"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Dominio finanziario

di  Paul Craig Roberts

“Washington, invece di gestire un sistema equo, utilizza il suo ruolo di moneta di riserva mondiale per dominare altri paesi. La Russia e la Cina sono troppo forti per essere dominati e quindi si stanno proiettando fuori dal sistema del dollaro”.

I lettori a casa e in tutto il mondo vogliono sapere cosa pensare circa l’annuncio che la Cina ormai gestirà i suoi acquisti di petrolio e le sue vendite in moneta cinese e in oro.

Può rappresentare questo un attacco da parte della Russia e della Cina sul dollaro USA? Il dollaro sarà indebolito e potrà crollare tanto da essere scartato come valuta in cui vengono effettuate le transazioni del petrolio? Queste ed altre domande sono nelle menti dei lettori.

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Le sanzioni economiche imposte dal governo degli Stati Uniti hanno spinto il Venezuela a implementare un nuovo sistema di pagamento internazionale, con l’idea di aprirsi al mercato multipolare e limitare il blocco economico dal Nord America. Il 7 settembre il Presidente della Repubblica Nicolás Maduro annunciava il nuovo piano “per liberarci dal dollaro”, utilizzando “valute di conversione libera, come yuan, euro, yen, rupia e valute internazionali, abbandonando il laccio del dollaro valuta oppressiva”, come affermava al Parlamento Federale, presentando il suo Piano Economico per la Pace all’Assemblea Nazionale Costituente (ANC).

La prima azione s’è riflessa sul prezzo del greggio venezuelano, che per la prima volta veniva prezzato in yuan dal Ministero del Petrolio, pari a 306,26 yuan per barile, cioè 46,75 dollari. Inoltre, alcuni giorni prima il Vicepresidente della Repubblica Tariq al-Aysami informava che il Venezuela firmerà “il primo accordo commerciale in yuan per la vendita di petrolio alla Cina“.

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di  Luciano Lago

Come altre volte abbiamo scritto, il processo di globalizzazione economica ha favorito negli ultimi decenni l’ascesa al potere di una elite finanziaria transnazionale che ha acquisito un potere di controllo di fatto sul sistema economico mondiale tramite il monopolio degli strumenti finanziari ed la supervisione sui principali organismi transnazionali che svolgono la funzione di regolatori dei mercati dei capitali e dei principali indici finanziari.

Si tratta del Fondo Monetario Internazionale, della Banca mondiale, del potentissimo WTO (commercio internazionale), della Banca dei Regolamenti Internazionali ( che rappresenta il vertice del cartello bancario delle Banche Centrali, un istituto che controlla l’offerta di moneta in tutto il globo), dell’ONU e delle sue più importanti agenzie, della Goldman Sachs e delle più importanti banche d’affari (dalla JP Morgan alla Black Rock, Morgan Stanley, Credit Suisse, ecc..).

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di  Luciano Lago

Come altre volte abbiamo rilevato, l’Europa e buona parte del mondo, da vari decenni, è caduta nella trappola del neoliberismo, imposto non come scienza economica ma come ideologia totalizzante, una sorta di teoria del tutto, che, grazie ad una massiccia manipolazione dei media, è riuscita a insinuarsi in ogni aspetto del sistema e della società attuale con la potenza di una religione.
Per effetto dell’imposizione di questa dottrina ideologica totalizzante, quale unico parametro di riferimento basato sulla preminenza del libero mercato e della libera circolazione dei capitali e delle merci, le élite sono riuscite a realizzare definitivamente il loro sempiterno progetto: dominare i popoli e le masse. Vedi: Neoliberismo e manipolazione di massa

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di Marco Mori

Ho ascoltato nelle scorse settimane le polemiche circa il diritto di Salvatore Riina di morire con dignità fuori dal carcere, oppure la necessità, rispettando le sue vittime, di non dargli benefici di sorta. Questo mi ha dato lo spunto per riflettere su quanto vi sto per dire.

I dati ufficiali parlano di oltre 200 omicidi in cui il noto boss ha avuto il ruolo di mandante o di esecutore durante la sua vita. Probabilmente un dato che va considerato sottostimato. Certamente nessuno si sognerebbe mai di definire Riina qualcosa di meno che un feroce criminale.

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di   Mauro Bottarelli

Hanno suscitato grande clamore le dichiarazioni di Angela Merkel nel corso di un comizio a Monaco di Baviera ma solo chi non aveva ben inteso da tempo quale fosse il ruolo della Germania nell’equilibrio globale, può davvero dirsi stupito. Leggere quel “non possiamo più fidarci degli Stati Uniti” con un genuino sussulto di orgoglio europeista dopo la prova muscolare di Donald Trump al G7 di Taormina è sintomo o di malafede o di approccio puerile: quelle parole significano l’esatto contrario, ovvero non possiamo fidarci di QUESTI Stati Uniti.

Esattamente come un miliziano che offre il suo giuramento al Califfato, Angela Merkel a Monaco ha dichiarato fedeltà eterna al Deep State, ovvero il vero potere che muove l’America e che si trova oggi impegnato in una guerra intestina che interessa tutti: agenzie di intelligence, media, corpi intermedi dell’amministrazione, corporations.

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Pochi hanno notato come la scorsa settimana ci siano stati arresti in tutto il mondo per un’inchiesta ferma da molto tempo sulle scrivanie dell’FBI: tale inchiesta ha mandato in carcere ben 900 persone nel mondo, su impulso tutto americano (la stampa italiana ha dovutamente taciuto “alla sua maniera” la notizia, relegandola alla coda delle code).

Passo n.1
Chi ha seguito come il sottoscritto le elezioni USA sa benissimo come nelle mail di Hillary Clinton e sopratutto del marito della sua assistente Huma Abedin fossero presenti informazioni esplosive, che andavano ben oltre agli aspetti politici (… ). Addirittura è stata tirata in ballo – notizie tratte dalla dalla stampa anglosassone – una famosa satanista americana, Marina Abramovich, che avrebbe avuto rapporti “strettissimi” con il capo della campagna per le elezioni di Hillary Clinton, John Podestà. E forse con Hillary stessa.

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di Elena Quidello

Chi è e cosa dice l’economista che ha abbracciato la fede. Nelle sue parole una possibilità di salvare il mondo
Il Summit del G20 durante il quale Cina e Usa avevano ratificato per l’occasione l’accordo di Parigi per la riduzione dei gas serra, trova nel libro dello scrittore ed economista francese Gael Giraud un alleato d’eccezione non solo perché i temi da lui affrontati sono di estrema attualità ma perché in essi vibrano le corde di un cuore sincero e di un’intelligenza onesta che cerca di ristabilire l’armonia originaria della natura e del creato, seguendo le orme del santo Francesco che delle beatitudini fece un inno alla gloria del Dio creatore.

I leader che hanno partecipato al G20 non hanno potuto fare a meno di enfatizzare il problema della crescita economica che come si sa, è divenuto un ossessivo ritornello a cui tutti aspirano per riportare il mondo ad un livello di sostenibilità tale da poter poi influire positivamente su quelle parti dove , guerra, carestie, terrorismo e immigrazione forzata ne rallentano il processo. Quando si parla di crescita le parole si sprecano. Dai politici sempre tanta buona volontà di cooperare per avviare innovazioni a livello globale.

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Come un secolo di propaganda e di strumentalizzazione delle conoscenze psicoanalitiche abbiano condotto all’attuale conformazione socioeconomica del sistema neoliberista.

di Ilaria Bifarini

Spiegare il neoliberismo limitandosi a un’analisi economica delle teorie sottostanti a tale ideologia risulta essere non solo restrittivo, ma anche fuorviante. Per comprendere come un pensiero di matrice economica sia giunto ad assumere le attuali sembianze di una vera teoria del tutto, onnicomprensiva e persuadente come una religione, è necessario avere una conoscenza, almeno basilare, delle leve psicologiche che muovono le masse.

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Neoliberismo e manipolazione di massa” è una pubblicazione rivolta  a tutti coloro che vogliano affrontare un percorso di disvelamento delle menzogne che si celano dietro l’attuale modello socio-economico.

Rinnegando gli insegnamenti dell’Università “Bocconi”, dove si è formata come economista, l’autrice, Ilaria Bifarini,  guida i lettori attraverso il proprio cammino di comprensione dell’inganno neoliberista.

Sentiamo spesso parlare di neoliberismo, ma in modo confuso e approssimativo, per lo più stigmatizzato come la causa di tutti i mali attuali.

Per capire appieno di cosa si tratti, è necessario scrollarsi di dosso le categorie tradizionali e adottare un approccio interdisciplinare. Tale teoria, infatti, non può essere compresa limitandosi a un’analisi economica, liquidata semplicisticamente come la supremazia totale del libero mercato e della concorrenza.

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