by GPC Imperatrice Fonte: Scenari economici.it DATI ECONOMICI AGGHIACCIANTI Raffica  di dati terrificanti ieri e nei giorni scorsi per la Francia. 1) Standard&Poor’s, la prima delle grandi agenzie di rating ad aver estromesso la Francia dal ristretto club dei Paesi a tripla A (nel gennaio del 2012), ha colpito ancora, abbassando di un altro voto il suo giudizio sull’affidabilità di Parigi (da AA+ ad AA). L’agenzia sottolinea che i margini di manovra del Paese sul fronte fiscale sono ormai praticamente inesistenti e che  le misure varate negli ultimi mesi non riescono a ridurre il livello, record, della disoccupazione. Ed è proprio l’insofferenza legata alla drammatica situazione occupazionale, secondo Standard&Poor’s, a rendere molto difficile, per non dire quasi impossibile, la realizzazione delle pur indispensabili riforme strutturali.

Pubblichiamo l’intervista rilasciata da A. Evans Prichard, columnist economico dell’autorevole quotidiano britannico The Telegraph, nella quale si esprimono valutazioni molto realistiche sulla situazione economica dell’Europa e dell’Italia in particolare, ove Evans  Prichard non può fare a meno di notare lo stallo per inerzia del governo Letta e l’ assoluta incompetenza nella gestione politica di un paese sull’orlo del disastro. In realtà noi sappiamo bene da cosa dipenda questo stallo e la passività dei Letta,  Saccomanni e soci: quando si lavora direttamente per interessi esterni (leggi cartello bancario), non si pensa neanche lontanamente a prendere decisioni di rottura o a produrre strappi con le centrali di potere che ti hanno collocato  in quella posizione. Letta Saccomanni e soci badano a salvaguardare la loro carriera e sono afflitti da quella sindrome tipica italiana che si chiama “libidine di servilismo” verso lo straniero.

di Ronald L. Ray – Traduzione a cura di N. Forcheri Fonte:  Stampa Libera  http://www.stampalibera.com/?p=66247 L’Ungheria si libera dei vincoli dei banchieri • Dopo che è stato ordinato  all’FMI di abbandonare il paese, la nazione adesso stampa moneta senza debito L’Ungheria sta facendo la storia. Mai più dagli anni ’30 con il caso della Germania un paese europeo aveva osato sfuggire alle grinfie dei cartelli bancari internazionali controllati dai Rothschilds. Questa è una notizia stupenda che dovrebbe incoraggiare i patrioti nazionalisti del mondo intero ad intensificare la lotta per la libertà dalla dittatura finanziaria. Già nel 2011 il primo ministro ungherese,  Viktor Orbán promise di ristabilire la giustizia sui predecessori socialisti che avevano venduto il popolo della nazione alla schiavitù di un debito infinito con i vincoli del FMI (IMF) e lo stato terrorista d’Israele. Queste amministrazioni precedenti erano infiltrate da israeliani nelle alte cariche, in mezzo al furore delle masse che alla fine, in reazione, hanno votato il partito  Fidesz di Orban.

di Marco Della Luna Fonte: http://marcodellaluna.info/sito/2013/10/30/saccomanni-bail-in-e-lotta-al-contante/ RISPARMIATORI E LAVORATORI SACRIFICATI ALLE BANCHE IN CRISI PER TRUFFE DEI BANCHIERI Nei secoli passati, i saccomanni erano i razziatori dei campi di battaglia, che, dopo la fine dei combattimenti, andavano a spogliare feriti e caduti dei loro oggetti di valore. Prima, questo vocabolo designava i furieri, gli addetti alle salmerie; poi però, nel tempo, si trovò ad esso si addiceva maggiormente il significato di “predatori”. S.E. il ministro Fabrizio Saccomanni, con tutto il rispetto, absitque iniuria verbis, è fiduciario dei banchieri nostrani, dato che viene dall’ABI, Associazione Bancaria Italiana, già presieduta dal noto Mussari, accusato, assieme ad altri, di aver “svuotato” il MPS dei suoi soldi pagando Antonveneta un multiplo del suo valore.

Fonte: Affari Italiani http://www.affaritaliani.it/economia/london-school-economics171013_pg_1.html Nel giro di 10 anni del nostro Paese non rimarrà più nulla. O quasi. E’ la conclusione catastrofica cui giunge nella sua analisi il professore Roberto Orsi della London School of Economics and Political Science (LSE). Che cosa ci sta portando alla dissoluzione e all’irrilevanza economica? Una classe politica miope che non sa fare altro che aumentare le tasse in nome della stabilità. Monti ha fatto così. E Letta sta seguendo l’esempio. Il tutto unito a una ”terribile gestione finanziaria, infrastrutture inadeguate, corruzione onnipresente, burocrazia inefficiente, il sistema di giustizia più lento e inaffidabile d’Europa”.

Intervista esclusiva all’economista francese Jacques Sapir (*) di Alessandro Bianchi Fonte: http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=6&pg=5595 - Professore, Lei è stato tra i primi economisti europei ed evidenziare i danni provocati dall’euro ed a chiedere la sua fine. In una delle ultime analisi ha scritto che si tratta di una sorte inevitabile. Secondo Lei, quanto tempo ancora ci vorrà e da quale paese potrà partire l’iniziativa?