di Luciano Lago La triste fine della giovane operaia di una fabbrica di tessuti di Prato, Luana D'Orazio, 23 anni, ragazza madre, morta incastrata in un macchinario, una vicenda sconvolgente che richiama alla mancata sicurezza sui luoghi di lavoro.Non ci sarà una protesta mediatica di...

Dal dottor Leon Tressell Gli Stati Uniti ei loro alleati della NATO hanno armato la questione dei diritti umani; utilizzandola per attaccare i loro avversari geopolitici, in particolare Russia e Cina. Purtroppo, i falsi media in Occidente non riescono a sottolineare la palese ipocrisia di questa...

di Diego Fusaro “Il 4 aprile scorso il fantoccio Parlamento europeo ha approvato il PEPP (Pan-European personal pension product ), un nuovo regolamento che obbliga gli Stati membri ad adottare un omogeneo sistema pensionistico basato sulle privatizzazioni”. Nessuno si è opposto a questo crimine. Del resto,...

di Adriano Tilgher Per il liberismo il lavoro è soltanto un costo di produzione e, per le leggi di mercato, i costi vanno tagliati. In tale mostruosa concezione dei rapporti umani la fa da padrone il profitto economico individuale, senza tenere in alcuna considerazione il profitto sociale: ovvero tutta l’utilità che deriva per la comunità da un corretto rapporto sociale. Si deve restituire al lavoro tutta la sua valenza sociale perché nel lavoro c’è la dignità di un uomo, la crescita delle famiglie, lo sviluppo della comunità, l’affermazione della Nazione come momento storico, politico e culturale. Quando si parla di correggere il rapporto tra politica ed economia, si vuole solo indicare che l’uomo non può essere valutato solo per quello che possiede in termini materiali; l’uomo deve essere considerato per le sue qualità etiche e comportamentali, per il suo modo di porsi rispetto agli altri, ma soprattutto per il suo senso di responsabilità verso la comunità.

Quando vedi un’urgenza insolita per un Paese prolisso e solitamente inconcludente, senza possibilità di vera e qualificata discussione, quasi fosse un segreto di Stato, con un terrorismo senza precedenti sui medici, innanzitutto, e poi sulle famiglie e gli insegnanti e che i problemi della scuola alla riapertura sembrano essersi ridotti all’obbligo vaccinale, comincia a sorgerti qualche serio interrogativo. Perché tutta questa fretta, esagerazione e fanatismo, vaccini o morte, vaccina o vai all’inferno? Perché insorge solo ora l‘impellenza e la necessità di vaccinarsi, c’è qualche epidemia, c’è qualche minaccia in corso, c’è qualche emergenza che a noi sfugge?

di   Roberto Pecchioli Un saggio di alcuni anni fa di Cesare Ferri, uno dei cattivi ragazzi della Milano degli anni Settanta, lungamente perseguitato dalla cosiddetta democrazia, si intitolava L’età del Canbastardo. Era un lungo monologo del protagonista, moderno Don Chisciotte, contro i mulini a vento della modernità e della degenerazione, con il linguaggio immediato e fiorito di chi parla innanzitutto a se stesso. Ne aveva per tutti, il sanbabilino invecchiato, un po’ sgualcito dalle esperienze della vita, ma lucidissimo nel colpire i benpensanti e soprattutto gli intellettuali autonominati, la finta intellighenzia del pensiero unico molliccio, anzi viscido. Il Canbastardo è sempre all’opera, lavora h. 24 tutti i giorni dell’anno, oggi più che mai, nel regno del Politicamente Corretto e della democrazia a taglia unica. Sì, perché, come nella orwelliana Fattoria degli Animali, tutti sono uguali, ma alcuni lo sono più degli altri, per cui, per la proprietà transitiva, molti sono meno uguali. Pensavamo a questo assistendo al disgustoso spettacolo mediatico relativo agli incidenti a margine del comizio napoletano di Matteo Salvini.

“Nessun finanziamento all’aborto e posso assicurare che tra i diritti che difenderemo nel nostro paese vi è quello della vita“. Queste le parole che il 27 gennaio, in una giornata fredda ma soleggiata, il vice-presidente americano Mike Pence ha rivolto alle oltre 700.00 persone (dato riportato dalla CNN) presenti nel cuore di Washington per partecipare alla 44a March for Life dedicata al tema: The power of one (il potere di ognuno). Per la prima volta nella storia un Vice Presidente americano aveva partecipato alla manifestazione. Il presidente Donald Trump aveva inviato il suo sostegno con un tweet:”You have my full support!“. Le ingenti misure di sicurezza non hanno impedito una presenza traboccante del mondo prolife americano. Migliaia le sigle rappresentate, migliaia gli slogan, i cartelli, i palloncini, le immagini che movimentavano l’allegro ma determinato corteo che dall’obelisco del Mall ha raggiunto il palazzo della Corte Suprema, dove, solo sei giorni prima si erano date appuntamento un numero ben minore di “donne contro Trump”.

Il Jobs Act? E’ la peggior legge varata nel dopoguerra, tale da provocare un salto indietro di cinquant’anni. Consiste in una sistematica distruzione dei diritti che assicuravano dignità ai lavoratori italiani. Con la pratica abolizione dell’articolo 18 dello Statuto, i lavoratori sono ormai privi di difesa contro ogni tipo di sopraffazione. Si tratta di un’operazione reazionaria molto articolata. Un attacco scientifico della finanza speculativa. Per ottenere quale risultato? E’ evidente: l’abbassamento del costo del lavoro e la spoliazione dei diritti finalizzati all’umiliazione dei lavoratori. Meno diritti, e anche meno lavoro – e di minor qualità. Il risultato è un fallimento.