Sempre più governi e grandi gruppi di cittadini mettono in questione le scelte fatte dalla elite di potere che fino ad oggi ha diretto le politiche di Bruxelles in Europa. di Arkady SAVITSKY L'UE ha avuto ultimamente molti problemi da gestire, questo perchè alcuni dei suoi membri, come la Polonia e l'Ungheria, stanno apertamente sfidando l'ordine stabilito. Questa volta è una situazione molto seria, perché Bruxelles sta affrontando la sfida dell'Italia, la terza maggiore economia nazionale nella zona euro e l' ottava economia mondiale in termini di PIL nominale. Ha una popolazione di oltre 60 milioni. È anche un paese europeo e il membro fondatore dell'Unione. Il governo italiano ha respinto le richieste dell'Ue di rivedere il suo progetto di bilancio per il 2019 che include un deficit del PIL del 2,4%, che potrebbe aumentare pericolosamente il debito pubblico della nazione. La coalizione di governo a Roma, che è composta dalla Lega e dal movimento populista 5 Stelle, ha deciso di aumentare i prestiti in modo che possa finanziare le sue promesse elettorali, come la riduzione dell'età pensionabile e l'aumento dei sussidi.

di Thierry Meyssan Di fronte a una platea di capi di Stato e di governo, il presidente francese ha messo in contrapposizione i concetti di patriottismo e di nazionalismo. Thierry Meyssan ci ricorda che un tempo questa retorica esprimeva la volontà di privare della sovranità i popoli conquistati, di negargli il diritto di disporre di loro stessi. Oggi questa retorica viene applicata a tutti. In occasione del centenario della prima guerra mondiale, il presidente Emmanuel Macron ha stabilito una distinzione tra patriottismo e nazionalismo.

Tutta la rabbia di Trump contro l'Europa considerata "ingrata e infida". Riferiscono le agenzie che Trump ha criticato aspramente Teresa May già mentre era in volo verso l'Europa, quando ha chiamato Londra durante il suo volo per Parigi. Trump ha espresso insoddisfazione per le azioni della May nei confronti dell'Iran e dei trattati commerciali "sleali" con l'Europa. Allo stesso tempo, Trump ha fatto intendere che questo non è l'unico conflitto che è maturato nelle relazioni europee-americane sotto la sua amministrazione . A proposito di questo, il giornale The Washington Post sostiene che si è fatta trasperire l'irritazione politica del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, parlando con la premier Theresa May durante le celbrazioni tenutesi a Parigi.

di  Luciano Lago Avevamo scritto, non più tardi di qualche giorno fa, che la UE è una "Tigre di Carta" nei sui atteggiamenti minacciosi contro l'Italia. Come volevasi dimostrare anche giornali esteri, altamente autorevoli ed espressione del mondo finanziario anglo USA, ci confermano questa tesi nel criticare decisamente l'atteggiamento della Commissione Europea nei confronti dell'Italia. Non per caso Bloomberg, Financial Times e Wall Street Journal, sono usciti con editoriali estremamente critici verso la caparbia ottusità dei tecno burocrati dell UE ed hanno a loro volta giustificato e persino sostenuto le buone ragioni del Governo Conte. La considerazione di fondo è quella che l'Europa sia troppo esposta con l'Italia per permettersi di fare la "faccia dura" con il Governo italiano.

di  Luciano Lago Il tiro alla fune tra Roma e Bruxelles prosegue con scambi di lettere e minacce di sanzioni. Il governo Conte Salvini/Di Maio nell'occhio del ciclone. Bruxelles e Roma sono attualmente impegnate in una guerra fatta di lettere di ammonimento e lettere di risposta sulla manovra economica che, secondo la Commissione europea, viola le norme europee. Sono lettere che vanno e lettere che vengono da una parte e dall'altra ma non cambiano la sostanza del problema: Bruxelles ammonisce l'Italia e Salvini/Di Maio rispondono picche, "noi proseguiamo sulla nostra strada". Il governo  della penisola, definto " populista" da tutti i media europei e dall'establishment dominante,  avrebbe ora tre settimane di tempo per rispondere all'ultima missiva di ammonimento della Commissione europea - in cui si chiede di rivedere un progetto di bilancio che entrambe le parti hanno riconosciuto essere "non in linea" con le norme fiscali dell'Unione europea.

di Claudio Risé Emmanuel Macron abbracciato a due galeotti delle Antille è il simbolo della sottomissione del Vecchio Continente. Jean Claude Juncker barcollante al vertice Nato quello di una Ue che non si regge in piedi. Al confronto il ballo di Theresa May è un inno all'incoscienza e all'audacia. Le immagini presentano con pochi tratti, personaggi, oggetti, interi mondi. Per raccontarli non basterebbero lunghi trattati.

di   Carmenthesister Steve Ohana, professore di finanza presso l’ESCP Europe, storica e prestigiosa business school di Parigi, commenta su Le Figaro, con pacatezza e ragionevolezza, la sfida aperta tra il nuovo governo italiano e le istituzioni UE, guardiane delle regole di governance che stanno portando al fallimento dell’Unione. A differenza delle alte grida che si levano dai grandi media del nostro paese, dove sodali del vecchio establishment diffondono terrore su ogni richiesta di rinnovamento in difesa dell’interesse nazionale, secondo questa analisi le istituzioni europee non riusciranno tanto facilmente a mettere in ginocchio l’Italia, come hanno fatto con la Grecia nel 2015, per tanti motivi, non ultima l’importanza sistemica del mercato obbligazionario e del settore bancario italiano. La strategia del governo giallo-verde è considerata dunque solida e ben fondata, e risulteranno decisive le elezioni europee della primavera 2019.

Il presidente della Repubblica Ceca, Milos Zeman, nel corso di un incontro con la stampa nella provincia ceca di Olomots, ha affermato che i tentativi dell'Occidente di imporre le proprie politiche e di esportare un cambio di regime in paesi come la Libia, la Siria ed altri del Medio Oriente, ha soltanto provocato il caos e la destabilizzazione di quei paesi. Zeman ha sottolineato che questi tentativi dell'Occidente non hanno avuto successo e non hanno raggiunto i loro obiettivi ma al contrario hanno causato enormi problemi.

di Conrad Reas Prima di tutto, dobbiamo porci due domande: in primo luogo, i polacchi hanno bisogno di Fort Trump, e in secondo luogo: la Polonia può permettersi di spendere 2 miliardi di Us.$ per la base militare statunitense? La risposta ad entrambe le domande è NO. Per stupidità devi pagare Attualmente, il bilancio dello Stato polacco sta lottando per aumentare la spesa (in particolare nel programma sociale "500 Plus"), e sostenere costi enormi della guerra economica con la Russia. Ora in Polonia, molti scioperi dei professionisti della sanità chiedono: " Spendi per la sanità, non per i rinforzi militari!" ", Una dimostrazione di migliaia di contadini che chiedono per richiedere che la Polonia revochi le sanzioni contro la Russia si è svolta pochi giorni fa. Dove le autorità polacche ritroveranno 2 miliardi di dollari - non si può dire, ma è noto che saranno sottratti alle tasche dei polacchi.

di Jacques Sapir Il Vertice di Salisburgo dei capi di Stato e di governo dell'Unione europea potrebbe essere stato l'inizio della disintegrazione di questa istituzione. Non in grado di raggiungere un accordo, se non quello facciata, sulla questione dei migranti, i partecipanti al vertice si sono trovati profondamente divisi sulla questione del BREXIT, che è stato un altro tema importante. Questa divisione, di cui il premier francese Emmanuel Macron, è in gran parte responsabile, ruota attorno alla domanda di "far pagare" alla Gran Bretagna il voto del referendum del 2016. Questo desiderio di "punire" un paese, perché ha scelto, democraticamente, di lasciare la UE, è particolarmente rivelatore dello stato di decomposizione di questa ultima istituzione, e la sua trasformazione in un'istituzione repressiva rispetto alla volontà dei popoli democraticamente espressa in ciascuna delle nazioni che la compongono.