BERLINO - Le conseguenze di cinque anni di crisi sulla Grecia sono incalcolabili, scrive il settimanale tedesco "Die Zeit": i negozi sono vuoti, le mense dei poveri piene e il numero dei senza tetto e' raddoppiato. "Non solo in Grecia, ma in molti Stati dell'eurozona c'e' una poverta' dilagante", scrive l'economista Zsolt Darvas in uno studio condotto lo scorso autunno per conto del think tank di Bruxelles Bruegel. Secondo lo studio, circa il 9 per cento della popolazione europea vive sotto la soglia di poverta': la poverta' e' cresciuta soprattutto nei paesi che dopo il 2008 sono stati colpiti dalla crisi dei debiti o che hanno ricevuto aiuti finanziari da parte dei loro partner comunitari.

di Luciano Lago Se esistevano ancora dei dubbi, con l'approvazione fornita da parte del gabinetto della Merkel all'introduzione in Germania della tecnologia del Fracking, che si autorizza per la prima volta ad importare (approvazione avvenuta il 1.04.2015), la stessa Frau Merkel si conferma come un agente degli interessi USA in Europa. Vedi: infowars.com E' noto infatti che i proprietari del brevetti di tale tecnologia sono le grandi multinazionali targate USA fra cui la Halliburton, Baker Hughes e Schlumberger ed è ampiamente dimostrato che questa tecnologia risulta altamente inquinante (per le falde acquifere) e per l'ambiente in genere, tanto da essere stata proibita in vari paesi ma risulta essenziale per le multinazionali USA per ricavare il gas scisto e gli idrocarburi dalle rocce bitumose in profondità.

di Giuliano Augusto I sorrisi e l'ottimismo di Renzi, rivenduti a piene mani in Italia e all'estero, servono a ben poco. L'economia italiana è una malata cronica. Con una crescita economica inesistente, anzi negativa, e con un debito pubblico spaventoso le prospettive sono sconfortanti. L'Italia è la vera palla al piede dell'Europa. Altro che la Grecia! Il fatto che il debito pubblico greco sia al 180% del Pil e quello italiano al 135% importa poco. L'economia greca è infatti poca cosa rispetto alla nostra. Se fallisce la Grecia, le conseguenze sarebbero gravi, specie per le banche europee che hanno in portafoglio i titoli spazzatura di Atene. Se fallisce l'Italia, gli effetti sarebbero catastrofici per tutti viste le dimensioni del nostro sistema economico.

Come riporta Zerohedge, una Grecia messa alle corde dai creditori europei potrebbe rivolgersi alla Russia per avere sostegno finanziario. L’operazione sarebbe molto conveniente per Mosca: aumenterebbe la sua influenza in Europa a un prezzo irrisorio, visto che i finanziamenti concessi alla Grecia prenderebbero la strada del FMI e da lì all’Ucraina, altro esempio di stato che “beneficia” delle meraviglie finanziarie UE, e che ha enormi debiti in scadenza con la russa Gazprom. L’incontro previsto la prossima settimana tra Putin e Tsipras potrebbe avere risvolti interessanti.

di Il Pasquino E’ diventata una specie di ricorrenza della politica italiana. Ogni inizio anno, dopo i fuochi d’artificio di Capodanno si cominciano a vedere le luci nel famoso tunnel di quella crisi che hanno pagato solo i cittadini onesti, non certo la casta politica. Ha cominciato Monti, nel 2012, poi Letta, ora Renzi appoggiato subito da Mattarella, neo presidente silente sulla corruzione, attivo sull’appoggio incondizionato alle riforme incostituzionali presentate al parlamento. Non c’è un dato, un dato serio, intendo, che possa minimamente sorreggere il mare di bugie che quotidianamente ci vengono propinate, ma s’adda fa, probabilmente, altrimenti sarebbe troppo palese l’inganno diffuso a piene mani da questi personaggi, con i figli occupati al 100%.

di Liliana Gorini La notizia del bando d’appalto da 1 milione di Euro per “allestimenti di quinte di camouflage” (scenografie teatrali) che nascondano i lavori incompiuti dell’Expo, a un mese dall’apertura, ha suscitato molta derisione. Il Renzi Show, l’ottimismo forzato di questo governo, mentre le imprese continuano a chiudere e la disoccupazione giovanile aumenta, prevede anche questa ennesima buffonata. Il “camouflage” dell’Expo non dovrebbe sorprendere: negli ultimi 30 anni l’intera economia del mondo occidentale, degli Stati Uniti e dell’Europa in primis, è stata all’insegna del camouflage e dei trucchi al bilancio, per mascherare una bolla speculativa che ha saccheggiato e ucciso l’economia reale.

CON L'ACQUISTO DELLA PIRELLI, LA CINA NON HA COMPRATO SOLO UN'AZIENDA, HA MESSO LE MANI SULLA SUA TECNOLOGIA (E ADDIO) di Luca Campolongo Mentre il “petardo” di Draghi, il famigerato più che famoso quantitative easing  prosegue, provocando un’enorme fuga di capitali dall’eurozona (124 miliardi di euro solo nell’ultimo trimestre del 2014 secondo il Wall Street Journal, e per il solo effetto del suo annuncio), l’economia italiana continua il suo processo di desertificazione, nonostante i trionfalistici proclami del premier non eletto, sempre più simili agli ultimi dispacci di Hitler asserragliato nel bunker di Berlino. La Pirelli, una delle aziende storiche italiane è passata in mani cinesi, per la precisione statali, attraverso la controllata pubblica Chemchina.

Con una risoluzione del Parlamento Europeo, l'Unione Europea chiede al Montenegro di pubblicare tutti gli allegati e i documenti collegati all'accordo raggiunto con l'Italia in merito alla realizzazione dell'elettrodotto Tivat-Pescara di Terna. Sembra che sia stata così ascoltata la battaglia portata avanti dalle ONG e i comitati di consumatori per fermare uno tra i più importanti progetti energetici italiani nei Balcani, sollevando il problema della tutela ambientale. Un esito anticipato dalle analisi dell'Osservatorio Italiano, e che prende oggi delle sfumature molto particolari, in relazione al timore dell'insicurezza energetica creatasi dopo le rivoluzioni del Nord Africa, e al nuovo ruolo che i Balcani stanno assumendo nella cosiddetta 'nuova cortina di ferro' dell'energia.

di Mario Lettieri e Paolo Raimondi I responsabili politici e governativi e anche i media italiani stanno trattando con troppa sufficienza, se non con ostilità, il processo in corso presso il Tribunale di Trani nei confronti delle agenzie di rating, la Standard and Poors’ e la Fitch. Tra maggio 2001 e gennaio 2012 esse resero pubbliche delle analisi che declassavano drasticamente l’Italia e il suo debito pubblico, provocando un terremoto economico e finanziario. Ciò, come è noto, fece schizzare lo spread, la differenza tra i tassi di interesse dei bond italiani e di quelli tedeschi, fino a 575 punti.

NEW YORK - "A sette anni dal crollo di Lehman Brothers, l'andamento economico dell'eurozona non solo non e' ancora tornato ai livelli del 2008, ma si presenta in condizioni pietose: 18 milioni di europei disoccupati cercano un lavoro e le prospettive di crescita sono quantomeno mediocri, per non dire nulle". "Le classi dirigenti europee sono sotto pressione per rilanciare l'economia continentale, eppure - scrive il chief economist di Allianz Se, Michael Heise, sul "Wall Street Journal" - persino produrre una diagnosi condivisa del problema pare oltre la loro portata". Il malessere europeo, spiega Heise, non e' solo l'effetto della crisi del 2008, ma il sintomo di un male piu' profondo: un mix di declino, scarsa produttivita' e diseguaglianze crescenti, eccesso di dirigismo e soprattutto tassazione che hanno depresso la domanda nelle economie "ricche" del pianeta.