivolata dalla negazione di Dio e della natura divina dell’uomo a un’ontologia orientata agli oggetti, – è una terribile manifestazione del fascismo e del totalitarismo.

“La fine dell’Europa. Insieme alla Russia sulla via del multipolarismo”

Non è un caso che nelle scuole europee anche ai bambini più piccoli venga insegnato che non hanno una madre e un padre, ma che, al loro posto, invece, hanno degli asessuati “genitore n. 1” e “genitore n. 2”. Fin dalla tenera età, ai bambini viene inculcato che i diritti dei cosiddetti “LGBT” e in generale il multigender non solo sono accettabili e normali (questa fase della scala di Overton è stata superata già un paio di decenni fa), ma che essere un uomo o una donna, normale, eterosessuale, cisgender (identità di genere  che corrisponde al  genere  e al  sesso  biologico alla nascita ndr.) – è cattivo, radicale, e che, in generale, queste persone dovrebbero essere private dei loro diritti civili finché non si pentano davanti ai sodomiti e non partecipino alla parata gay.

Si arriva persino a tentativi di legalizzare la pedofilia. Pensate solo, che il ministro dell’“uguaglianza” (il nome stesso della carica suona almeno molto strano) della Spagna, l’accanita femminista Irene Montero, esorta il Parlamento a legalizzare i rapporti sessuali coi bambini (!). A Berlino, le autorità tedesche aprono il primo asilo LGBT. Secondo l’edizione ultraliberale tedesca “Bild”, in questo istituto ai piccini spiegano “cosa significa essere gay o lesbica”.

Tuttavia, questa baggianata, che non si adatta alla mente di persone normali, è solo l’inizio. Secondo i calcoli di Schwab e di simili apologeti e locomotori della globalizzazione liberale, un individuo disumanizzato e completamente emancipato cessa di essere un soggetto. Diventa un postumano, un oggetto completamente controllato dall’intelligenza artificiale.

Ecco il “meraviglioso mondo nuovo” che i globalisti stanno già rodando sugli sfortunati abitanti del Vecchio Mondo, i quali, a un certo punto, hanno finito per cedere all’influenza della frenetica propaganda antisovietica e poi anti-russa, con uno slancio di lotta feroce contro l’“eredità del totalitarismo” e i russi in genere, visti come “barbari” e “nemici della democrazia”, senza accorgersi di come loro stessi siano stati privati, all’inizio della sovranità statale, poi delle forme basilari di identità collettiva.

Valerij Korovin nella sua monografia “La fine dell’Europa. Insieme alla Russia sulla via del multipolarismo” non si limita ad analizzare l’attuale situazione socio-politica e socio-economica che si è sviluppata tra i vicini occidentali dell’Eurasia, occupati militarmente dagli americani, e politicamente dai folli teorici della globalizzazione liberale, ma cerca inoltre di suggerire vie d’uscita a questa tragica situazione dei popoli europei, toccando i modi in cui l’Europa potrebbe interagire con la Russia. Korovin è convinto che la Russia possa aiutare il Vecchio Mondo a liberarsi da questa occupazione, ristabilirsi e tornare a diventare di nuovo l’Europa dei popoli, una civiltà senza eguali con un’esperienza storica unica e con la più grande cultura.

“La società occidentale – oggi è una società di individui atomizzati senza volto che hanno perso la loro identità collettiva e non rappresentando più se stessi. In Occidente è vietato, infatti, essere tedeschi, francesi, italiani. La norma è un cittadino dell’UE medio e senza volto, preferibilmente di origine araba, preferibilmente con il sesso cambiato… È del tutto auspicabile che sia il più distante possibile da una persona, per trasformarsi inesorabilmente da soggetto a oggetto. L’Occidente ha perso persino le origini dei propri popoli, mentre il popolo russo l’ha mantenuta. E il sangue della Grande Russia ha davvero riprodotto la diversità culturale del continente eurasiatico, che per secoli si è sovrapposto alla civiltà russa”, – riflette Korovin.

Oggi, in particolare, è la Russia con la sua diversità di popoli e culture ad essere un esempio per il Vecchio Mondo. In particolare, oggi, la Russia è percepita dai globalisti liberali come un nemico esistenziale. Specialmente, usano gli stessi europei di ieri: tedeschi, francesi, belgi, olandesi, polacchi e così via, per combattere ora contro la Russia e la civiltà russa, in opposizione agli interessi dei popoli e persino della parte razionalmente pensante delle élite degli stati europei ancora nominalmente esistenti.

Tuttavia, il nostro Paese ha già l’esperienza storica di come salvare l’Europa dai dittatori che l’hanno ridotta in schiavitù. Forse, anche questa volta, sarà il “miracolo russo” che salverà gli sfortunati e, in generale, ingrati discendenti dei romani, galli, tedeschi, daci, franchi, vichinghi dalla nuova occupazione e dal definitivo decadimento e degrado.

Agli europei rimane solo sperare che quando la fine dell’Europa arriverà, la Russia sarà lì vicina e raccoglierà la bandiera cadente della civiltà europea, – conclude l’autore del libro.

Fonte: https://riafan.ru/23956286-smozhet_li_rossiya_uderzhat_evropu_ot_raschelovechivaniya_fan_rasskazivaet_o_novoi_knige_valeriya_korovina?utm_source=yxnews&utm_medium=mobile&utm_referrer=https%3A%2F%2Fdzen.ru%2Fnews%2Fsearch%3Ftext%3D

Traduzione di Eliseo Bertolasi

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