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Crisi dell’ UNIONE EUROPEA

ROMA – “L’Europa che poteva essere un’opportunità in questo momento su tanti fronti è un problema, pensiamo a migranti, banche, politica agricola, sanzioni alla Russia”.

Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini a margine dell’inaugurazione della nuova Questura di Fermo.

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Jean-Claude Juncker, lo stimato presidente della Commissione europea, ha uno dei posti di responsabilità più difficili e stressanti al mondo. Deve fare finta che molte persone e paesi che si odiano a vicenda e che sono impegnati costantemente in battibecchi e che si pugnalano alle spalle, si amino davvero.

A lui sono affidate decisioni delicate e difficili e deve risolvere situazioni complicate fra i soci dell’Unione Europea.

L’unico modo per far sparire lo stress quotidiano di questo incubo europeo – seppur temporaneamente – è quello di stimolare alcune bottiglie di vino prima di pranzo, molte altre durante e dopo il pranzo, e poi alcune di vodka e gin dopo che il suo staff lo ha tirato fuori da una pozza di vomito intorno alle cinque e lo abbia ripulito.

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“La Germania è prigioniera della Russia sull’energia e poi noi dovremmo proteggerla dalla Russia, ce lo spieghi”.
Così il presidente americano Donald Trump al bilaterale con il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg al quartiere generale dell’Alleanza atlantica poco prima dell’inizio del vertice Nato. “Ci sono paesi come la Polonia che invece non accetterebbero il gas russo perché sarebbero prigionieri della Russia”, ha proseguito Trump.

“Mi concentrerei su quanto abbiamo concordato, che è il 2% di Pil per la spesa in difesa, cominciamo con questo”. Così il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg ha risposto, senza smentire né confermare, a chi gli chiedeva della richiesta fatta dal presidente Usa Donald Trump di alzare al 4% le spese militari per gli Stati membri.

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di  Luciano Lago

La Lega nel raduno di Pontida ha celebrato il suo trionfo dove Salvini si è presentato allo stesso tempo come minstro dell’Interno e come segretario della Lega che in poco tempo sembra sia  divenuta il partito di maggioranza relativa sulla base di una forte crescita dei consensi.

Indubbiamente un successo politico di tutto rispetto e l’affermazione della nuova Lega, nazionale e sovranista, destinata a mettere fuori gioco tutte le altre componenti interne legate ancora alla vecchia e superata visione “padana” e del primato del nord. Non è un caso che sia mancato Bossi questa volta al raduno, il vecchio leader che della Lega padana e antimeridionale era stato il principale animatore.

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di  Luciano Lago

Si era capito da tempo che il piano di Trump era quello di rompere la UE che il presidente primatista bianco, quello dell'”America the First”, considera un concorrente insidioso per il primato economico degli USA sul resto del mondo ed in particolare era apparso chiaro il suo tentativo di inserire un cuneo tra la Germania e gli altri paesi dell’Unione, facendo leva sullo scontento che la posizione dominate di Berlino suscita negli altri paesi.

Così non è stata una sopresa apprendere dal “Washington Post”, in un recente articolo, che lo stesso Trump avrebbe fatto una proposta dirompente a Macron: “abbandona la UE e con noi avrai molto di più, accordi bilaterali e condizioni privilegiate”.

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Pochi vertici dell’Unione Europea sono stati così frammentari e rancorosi  come il summit tenutosi questa settimana dai suoi 28 leader nazionali a Bruxelles.

La questione dell’immigrazione irregolare è il “campo di battaglia centrale”, come scrive  il Wall Street Journal. Ma ci sono una serie di questioni controverse, compresa la politica economica della zona euro e di come il blocco UE dovrebbe condurre le relazioni con la Russia.

Il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato prima del vertice di due giorni a Bruxelles: “Abbiamo una crisi politica più che una crisi migratoria”. Stava alludendo alle più profonde tensioni all’interno dell’UE.

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di  Marco Della Luna

Ci sono alcune cose che bisogna che il Governo metta in luce davanti all’opinione pubblica italiana ed europea, se vuole vincere in Europa.

In un precedente articolo ho amichevolmente raccomandato al Governo di affrettarsi a smascherare e screditare l’Unione Europea e i suoi corifei spiegando alla gente quali interessi servono, prima che siano questi a screditare e delegittimare il Governo.
Successivamente ho consigliato di puntare non a uscire dall’euro e dall’UE (perché troppo costoso e incerto), ma a farli saltare ambedue sulle loro caratteristiche inique e arbitrarie, collaborando a ciò con altri governi affini. E mi sembra che parte del Governo sia su questa rotta.

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Trump contro L’Unione Europea a trazione tedesca  (senza più la copertura di Washington ).

di  Luciano Lago

L’ultimo recente attacco contro la preminenza tedesca nella UE è stato fatto da Donald Trump:
“La Germania sta per essere distrutta dall’ingenuità della Merkel, se non peggio”, questo ha detto Donald Trump puntando il dito contro la cancelliera tedesca per le posizioni e le decisioni da lei prese sulla crisi dei rifugiati siriani.
In un’intervista al New York Times Trump ha criticato duramente la politica migratoria della Merkel:
«Il crimine in Germania – ha detto – è in deciso aumento. E’ stato fatto un grande errore in tutta Europa, consentendo l’ingresso a milioni di persone che hanno fortemente e violentemente cambiato la loro cultura». Una dura e inusitata critica che conferma il pessimo stato dei rapporti tra Germania e USA.

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di Jacques Sapir

L’Unione europea si frantuma. Molto chiaramente, il problema dei “migranti” ha giocato il ruolo di un detonatore. Su questa domanda si sommano gli errori politici, un discorso con un’affermazione di tipo” umanitario” che risulta essere fondamentalmente moralista e di un’enorme ipocrisia.

Ne è prova il caso dell’Aquarius, questa nave noleggiata dall’ONG SOS-Mediterranean. Ma, in sostanza, questo problema ha solo riflesso le contraddizioni interne che si sono sviluppate all’interno dell’UE. In un certo senso, è probabile che pochi leader “credano” in una UE federale in grado di risolvere i problemi.

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di  KasperAleksandr

“Questi paesi sono alcune delle poche  nazioni nel continente che sono rimaste ferme nel loro desiderio di mantenere le loro radici native , identitarie, cristiane ed europee”.
Se mai l’Europa deve essere salvata e bonificata dalla sua stessa popolazione nativa, si può essere certi che i paesi Visegrád saranno in prima linea nella sua Reconquista.

La Repubblica Ceca , l’ Ungheria , la Polonia e la Slovacchia (i paesi di Visegrád o V4) sono da tempo parte di un’unica civiltà che condivide valori culturali , intellettuali e radici comuni nelle tradizioni religiose, quelle che hanno continuamente cercato di rafforzare e preservare. Questi paesi sono alcune delle poche nazioni del continente che sono rimaste ferme nel loro desiderio di mantenere le loro identità native, cristiane ed europee.

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