Le forze aeree russe hanno realizzato 131 missioni in sei province della Siria negli ultimi giorni, nel corso delle missioni sono stati attaccati e distrutti 237 obiettivi dello Stato Islamico e  del Fronte Al-Nusra, secondo le informazioni  del Ministero della Difesa russo. Il portavoce del Ministero della Difesa Ígor Konashénkov, ha inidcato che 131 missioni aeree sono decollate dalla base aerea di Jmeimim (Siria) ed hanno attaccato 237 installazioni dei terroristi nelle province di Hama, Latakia, Homs, Damasco, Alepo e Raqqa, come ha comunicato l'agenzia Ria Novosti. Nel corso di queste missioni la Forza Aerea russa ha distrutto un deposito di munizioni dello Stato Islamico nella regione di Damasco, un accampamento di terroristi vicino ad Aleppo, distrutti anche  i rifugi sotterranei e le fortificazioni degli jihadisti nella provincia di Homs e il centro di controllo del Fronte di Al Nusra nella provincia di Latiaka, come spiegato da Ígor Konashénkov.

Una unità di operazioni speciali del gruppo terrorista dell'ISIS, addestrata dagli USA, si è arresa all'Esercito diriano dopo avere subito vari colpi negli scontri avvenuti nella zona di Quneitra. "Nell'ambito dell'operazione militare attuata con successo a Quneitra (sud), tutta una unità di operazioni speciali dell'ISIS se è arresa all'Esercito siriano", ha informato una fonte dell'intelligence siriana. "Nel corso di tale operazione le truppe dell'Esercito sono riuscite ad annichilire il comandante dell'unità terrorista, i cui membri erano stati addestrati nei campi statunitensi di addestramento creati dagli istruttori USA nella provincia di Deir al-Zur, nell'est della Siria", ha aggiunto la fonte.

Questo va ad essere un confronto interessante, una festa americana o entrambe by Jim W. Deam Il Pentagono inizia le consultazioni per un appoggio completo alle milizie curde nelle province del Nord della Siria, incluso per la formazione e la consegna di armi ed equipaggiamenti militari;  una fonte vicina alle milizie curde ci ha detto: "Tutto è pronto. Le forze di difesa della gente del Kurdistan siriano possono sotenere la loro prima riunione con i rappresentanti dell'intelligence statunitense già questa settimana", ha chiarito la fonte. Secondo la fonte le due parti parleranno delle date limite e dei volumi di aiuti militari e prepareranno una lista di professioni di priorità, in cui le milizie curde hanno la maggiore richiesta. "Se il programma di aiuti viene lanciato con successo, si può fare il primo passo per il riconoscimento del Kurdistan siriano come di uno stato indipendente", ha riferito la fonte commentando l'umore delle milizie curde.

Più di un centinaio di miliziani takfiri si sono arresi alle autorità siriane nella provincia di Aleppo nel momento in cui l'Esercito siriano sta proseguendo la sua avanzata per espugnare le posizioni dei terroristi takfiri, come hanno segnalato varie fonti il Lunedì. Per lo meno 118 elementi delle milizie si sono arresi e consegnati alle autorità militari in Aleppo, come hanno segnalato le stesse fonti. Il Sabato scorso, 84 terroristi nella provincia di Homs, hanno deposto le armi e si sono arresi alle autorità siriane, come confernato dal corrispondente locale. Dall'inizio delle operazioni congiunte russo siriane, risulta che più di un migliaio di terroristi takfiri si sono arresi ed altre migliaia di questi hanno abbandonato il paese fuggendo in direzione della Turchia, della Giordania e molti diretti in Eropa, mescolati ai profughi.

Secondo una informativa trasmessa dal noto analista militare romeno Valentin Vasilescu, apparso nella pubblicazione romena "Ziaruldegarda.ro", una fonte libanese avrebbe indicato  l'esitenza di un accordo tra Mosca e Damasco rispetto ai terroristi stranieri fatti prigionieri dall'Esercito siriano nel corso delle operazioni di rastrelllamento in Siria ed in particolre riferito ai miliziani dello Stato Islamico. Coloro che non siano cittadini siriani, come i numerosi militanti stranieri che si sono recati a combattere in Siria ed i loro istruttori sauditi, turchi, quatariani, libici e di altre nazionalità, una volta catturati e disarmati dall'Esercito siriano,   saranno consegnati ai russi. In base a detto accordo, la Russia li trasferirà in Siberia a bordo di aerei da trasporto AN-124, che trasportano abitualmente armi e munizioni verso la Siria, quando questi sono di ritorno in Russia.

Il ministro francese della Difesa, Jean-Yves Le Drian, ha rinfacciato oggi alla Russia "l'appoggio che questa fornisce con il suo intervento militare al leader siriano Bashar al-Assad visto che gli aerei russi attaccano tutti i sui rivali e non soltanto gli jihadisti dello Stato Islamico". Le Drian, nel corso di una intervista al canale televisivo France 3 ha segnalato che "l'operazione della Russia in Siria cerca in primo luogo di proteggere i propri interessi nella regione, e in particolare la propria base militare di Latakia, così come proteggere Bashar al-Assad". Rispetto a questo ha insistito che la Russia bombarda tutti quelli che combattono il presidente siriano e non si limita a colpire i miliziani dell'ISIS.

I media evitano di fornire informazioni sul conflitto di Luciano Lago Mentre tutti i media tacciono su quanto sta avvenendo in Siria, esaurite le menzogne che fino ad ora avevano diffuso a palate i giornali filo atlantisti sul conflitto in Siria, descritto come un "guerra civile" o una rivolta contro il tiranno Assad, quando ormai la verità della guerra per procura è venuta fuori e con essa sono emerse le complicità degli Stati Uniti, della NATO e dei paesi occidentali con i gruppi terroristi che hanno seminato morte e distruzione nel paese arabo. Adesso per i media è preferibile non soffermarsi sugli avvenimenti in corso poichè sarebbe necessario descrivere come, in 3 settimane di attacchi aerei , le forze aereonavali russe abbiano distrutto il 50 % delle infrastrutture dello Stato Islamico, mentre la coalizione diretta dagli USA, in oltre un anno di tempo aveva lasciato "tranquilli" i terroristi di avanzare e conquistare terreno. Verità imbarazzanti da rivelare per il pubblico.

"Le sanzioni alla Siria sono peggio di una guerra" Il Patriarca siro-cattolico Ignatius Joseph III Younan accusa l'Europa di aver "abbandonato e tradito" i cristiani mediorientali e gli americani di "essersi inginocchiati agli emiri" Roma, 20 Ottobre 2015 (ZENIT.org) Federico Cenci | 239 hits C’era una volta il Mare Nostrum, “che collegava l’Europa al Medio Oriente”. Di quel corridoio attraverso cui transitavano cultura e scambi commerciali è rimasta oggi solo l’espressione geografica. Tra le acque del Mar Mediterraneo sventola la bandiera a stelle e strisce, in Medio Oriente scorre il sangue dei cristiani e, di fronte a questo scenario, in Europa vige l’apatia. È l’immagine che consegna Sua Beatitudine Ignatius Joseph III Younan, Patriarca della Chiesa siro-cattolica, parlando a ZENIT e durante il convegno La Jihad da Oriente a casa nostra, tenutosi ieri a Roma su iniziativa di Umanitaria Padana Onlus e dell’associazione Pakistani Cristiani in Italia.

Le forze aeree della Russia hanno effettuato nelle ultime 24 ore un totale di 55 incursioni durante le quali hanno bombardato olre 60 obiettivi nei territori occupati dai terroristi, come ha informato questo Lunedì il rappresentante del Ministero della Difesa russa, Ígor Konashénkov, citato dall'agenzia TASS. "I bombardamenti hanno distrutto 19 posti di comando dello Stato Islamico", ha specificato Konashénkov. "Nelle ultime 24 ore, come risultato degli attacchi , sono state distrutti due depositi di munizioni, una fabbrica di munizione ed esplosivi, 30 posizioni di tiro e gruppi armati", ha enumerato il generale.

L'aviazione russa ha minacciato di sparare i suoi missili contro i cacciabombardieri israeliani che si apprestavano ad entrare nello spazio aereo siriano per "vigilare" sulle attività di Hezbollah, lo rivelano fonti israeliane e libanesi. L'episodio è avvenuto qualche giorno fa ma è stato rivelato soltanto oggi e conferma che la Russia ha messo il blocco alle incursioni israeliane nello spazio aereo siriano che avvenivano di frequente e, con il pretesto ufficiale di colpire i rifornimenti di Hezbollah, in realtà bombardavano postazioni dell'Esercito siriano e sostenevano i gruppi di miliziani jihadisti di alleati di Israele.