di Luciano Lago La Com­mis­sione  per il Com­mer­cio Inter­na­zio­nale del Par­la­mento Euro­peo ha appro­vato (a larga mag­gio­ranza, 28 si e 3 no ) ieri, nel silen­zio gene­rale dei principali media, il pro­getto di rela­zione sul TTIP, il cui rela­tore è il socia­li­sta tede­sco Bernd Lange. Secondo il comi­tato Stop TTIP, la «mozione Lange» è un testo che «legit­tima le peg­giori pre­oc­cu­pa­zioni dei cit­ta­dini euro­pei in merito al nego­ziato sul TTIP ». In pratica, mediante questo trattato, le grandi corporations (multinazionali) potranno impugnare le normative e le leggi di qualsiasi Stato (che siano in contrasto ai propri interessi) ricorrendo ad un Tribunale privato che avrà una giurisdizione al di sopra degli Stati nazionali. Gli interessi economici delle grandi concentrazioni multinazionali saranno quindi al disopra dei diritti dei popoli e dei diritti delle persone, delle comunità locali, pregiudicando la sopravvivenza delle piccole imprese, come  dell'attivà agricole e delle aziende manifatturiere locali.

di Marco Mori Come noto la Corte Costituzionale con la sentenza n. 70/2015, argomentata in maniera ineccepibile, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 24 comma 25, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 210 (disposizioni urgenti per la crescita, l’equità ed il consolidamento dei conti pubblici) poi convertito nella parte in cui prevede che: “in considerazione della contingente situazione finanziaria, la rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici, secondo i meccanismi di legge, è riconosciuta per gli anni 2012 e 2013, esclusivamente ai trattamenti pensionistici di importo complessivo fino a tre volte il trattamento minimo INPS nella misura del 100 per cento”. La Corte ha ritenuto non sufficientemente esplicitate le esigenze finanziarie che avrebbe dovuto consentire il sacrificio di diritti fondamentali connessi al rapporto previdenziale quali: la proporzionalità del trattamento di quiescenza, inteso quale retribuzione differita (art. 36 primo comma Cost.) e l’adeguatezza (Art. 38 Cost.). Quest’ultimo principio fondamentale è da intendersi quale espressione certa (benché implicita) del principio di solidarietà di cui all’art. 2 Cost. ed attuazione del principio di eguaglianza sostanziale di cui all’art. 3.

di Antonio M. Rinaldi Le iniziative provenienti da Bruxelles non finiscono mai di sorprendere! Martedì prossimo 19 maggio sarà presentata ufficialmente alla Presidenza della Commissione Europea l’ennesima proposta per la costituzione di un Fondo di Redenzione, ovvero dell’European Redemption Fund (ERF), questa volta per iniziativa del Gruppo Parlamentare ALDE (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa). Il Gruppo ultra liberista, presieduto dal belga Guy Verhofstadt, ha letteralmente “riesumato” il precedente studio effettuato da un ristretto comitato di esperti incaricato direttamente da Barroso pochi mesi prima del termine del suo mandato come Presidente della Commissione Europea, per concepire un meccanismo tecnico ancora più coercitivo che “blindasse” il rispetto di alcuni dettami previsti dal Fiscal Compact.

di Noam Chomsky Negli ultimi venticinque anni il capitale finanziario multinazionale, piuttosto che negli investimenti e nel commercio, è stato impiegato nelle speculazioni sui mercati azionari internazionali, al punto da dare l’impressione che gli Stati Uniti siano diventati una colonia alla mercé dei movimenti di capitali internazionali. Non ha più importanza chi detiene il potere politico, tanto non sono più loro a decidere le cose da fare. Che portata ha, oggi, questo fenomeno sulla scena intemazionale? Per prima cosa dobbiamo fare più attenzione al linguaggio che utilizziamo, me compreso. Non dovremmo parlare semplicemente di “Stati Uniti”, perché non esiste una simile entità, così come non esistono entità come l’”Inghilterra” o il “Giappone”. Può darsi che la popolazione degli Stati Uniti sia “colonizzata”, ma gli interessi aziendali che hanno base negli Stati Uniti non sono affatto “colonizzati”.

Il Fondo di Garanzia, i Confidi e le commissioni d’oro. Può un governo legalizzare frodi e usura, può trasferire dalle banche ai risparmiatori e crediti deteriorati verso le imprese in difficoltà, consentendo l’applicazione di tassi e commissioni da strozzini? Le imprese in difficoltà, anche strutturali, dovute a inefficienza, sovrindebitamento o ad altra causa, non riescono a finanziarsi sul mercato in modo normale. Oggi, notoriamente, vi sono innumerevoli piccole e medie imprese in queste condizioni, non più vitali, avviate al fallimento o comunque alla chiusura. Dall’altra parte, le banche sono gravate da molti crediti deteriorati, incagliati, in sofferenza, verso queste imprese. Buona parte dei crediti deteriorati, che superano i 360 miliardi e sono in costante aumento, non sono ancora dichiarati nei bilanci delle banche, perché farlo avrebbe gravi conseguenze sul rating e sulla capacità operativa delle banche medesime.

di Fulvio Grimaldi Il TTIP è una manovra congiunta delle élite americana ed europea che risponde a mandanti che già dispongono di oltre metà della ricchezza del pianeta e che mirano a sottoporre al proprio dominio politico, economico, militare e culturale chi ancora si oppone alle devastazioni del neoliberismo e delle strategie di guerra. L’obiettivo è di far prevalere gli interessi di banche e multinazionali sulle legislazioni nazionali , con misure come il Tribunale Privato Internazionale, composto da privati esponenti del potere economico e che giudicherà sui conflitti che potranno nascere tra leggi nazionali a protezione di ambiente, lavoratori, salute, cibo e, dall’altra parte, i profitti delle multinazionali.

di Marco Mori Purtroppo sono costretto a tornare a parlare di Padoan, l’impresentabile ministro dell’economia italiano. Ricordiamo i suoi precedenti che avevo già scritto in un altro articolo che qui riporto nuovamente. Padoan e’ stato direttore esecutivo per l’Italia del Fondo Monetario Internazionale dal 2001 al 2005 con responsabilità su Grecia e Portogallo dove, come abbiamo purtroppo visto, ha fatto davvero un ottimo lavoro: fame e disperazione la fanno da padrone in entrambe le nazioni. Ma il vero fiore all’occhiello della sua attività e’ certamente quanto compiuto in Argentina dove le politiche ultraliberiste che impose per conto del FMI portarono il paese alla bancarotta. Ovviamente non furono fatti casuali, Padoan sapeva ciò che faceva e non a caso ha invocato, anche per l’Italia, cessioni della sovranità nazionale anche di recente.

di Eugenio Orso Economisti di gran fama, bocconiani, anche loro come i piddini servi della troika, si spendono per fare proposte che rendano più “equo” il sistema pensionistico! L’ultimo della serie è lo stimatissimo professor Tito Boeri, esperto di mercato del lavoro, di welfare e, con tutta evidenza, anche di manipolazione delle pensioni. Le continue riforme delle pensioni sono sempre nell’aria. L’attacco a pensionati e anziani è cominciato negli anni novanta ed è stato sollecitato, per lettera, dalla bce in quella fatidica estate del 2011, quando si preparava l’avvento del primo governo-Quisling nell’interesse troikista, cioè l’esecutivo-fantoccio di Mario Monti.

di Luciano Lago In Italia non finisce mai di stupire la strategia della menzogna adottata dal governo Renzi e iniziamo a domandarci quale sia il livello di consapevolezza di una opinione pubblica che riconosce al "fiorentino" un livello di consenso pari al 37%, secondo i sondaggi più accreditati. In effetti questo è il risultato della prostituzione dei grandi giornali e delle TV agli interessi del PD  (di cui sono megafono) e delle altre forze di governo, a loro volta strettamente subordinate alle centrali finanziarie sovranazionali che sono i veri poteri forti che dirigono il sistema Italia.

di Salvatore Santoru In Italia e in buona parte del mondo occidentale la pressione fiscale sta diventando sempre più altissima e insostenibile. Quasi tutti ormai denunciano ciò, ma sono ancora ben pochi quelli che cercano di capire ciò che sta eventualmente dietro ciò. Difatti, al di là delle mere questioni economiche e sociali che possono portare all'aumento del fisco da parte dei governi, dietro alla spropositata pressione fiscale odierna ci sono progetti, interessi e convergenze politiche ben più ampie .