Fonte: Pino Cabras Contestualizziamo tutto, incluso il caso Fedez. In cointeressenza con la moglie Ferragni, Fedez regge una fiorente attività imprenditoriale nel campo editoriale-pubblicitario legato alle multinazionali statunitensi che hanno perimetrato il web all’interno dei grandi recinti dei social network. È un capitano d’industria diversissimo da...

di Lorenzo Merlo La morte genera la vita: la scomparsa di Diego Armando Maradona ha generato una nazione composta di individui che altrimenti mai si sarebbero trovati insieme a piangerlo, a sentirne il vuoto, ad eleggerne il mito. C’è un popolo che non sapeva di essere...

di Andrea Brizzi Come ogni anno arriva, puntuale come le tasse, il Festival di Sanremo. Un tempo festival della canzone italiana, ormai giunto alla settantesima edizione, è diventato il festival del politicamente corretto, il gran gala dei radical chic, la festa dei senza patria, degli...

di   Robrto Pecchioli La demografia è una scienza trascurata e non di rado negletta perché incomoda. Sa dire sul futuro la sua parte di verità, ma è messa da parte per ragioni ideologiche, calcoli indicibili, probabilmente per scelte criminali di lungo termine che devono restare celate ai popoli. Una scienza, quella demografica, fortemente interdisciplinare e di grande capacità predittiva, a cavaliere tra l’antropologia, la sociologia, la biologia e la statistica matematica, poco popolare, tranne forse in circoli di esperti di geopolitica ed in pensatoi riservati, eppure indispensabile per capire quale futuro attende il nostro mondo ed il modello di società in cui viviamo. Nel presente intervento non intendiamo esprimere valutazioni o pareri personali, bensì esporre le convinzioni di alcune personalità intellettuali di primo piano.

di  Fulvio Scaglione Sono convinto da tempo che la Francia, oggi, abbia una delle classi politiche più mediocri d’Europa e la polemica intorno al burkini, ovvero il costume da bagno che copre interamente il corpo e la testa, usato da certe donne musulmane, è l’ennesima dimostrazione di questo assioma. Frequento da anni, con un minimo di continuità ma senza pretese, le spiagge della Costa Azzurra e di burkini ne avrò visti sì e no due. Non credo quindi che si possa parlare di sfida ai “buoni costumi”, “alla laicità” e “alle regole d’igiene e sicurezza” alle quali si è riferito David Lisnard, sindaco di Cannes, nell’emettere l’ordinanza di divieto che è poi stata replicata da altri sindaci della Costa. Assai più spesso, e certamente proprio a Cannes oltre che in altri luoghi del Sud della Francia, ho visto ricchi arabi in abbigliamento tradizionale, seguiti da donne velate con solo gli occhi liberi, con relativo stuolo di bambini, entrare e uscire dalle boutique carichi di borse e pacchetti, intavolare fitte conversazioni nelle agenzie immobiliari, uscire satolli dai migliori e più cari ristoranti, sbarcare nei porticcioli da barche da sogno.

Famiglia Cristiana s’è svegliata con mezzo secolo di ritardo di Alceste Ecco come s’esprime Francesco Anfossi, caporedattore del periodico, sulla nota vicenda dell’utero in affitto che coinvolge Nicola Vendola: “Sulla vicenda Vendola lasciamo stare per un momento le considerazioni etiche e morali … non si direbbe che Nichi Vendola, che ha adottato un bimbo nato da una donna californiana attraverso la tecnica dell’utero in affitto, abbia reso un omaggio alla sinistra, di cui è leader …” Poi rincara: “È così che si fa nella sinistra per soddisfare un desiderio … Una sinistra che sembra lasciare il campo sempre più a quel veleno libertario di cui è da sempre intrisa, a scapito di altri valori …”

Se non ci fossero state  Polonia ed Ungheria, la frittata sarebbe fatta ed ancora una volta la UE avrebbe tradito le radici ed i valori, su cui per millenni il Continente e' stato costruito. Come riferito dal quotidiano spagnolo Abc, grazie al loro intervento, invece, è stato bloccato il 3 dicembre l’accordo all’esame del consiglio dei ministri dell’Interno europei, accordo che avrebbe permesso di riconoscere i diritti patrimoniali di tutte le unioni registrate, comprese quindi le cosiddette “nozze” gay e le coppie di fatto, affidando al giudice la decisione ultima, caso per caso, anche di fronte a divorzi tra partner di diverse nazionalità. Ovviamente, col vincolo di riconoscere poi in qualunque Stato europeo, le sentenze emesse.

La cantante ungherese Boggie , partecipando al concorso indetto dall'Eurovisione, aveva presentato la sua canzone “Wars for Nothing”, nella quale si accennava alle vittime innocenti causate dalla guerra di Israele contro la striscia di Gaza; immediatamente è arrivata la richiesta delle autorità di Israele ai dirigenti di Eurovisione di censurare tale canzone. Il pretesto invocato dai responsabili israeliti è quello dell'obbligo per i cantanti di non inserire messaggi politici nei testi delle canzoni. Superfluo dire che i responsabili di Eurovisione si sono subito adeguati alla richiesta. Lo riferisce il sito Reseau International.

di Pietro Ferrari I progressisti prima fanno venire gli islamici dicendo che sono buoni e bravi accusando altri di xenofobìa, poi li provocano in modo volgare e se vengono da loro colpiti, la colpa è ancora della xenofobìa di chi poneva dubbi e preoccupazioni sull’immigrazionismo. In ogni modo i progressisti continuano sia ad offendere il senso del sacro che a promuovere il multiculturalismo anche religioso. Il loro progetto è intrinsecamente suicida ma riguarda purtroppo tutto l’Occidente: ISIS e Femen hanno gli stessi padroni extracomunitari e coloro che hanno portato in Europa cultura gender, aborto ed eutanasìa sono gli stessi che hanno favorito l’invasione islamica e la cessione della sovranità politica e monetaria. I wrestlers del melting pot e del clash of civilizations vogliono il caos generato da un mix plurirazzista inestricabile, quando l’unica trinità venerata a consumo forzato rimane quella ‘laicista-olocaustica-omosessualista’, manettara, dogmatica e vendicativa, mai colpita dai satiri perché spesso di essa sono tremuli chierichetti.