Il Fondo dell Nazioni Unite per l'Infanzia (UNICEF) questa Domenica ha indicato in 365 il numero dei bambini yemeniti che risultano morti per causa dei bombardamenti sauditi effettuati sullo Yemen ed ha aggiunto  che altri 484 risultano feriti nello stesso arco di tempo. Il direttore generale dell'UNICEF, Peter Salama, che ha visitato in tre giorni il paese arabo per verificare di persona l'impatto della guerra sui bambini del paese, ha approfittato del suo viaggio per sottolineare che "queste cifre dimostrano che i bambini continuano ad essere vittime innocenti di questa orribile violenza. Si tratta di qualche cosa di totalmente inaccettabile. Senza una fine in vista di questo conflitto, la sicurezza ed il benessere dei bambini dovrebbe essere al di sopra di qualsiasi considerazione militare e politica", ha sostenuto i funzionario dell'ONU. L'agenzia ha verificato che, oltre all'impatto diretto del conflitto, milioni di bambini sono a rischio di contrarre malattie infettive che si potrebbero prevenire e trattare, tali come il morbillo, la malaria, la diarrea e la polmonite, Allo stessso modo oltre un milione di bambini sono a rischio di forte denutrizione e disidratazione, mancando i viveri, l'acqua potabile ed i medicinali per causa del blocco a cui è sottoposto il paese dall'Arabia Saudita e dagli Stati Uniti.

A cosa servono le Nazioni Unite se non riescono a levare la voce contro una palese aggressione di una potenza straniera (l'Arabia Saudita) contro uno stato inerme, lo Yemen, per interferire nel suo assetto politico? Questo è quello che hanno pensato e gridato le migliaia di yemeniti che sono scesi in piazza a Sanaa, l'antica capitale, urlando la loro protesta e la loro rabbia per essere stati abbandonati da tutta la così detta "comunità internazionale" che, quando si tratta dei paesi alleati ed in affari con gli USA e con l'Occidente, si tappano gli occhi e fingono di non vedere la evidenti violazioni della carta dell'ONU e dei diritti umani di una popolazione che, fra la guerra ed il blocco militare, si trova allo stremo. I manifestanti hanno urlato slogans contro gli Stati Uniti ed il regime di Israele che stanno fornendo appoggio militare alla monarchia saudita nella sua offensiva contro il loro paese che ha già seminato miglia di vittime civili.

Le forze dell'esercito yemenita, che stanno opponendo una forte resistenza all'aggressione saudita contro il proprio paese, hanno realizzato un attacco missilistico contro una base dell'aviazione saudita,  Al-Sulayyil , situata nella provincia di Riyad, causando la distruzione di 25 aerei sauditi che erano presenti nella base ed ha provocato diverse vittime fra i militari sauditi in servizio presso la base. L'attacco ha colto di sorpresa le forze saudite ed è stato portato a termine utilizzando i missili Scud di cui sono dotate le forze yemenite, un vecchio missile di fabbricazione sovietica, alquanto impreciso ma sempre in grado di causare seri danni. L'informazione di questo attacco è stata data dal portale di informazioni yemenita Lahjnews e confermata da altre fonti iraniane e libanesi. Sembra che ci siano state vittime anche tra alcuni esperti militari statunitensi che si trovavano nella base saudita nell'ambito del programma di cooperazione militare che gli USA stanno effettuando con le autorità saudite. Gli USA ed Israele infatti collaborano con la Monarchia Saudita nelle operazioni militari e forniscono aiuto logistico, di copertura radar e di intelligence alle forze saudite.

Cinquemila mercenari takfiri arrivano in Yemen per riconquistare la città di Aden, nel sud dello Yemen, presidiata dai combattenti yemeniti del movimento Ansarollah. L'agenzia di informazione degli Emirati, Hournews, ha annunciato questo Martedì che "circa 5.000 combattenti di un paese arabo sono arrivati sulle coste di Aden, nel sud dello Yemen, con l'obiettivo di unirsi alle forze del dimesso ex presidente yemenita Abdu Rabu Mansur Hadi e combattere contro i reparti di combattenti yemeniti di Ansarollah". La fonte sopra citata ha indicato informazioni provenienti da Foad Rashed, il denominato segretario di sicurezza dei movimenti yemeniti che operano nel sud dello Yemen, associati a Mansur Hadi, il quale ha informato che le forze straniere sono equipaggiate con armi sofisticate e pesanti e sono decise a recuperare, come primo passo ,il controllo della città di Eid al-Fitr (entro la metà di Luglio).

Secondo fonti yemenite (agenzia Lahjnews ), almeno 20 ufficiali delle forze aeree israeliane che cooperavano con l'Esercito saudita nell'offensiva contro lo Yemen, sono morti in un attacco a sorpresa effettuato dagli yemeniti contro una base aerea situata nel sud dell'Arabia Saudita. "Le forze dell'Esercito con l'appoggio dei combattenti del movimento popolare yemenita Ansarollah, hanno lanciato dieci giorni fa un missile Scud contro la base aerea saudita di Jamis Mushait, nella provincia di Yazan, provocando la morte di 20 ufficiali delle forze aeree del regime di Israele", questo il comunicato fatto Lunedì scorso dall'agenzia locale Lahjnews che ha citato il comandante dell'Esercito yemenita, Mansur Awaz.

Il segretario generale dell'ONU, Bn Ki Moon , ha richiamato i governi dell'Arabia Saudita e dello Yemen, coinvolti nel conflitto in corso, invitando a rispettare una tregua umanitaria per la sacra ricorrenza del Ramadan. Ban Ki-moon ha fatto questo richiamo nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Ginevra prima dell'inizio del dialogo tra i raprresentanti dell' ex presidente profugo yemenita, Abdu Rabu Mansur Hadi, e quelli del movimento popolare yemenita di Ansarolah. Nel corso della questa conferenza, il segretario generale dell'ONU ha dichiarato che l'invasione dello Yemen da parte dell'Arabia Saudita (ancora in corso) ha lasciato sul terreno più di 2.600 vittime, la metà dei quali civili con donne e bambini incolpevoli. Inoltre Ban Ki Moon ha invitato tutti i partiti politici a ricercare una soluzione pacifica in modo che lo Yemen non si trasformi in un'altra Siria o Iraq.

Dalle alcune informazioni filtrate risulta che l'Arabia Saudita, nella sua offensiva contro lo Yemen,  stia utilizzando un gruppo di esperti militari israeliani per contrastare l'avanzata dei combattenti yemeniti del movimento popolare Ansarolà nelle frontiere in comune con lo Yemen. "Per causa del successo militare di alcune operazioni condotte da Ansarollà contro le postazioni saudite nelle frontiere fra i due paesi, il regime dei Saud  ha utilizzato i servizi di esperti militari israeliani nelle province di frontiera di Yazán e Nayrán", ha informato questo mercoledì l'agenzia di informazioni yemenita Lahjnews, citando fonti che preferiscono rimanere sotto anonimato.