di Enrico Gatto Il neoliberismo, che è la base economica del moderno capitalismo assoluto (speculativo-finanziario), va necessariamente compreso per inquadrare le attuali dinamiche sociopolitico-economiche e poiché costituisce quello che viene definito "Pensiero Unico" (che sostiene il primato dell'economia sulla politica).In parole povere si tratta della...

di  Gabriele Sannino Nel gioco economico in cui viviamo, fatto di avidità, stupidità e tanta cattiveria, le crisi economiche sono indispensabili per accentrare potere ed eliminare i pesci più piccoli. Le crisi, infatti, distruggono risorse, determinano squilibri e tensioni sociali, e mettono fuori mercato le economie più piccole e deboli, lasciate morire per asfissia di capitale… in un mondo dove il denaro viene ormai tutto creato dal nulla. La diseconomia in cui viviamo, naturalmente, si riflette in tutto e per tutto nella bassa evoluzione dell’uomo moderno che subisce e nella malvagità di chi tira i fili di questo deficiente sistema: siamo tutti schiavi e dipendenti da questo denaro quasi tutto virtuale e completamente farlocco, mentre le cose che davvero contano - le cose concrete paradossalmente - come i rapporti umani, l’amore, le amicizie e via discorrendo passano tutte in secondo piano.

di Paolo Becchi e Giovanni Zibordi Vogliamo dirlo chiaro e tondo: lo Stato italiano è vittima dell’usura. Gli interessi si cumulano sugli interessi e fanno crescere il debito anche se non ci si indebita più. Da 25 anni lo Stato non ha o meglio non avrebbe bisogno di indebitarsi perché incassa più tasse di quello che spende: nell’ultimo anno circa 30 miliardi di tasse in più delle spese, ma risulta in deficit di circa 40 mld l’anno perché paga circa 70 mld l’anno di interessi.

Bruxelles, – Dopo il "Fondo Salva Stati" della UE che costrinse l'Italia (governo Monti) a versare circa 64 miliardi per "salvare" le banche francesi e tedesche che erano fortemente indebitate con la Grecia, i tecno burocrati della UE hanno predisposto un nuovo meccanismo per mettere alle strette il "recalcitrante" governo italiano. "Voi italiani non volete sottostare alle direttive di Bruxelles? Non vi volete sottomettere alla disciplina di Bilancio dettata dai funzionari della UE? Bene allora sarete esclusi dalla possibilità di accedere ai finanziamenti di eventuali nuovi fondi dell’Eurozona". Quindi i rischi per i vostri titoli di Stato aumenteranno e di conseguenza i tassi di interesse sul debito. Vi saccheggeremo come abbiamo fatto con la Grecia.7

Per distinguersi dalla cacofonia di voci che interpretano le migrazioni di massa come un portato di una generica “globalizzazione capitalista”, facciamo uscire per le nostre edizioni un saggio chiarificatore di Franco Soldani, che addita le determinanti interne del fenomeno nelle decennali evoluzioni del capitale transnazionale e, in particolare, nei “giochi” della sua frazione attualmente dominante, il capitale finanziario a trazione statunitense. Dalla subordinazione economica inaugurata su scala planetaria nel secondo dopoguerra fino alla costruzione del sistema di sottomissione finanziaria sotto la regia della FED, del FMI e della Banca mondiale (a partire dai famigerati “piani di aggiustamento strutturale”), si pongono le basi per la destabilizzazione permanente delle aree e dei paesi dominati (in Africa come in Asia ed America del Sud), facendo nel contempo ricorso, appena un qualche “ostacolo” appare all’orizzonte, all’infiltrazione cognitiva, alla “formazione” culturale delle classi dirigenti locali e alle guerre a bassa intensità e per procura.