In questi giorni, di fronte all'intervento russo in Siria che sta colpendo decisamente i centri vitali dei gruppi dei terroristi takfiri che infestano il paese, la reazione del governo USA e dei suoi alleati è quella di chiedere a Mosca di sospendere i suoi attacchi che vengono tacciati di un possibile effetto di "aggravamento" della situazione nel paese e si accusa Mosca di colpire, oltre all'ISIS, gli "oppositori" del regime di Al-Assad. A queste accuse, che vengono rilanciate anche da Londra, da Parigi e da Ankara, le capitali dei paesi che fanno parte della coalizione anti terrorismo che, per un anno e più, in Siria ed in Iraq, ha segnato il passo senza avere alcun effetto contro i terroristi, si aggiunge il coro dell'apparato mediatico occidentale che in questi anni ha deformato e manipolato le notizie sulla Siria ed ancora oggi prosegue nell'opera di propaganda e disinformazione.

Le unità navali russe che incrociano nel Mar Caspio hanno lanciato 26 missili tipo Pershing contro 11 obiettivi dello Stato Islamico in Siria. L'informazione è stata confermata dal ministro della Difesa russo, Sergey Shoigu. Si tratta di un attacco senza precedenti per le unità russe, visto...

Il Presidente Vladimir Putin ha annunciato che pretende di mettere in moto una missione speciale per recuperare il controllo della città di Al-Raqqa, nel nord della Siria. Nel contesto di questo piano, Mosca intende schierare 150.000 truppe per la riconquista di tale città , il feudo del gruppo terrorista dell'ISIS (Stato Islamico), lo ha rivelato questa Domenica il giornale The Daily Star. Citando una fonte anonima , The Daily Star spiega che " è molto chiaro che la Russia vuole ripulire il nord del paese (Siria) , tenendo sotto controllo Al-Raqqa ed le sue risorse del petrolio e gas intorno alla città di Palmira", nella provincia di Homs. La fonte aggiunge che, per raggiungere questo obiettivo, sarebbe vitale espellere l'ISIS da Al-Raqqa, quella che viene considerata come la capitale (di fatto) della banda dei Takfiri.

di  G. Cirillo La Russia ha quindi deciso di intervenire in Siria, sia con uomini sul campo, sia con supporto logistico all’esercito del regime di Assad ma soprattutto con una vasta operazione di bombardamenti aerei. Al suo fianco, oltre agli uomini di Assad, ci sarebbero le milizie sciite degli Hezbollah libanesi e gli iraniani. Dal punto di vista strategico è molto interessante l’intervento diretto di una potenza nucleare sul campo, perché immobilizza gli altri protagonisti, ad eccezioni delle milizie ribelli. Attualmente il trend è molto positivo per i russi, il fronte delle forze ribelli si sta indebolendo grazie ai bombardamenti, l’opinione pubblica, anche occidentale, vede in gran parte come positivo l’intervento russo contro il Califfato, all’opposto gli USA sembrano sempre più deboli, incapaci di un intervento risolutivo, inoltre facendo vittime tra medici e civili in Afghanistan perdono ogni possibilità di critica per le vittime civili dei raid russi. Ora vogliamo elencare alcuni scenari di come la situazione potrebbe evolversi nei prossimi mesi o anni:

Una "singolare" dichiarazione è stata fatta ieri dal primo ministro francese, Manuel Valls, il quale ha richiesto ufficialmente  alla Russia di bombardare soltanto l'ISIS e di lasciare in pace i "ribelli moderati" Il primo ministro Valls ha insistito nel dire che i "ribelli moderati" non devono essere obiettivo delle offensive aeree dei russi in Siria. Come ormai noto molti dei denominati "ribelli moderati", al loro arrivo nel territorio siriano, sono stati catturati ed hanno consegnato le loro armi ai gruppi terroristi, mentre altri, in precedenza, erano volontariamente passati nelle file dell'ISIS e del Fronte Al Nusra (una delle principali orgnizzazione terroriste). Nonostante questo, il ministro Valls ha voluto esigere da Mosca che siano lanciati i bombardamenti esclusivamente contro lo Stato Islamico e che l'aviazione russa eviti  di concentrare la mira sugli altri gruppi terroristi come il Fronte Al-Nusra, affiliato di Al Qaeda e protetto dall'Occidente, oltre che dai turchi e da Israele.

Secondo quanto comunicato dal direttore Principale delle Operazioni di Stato Maggiore delle Forze Armate della Russia, il colonello generale Andréi Kartapólov, l'intelligence informa che i militanti dello Stato Islamico stanno frettolosamente abbandonando le zone sotto il loro controllo". "Nelle loro fila è subentrato il panico e si verificano diserzioni in massa.. Cica 600 mercenari hanno abbandonato le loro posizioni e cercano di fuggire verso l'Europa, ha riferito il generale nel corso di una conferenza stampa nel Centro Nazionale di Difesa, secondo Ria Novosti.

Fonti siriane hanno riferito, questo Sabato, che si sta verificando una ritirata accelerata di cui sono protagonisti i miliziani jihadisti, mercenari arruolati dai sauditi e dagli USA, che abbandonano le posizioni che detenevano ad Idlib (nord della Siria) e si dirigono verso il confine turco da dove erano venuti. Dall'inizio delle operazioni russe in Siria, l'aviazione russa ha portato a compimentio più di 18 bombardamenti in diverse province del territorio arabo e tra queste, Al Raqa (ad est) considerata la capitale dello Stato Islamico, Aleppo (nord), Hama (centro) e ad Idlib, dove ha distrutto i campi di addestramento e le installazioni militari dei gruppi terorristi come l'ISIS ed al-Nusra. Gli aerei d'assalto Su-25 hanno colpito un accampamento dei terroristi dell'ISIS nella zona di Maaret al Nuuman, nella provincia di Idlib, distruggendo completamente i bunker, i depositi di armi e il combustibile, come ha indicato il portavoce del Ministero russo della Difesa, il generale maggiore Ígor Konashénkov.

La Cina ha avvisato che intende unirsi alla campagna militare russa in Siria contro i gruppi terroristi tramite l'invio dei suoi aerei cacciabombardieri mod. Shenyang J-15 che si presume saranno imbarcati sulla portaerei Liaoning che avrebbe già attraccato in un porto siriano. Il ministro degli esteri cinese Wang Yi, nel corso del suo intervento alle Nazioni Unite, al Consiglio di Sicurezza di cui la Cina è un membro permanente,  ha dichiarato che : "l mondo non può tenersi al margine di questa crisi rimanendo con le braccia incrociate".

di Diana Rojas Gli Stati Uniti hanno lasciato intendere chiaramente il loro appoggio ai gruppi armati siriani  già nell'inizio della campagna militare russa. Con l'inizio dei bombardamenti dell'aviazione militare russa in Siria, gli Stati Uniti hanno drammaticamente incrementato la loro retorica contro gli attacchi della Russia e di chiunque non prenda parte alla loro "coaloizione" contro lo Stato Islamico in Siria ed hanno anche affermato che "la campagna militare russa è destinata al fallimento". Questa affermazione esprime chiaramente l'irritazione degli USA ed il loro timore che la loro fallita campagna contro l'ISIS sia messa in dubbio nell'ottenere i russi un successo lì dove il governo statunitense ha totalmente fallito.

Gli aerei da guerra russi hanno portato a compimento anche oggi una nuova ondata di attacchi aerei in Siria su circa 30 obiettivi da distruggere delle milizie jihadiste dell'ISIS, di Al Nusra e degli altri gruppi. Molti degli attacchi si stanno effettuando nell'area nord del paese, incluse le località di Yisr al Shugur e Kafr Nabl, dove esiste una concentrazione dei gruppi terroristi. La televisione libanese ha segnalato che decine di componenti del Fronte al-Nussra, collegato ad al Qaeda, sono risultati morti o feriti in questi attacchi su Yisr al Shugur.