Il Ministero degli Esteri russo ha richiesto alla OSCE di realizzare una verifica obiettiva ed imparziale della situazione nel Donbass. Kiev sta utilizzando in questa regione armamenti proibiti dagli accordi di Minsk, ha affermato la portavoce ufficiale degli Esteri. Maria Zarajova ha denunciato che la notte fra il 2/3 Febbraio, la regione di Donetsk ha subito un attacco multiplo da parte dell'Esercito ucraino, "ci sono stati decine di spari fatti con armi persanti e di gran calibro, inclusi lanciamissili Grad e Uragan, ha spiegato. Vari civili sono rimasti uccisi e feriti e, fra questi ultimi anche alcuni bambini, ha lamentato la portavoce che ha qualificato questi episodi come un assalto barbaro fatto dalle forze ucraine che non sono soltanto una violazione degli accordi di Kiev ma anche una derisione delle regole di condotta stabilite.

Il governo di Kiev sta attuando le sue provocazioni nel Donbass per riportare la questione Ucraina all'attenzione del mondo ed in particolare per mettere l'Amministrazione Trump di fronte al fatto compiuto di una ripresa delle ostilità, gettando la responsabilità sugli indipendentisti filo russi. Sul fronte di demarcazione sono apparsi carri armati pesanti dell'Esercito ucraino (vietati dagli accordi di Minsk) ed altre armi pesanti, come documentato dal corrispondente della BBC Tom Burridge, e sono apprse le foto dei palazzi residenziali colpiti dai colpi dell'artiglieria ucraina.Sul fronte si sono verificati attacchi multipli con una offensiva scatenata da parte delle forze dell'Esercito ucraino a cui le forze separatiste hanno dato risposta. Il direttore della Polizia Nazionale dell'Ucraina nella provincia di Donetsk, Viacheslav Abroskin, ha dichiarato Mercoledì che per lo meno 26 miliziani sono morti e 60 sono risultati feriti. Da parte sua il portavoce del Ministero della Difesa dell'Ucraina, Alexandr Motuziánik, ha informato di 42 vittime fra le milizie per effetto dei bombardamenti nell'est del paese europeo.

Il presidente dell'Ucraina Petro Poroshenko è sull'orlo di una completa perdita del potere. Lo scandalo e' scoppiato a causa del materiale pubblicato da un fuggitivo  oligarca ucraino, Alexander Onishchenko, che può portare al collasso politico il Paese. Business sanguinoso I documenti rilasciati da Onishchenko indicano l'interesse finanziario personale di Petro Poroshenko nel  condurre operazioni punitive nel Donbass. I dati dimostrano che i contratti di forniture militari  sono stati fatti a favore  della  società di proprietà del presidente ucraino. In altre parole, Kiev spende soldi ottenuti  dal FMI  per condurre alla guerra contro il proprio popolo, mentre alla fine, i soldi si trovano sui conti delle società appartenenti al presidente del Paese.

Centinaia di mercenari stranieri sono arrivati alla linea di contatto in Donbass, secondo le informazioni trasmesse dal Capo di Stato Maggiore della Milizia popolare della Repubblica Popolare di Lugansk (LPR), Oleg Anaschenko, il quale ha citato i rapporti che provengono dalle unità di ricognizione della repubblica (LPR). Secondo quanto riferito, i combattenti provengono da paesi come la Polonia, gli Stati baltici, il Canada e gli Stati Uniti. "Secondo le informazioni ricevute da fonti di intelligence umana negli insediamenti vicino alla linea di contatto, diverse centinaia di mercenari provenienti dagli Stati Uniti, il Canada, i paesi baltici e la Polonia,  sono arrivati nella zona, armati con armi individuali e con varie attrezzature", questa la dichiarazione citata dall'agenzia  Doni News .

Eliseo Bertolasi è uno dei connazionali che meglio conosce la crisi ucraina. Ha seguito da vicino l’intero sviluppo della crisi ucraina, dai suoi esordi sul Maidan, alla guerra di manovra sino all’attuale tregua, che in realtà è una guerra di posizione. In questi anni non ha risparmiato energie per cercare di trasmettere al pubblico italiano il punto di vista delle popolazioni del Donbass, e quindi per la causa della comprensione reciproca e della pace. Oggi i media sono più distratti che mai verso l’Ucraina. Ma Eliseo Bertolasi è sempre lì, a fianco alla popolazione del sud est. Lo scorso 2 ottobre ha partecipato ad una missione composta da osservatori internazionali per verificare lo svolgimento delle “primarie”, un evento elettorale che dovrebbe preludere allo svolgimento delle elezioni amministrative del 6 novembre. Abbiamo colto l’occasione per fare il punto con lui sulla evoluzione della crisi

di Guy Mettan, Due anni dopo l'inizio del conflitto in Ucraina, è venuto il momento di fare un bilancio provvisorio. La polvere degli eventi è caduta a sufficienza perché si possa ricostruirne la trama. Un po' alla volta, grazie alle inchieste realizzate dagli osservatori accorti, come il giornalista che ha denunciato l'Irangate e premio Pulitzer Robert Parry, la verità comincia ad emergere. E come d'abitudine, questa non è molto esaltante. La bella storia della rivoluzione popolare che abbatte un regime odiato e corrotto, appare ora in tutta la sua cruda realtà: non era che una finzione, una favola abilmente tessuta per ingannare un pubblico avido di racconti che finiscono con un lieto fine. Vi ricordate dell'abbattimento dell'aereo MH 17 che ha fatto circa 300 morti nel luglio 2014 e che ha seminato il terrore nel mondo intero, che John Kerry dichiarò essere stato abbattuto da un missile “probabilmente russo” e che servì da pretesto per il secondo turno di sanzioni economiche contro la Russia? A due anni, ancora nessuna prova nonostante tutte le promesse. I risultati dell'inchiesta non sono mai stati pubblicate e gli Stati Uniti, i cui satelliti spia riescono a leggere le targhe delle nostre auto, rifiutano di dare le proprie immagini agli inquirenti, mentre la SBU, il servizio segreto ucraino, moltiplica le attenzioni verso gli esperti occidentali incaricati dell'inchiesta.

20. 07.20016 da Redazione Le truppe ucraine hanno iniziato gli attacchi sulla zona di Donetsk. Il comando operativo della RPD avverte di una provocazione. che  stanno preparano gli ucraini:

"La situazione nella direzione di Donetsk tende ad aggravarsi.  La parte ucraina per un paio di giorni si sta preparando per condurre una provocazione sulla larga scala volta a giustificare il mancato rispetto dei suoi obblighi derivanti dagli accordi Minsk da parte del governo di Kiev e il fallimento delle elezioni per gli enti locali", - come detto in un comunicato.

Di Paolo Borgognone Sembra ormai certo il profilarsi, alle elezioni presidenziali statunitensi di novembre, del “duello” tra il miliardario populista e filosionista Donald Trump, tycoon con un passato da sfacciato playboy e pretese da tronfio self made man artefice del “sogno americano” di successo individuale, e la miliardaria “democratica” e filosionista Hillary Clinton, la cui vicenda politica non può che attribuirle il palmares di regista di tutte le guerre “umanitarie” e le sovversioni “colorate” organizzate e sostenute dagli Stati Uniti nel momento in cui alla Casa Bianca sedevano, ai posti di comando, esponenti Democrats.

Presentazione a Bologna del nuovo libro di Giacomo Gabellini: "Ucraina, una guerra per procura". Arianna Editrice La crisi Ucraina non è risolta, ma solo congelata. Entrambe le parti sono scontente dell’esito e quindi le possibilità che nel medio periodo si verifichi una escalation sono reali. Tuttavia,...

All'inizio di questo mese, partecipando allo stesso tempo ad una conferenza pubblica a Kiev, "le sfide di un mondo in continua evoluzione", l'ex segretario di Stato Usa Condoleezza Rice ha fatto un'osservazione che può essere di ispirazione per tutti coloro che potrebbero aver pensato che la vita in Ucraina non sia male: "Dovresti andare in Liberia, dove il tenore di vita è molto più basso, e quindi dovresti essere grato." Per ironia della sorte, la rivista Forbes Ucraina ha reagito a questo con una certa 'perplessità ed ha fatto una analisi che comunque ha portato a una conclusione logica impeccabile: "Anche se la Liberia ha una delle economie più deboli del mondo, si posiziona solo leggermente dietro l'Ucraina, rispetto ad una serie di parametri macroeconomici, e la rivista ha sostenuto la sua tesi con alcune statistiche impersonali (omettendo di dire tuttavia che il tasso di disoccupazione al 85% della Liberia è di gran lunga peggiore che in Ucraina , ancora oggi).