La portaerei cinese Liaoning (CV-16) ha atraccato questo Sabato in Siria nella base russa di Tartous. Il portale web israeliano Debkafile, normalmente ben al corrente di questioni militari e spionistiche, ha informato che la portaerei cinese Liaoning, una nave dell'Armata Cinese, fornita anche di missili teleguidati ed un certo numero di truppe da sbarco, sono arrivate a Tartous, dove è presente una base militare russa ed si sono ancorati nella stessa base anche varie unità sottomarine e altre navi da guerra russe e cinesi. Si tratta della stessa portaerei dell'Armata cinese di cui, nei giorni precedenti, era stato segnalato il passaggio verso lo stretto di Suez in direzione delle coste siriane.

Gli USA hanno riconosciuto ufficialmente per bocca del colonnello Patrick Ryder, portavoce del CENTCOM (Comando USA), il quale, per mezzo di un comunicato, ha confermato che l'ultimo  gruppo dei denominati "ribelli moderati" ,fatti addestrare dal comando USA in Turchia, ha consegnato le sue armi ed equipaggiamenti, ricevuti dagli americani, compresi automezzi ed armi pesanti, al Fronte Al -Nusra, un gruppo terrorista affiliato ad Al Qaeda, che opera in Siria.

All'alba di ieri fonti israeliane affermano che reparti russi dei fanti di Marina, della 810 Brigata, hanno attaccato le postazioni dell'ISIS nella base aerea di Kweiris, ad Est di Aleppo, assieme all'Esercito siriano ed agli Hezbollah per liberare la base e ripulirla della presenza dei miliziani takfiri. Nella base attaccata dalle forze congiunte russe/siriane, secondo le informazioni di intelligence, sono presenti miliziani ceceni sotto il comando di Abu Omar al-Shishani, uno dei capi ceceni, jihadisti di lingua russa e provenienti dalla Georgia, che sono ricercati dalle autorità russe per i crimini commessi sul suolo russo, sospettati di aver preso parte ad attentati terroristici avvenuti nel Caucaso. Questo spiega perchè i russi lo hanno scelto come primo obiettivo: per regolare i conti oltre alla necessità di rompere l'accerchiamento dei miliziani dell'ISIS su Aleppo, la seconda città della Siria.

di Luciano Lago La cancelliera tedesca Angela Merkel  si avvicina alla posizione russa ed ha dichiarato ieri che Il presidente siriano, Bashar al-Assad, deve essere coinvolto nei colloqui di pace per mettere fine al conflitto in Siria- La Merkel ha spiegato, nel corso di una intervista, al termine del vertice Ue a Bruxelles, "che bisogna puntare a coinvolgere l’attuale presidente siriano nei colloqui sul futuro del Paese. “Dobbiamo parlare con molti attori, compreso Assad, ma anche con altri. Secondo la Mekel i colloqui non vanno condotti “solo con gli Stati Uniti e la Russia, ma anche con altri importanti partner regionali, come l’Iran, e Paesi sunniti, come l’Arabia Saudita”.

Dopo le notizie circa l'arrivo di massicce forze militari russe in Siria, Netanyahu si è recato frettolosamente in visita a Mosca in un tentativo di conoscere di prima mano quali siano le intenzioni russe e verificare quale fosse il livello di impegno russo nella difesa dello spazio aereo della Siria , in particolare dopo le informazioni apparse sui media israeliani che concordano nell'indicare che la Russia avrebbe consegnato alla Siria i missili antiaerei SA-22 Pantshir ed S-1 ed anche i missili S-300 che potrebebro essere stati già posizionati nella provincia di Latakia, dove si concentra la maggior parte degli equipaggiamenti e dei consiglieri militari russi.

Clamoroso voltafaccia del governo francese: Laurent Fabius riconosce l'impossibilità di un processo di pace in Siria senza il presidente Bashar al-Assad. La Francia oggi ha compiuto un clamoroso cambio di posizione sulla crisi siriana dichiarando, per bocca del suo ministro degli esteri Laurent Fabius che "se richiediamo, anche prima che i negoziati abbiano inizio, che Al Assad se ne vada, non andremo molto lontano". Con questa dichiarazione il governo francese si unisce al giro di walzer della diplomazia europea che, dopo il deciso intervento militare russo in Siria, ha riconosciuto la necessità di negoziare con il legittimo governo siriano, con l'Iran e con la Russia, per una soluzione diplomatica della crisi in Siria. Cadono così le "velleità" di intervento militare in Siria espresse dal presidente Francois Hollande, che vedono i francesi sempre i "primi della classe" (come in passato Sarkozy ) nel voler seguire le direttive di Washington ed inviare i propri aerei da guerra a bombardare le postazioni dell'ISIS in Siria, come prima era avvenuto in Libia.

Dopo aver assistito all'avvenuto insediamento di nuove forze militari russe in Siria, l'ex funzionario del Pentagono Michael Maloof ha dichiarato : "gli Stati Uniti devono lavorare strettamente con l'Iran ed anche in particolare con la Siria per poter uccidere il mostro dell'ISIS (Stato Islamico), che è stato creato da Washington". Maloof, analista politico ed ex assessore alla sicurezza dell'ufficio del Segretario di Stato statunitense, ha fatto queste dichiarazioni nel corso di una intervista telefonica con la Pres TV il Lunedì, mentre il segretario di Stato John Kerry aveva detto che gli USA si trovano in guerra in Siria ed in Iraq.

La drammatica testimonianza dell’arcivescovo caldeo di Aleppo, che accusa in particolare la Turchia di foraggiare i terroristi. E ai cristiani siriani dice: “Non abbandonate il Paese” di Federico Cenzi “L’Europa non si può accontentare di fornire o di proclamare accoglienza ai profughi, perché la maggior parte di loro vuole rimanere nella propria terra”. Parole che Alessandro Monteduro, direttore di Aiuto alla Chiesa che Soffre Italia, ha pronunciato stamattina aprendo la conferenza “Cristiani di Siria: aiutateci a rimanere”, organizzata da Acs presso l’Associazione Stampa Estera. Parole che sintetizzano il messaggio lanciato da mons. Antoine Audo, arcivescovo caldeo di Aleppo, invitato a raccontare la situazione che si vive nel suo Paese devastato dalla guerra.

Per il nuovo Think Tank ufficiale di Washington è arrivato il momento di gettare le colpe sulla Russia di Putin per la crisi della Siria, per quanto siano stati gli esponenti "neocons"ed il Presidente George Bush W. colui che ha iniziato l'attuale scompiglio nel Medio Oriente per aver voluto invadere l'Iraq, i sauditi che hanno finanziato Al Qaeda e gli israeliani che cospiravano per un "cambio di regime" by Roberto Parry * Il 15 dei Settembre Il senatore Lindsey Graham ha potuto sbagliarsi in quasi tutto quello che era in relazione con il Medio Oriente, tuttavia per lo meno ha l'onestà di voler raccontare agli statunitensi che la traiettoria attuale delle guerre in Siria ed in Iraq richiederà una nuova invasione militare degli USA nella regione ed una occupazione militare aperta della Siria, che toglie risorse agli Stati Uniti, uccidendo numerosi siriani ed iracheni e predestinando migliaia, se non decine di migliaia di truppe degli Stati Uniti.