By Patrick Cockburn The Independent - Soldati russi hanno preso piede sul terreno della Siria per combattere accanto all'Esercito siriano. Contemporaneamente dalla Russia sono arrivate un maggior numero di forniture di armamenti ed attrezzature per rafforzare il regime del presidente Bashar Al-Assad indebolito da quattro anni e mezzo di guerra . "Un maggiore coinvolgimento russo potrebbe prolungare la guerra in Siria", avverte il segretario di Stato USA John Kerry. La Russia ha informato  che ha pianificato il rafforzamento della sua base navale in Siria a Tartus. Queste sono storie emozionanti e che portano al ricordo della guerra fredda ma ancora c'è scarsità di fatti provati per sostenere come veritiere le denunce di un grande nuovo aumento della partecipazione russa nel conflitto in Siria.

La Russia ha inviato varie unità dell'avanzato sistema di difesa aerea Pantsir-S1, conosciuto anche come SA-22, alla Siria secondo una informativa riservata. "Questo sistema è la versione più avanzata in uso nella Russia e sarà operativo attraverso gli specialisti russi arrivati in Siria", ha riferito un rapporto informativo di una fonte diplomatica occidentale vicina al Governo di Mosca intervistato dalla Reuters. Ogni unità dei sistemi SA-22 necessita di almeno tre persone per operare. Questi sistemi antiaerei sono stati progettati per abbattere missili di crociera, aerei da guerra, elicotteri e perfino droni senza pilota.

di Luciano Lago Siria, Paolo Gentiloni: "Complicato se la Russia pensa di risolvere a mano armata la situazione" "Spero che le notizie sulla presenza russa siano meno gravi di quanto appaiono": se Mosca "avesse l'illusione di risolvere mano armata la situazione sarebbe una complicazione del quadro, uno sviluppo negativo". Così il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni a Sky Tg24 sulla presenza russa in Siria. "Capiremo meglio nei prossimi giorni ciò che avremo di fronte. Se la Russia che ha basi militari in Siria, pensa di rafforzarle per difendere gli asset e di contrastare l'Isis è un conto". Ma "se ci troviamo di fronte all'idea di presidiare militarmente la difesa di Assad da parte del Cremlino" sarebbe uno "sviluppo negativo di una situazione che non ha bisogno di essere ulteriormente complicata", ha spiegato il ministro degli Esteri. Da Huffingtonpost.it 

di Luciano Lago Se gli americani ed i loro reggicoda francesi e britannici pensavano di avere ormai campo libero per intervenire in Siria per un intervento militare diretto, a seguito della strumentale campagna di commozione suscitata dall' immagine del bimbo siriano morto sui una spiaggia in Turchia, non avevano fatto bene i loro conti ed avevano omesso di considerare il terzo incomodo: la Russia di Vladimir Putin. Questo terzo giocatore sullo scacchiere siriano si è adesso manifestato in tutta la sua dimensione militare con l'atterraggio in Siria, in una base aerea nei pressi di Damasco, dei giganteschi aerei russi Antonov An-124 dai quali sono state sbarcate armi ed attrezzature per realizzare la nuova base militare russa in Siria, che sarà ubicata nella città costiera di Yableh, che si aggiungerà alla attuale base logistica che la Russia dispone a Tartous, come confermato dall'osservazione dei satelliti USA che avevano verificato i lavori in corso sulla zona.

Si dimostra chi vuole lo sterminio della popolazione siriana: Washington chiede alla Grecia di bloccare il suo spazio aereo per gli aiuti umanitari russi verso la Siria La Grecia risponde negativamente alla richiesta di Washington. Un netto rifiuto dal Governo greco ad una una richiesta avanzata...

I cristiani siriani accolgono con gratitudine l’appello del Papa all’Europa ad accogliere i profughi ma sottolineano l’importanza per loro di restare in Siria. L’appello di Papa Francesco «esprime la sua sollecitudine verso chi soffre, ed è un invito a tutti i cristiani ad aiutare con evangelica concretezza chi si trova in situazioni di emergenza, come quelle vissute da chi veniva respinto alle frontiere». Nello stesso tempo, «davanti alle guerre che stravolgono il Medio Oriente, il nostro desiderio come cristiani e come Chiesa è quello di rimanere nel nostro Paese, e facciamo di tutto per tener viva la speranza». Lo dice il gesuita mons. Antoine Audo, vescovo di Aleppo dei Caldei e Presidente di Caritas Siria, all’Agenzia Fides. Il vescovo parla della grave situazione in Siria, e in particolare ad Aleppo, ma «non ce la sentiamo di dire alla gente: scappate, andate via, che qualcuno vi accoglierà.

Diversi media informano della presenza di truppe russe sul terreno di guerra in Siria, fornendo appoggio all'Esercito siriano di Bashar al-Assad. Una delle fonti che afferma che soldati russi combattono assieme all'Esercito ed alle milizie governative siriane è stata rivelata di recente dal giornalista del Daily Beast ,Michael Weiss, il quale si è riferito anche ad informazioni credibili il Cremlino si sta preparando per inviare i piloti per attuare missioni di bombardamento contro l'ISIS assieme ai loro omologhi siriani. Il video riporta presumibilmente i miliziani che parlano in russo combatendo contro gli insorti del gruppo conosciuto come "Esercito di Conquista" che include il Fronte Al-Nusra, collegato con Al-Qaeda. nel bastione del regime di Assad a Latakia.

L'ex direttore della CIA, David Petraeus, ha proposto di ricorrere ai terroristi del Fronte Al-Nusra, affiliato ad Al-Qaeda, per combattere contro il gruppo dell'ISIS (Stato Islamico). Il portale informativo statunitense The Daily Beast, nella sua versione del Lunedì, citando quattro fonti degne di fede, ha pubblicato che anche l'ex comandante delle forze USA in Iraq ed Afghanistan, aveva esortato le autorità del paese nordamericano a prendere in esame la possibilità di cooperare con i " componenti moderati" di Al-Nusra per riuscire a frenare l'espansione delle forze estremiste dell'ISIS in Siria Si tratta di un riconoscimento del fatto che il piano USA per debilitare e distruggere l'ISIS non funziona. (...) "Dal punto di vista strategico è un piano disperato", ha sostenuto Christopher Harmer, l'analista del Progetto per la Sicurezza del Medio Oriente dell'Istituto di Studi di Guerra a Washington.

Nonostante quanto riportato da alcune fonti di informazioni ed in particolare da alcune testate israeliane, il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha dichiarato oggi che non bisogna dare credito alle notizie circa l'avvenuta partecipazione di armi e militari russi negli attacchi contro lo Stato Islamico in Siria. "Non bisogna dare credito a tali informazioni" ha ribadito Peskov nel commentare le informazioni circa l'avvenuta partecipazione di armi e militari russi in un bombardamento avvenuto in Siria. Lo scorso Lunedì il portale israeliano "Ynet News" aveva citato fonti diplomatiche occidentali che avevano dichiarato che risultava arrivata in Siria una forza di intervento per costituire un campo base nelle vicinanze di Damasco con la finalità di lanciare una offensiva contro i gruppi terroristi che operano in Siria.

Mossa a sorpresa (ma non troppo) della Russia che decide di intervenire direttamente nel conflitto siriano. A beneficiarne sarà soprattutto l'Iran prima ancora che il regime di Damasco. Forte preoccupazione in tutto il Medio Oriente (in particolare negli stati coinvolti nell'appoggio ai gruppi terroristi islamici). La Russia ha inviato aerei da guerra e un contingente militare in Siria, lo si apprende da fonti diplomatiche russe che confermano anche che gli aerei avranno sede permanente in una base nei dintorni di Damasco. Con questa mossa clamorosa la Russia, dopo l’Iran, entra ufficialmente nel conflitto siriano a difesa del regime di Damasco. L’obbiettivo degli aerei russi e del contingente militare dovrebbe essere offensivo e avere come target non solo lo Stato Islamico ma tutti i gruppi che combattono contro il regime siriano.