di Eugenio Orso Già ai tempi di Ezra Loomis Pound – poeta nordamericano che ha combattuto, con i suoi scritti e la sua esperienza esistenziale, il crescente strapotere finanziario – democrazia significava dominio delle élite usurocratiche, identificate con i grandi “cravattari”, cioè i prestatori di denaro a strozzo. Oggi più che mai la democrazia unita al liberismo, ossia la democrazia liberale, sancisce il dominio, anche sul piano politico (oltre che su quello economico-finanziario) dei detentori del grande capitale finanziario, che hanno nella realtà il monopolio delle decisioni di valenza strategico-politica.

di George Monbiot Le banche e le società vengono liberate dallo Stato di diritto, e stanno facendo a pezzi il mondo Cosa hanno imparato i governi dalla crisi finanziaria? Potrei scriverci un’intera rubrica specificandolo nel dettaglio, oppure potrei spiegarlo con una sola parola, niente. In realtà dire così è anche troppo generoso. Le lezioni imparate sono contro-lezioni, anticonoscenza, nuove politiche, che difficilmente potrebbero essere meglio progettate per garantire il ripresentarsi della crisi, questa volta con maggiore impulso e un minor numero di rimedi.

di Eugenio Orso Quando un topolino ruggisce, solo i pirla possono cascarci, quelli che sanno tutto (e stanno in alto) se la ridono per niente intimoriti. Buon per il topolino, perché così non minaccia veramente i potenti, subendo ritorsioni letali, e può illudere i più deboli, o meglio i più imbecilli fra i deboli. Mi perdonino i topolini, che rispetto e mi fanno addirittura tenerezza, ma le recenti dichiarazioni di Maurizio Landini – artefice delle sconfitte operaie seriali e sostenitore dell’impossibile “democrazia nelle fabbriche”, in solido con Cremaschi – mi paiono proprio il classico ruggito del topo. Ancor meno di un “vorrei ma non posso” caratteristico dei finti rivoluzionari, dei massimalisti e radicali posticci che minacciano durissime lotte sindacali e politiche, mai intraprese.

Perché proprio adesso esplode lo scandalo della Volkswagen? La truffa sulle emissioni “pulite” delle auto è destinata a ferire l’orgoglio teutonico, affondando il mito dell’onestà del suo capitalismo. Perché la verità emerge solo ora?  Se lo domandano in molti, specie quelli che ricordano anche i record meno presentabili della Germania: come la precarizzazione del lavoro varata già nel 2002 dal socialdemocratico Gerhard Schroeder e ispirata da Peter Hartz, il super-manager Volkswagen poi condannato per aver corrotto sindacalisti, inducendoli ad accettare condizioni sfavorevoli per gli operai. Riforma-simbolo, da cui nasce la flessibilizzazione dell’impiego in Europa, simboleggiata in Italia dal Jobs Act di Renzi.

di G. Cirillo Riprendiamo un discorso già affrontato nel nostro articolo Il colpo di coda del dollaro prelude il suo collasso definitivo ma che ovviamente riveste un’importanza fondamentale dato che da esso dipendono le sorti della finanza e (purtroppo) dell’economia globale. Siamo alla fine arrivati a settembre, mese che potrebbe essere cruciale per le sorti della valuta di riferimento mondiale. Partiamo subito da un dato di fatto: mentre imperversavano i crolli della borsa cinese, l’euro è salito sul dollaro. Questo a mio avviso è di fondamentale importanza e può essere uno dei primi segnali che la fine del dollaro è vicina.

Due sono i fatti essenziali per comprendere la situazione internazionale dal punto di vista strategico. In primo luogo, Wall Street è ormai al collasso e l’intera economia americana rischia di scomparire, se non verranno prese azioni protettive nell’immediato. In secondo luogo, il Presidente americano Barack Obama continua a puntare verso il conflitto termonucleare contro la Russia. Certamente, non attende altro che un elemento di sorpresa, per prendere sottogamba i russi.

di Marco Mori Amo spesso appellare duramente i difensori dell’attuale sistema economico, d’altronde come si fa a non essere duri con chi appoggia un disegno criminale di distruzione democratica? Di solito suddivido gli “euristi” in due categorie: -gli imbecilli; -i collaborazionisti. Mentre gli imbecilli sono semplicemente cooptati dalle fandonie di regime e dunque sono e restano vittime del sistema, i collaborazionisti sanno bene quanto accade, ma hanno deciso di appoggiare i golpisti e pertanto sono criminali da punire a norma di legge. Nel secondo gruppo abbiamo personaggi come Monti, Draghi, Renzi, Padoan, Boldrini, Napolitano e tanti altri uomini che, pur sedendo nelle istituzioni, hanno deciso di tradire Patria e Costituzione.

di CARLOS ENRIQUE BAYO Una informativa della Richard Murphy FCA Consulting per il gruppo Verde/Ale del Parlamento Europeo, a cui ha avuto accesso "Publico", rivela che, giganti come Deutsche Bank, la Royal Bank of Scotland o l' olandese Rabobank Group ed altre mega banche europee,  dichiarano buona parte dei loro utili a Malta, in Finlandia o a Curacao per sottrarsi alle imposte da pagare nel loro paese d'origine. Le stesse grandi banche europee, quelle per intenderci a cui la Grecia deve pagare gli interessi sul debito, visto che la Troika proibisce di tagliare il debito pubblico, si dedicano a trasferire  centinaia di milioni  di euro dei loro utili nei paradisi fiscali per evadere le imposte corrispondenti alle Finanze dei rispettivi paesi.

di Alain de Benoist La ricchezza accumulata dall'1% degli abitanti più ricchi della Terra si trova sul punto di superare quella posseduta dal restante 99% della popolazione mondiale (Intervista di de Nicolas Gautier). Se prestiamo fede ad un recente sondaggio di Cevipof (Centro de Investigación Política de Sciences Po), publicado dal Le Figaro, ciascuno degli iscritti al "Front National" in Francia. vorrebbe "stabilire la giustizia sociale togliendo ai ricchi per dare ai poveri" e sarebbe in favore di una "riforma in profondità" del sistema capitalista. Una Rivoluzione? Gli elettori del FN, molti dei quali provengono dalle classi popolari, non sono totalmente ciechi. Come molti francesi, possono constatare che le disuguaglianze economiche non permettono di crescere tanto fra i paesi come all'interno degli stessi, fatto che si dimostra non aver niente a vedere con le capacità ed i meriti.

di Charles Hugh-Smith Probabilmente avrete letto che è in corso nel mondo una "guerra al contante" condotta su vari fronti. Cosa significa esattamente "guerra al contante"? Significa che i governi stanno limitando il suo uso, e i vari economisti portavoce delle politiche ufficiali stanno invocando la totale abolizione del contante. Le autorità stanno restringendo sia l'ammontare che è possibile prelevare dalle banche, sia il valore dei beni che si possono acquistare in contanti. Questi limiti vengono genericamente chiamati "controlli sul capitale". Perché proprio ora?