di  Luciano Lago Il grande capitale finanziario, da cui dipendono sempre più le sorti del mondo moderno, può essere definito un fattore perverso del sistema attuale, considerando che questo piomba sempre dove esiste la possibilità di procurarsi profitti indipendentemente dallo sfruttamento delle risorse e dal rispetto dei diritti sociali delle popolazioni, oltre alla compatibilità con l'ambiente. Questo pertanto può essere una delle cause della perdita di rotta che soffriamo in Europa e non sarebbe azzardato paragonare il Grande Capitale Finanziario (GCF) ad una bestia feroce ed insaziabile che mai è appagata del sangue delle sue vittime. Come allegoria potrebbe essere calzante quella della "Lupa famelica" descritta ed immaginata dal sommo poeta, Dante Alighieri, all'ingresso dell'Inferno, "una lupa che sembrava gonfia di tutti i desideri e che aveva fatto vivere tanta gente nella miseria". ("Maladetta sie tu, antica lupa, / che più di tutte l'altre bestie hai preda / per la tua fame sanza fine cupa").

di  Luciano Lago La bocciatura della manovra presentata qualche giorno fa dal governo italiano a Bruxelles non era stata inaspettata ma anzi era stata già in certo qual modo anticipata dal commissario europeo, Pierre Moscovici, ancor prima di ricevere la lettera da Roma. Si sapeva che alla Commissione Europea (CE) non andava giù che il Governo italiano avesse disatteso le raccomandazioni della Commissione e avesse operato di testa propria, con l'aumento della spesa di qualche punto di 0,.. causato dai provvedimenti quali, reddito di cittadinanza, abolizione della riforoma Fornero, Flat Tax (per quanto limitata )sanatoria e altri provvedimenti.

di Marcello Veneziani Il Corriere della sera, in un editoriale di Angelo Panebianco, è arrivato a sostenere che lo spread è reale, mentre il popolo è un’astrazione, non esiste, se non nella propaganda sovranista. Panebianco rispondeva a una semplificazione demagogica, ma la conclusione a cui portava era questa: il popolo è un’invenzione dei populisti, lo spread, invece, è vero e vivo nel regno della finanza, quindi esiste quasi in natura… Ecco come capovolgere la realtà che ci dice esattamente l’inverso: le difficoltà della gente, il carovita, i disagi popolari, la forte pressione fiscale, la mortificazione delle sovranità popolari e nazionali sono cose reali e realmente vissute, mentre quel coefficiente finanziario è un’entità fittizia, che appare e scompare a comando, usata per colpire i governi sgraditi e non allineati. Tutti i precedenti governi avevano indebitato il paese e sforato i limiti ma solo ad alcuni suona il campanello d’allarme dello spread. Arrivo a dire che lo spread diventa reale, acquista vita, quando si abbatte su un’entità vera, fatta di carne e sangue, che è il popolo.

Il CODACONS scende in camo per contestare il declassamento di MOODYS come decisone con" tempistica sospetta". Non tutti accettano come legittima l'operazione fatta da una agenzia di rating che risulta fra l'altro di proprietà di entità finanziarie transnazionali che ne controllano l'operato. IL DECLASSAMENTO ILLEGALE IN ATTESA DELLA DECISIONE UE SU MANOVRA. DA MOODY’S ATTO PRIVATO CHE DANNEGGIA RISPARMIATORI E CITTADINI IL CODACONS PRONTO A UN CLASS ACTION

di  Luciano Lago Arriva come una frustata, nella sera di Venerdì 19 Ottobre, il declassamento dell’agenzia Moody’s che ha annunciato di aver tagliato il rating dell’Italia. La notizia viene resa nota in tarda sera, dopo una giornata convulsa in Borsa, una notizia cattiva ma non inattesa: il nostro debito passa da Baa2 a Baa3, con outlook stabile. Un solo gradino più in basso, evitiamo così che i nostri titoli di Stato diventino “junk”, letteralmente carta straccia, con l’impossibilità soprattutto per molti fondi di investimento internazionali di acquistarli. Di fatto, l’anticamera del commissariamento della Troika. Si sapeva ed era facilmente prevedibile, nonostante i fondamentali positivi dell'economia italiana, Moodys colloca l'Italia come solvibilità del suo debito, al di sotto della Bulgaria. Per quanto l'Italia possa vantare una saldo di avanzo primario ed un livello di risparmio privato fra i primi in Europa, Moodys segnala preoccupazioni in merito alle riforme adottate dal governo giallo/verde.

Parla l’economista Galloni: “L’Italia tiri dritto, basta pensare allo zero virgola”. Il ministro Giovanni Tria bene ha fatto a tirare dritto, nonostante le critiche sul Def di Europa, Bankitalia e Fmi. Anche perché, “se il Governo abbassasse il tiro, si indebolirebbe da ogni punto di vista. A Roma diciamo: chi si fa pecora, il lupo se la magna”. Una battuta eloquente quella del professor Antonino Galloni, economista e presidente del Centro Studi Monetari. Bene così, dunque? Bisogna partire da principio. Questo Governo nasce, anche per merito del presidente della Repubblica, con un compromesso: non si può continuare con le vecchie politiche economiche, ma non si può arrivare all’uscita dall’euro. Questo è il solco: si resta in Europa e nell’euro, ma considerando quella che è la situazione italiana. E qual è la nostra situazione?

di Paolo Borgognone Chiamare, come fa il coro unanime del mainstream politico-intellettuale italiano, anche ai più alti livelli, le organizzazioni finanziarie transnazionali, tipo la BCE, il FMI e le famigerate agenzie private di rating, "autorità indipendenti" è un po' come cercare di far passare un lupo per vegetariano o una pornostar per illibata. Io credo che il dovere di ciascuno all'onestà intellettuale dovrebbe imporre il buon gusto di chiamare le cose con i loro nomi: le banche private internazionali, compresa ciò che resta di Bankitalia, sono centrali di potere neoliberista, ossia profondamente ideologizzate. E chi sta, in politica, dalla parte del neoliberismo, dovrebbe avere il coraggio di riconoscere questo dato di fatto, peraltro elementare, senza provare pudore o vergogna di sorta.

di Paolo Borgognone Ieri sera a "Otto e Mezzo" Mario Monti ha rivelato di aver ricevuto, nel 2011, quand'era già premier di fiducia della Ue e dei "mercati", una telefonata da George Soros in cui il noto magnate internazionale di ogni speculazione, politica e finanziaria, lo invitava a "chiedere l'aiuto del FMI" per l'allora dossier italiano. Ciò significa che Soros invitò Monti a chiamare in Italia la Troika. Questo significa che Salvini HA PERFETTAMENTE RAGIONE quando afferma che, sopra le nostre teste, qualcuno, ovvero Soros e compagnia cantante, cospira per papparsi la ricchezza del nostro Paese, a basso costo e a largo profitto peraltro... Soros, nel 2011, chiese a Monti di avviare un processo di ricolonizzazione dell'economia italiana da parte del FMI! Monti, che voleva, con la sua rivelazione, contraddire Salvini e le politiche euroscettiche dell'attuale governo, in realtà ha involontariamente confermato la giustezza delle preoccupazioni di fondo che muovono Salvini, Di Maio e Savona nella loro sfida a determinati poteri forti eurocratici.

di  Nicoletta Forcheri Per chi pensa che questa Europa sia basata sul “mercato” e la “concorrenza”, allora mi spieghi come mai alle aste dei nostri titoli di stato, dove c’è il 50% di domanda in più rispetto all’offerta, noi dobbiamo pagare “lo spread” come penale per “rassicurare” i primi prenditori di BOT e CCT nostrani? I giudizi “politici” delle agenzie di rating sono solo scuse per spremerci di più, altrimenti non si capisce come mai, contrariamente alla prima legge del mercato, noi dobbiamo calare il prezzo dei Titoli di Stato in una situazione di domanda che supera l’offerta degli stessi. Cioè, proprio il contrario del “mercato”. (E certo, perché il “mercato” è un oligopolio di banche dealer che ha deciso di prelevarci risparmi e patrimonio).

di  Andrea Brizzi “Datemi il controllo sulla moneta di una nazione e non mi preoccuperò di chi ne fa le leggi” – così era solito affermare Mayer Amschel Rothschild, banchiere ebreo tedesco del XVIII secolo, praticamente il fondatore della dinastia bancaria dei famigerati Rothschild. Questa citazione è funzionale ad introdurre il tema del controllo dell’emissione della moneta, e conseguentemente la grande fregatura del debito pubblico. Il concetto di debito pubblico prima di essere un fumoso tecnicismo di cui si capisce e si conosce ben poco, è il protagonista assoluto della politica parlamentare e degli ostacoli che si oppongono allo sviluppo della società. Siamo oramai così tanto abituati alla sua esistenza, che nemmeno ci domandiamo più che cosa sia o perché esista, ma soprattutto perché dobbiamo continuare ad essere soggetti ad esso.