La giornalista australiana della "News Corp", Sharri Markson, nel corso di una visita guidata in un ospedale israeliano , nel "Ziv Medical Center" a Zefat (nord di Israele), ha potuto verificare che vi erano ricoverati in quella struttura circa 500 miliziani del gruppo Al Nusra che le autorità israeliane avevano ricoverato per assistenza medica. Nel corso di un viaggio organizzato dalla Australia/Israel and Jewish Affairs Council (AIJAC), in cui erano stati invitati diversi medici internazionali, la Markson ha potuto constatare, attraverso la raccolta di testimonianze dei pazienti, che questi appartenevano tutti all'ortganizzazjone terrorista di Al Nusra.

di Elisa Pinna ROMA – “Temo che il terrorismo islamico colpirà ancora l’Europa, non si fermerà solo a Parigi. Noi siriani conosciamo bene la sua pericolosità”. A parlare, in un’intervista all’ANSA, è Diana Jabbour, responsabile della produzione televisiva e cinematografica in Siria, che domani a Montecitorio parteciperà ad una conferenza organizzata dalla “Federazione Assadakah Italia – Centro Italo Arabo e del Mediterraneo Onlus” e dal “Coordinamento Nazionale per la pace in Siria” e presenterà una richiesta molto precisa ad un gruppo di parlamentari italiani. “Occorre che Italia e Siria ripristino i rapporti diplomatici, senza pregiudizi. E’ stato un errore averli interrotti, perché la mancanza di informazioni sull’altro non aiuta la causa della giustizia e della pace”.

Le forze aeree della Russia hanno attaccato gli obiettivi dei gruppi terroristi ed in due giorni sono stati colpiti 472 obiettivi solo nelle province di Aleppo, Damasco, Idlib, Latakia, Hama, Homs, Raqa'i e Deir ez Zor, come ha riferito questo lunedì, il portavoce del Ministero russo della difesa, il generale Ígor Konashénkov. Konashenkov ha riferito che nel corso degli ultimi due giorni l'aeronautica russa aveva rilevato ulteriori obiettivi terroristici attivi ed ha effettuato 141 missioni di combattimento' in cui venivano bombardati diversi obiettivi dei terroristi che operano in Siria, secondo RIA Novosti.

Avevano predetto soltanto da un paio di settimane, che la Russia avrebbe incrementato considerevolmente il ritmo della sua campagna nelle operazioni anti Daesh. Questo è avvenuto. In primo luogo, la Russia ha utilizzato tutti i suoi più poderosi bombardieri di lungo raggio (Te-22M3, TU-95MC e incluso il TU-160) bombardando gli obiettivi dello Stato Islamico con missili di crociera e bombe di gravità. In questo video si vedono gli effetti:  Vedi: You Tube.com/Watch In secondo luogo, la Russia ha annunciato di  aver  distaccato altri 25 bombardieri nella loro totalità assegnati alla campagna anti ISIS.  In terzo luogo, l'esercito russo ha annunciato che altri 37 aerei saranno inviati per rinforzare il contingente russo in Siria (includendo i più avanzati aerei dell'inventario russo, il SU-34).

Secondo il Wall Street Journal la Russia avrebbe inviato in Siria, nel corso di queste ultime settimane, reparti delle sue forze speciali che sarebbero già nel paese arabo. In particolare il giornale sttunitense, citando una fonte militare USA, afferma che la funzione di tali forze dovrebbero essere quella di coordinarsi con gli attacchi aerei dell'aviazione russa e le forze dell'esercito siriano che operano sul territorio Le forze speciali russe non dovrebbero di regola prendere parte ai combattimenti, salvo speciali missioni che siano necessarie per neutralizzare obiettivi particolari o l'eliminazione di alcuni dei capi dei gruppi terroristi che Mosca ritiene necessaria , quando questa sia difficile da realizzare con le sole forze aeree.

Incalzati dai bombardamenti e dall'offensiva russo siriana, per salvarsi la pelle, alcune centinaia di miliziani jihadisti europei, che combattevono nelle file dello Stato Islamico, vista la mala parata si avviano a ritornare nei loro paesi d'origine. Secondo le informazioni dei servizi di intelligence e in base anche a quanto pubblicato dall'agenzia Associated Press, circa 250 terroristi sono già rientrati in Francia, altri 350 verso il Regno Unito, si parla di 250 circa oin Germania, 130 in Belgio e un totale di 125 in Svezia, il resto dei terroristi sono sparsi in altre localtà del continente.

by  Finian  Cunningham Non è ancora finita. Tuttavia, dopo sei settimane che la Federazione Russa ed il suo presidente Vladimir Putin hanno  preso la valorosa e degna decisione di intervenire militarmente in Siria, il risultato si sta già  dimostrando una sorprendente vittoria. Con il potere dell'aria  i russi stanno annientando le centinaia di obiettivi del terrore appoggiato dall'estero, mentre l'Esercito siriano è riuscito a far retrocedere decisamente il nemico.

L'aviazione russa ha distrutto Venerdì scorso, nella provincia siriana di Deir Ezzor, una carovana di camions cisterna con combustibile che appartenevano all'organizzazione dello Stato Islamico, come ha informato il Ministro della Difesa. Il convoglio si dirigeva verso l'Iraq, dove presumibilmente si raffina il crudo che viene venduto sul mercato nero come uno dei principali canali di finanziamento, ha indicato il portavoce della Difesa, Igor Konashenkov. L'ufficiale ha commentato che i camions cisterna trasportavano il crudo estratto dai giacimenti controllati dai terroristi in Siria verso le raffinerie ubicate nel territorio iracheno, secondo le informazioni di intelligence ottenute dalle forze aereospaziali russe.

  di  Mike Whitney L'Esercito siriano ha ottenuto la sua maggiore vittoria in questi 4 anni di conflitto lo scorso Martedì, con la conquista della base aerea strategica di Kuweires (Aleppo) nel nord della Siria. Centinaia di miliziani jihadisti dell'ISIS sono stati uccisi negli intensi combattimenti mentre altre centinaia di miliziani sono stati visti fuggire all' est verso al-Raqqa. La vittoria è stata annunciata poche ore dopo che il primo ministro turco Ahmet Davutoğlu aveva detto, nel corso di una intervista alla Christiane Amanpour della CNN, che la Turchia sarebbe disposta ad invadere la Siria sempre e quando Washington abbia accolto la richiesta di fornire appoggio aereo e creare una zona di sicurezza nella frontiera tra Siria e Turchia e rimuovere il presidente siriano Bashar al-Assad.

Le forze dell'esercito siriano hanno rotto questo martedì un assedio imposto da due anni dal gruppo terrorista dell'ISIS ad una base militare nella provincia nord di Aleppo. Le unità dell'esercito siriano hanno sfondato lo sbarramento terrorista e sono confluite sulla base congiungendosi con i reparti che difendevano la base aerea di Kuweires e che erano bloccati al suo interno, tale come precisa l'agenzia di informazione siriana SANA, che inoltre aggiunge che le forze siriane hanno sparato in aria per festeggiare la liberazione della base.