"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

conflitto nello Yemen

RIYADH (Pars Today Italian) – Due anni fa, l’intelligence tedesca mise in guardia il mondo dal rischio gravissimo che l’Arabia Saudita stava creando in questa regione.
L’Arabia Saudita sta rischiando di diventare il paese più destabilizzante nel mondo arabo, secondo quanto informa l’intelligence tedesca.

Secondo il servizio di intelligence BND, lotte di potere interne e voglie di emergere come principale forza araba minacciano di rendere il maggior alleato dell’Occidente una fonte di instabilità.

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Al grido di “Morte all’Arabia Saudita”, “Morte a Israele” e “Morte agli USA”, i manifestanti hanno iniziato oggi una massiccia protesta marcia presso la sede della Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) a Sana’a, capitale Yermenita.

Ripudiando il blocco aereo, marittimo e terrestre imposto all’inizio di questo mese dalla coalizione guidata da Arabia Saudita, migliaia e migliaia di yemeniti hanno voluto far sentire la loro voce. Riyadh ed i suoi alleati hanno annunciato l’assedio a tempo indeterminato dopo un attacco missilistico delle forze yemenite contro l’aeroporto internazionale di Riyadh. L’attacco era in risposta ai ripetuti ed indiscriminati attacchi sauditi.

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Il mutismo dell’Occidente davanti all’aggressione saudita allo Yemen suscita inquietudine per il fatto che Rijad si compra anche il silenzio con i contratti miliardari che sottoscrive per acquisto di armi dai paesi occidentali.

Persino il giornale statunitense The Washington Post, in un suo articolo pubblicato il Giovedì, censura il silenzio sorprendente dei paesi occidentali circa le aggressioni del regime saudita allo Yemen, che hanno causato una catastrofe umanitaria nel paese più povero del mondo arabo.
Il giornale indica chiaramente che, mentre l’Organizzazione delle nazioni Unite (ONU), così come le agenzie internazionali di assistenza umanitaria, hanno lanciato allarmi per i crimini del regime saudita nello Yemen (bombardamenti indiscriminati su scuole, ospedali, mercati e abitazioni civili), i responsabili politici in grande maggioranza statunitensi ed europei sono rimasti muti per non incrinare i rapporti con l’Arabia Saudita.

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di   Prof. Arduino Paniccia (*)

La situazione geostrategica del Medio Oriente vede da tempo una crescente sfida per l’egemonia nella regione tra le tre medie potenze dell’area: Arabia Saudita, Turchia ed Iran. Il braccio di ferro si inserisce da un lato nella secolare rivalità tra sunniti (Arabia Saudita e Turchia) e sciiti (Iran), dall’altro nel quadro del confronto ormai globale tra Stati Uniti e asse russo-cinese.

L’esplosione di tutte queste rivalità ha trovato dal 2011 il suo principale campo di battaglia in Siria, dove la guerra civile si è poi trasformata in una proxy-war. Ma questi attori mediorientali si trovano oggi, proprio per la volontà di espandere la loro supremazia e controllare il “cortile di casa”, a dover affrontare altre guerre asimmetriche, dove il loro potente apparato militare viene spesso tenuto in scacco da avversari irriducibili e tutt’altro che post-eroici.

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ottobre 2017

Naif al Khanse è ambasciatore in Siria della Repubblica dello Yemen – l’unico Stato repubblicano della Penisola arabica, fra sceicchi re emiri e sultani; e anche l’unico Stato povero della penisola, perché non è stato baciato dalla rendita petrolifera.

Naif al Khanse ha una particolarità: come il suo omologo a Tehran, e a differenza di tutti gli altri ambasciatori yemeniti nel mondo, non è dalla parte dell’Arabia saudita che, insieme a petromonarchi assortiti, dal marzo 2015 sta facendo a pezzi lo Yemen e la sua popolazione con bombardamenti indiscriminati e un blocco navale e aereo che aggrava lo stato di fame, malnutrizione e malattie (come il colera). Il governo in esilio del sedicente presidente filosaudita Habd Rabbo Mansour Hadi mantiene solo gli ambasciatori che spalleggiano i Saud (perché quel presidente sia solo “sedicente” lo spieghiamo qui: L’ambasciatore al Khanse dunque è uno dei pochi politici yemeniti che, all’estero, può parlare chiaro.

Ecco in questo breve video l’appello-denuncia che egli rivolge all’Unione Europea

Vedi: You Tube/Watch

Fonte: L’Antidiplomatico

di Eric Denécé

Con il loro colpevole silenzio sui massacri commessi in Yemen dall’Arabia Saudita e dai loro alleati, i media e i governi occidentali si rendono complici di un crimine contro l’umanità.
Pur partecipando assai marginalmente alle operazioni contro Daesh, l’Arabia Saudita è stata capace di mettere insieme una coalizione internazionale di 150 000 uomini [1] per guidare, da più di due anni, una sanguinosa guerra di aggressione in Yemen (operazione Tempesta decisiva). Con l’occasione ha ritirato quella decina di aerei che partecipavano mollemente ai bombardamenti contro lo Stato Islamico, per dispiegarne un centinaio alla sua frontiera sud.

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Chissà se era “Made in Italy” la bomba sganciata dall’aviazione dell’Arabia Saudita sulle case del quartiere Attan di Sanaa, capitale dello Yemen.

l’ordigno ha colpito – tra le altre – l’abitazione della piccola Bouthaina al-Rimi – sei anni – uccidendo la madre, il padre e i suoi sei fratelli. Lei, invece, è fortunatamente riuscita a salvarsi anche se è rimasta ferita. Appena estratta dalle macerie, un uomo le ha scattato una fotografia che ben presto è diventata virale ed è stata rilanciata da migliaia di persone non solo yemenite: l’immagine, infatti, mostra Bouthaina con un vistoso ematoma su un occhio, quello sinistro, mentre con le dita della mano destra tenta faticosamente di aprire le palpebre dell’altro occhio.

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Terrore ad Abu Dabi, capitale degli Emirati Arabi Uniti (EAU), colpita oggi nel primo pomeriggio da un missile balistico lanciato dallo Yemen, da parte dell’organizzazione Ansarollah, che combatte contro la coalizione dell’Arabia Saudita e degli altri paesi delle monarchie del Golfo, alleate con Rijad.

Gli Emirati sono uno dei principali alleati dell’Arabia Saudita e le loro forze militari  partecipano ai bombardamenti sullo Yemen che hanno causato migliaia di vittime fra i civili ed inoltre gli EAU hanno inviato proprie unità navali a supporto del blocco aeronavale che impedisce al paese di ricevere rifornimenti e generi di prima necessità per la popolazione civile, che si trova allo stremo, dopo due anni e mezzo di conflitto.

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Decine di mercenari sauditi sono stati eliminati questo giovedì 10 di Agosto, in un attacco dell’Esercito e dei comitati popolari nelle province yemenite di Taiz e Maarib.
Secondo il canale di notizie yemenita “Al Msiraha”, che cita una fonte militare, vari mercenari sauditi sono morti o sono risultati feriti nel corso di una offensiva delle forze yemenite contro la collina di al Matar, a Sirwah, provincia di Maarib.

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di Salvo Ardizzone

Le operazioni condotte in Yemen da Usa ed Emirati Arabi Uniti (Uae) sono finalizzate ad acquisire il controllo di petrolio e gas nelle province meridionali del Paese; ad affermarlo sono diverse e concordanti fonti locali.

Secondo Abou Harba, il vicegovernatore di Shabwah, la provincia maggiormente interessata, le forze mercenarie al soldo di Emirati e Usa hanno occupato vaste aree della regione per permettere il saccheggio dei pozzi di petrolio e gas; tesi ripresa domenica scorsa da Yemen News Agency (Saba) e confermata da fonti militari.

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