Questo va ad essere un confronto interessante, una festa americana o entrambe by Jim W. Deam Il Pentagono inizia le consultazioni per un appoggio completo alle milizie curde nelle province del Nord della Siria, incluso per la formazione e la consegna di armi ed equipaggiamenti militari;  una fonte vicina alle milizie curde ci ha detto: "Tutto è pronto. Le forze di difesa della gente del Kurdistan siriano possono sotenere la loro prima riunione con i rappresentanti dell'intelligence statunitense già questa settimana", ha chiarito la fonte. Secondo la fonte le due parti parleranno delle date limite e dei volumi di aiuti militari e prepareranno una lista di professioni di priorità, in cui le milizie curde hanno la maggiore richiesta. "Se il programma di aiuti viene lanciato con successo, si può fare il primo passo per il riconoscimento del Kurdistan siriano come di uno stato indipendente", ha riferito la fonte commentando l'umore delle milizie curde.

Più di un centinaio di miliziani takfiri si sono arresi alle autorità siriane nella provincia di Aleppo nel momento in cui l'Esercito siriano sta proseguendo la sua avanzata per espugnare le posizioni dei terroristi takfiri, come hanno segnalato varie fonti il Lunedì. Per lo meno 118 elementi delle milizie si sono arresi e consegnati alle autorità militari in Aleppo, come hanno segnalato le stesse fonti. Il Sabato scorso, 84 terroristi nella provincia di Homs, hanno deposto le armi e si sono arresi alle autorità siriane, come confernato dal corrispondente locale. Dall'inizio delle operazioni congiunte russo siriane, risulta che più di un migliaio di terroristi takfiri si sono arresi ed altre migliaia di questi hanno abbandonato il paese fuggendo in direzione della Turchia, della Giordania e molti diretti in Eropa, mescolati ai profughi.

Secondo una informativa trasmessa dal noto analista militare romeno Valentin Vasilescu, apparso nella pubblicazione romena "Ziaruldegarda.ro", una fonte libanese avrebbe indicato  l'esitenza di un accordo tra Mosca e Damasco rispetto ai terroristi stranieri fatti prigionieri dall'Esercito siriano nel corso delle operazioni di rastrelllamento in Siria ed in particolre riferito ai miliziani dello Stato Islamico. Coloro che non siano cittadini siriani, come i numerosi militanti stranieri che si sono recati a combattere in Siria ed i loro istruttori sauditi, turchi, quatariani, libici e di altre nazionalità, una volta catturati e disarmati dall'Esercito siriano,   saranno consegnati ai russi. In base a detto accordo, la Russia li trasferirà in Siberia a bordo di aerei da trasporto AN-124, che trasportano abitualmente armi e munizioni verso la Siria, quando questi sono di ritorno in Russia.

Il ministro francese della Difesa, Jean-Yves Le Drian, ha rinfacciato oggi alla Russia "l'appoggio che questa fornisce con il suo intervento militare al leader siriano Bashar al-Assad visto che gli aerei russi attaccano tutti i sui rivali e non soltanto gli jihadisti dello Stato Islamico". Le Drian, nel corso di una intervista al canale televisivo France 3 ha segnalato che "l'operazione della Russia in Siria cerca in primo luogo di proteggere i propri interessi nella regione, e in particolare la propria base militare di Latakia, così come proteggere Bashar al-Assad". Rispetto a questo ha insistito che la Russia bombarda tutti quelli che combattono il presidente siriano e non si limita a colpire i miliziani dell'ISIS.

I media evitano di fornire informazioni sul conflitto di Luciano Lago Mentre tutti i media tacciono su quanto sta avvenendo in Siria, esaurite le menzogne che fino ad ora avevano diffuso a palate i giornali filo atlantisti sul conflitto in Siria, descritto come un "guerra civile" o una rivolta contro il tiranno Assad, quando ormai la verità della guerra per procura è venuta fuori e con essa sono emerse le complicità degli Stati Uniti, della NATO e dei paesi occidentali con i gruppi terroristi che hanno seminato morte e distruzione nel paese arabo. Adesso per i media è preferibile non soffermarsi sugli avvenimenti in corso poichè sarebbe necessario descrivere come, in 3 settimane di attacchi aerei , le forze aereonavali russe abbiano distrutto il 50 % delle infrastrutture dello Stato Islamico, mentre la coalizione diretta dagli USA, in oltre un anno di tempo aveva lasciato "tranquilli" i terroristi di avanzare e conquistare terreno. Verità imbarazzanti da rivelare per il pubblico.

"Le sanzioni alla Siria sono peggio di una guerra" Il Patriarca siro-cattolico Ignatius Joseph III Younan accusa l'Europa di aver "abbandonato e tradito" i cristiani mediorientali e gli americani di "essersi inginocchiati agli emiri" Roma, 20 Ottobre 2015 (ZENIT.org) Federico Cenci | 239 hits C’era una volta il Mare Nostrum, “che collegava l’Europa al Medio Oriente”. Di quel corridoio attraverso cui transitavano cultura e scambi commerciali è rimasta oggi solo l’espressione geografica. Tra le acque del Mar Mediterraneo sventola la bandiera a stelle e strisce, in Medio Oriente scorre il sangue dei cristiani e, di fronte a questo scenario, in Europa vige l’apatia. È l’immagine che consegna Sua Beatitudine Ignatius Joseph III Younan, Patriarca della Chiesa siro-cattolica, parlando a ZENIT e durante il convegno La Jihad da Oriente a casa nostra, tenutosi ieri a Roma su iniziativa di Umanitaria Padana Onlus e dell’associazione Pakistani Cristiani in Italia.

Le forze aeree della Russia hanno effettuato nelle ultime 24 ore un totale di 55 incursioni durante le quali hanno bombardato olre 60 obiettivi nei territori occupati dai terroristi, come ha informato questo Lunedì il rappresentante del Ministero della Difesa russa, Ígor Konashénkov, citato dall'agenzia TASS. "I bombardamenti hanno distrutto 19 posti di comando dello Stato Islamico", ha specificato Konashénkov. "Nelle ultime 24 ore, come risultato degli attacchi , sono state distrutti due depositi di munizioni, una fabbrica di munizione ed esplosivi, 30 posizioni di tiro e gruppi armati", ha enumerato il generale.

L'aviazione russa ha minacciato di sparare i suoi missili contro i cacciabombardieri israeliani che si apprestavano ad entrare nello spazio aereo siriano per "vigilare" sulle attività di Hezbollah, lo rivelano fonti israeliane e libanesi. L'episodio è avvenuto qualche giorno fa ma è stato rivelato soltanto oggi e conferma che la Russia ha messo il blocco alle incursioni israeliane nello spazio aereo siriano che avvenivano di frequente e, con il pretesto ufficiale di colpire i rifornimenti di Hezbollah, in realtà bombardavano postazioni dell'Esercito siriano e sostenevano i gruppi di miliziani jihadisti di alleati di Israele.

Come preannunciato, è iniziata oggi la grande offensiva dell' Esercito Siriano sulla zona di  Aleppo. Terroristi takfiri  fuggono travestiti da donne per sottrarsi alla resa dei conti. Questa mattina, sulle alture di Azzan,nella zona sud di Aleppo, si è sviluppata la grande offensiva dell'Esercito siriano con l'appoggio dei combattenti Hezbollah, dei reparti iraniani delle Guardie della Rivoluzione e di volontari delle milizie sciite irachene. Secondo le fonti militari, le forze siriane/iraniane hanno preso il controllo delle zone di Ebtin, Hadadin al-Garbiyeh, di al-Kassarat e al- Madajen, dopo aver inflitto dure perdite ai gruppi terroristi takfiri che occupavano la zona. L'aviazione russa e siriana ha completato il lavoro bombardando le colonne in fuga dei terroristi e mitragliandole con elicotteri Mi-24.

Vari reparti di soldati turchi con alcuni carri armati e altri veicoli miltari sono entrati oggi in territorio siriano nelle vicinanze della città di Aleppo, nella zona di Atmeh , secondo le informazioni di una fonte locale. Sembra che l'intenzione dei soldati turchi sia quella di costituire una muraglia nella frontiera fra Turchia e Sira. Infatti assieme ai mezzi blindati vi erano alcune macchine scavatrici. Questo è avvenuto nelle vicinanze dove sorge un campo di rifugiati i quali hanno vivacemente protestato e sono stati oggetto di colpi di arma da fuoco da parte dei militari turchi al fine di disperderli. Il campo ospita circa 60.000 rifugiati ed i militari turchi hanno cercato di sgomberarlo, come avvenuto con altri campi, per indirizzare i profughi a viaggiare verso la Grecia ed addentrarsi in Europa.