di G. Cirillo Oggi 27 settembre gli elettori della regione spagnola della Catalogna vanno alle urne per eleggere il proprio governo locale. Sono però delle elezioni diverse dal solito perché in caso di vittoria della coalizione indipendentista, Artur Mas, il loro leader, ha dichiarato che entro 18 mesi, se Madrid continuerà sulla sua linea dura, verrà dichiarata unilateralmente l’indipendenza dalla Spagna. La coalizione dovrebbe attestarsi, secondo gli ultimi sondaggi sui 75 su 135 seggi e circa il 48-49% dei voti, questo risultato fornirebbe una larga maggioranza che consentirebbe di seguire tranquillamente l’agenda separatista, considerando che si è già svolto un referendum, pur illegittimo, dove i sì all’indipendenza furono l’80%. Il processo d’indipendenza sarebbe ancora più spedito se la coalizione separatista ottenesse oltre il 50% dei voti, perché in quel caso, il processo di separazione, oltre che la piena maggioranza parlamentare, avrebbe la piena maggioranza popolare.

Riportiamo una interessante analisi di Giovanni Rodini Un fantasma si aggirava per l’Europa e se fosse stato lo spettro del comunismo si sarebbero preoccupati tutti di meno, ma si trattava del mito della sovranità popolare e allora era davvero un problema serio. In realtà era da un po’ che apparteneva al passato, smussata com’era già stata per mano dei singoli Stati membri. Ma, evidentemente, la prospettiva di un’Europa unita aveva riacceso le speranze di chi pretendeva che si trattasse di un unione di popoli e non di mercati. Erano tutti là, dunque, i signori del Vecchio Mondo, a pensare a una soluzione, quando a uno di loro passò una bizzarra idea per la testa. Una volta affinata e collaudata sul piano teorico, decise di proporla a quelli della sua cerchia perché anche loro potessero prenderla in esame. Dopo gran pensare e analizzare, giunsero tutti alla conclusione che non era solo una bella intuizione, ma un qualcosa che poteva essere innalzato a un vero e proprio metodo. Un modus operandi che pareva essere perfetto per governare l’Unione Europea, senza il peso di alcuna sovranità che non fosse la loro.

261.000 FIRME IN AUSTRIA ALLA PROPOSTA DI LEGGE DI USCIRE DALL'EURO! ORA DOVRA' ESSERE DISCUSSA E VOTATA IN PARLAMENTO di Giuseppe De Santis LONDRA - Mentre l'attenzione dei mezzi di informazione negli ultimi giorni si e' concentrata sul referendum in Grecia in un altro paese europeo sta avvenendo qualcosa che potrebbe dare il colpo di grazia alla UE. E difatti nelle scorse settimane ben oltre 250mila cittadini hanno sostenuto una proposta di legge per l’uscita dell’Austria dall’euro ed e' la seconda volta da dieci anni che un’iniziativa popolare riesce a superare la soglia richiesta di 100mila firme.