di  Luciano Lago l nuovo governo italiano (in via di formazione) ha reso pubblico il suo programma economico, per grandi linee ed in un primo momento era trapelato (da illazioni) che il documento conteneva in particolare il requisito della cancellazione da parte della UE di 250 miliardi di euro del debito pubblico dell'Italia e di far liberare il paese da numerose restrizioni di regole imposte dalla UE. Altrimenti, Roma minacciava di lasciare l'area dell'euro per tornare alla lira italiana (anche se poi smentito). In realtà a nostro avviso i 250 miliardi non basterebbero poichè dovrebbe essere richiesto alla BCE di cancellare per lo meno 1/3 del debito ovvero quella parte dovuta agli interessi ad usura accumulati negli anni.

di Diego Fusaro Sfociando non già nel comunismo di Marx, bensì nel capitalismo assoluto dell’open society desovranizzata di Popper, l’abbattimento degli Stati sovrani nazionali ad opera dell’Internazionale liberal-finanziaria è emancipativo e progressivo unicamente dal punto di vista del Signore post-borghese: che può, così, intensificare il proprio dominio di classe ai danni del Servo post-proletario privato della sovranità come spazio almeno in parte democratico del controllo politico dell’economia.

I Rothschild vogliono avere le quote  delle banche dell'Iran. di  Pete Papaherakles Riuscire a ottenere il controllo della Banca Centrale della Repubblica Islamica dell'Iran ( CBI ) è una delle ragioni principali per cui l'Iran viene preso di mira dalle potenze occidentali e israeliane? Mentre le tensioni si stanno accumulando nella regione per una guerra impensabile con l'Iran, vale la pena esplorare il sistema bancario iraniano rispetto alle sue controparti statunitensi, britanniche e israeliane.

di Luciano Lago Dai molti segnali e dalla persistente propaganda diffusa dalle centrali della UE con le sue varie operazioni propagandistiche, spacciate come "iniziative culturali", si comprende che gli oligarchi di Bruxelles hanno il "fiato corto" nel realizzare in breve tempo i loro obiettivi di stabilizzazione delle masse di migranti recentemente entrate in Europa e occultare le reazioni di rigetto che in molte parti dei paesi europei iniziano a manifestarsi. Si tratta di quegli slogans e quelle parole d'ordine che la sinistra mondialista, al governo da sempre a Bruxelles come a Berlino, si affanna ad utilizzare per lavare il cervello alla gente e persuaderla che una società multiculturale non solamente è possibile ma porterebbe vantaggi a tutti.

di Bruno Adrie Mi domando se i nostri contemporanei abbiano preso coscienza del fatto che non viviamo più in democrazia. Mi domando se abbiano compreso che i nuovi comunicatori non credono più alla democrazia, non più di quanto ci credano i loro padroni che che li incaricano e li dirigono dalle loro isole fortunate cosparse d'oro e palme da cocco al vento. Per quanto mi riguarda, penso che per capirlo, occorra definitivamente assumere il punto di vista dei ricchi, con il loro approccio alla politica vista come scienza e pratica di dominio. Mi sembra indispensabile cogliere la loro intima convinzione, questa convinzione che non esprimono abbastanza ma tradiscono coi loro atti che, messi insieme pezzo a pezzo, ne definiscono nettamente i contorni affilati.

di Paul Antonopoulos L'ex primo ministro portoghese ed ex presidente della Commissione Europea (2004-2014), José Manuel Barroso, già presidente non esecutivo della Banca d'affari, assumerà il ruolo di CEO di Goldman Sachs International. Il suo compito principale sarà limitare gli effetti negativi della Brexit sulla controversa banca . Come noto la Goldman Sachs è una delle più grandi banche di investimento al mondo. Un centro del potere finanziario transnazionale. Fu fondata nel 1869. Ufficialmente, gestisce il commercio di valori finanziari, gestione degli investimenti e altri servizi finanziari. È uan azionista della Federal Reserve degli Stati Uniti ed è un'importante organizzazione mondiale con oltre trentamila dipendenti, che lavorano in diversi paesi del mondo.

di Luciano Lago In occasione delle prossime elezioni politiche vediamo passare sui media  tutta una serie di commenti e di dichiarazioni confuse da parte di esponenti politici, molta fuffa e poca sostanza, con un ritorno di vecchie figure che si presumeva scomparse. Questo avviene mentre poca gente presta ancora fiducia ai discorsi ed alle dichiarazioni estemporanee di politici a caccia di poltrone e di potere. Un senso di nausea sale in modo prepotente e prende alla gola una buona parte di persone. Si ricorre a farmaci o all'astensione dal voto che risulta però controproducente.

di F. William Engdahl Il governo russo ha recentemente annunciato che emetterà quasi un miliardo di dollari equivalenti in titoli di Stato, ma non in dollari statunitensi, come è il caso. Piuttosto sarà la prima vendita di obbligazioni russe nello yuan cinese. Mentre $ 1 miliardo potrebbe non sembrare molto, se confrontato con il totale del debito governativo degli Stati Uniti di oltre 1 trilione di dollari della Banca Popolare Cinese o del debito federale USA di oltre 20 trilioni di dollari, il suo significato è al di là della somma nominale.

di James O'Neill (*) La fine annunciata del Petrodollaro ha il potenziale per rimodellare l'assetto geopolitico mondiale. All'inizio degli anni '70, il presidente Richard Nixon suscitò due cambiamenti che ebbero effetti profondi. Il primo di questi stava portando gli Stati Uniti al di fuori del sistema del gold standard; con la fine degli accordi di Bretton Woods, da quel momento in poi in poi i dollari USA non sarebbero stati più convertibili in oro. Normalmente questo avrebbe dovuto avere conseguenze significative per il valore del dollaro USA. Tuttavia, gli effetti deleteri sono stati evitati grazie ad un altro cambiamento altrettanto profondo. Il consigliere per la sicurezza nazionale di Nixon, Henry Kissinger, si incaricò di negoziare un accordo con l'Arabia Saudita in forza del quale tutto il petrolio (inizialmente dell'Arabia Saudita ma esteso rapidamente a tutti i paesi OPEC) sarebbe stato scambiato soltanto in dollari USA, con la nascita del cosiddetto petrodollaro.

La più grande azione legale collettiva della storia, per contrapporre direttamente il popolo italiano alle oligarchie finanziarie di cui Standard & Poor’s è massima espressione di Alberto Micalizzi. Sono trascorsi quasi due mesi dal deposito delle motivazioni della sentenza del Tribunale di Trani contro Standard & Poor’s accusata di manipolazione di mercato, ed il silenzio del Ministero dell’Economia sui danni erariali acclarati sta diventando assordante (Padoan Indugia..). Il silenzio complice del Tesoro A pagina 257 delle motivazioni i Giudici hanno sancito che “Procedendo ad una disamina più approfondita del profilo di falsità oggetto di specifica contestazione nel capo di imputazione …. Il fatto nella sua materialità è acclarato” (sottolineatura del Tribunale) e che “Occorre perciò valutarne la rilevanza e la idoneità ad integrare la condotta materiale del reato di manipolazione di mercato..:”