"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

conflitto nello Yemen

Chissà se era “Made in Italy” la bomba sganciata dall’aviazione dell’Arabia Saudita sulle case del quartiere Attan di Sanaa, capitale dello Yemen.

l’ordigno ha colpito – tra le altre – l’abitazione della piccola Bouthaina al-Rimi – sei anni – uccidendo la madre, il padre e i suoi sei fratelli. Lei, invece, è fortunatamente riuscita a salvarsi anche se è rimasta ferita. Appena estratta dalle macerie, un uomo le ha scattato una fotografia che ben presto è diventata virale ed è stata rilanciata da migliaia di persone non solo yemenite: l’immagine, infatti, mostra Bouthaina con un vistoso ematoma su un occhio, quello sinistro, mentre con le dita della mano destra tenta faticosamente di aprire le palpebre dell’altro occhio.

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Terrore ad Abu Dabi, capitale degli Emirati Arabi Uniti (EAU), colpita oggi nel primo pomeriggio da un missile balistico lanciato dallo Yemen, da parte dell’organizzazione Ansarollah, che combatte contro la coalizione dell’Arabia Saudita e degli altri paesi delle monarchie del Golfo, alleate con Rijad.

Gli Emirati sono uno dei principali alleati dell’Arabia Saudita e le loro forze militari  partecipano ai bombardamenti sullo Yemen che hanno causato migliaia di vittime fra i civili ed inoltre gli EAU hanno inviato proprie unità navali a supporto del blocco aeronavale che impedisce al paese di ricevere rifornimenti e generi di prima necessità per la popolazione civile, che si trova allo stremo, dopo due anni e mezzo di conflitto.

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Decine di mercenari sauditi sono stati eliminati questo giovedì 10 di Agosto, in un attacco dell’Esercito e dei comitati popolari nelle province yemenite di Taiz e Maarib.
Secondo il canale di notizie yemenita “Al Msiraha”, che cita una fonte militare, vari mercenari sauditi sono morti o sono risultati feriti nel corso di una offensiva delle forze yemenite contro la collina di al Matar, a Sirwah, provincia di Maarib.

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di Salvo Ardizzone

Le operazioni condotte in Yemen da Usa ed Emirati Arabi Uniti (Uae) sono finalizzate ad acquisire il controllo di petrolio e gas nelle province meridionali del Paese; ad affermarlo sono diverse e concordanti fonti locali.

Secondo Abou Harba, il vicegovernatore di Shabwah, la provincia maggiormente interessata, le forze mercenarie al soldo di Emirati e Usa hanno occupato vaste aree della regione per permettere il saccheggio dei pozzi di petrolio e gas; tesi ripresa domenica scorsa da Yemen News Agency (Saba) e confermata da fonti militari.

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Caccia sauditi hanno bloccato questo martedì un volo del personale di aiuto umanitario dell’Organizzazione delle Nazioni Unite che era diretto nello Yemen.
L’aereo era partito da Gibuti e diretto a Sanà, capitale dello Yemen, attualmente sotto il controllo del movimento popolare Ansarollah; tuttavia è stato impedito all’aereo di atterrare per il fatto che sul velivolo viaggiavano funzionari dell’ONU e tre giornalisti del network britannico BBC.

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“Da sempre la guerra è nemica giurata dell’infanzia, poiché con il suo carico di lutti e distruzioni interrompe tragicamente l’età in cui un essere umano ha un bisogno assoluto dell’affetto e della protezione da parte del mondo adulto”.

Se questo assunto dell’Unicef è valido per tutti i conflitti, specie in quelli moderni, i cui teatri non sono più trincee o campi di battaglia, bensì città, villaggi, scuole e ospedali, è ancora più valido per l’aggressione militare che l’Arabia Saudita sta conducendo contro lo Yemen dal marzo 2015 per ripristinare il precedente governo yemenita, stretto alleato di Riyadh.

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“Il comitato è nato dopo il 15 maggio, subito dopo una grande manifestazione che si è svolta ad Iglesias a proposito della presenza, sul nostro territorio, di una fabbrica, l’unico stabilimento produttivo della RWM s.p.a., dove vengono prodotte bombe destinate alla vendita a paesi di tutto il mondo.

Tra queste ci sono le bombe della serie ‘mk 80’, di cui alcuni frammenti e esemplari inesplosi sono stati ritrovati sul territorio dello Yemen, come documentato da Famiglia Cristiana, Avvenire e altri mezzi di stampa italiani. Si tratta di un Paese che a causa di due anni di guerra sta vivendo una delle più gravi crisi umanitarie internazionali, alimentata proprio dalla vendita di armi, come riconosciuto anche da due Risoluzioni del Parlamento europeo”. A parlare, dalla Sardegna, è Arnaldo Scarpa, del Movimento dei Focolari d’Iglesias, portavoce del comitato ‘Riconversione RWM’.

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In Yemen è in atto la peggiore epidemia di colera al mondo: ogni giorno, circa 5mila persone vengono colpite da diarrea acuta acquosa (secondo notizie dei centri sanitari), di queste quasi il 50% sono bambini e ragazzi: ogni minuto viene colpito un bambino e purtroppo un quarto delle morti da colera è rappresentato da bambini.

Nel Paese oltre 2 milioni di bambini soffrono già di malnutrizione acuta e sono per questo ancora più vulnerabili poiché i loro sistemi immunitari sono già molto deboli.

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di   Luciano Lago

Secondo il rapporto pubblicato dal “Legal Center for Rights and Development” (ONU),  sono 33.395 morti e feriti, il bilancio in 800 giorni di aggressione e bombardamenti fatti dall’Arabia Saudita e dai suoi alleati sullo Yemen.
Il rapporto, pubblicato il Lunedì dal Legal Center per i Diritti Umani, ha fornito una dettagliata informativa del totale delle vittime, di cui 2.689 erano bambini, 1.942 donne e 7.943 uomini.

Tutti erano civili rimasti vittime dei bombardamenti indiscriminati che l’Arabia Saudita ha effettuato con l’indispensabile supporto logistico e di intelligence svolto delle Forze USA ed della Gran Bretagna, principali fornitori di armamenti alla Monarchia Saudita.

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di Redazione – Dal marzo del 2015 l’Arabia Saudita conduce una brutale campagna militare in Yemen dove ha, tra l’altro, imposto un blocco sia aereo che navale. Secondo le ultime stime dell’Onu i due terzi della popolazione, circa 18,8 milioni, necessita di aiuti ed assistenza. Press Tv ha parlato con Kim Sharif, direttrice dell’Osservatorio per i Diritti Umani in Yemen e Jihad Mouracadeh, analista politico, per discutere della crisi umanitaria che incombe nel Paese.

Dura è l’accusa di Kim Sharif che ritiene che i sauditi usino i loro petrodollari per mettere a tacere la comunità internazionale in merito a quanto sta accadendo nello Yemen. “La comunità internazionale, con tutto il rispetto, non è altro che un branco di ipocriti. Questi tempi saranno ricordati come l’epoca dell’ipocrisia. Sono stati tutti zittiti con i soldi sauditi”, ha dichiarato.

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