Eliseo Bertolasi è uno dei connazionali che meglio conosce la crisi ucraina. Ha seguito da vicino l’intero sviluppo della crisi ucraina, dai suoi esordi sul Maidan, alla guerra di manovra sino all’attuale tregua, che in realtà è una guerra di posizione. In questi anni non ha risparmiato energie per cercare di trasmettere al pubblico italiano il punto di vista delle popolazioni del Donbass, e quindi per la causa della comprensione reciproca e della pace. Oggi i media sono più distratti che mai verso l’Ucraina. Ma Eliseo Bertolasi è sempre lì, a fianco alla popolazione del sud est. Lo scorso 2 ottobre ha partecipato ad una missione composta da osservatori internazionali per verificare lo svolgimento delle “primarie”, un evento elettorale che dovrebbe preludere allo svolgimento delle elezioni amministrative del 6 novembre. Abbiamo colto l’occasione per fare il punto con lui sulla evoluzione della crisi

di Guy Mettan, Due anni dopo l'inizio del conflitto in Ucraina, è venuto il momento di fare un bilancio provvisorio. La polvere degli eventi è caduta a sufficienza perché si possa ricostruirne la trama. Un po' alla volta, grazie alle inchieste realizzate dagli osservatori accorti, come il giornalista che ha denunciato l'Irangate e premio Pulitzer Robert Parry, la verità comincia ad emergere. E come d'abitudine, questa non è molto esaltante. La bella storia della rivoluzione popolare che abbatte un regime odiato e corrotto, appare ora in tutta la sua cruda realtà: non era che una finzione, una favola abilmente tessuta per ingannare un pubblico avido di racconti che finiscono con un lieto fine. Vi ricordate dell'abbattimento dell'aereo MH 17 che ha fatto circa 300 morti nel luglio 2014 e che ha seminato il terrore nel mondo intero, che John Kerry dichiarò essere stato abbattuto da un missile “probabilmente russo” e che servì da pretesto per il secondo turno di sanzioni economiche contro la Russia? A due anni, ancora nessuna prova nonostante tutte le promesse. I risultati dell'inchiesta non sono mai stati pubblicate e gli Stati Uniti, i cui satelliti spia riescono a leggere le targhe delle nostre auto, rifiutano di dare le proprie immagini agli inquirenti, mentre la SBU, il servizio segreto ucraino, moltiplica le attenzioni verso gli esperti occidentali incaricati dell'inchiesta.

20. 07.20016 da Redazione Le truppe ucraine hanno iniziato gli attacchi sulla zona di Donetsk. Il comando operativo della RPD avverte di una provocazione. che  stanno preparano gli ucraini:

"La situazione nella direzione di Donetsk tende ad aggravarsi.  La parte ucraina per un paio di giorni si sta preparando per condurre una provocazione sulla larga scala volta a giustificare il mancato rispetto dei suoi obblighi derivanti dagli accordi Minsk da parte del governo di Kiev e il fallimento delle elezioni per gli enti locali", - come detto in un comunicato.

Di Paolo Borgognone Sembra ormai certo il profilarsi, alle elezioni presidenziali statunitensi di novembre, del “duello” tra il miliardario populista e filosionista Donald Trump, tycoon con un passato da sfacciato playboy e pretese da tronfio self made man artefice del “sogno americano” di successo individuale, e la miliardaria “democratica” e filosionista Hillary Clinton, la cui vicenda politica non può che attribuirle il palmares di regista di tutte le guerre “umanitarie” e le sovversioni “colorate” organizzate e sostenute dagli Stati Uniti nel momento in cui alla Casa Bianca sedevano, ai posti di comando, esponenti Democrats.

Presentazione a Bologna del nuovo libro di Giacomo Gabellini: "Ucraina, una guerra per procura". Arianna Editrice La crisi Ucraina non è risolta, ma solo congelata. Entrambe le parti sono scontente dell’esito e quindi le possibilità che nel medio periodo si verifichi una escalation sono reali. Tuttavia,...

All'inizio di questo mese, partecipando allo stesso tempo ad una conferenza pubblica a Kiev, "le sfide di un mondo in continua evoluzione", l'ex segretario di Stato Usa Condoleezza Rice ha fatto un'osservazione che può essere di ispirazione per tutti coloro che potrebbero aver pensato che la vita in Ucraina non sia male: "Dovresti andare in Liberia, dove il tenore di vita è molto più basso, e quindi dovresti essere grato." Per ironia della sorte, la rivista Forbes Ucraina ha reagito a questo con una certa 'perplessità ed ha fatto una analisi che comunque ha portato a una conclusione logica impeccabile: "Anche se la Liberia ha una delle economie più deboli del mondo, si posiziona solo leggermente dietro l'Ucraina, rispetto ad una serie di parametri macroeconomici, e la rivista ha sostenuto la sua tesi con alcune statistiche impersonali (omettendo di dire tuttavia che il tasso di disoccupazione al 85% della Liberia è di gran lunga peggiore che in Ucraina , ancora oggi).

Grazie al suo potere militare la Russia potrebbe occupare i paesi baltici in appena tre giorni, lo rivela una informativa statunitense pubblicata lo scorso Mercoledì. Nei possibili scenari studiati per la "Corporation Rand", secondo l'informativa, si scrive che, se si dovesse verficare un attacco russo ai paesi baltici della Lettonia, Lituania ed Estonia, questi membri dell'Organizzazione del Trattato dell'Atlantico Nord (NATO) cadrebbero sotto il controllo della Russia in massimo di 60 ore e non avrebbero "nessuna possibilità" di trattenere l'avanzata russa.

La Crimea era "assolutamente russa" ai tempi dell'URSS e rimane russa anche oggi, ha riconosciuto l'osservatore del giapponese Japan Times dopo una visita nella penisola. Quello che Mosca dice a proposito della Crimea deve essere preso in considerazione, ma l'Occidente non vuole sentire, ha rilevato il giornalista. La Russia sta cercando spiegare la sua posizione in merito all'Ucraina e alla Crimea, ma l'Occidente rimane sordo alle sue argomentazioni, scrive l'ex diplomatico dell'ambasciata d'Australia a Mosca Gregory Clark, che oggi è osservatore del nipponico Japan Times. L'ex diplomatico fa ricordare che ai tempi dell'URSS l'Est dell'Ucraina era una "piccola Russia".

L'Esercito di Kiev ha ricominciato Sabato scorso i bombardamenti della sua artiglieria su varie località nella autoproclamata "Repubblica Popolare di Donetsk", secondo le fonti ufficiali. "In questo momento stanno attaccando la città con l'artiglieria, secondo le prime informazioni arrivano i colpi di armi pesanti che provengono da Ariómovsk (località controllata dall'esercito di Kiev). Si odono forti esplosioni e scoppi di granate ", ha riferito un portavoce del locale Municipio all'agenzia di notizie di Donetsk. I colpi dell'artiglieria sono diretti sulla zona residenziale dove ancora si trovano molte famiglie che non sono riuscite a fuggire. Al momento non sono state ancora trasmesse le informazioni circa il numero delle vittime tra la popolazione civile. Da parte sua il Ministero delle Difesa di Donetsk ha comunicato che si è verificato un pesante attacco militare contro la località di Spartak, nel nordedi Donetsk e sono stati utilizzasti anche dei missili di media gittata. Colpita anche la località di Makéevka (est di Donetsk) dai colpi dell'artiglieria dell'Esercito ucraino.

Così si è espresso  il politico francese Claude  Goasguen, in visita nella penisola di Crimea assieme ad altri 10 parlamentari. Questo avviene mentre Parigi e Kiev condannano la visita come "violazione del diritto internazionale". "La legge sancisce il diritto dei cittadini residenti in Crimea di indire un referendum per la secessione, come è accaduto con il voto che nel 2014 ha riunito la penisola sul Mar Nero con la Russia, separandola dall’Ucraina". Lo ha affermato oggi il parlamentare francese Claude Goasguen, in visita in Russia con una delegazione di dieci parlamentari guidata dal deputato dell’Assemblea nazionale e membro del Comitato per gli Affari esteri, Thierry Mariani, durante una conferenza stampa.