L'Esercito siriano è riuscito ad abbattere 34 cecchini dell'ISIS, i più pericolosi del gruppo terrorista takfiri che operano nel territorio siriano, tutti di nazionalità cecena. Secondo le informazioni locali in Siria, questi cecchini erano specializzati nei tiri di precisione ed avevano ricevuto un addestramento speciale (probabilmente fornito da istruttori USA) e che venivano considerati forze speciali dell'ISIS (Stato Islamico). Come riferiscono le fonti, la mattina del Lunedì, 34 cecchini ceceni avevano attraversato in forma clandestina e segreta il passaggio di frontiera di Nasib nella frontiera giordano-siriana. Dopo il suo ingresso nel territorio siriano, facilitato dall'aiuto di una sala di operazioni presente in Giordania, questi elementi si sono stabiliti in una residenza nella località di Sidon, situata nella provincia sud occidentale di Daraa, aggiungono le fonti.

di Yusuf Fernandez Pochi giorni fa, il presidente russo Vladimir Putin, ha approfittato dell'occasione di un discorso tenuto presso il Foro Economico di San Pietroburgo per enfatizzare che la posizione russa di appoggio verso la Siria non ha subito alcun tipo di cambiamento. Il momento di questa dichiarazione è stato dettato da due fattori: In primo luogo la necessità che la Russia aveva di smentire le false informazioni diffuse dai media ostili alla Siria che riferivano voci circa una possibile variazione della posizione della Russia e dell'Iran verso Damasco. Tali false voci formavano parte di una offensiva di guerra psicologica e mediatica che ha accompagnato quella militare, portata a compimento nella provincia settentrionale di Idlib da parte del Fronte al Nusra (il ramo siriano di Al Qaeda) e da altri gruppi affini e che era stata decisa dal regime turco, da quello saudita e del Qatar, come risultato del loro nervosismo nell'imminenza di un prossimo accordo nucleare davanti alle sei grandi potenze e l'Iran, che darà a quest'ultimo paese lo status di grande potenza nel Medio Oriente.

di Tony Cartalucci Nonostante il pubblico lo ignori, non sono i politici eletti ad elaborare le politiche che determinano il suo destino interno o internazionale. Sono invece i "pensatoi" finanziati dalle grandi aziende, ovvero le squadre di decisori non eletti che producono documenti cui poi si conformano le leggi fatte passare dai politici e gli argomenti ripetuti fino alla nausea dai media al servizio dei grandi interessi finanziari. Un esempio di tali documenti è stato di recente scritto dal famigerato pensatoio statunitense Brookings Institution, e si intitola: "Smembrare la Siria: verso una strategia regionalizzata per un paese confederato." (Vedi: Brookings.edu ) Questa cospirazione aperta, firmata e datata, per dividere, distruggere e poi occupare passo passo una nazione sovrana a migliaia di miglia dalle coste americane, è un triste esempio di quanto pericoloso e resiliente sia il moderno imperialismo anche nel 21° secolo.

di Gordon Duff * Fino a quando questa informazione non è stata pubblicata la scorsa settimana sul giornale Washington Post, nessuno aveva sentito parlare di questo. Iniziamo dalle tematiche che sono venute alla luce nel corso di questa ultima settimana. Il primo argomento è quello del programma di destabilizzazione della Siria congegnato dalla CIA a cui il Congresso vuole tagliare parzialmente i fondi. Sembra che la CIA abbia operato fino ad oggi con un budget di 5 milioni di dollari per fornire armi ai gruppi separatisti che combattono contro il Governo di Damasco. Ci sono molti problemi su questo argomento. per iniziare, in apparenza la politica ufficiale degli Stati Uniti è quella di appoggiare i gruppi che combattono contro lo Stato Islamico (l'ISIS). Questo avviene perchè, nel Febbraio del 2015, non esistevano ribelli anti Assad da appoggiare  che avessero un aspetto accettabile. Tutti i gruppi si erano unificati con Al Quaeda, con il Fronte Al.Nusra e con l'ISIS o avevano cessato di esistere.

L'Esercito siriano, appoggiato dai combattenti del Movimento di Resistenza del libano, Hezbollah, ha recuperato il controllo di buona parte del territorio della provincia nord di Aleppo, lo stesso dove si erano istallati i gruppi terroristi armati dall'Occidente e sostenuti da turchi e sauditi. Le forze siriane, nel corso di operazioni eseguite tra la notte di Venerdì e la mattina di questo sabato, sono riuscite a liberare varie zone del nord della provincia di Aleppo, incluse le aree vicine alla strategica piana di Bashkoy, ne ha informato l'Osservatorio siriano per i Diritti Umani (OSDH), organismo di opposizione con sede a Londra. Le forze aeree siriane hanno partecipato a queste operazioni ed hanno determinato un gran numero di morti e feriti tra le fili dei terroristi takfiri che operano in Siria con l'appoggio militare e finanziario di paesi occidentali (USA, Francia e Regno Unito) e dei loro alleati regionali (Arabia Saudita, Turchia e Qatar).

di Maurizio Blondet Un rapporto pubblicato da Haaretz riferisce che Turchia e Israele, in base a un accordo formale tra i servizi segreti turco-israeliani avvenuto circa tre mesi fa, avrebbero deciso di assassinare il presidente Bashar al-Assad durante una operazione militare congiunta di forze speciali. Secondo tale accordo, specifica Haaretz, i servizi di intelligence turchi avrebbero l’incarico di selezionare i rinnegati siriani per la formazione delle squadre operative, mentre il Mossad dovrebbe tenere corsi di formazione e fornire le attrezzature militari e tecniche affinché tale operazione possa essere messa in atto.

Ricordiamo che il giorno 15 marzo del 2011, ha ufficialmente avuto inizio la cosiddetta ‘crisi siriana’. Il 15 marzo del 2011 si e’ mossa la macchina da guerra, progettata a tavolino, per destabilizzare e polverizzare la Repubblica Araba di Siria. Una Nazione sovrana e laica guidata dal Presidente Bashar Al Assad, evidentemente scomoda per chi voleva e vuole tutt’oggi, impossessarsi di un territorio la cui conquista è più che mai strategica per il controllo dell’intero Medio Oriente. A distanza di più di quattro anni, il Fronte Europeo per la Siria, organizzazione che sin dall’inizio della crisi ha voluto diffondere la verità su quella che dai media è stata definita una guerra civile, e la Comunità siriana in Italia hanno indetto una manifestazione per il giorno 18 giugno a Piazza Montecitorio, per ribadire ancora una volta che quella che colpisce la Siria non è una manifestazione di popolo contro un regime autoritario, non è una rivolta di piazza per la richiesta di un governo più democratico; ma è ben altro.

L'Esercito siriano infligge una dura sconfitta al gruppo terrorista di Al Nusra, patrocinato da USA, Israele e Arabia Saudita. Lasciati sul campo i corpi di 270 miliziani terroristi uccisi. Le operazioni militari nella provincia di Suweida hanno lasciato un bilancio di 270 terroristi uccisi e varie decine di più feriti,  a seguito  dei combattimenti svoltisi lo scorso Lunedì vicino alla base di Thalet, dove è stato respinto con successo un altro attacco dei gruppi dei mercenari takfiri armati da USA, Israele, Arabia Saudita e Turchia. "L'Esercito siriano, con l'aiuto delle Forze di Difesa Nazionale, ha respinto i tentativi dei terroristi di Al-Nusra di prendere possesso della base aerea strategica di Thalet, nella provinci adi Suweida", lo ha dichiarato un comunicato emesso dall'Esercito siriano.

Gli Stati Uniti ed i loro alleati europei e regionali hanno iniziato il 23 di Settembre del 2014 i loro attacchi aerei in Siria dietro il vecchio pretesto di combattere contro il terrorismo, tuttavia queste operazioni sono dirette  in realtà contro i civili e le infrastrutture del paese. L'informativa ricorda anche che in un attacco aereo delle forze straniere contro una località in Aleppo (nordest), accaduto alla fine del trascorso mese di Aprile, sono morti almeno 64 civili. di questa cifra, 3 bambini (16 bimbi e 15 bambine) erano minori di 16 anni, 19 donne maggiori di 18, 13 uomini maggiori di 18 anni ed una giovane di 18 anni di età. Almeno 50 civili hanno perso la vita alla fine dello scorso mese di Dicembre nel corso di n attacco aereo della denominata coalizione anti ISIS nel nord della Siria.

Il programma segreto della CIA in Siria per rovesciare il Governo del Presidente Bashar al-Assad rappresenta un costo annuale di circa mille milioni di dollari per gli USA, come segnalato dal "Washington Post". In una informativa pubblicata questo Sabato, basata su documenti rivelati attraverso l'ex contrattista dell'Agenzia di Sicurezza Nazionale degli USA (NSA), Edward Snowden, il giornale statunitense ha segnalato che questa cifra rappresenta una decima quinta parte del budget totale della CIA. (Agenzia Centrale di Intelligence). Il giornale aggiunge che la CIA ha fatto addestrare ed equipaggiare circa 10.000 militanti armati in Siria nel corso degli ultimi anni., cosa che significa che l'Agenzia sta spendendo approssimativamente 100.000 Us. $ all'anno per ciascuno degli elementi terroristi coinvolti nel suo programma.