Così il Ministro della difesa russo ha commentato la dichiarazione del suo omologo francese sulle azioni dell’aeronautica russa in Siria, che sembra "non convincano” Parigi che la lotta contro gli islamisti sia una priorità per la Federazione Russa. "La dichiarazione del Ministro della Difesa francese (Jean-Yves Le Drian) che le azioni dell'aeronautica russa in Siria non convincono Parigi che la lotta contro gli islamisti è la nostra priorità, provoca sconcerto", ha detto Konashenkov.

Dopo la caduta di Selma, l'ultima città nel nord della Siria passata sotto il controllo dell'Esercito siriano, i terroristi hanno subito un crollo e l'Esercito siriano, assieme alle forze di Difesa Nazionale hanno conquistato più posizioni nel nordest della provincia di Latiaka, vicino alla città liberata di Selma. "I gruppi di miliziani hanno ritirato le loro forze dalla località di Sheij Jalil davanti all'avanzata delle Forze di Difesa Nazionale", ha segnalato un comunicato dell'Esercito. "I gruppi armati hanno sofferto un'alta percentuale di morti e di feriti e si sono ritirati con il resto delle loro forze con il fine di evitare maggiori perdite".

In un suo recente articolo pubblicato dal London Review of Books, il premio Pulitzer Seymour Hersh ha ampiamente analizzato la guerra in Siria, dal suo inizio fino ai giorni nostri: oramai cinque anni di guerra per procura, voluta dalle monarchie del Golfo Persico e dagli ambienti Neocon dell’apparato politico militare statunitense. E’ una guerra infame e disumana, spacciata per rivoluzione popolare spontanea contro il tiranno di turno ma preparata con largo anticipo anni fa, come ammesso dal generale Wesley Clark già nel 2007 quando enunciò la tristemente famosa lista delle 7 nazioni da abbattere in 5 anni: Iraq, Libya, Syria, Lebanon, Somalia, Sudan and Iran.

di Salvo Ardizzone Sulla stampa internazionale ha grande risalto la notizia che a Zabadani e Madaya, due città del sud della Siria nei pressi del confine libanese, la popolazione sia allo stremo a causa dall’assedio posto dalle forze siriane ai due centri occupati dai “ribelli”, imputando alla Resistenza la grave crisi umanitaria e la mancanza di cibo che affligge i civili. Ciò che quelle testate non dicono è che per mesi sono stati inviati convogli con derrate alimentari e farmaci per le necessità delle popolazioni sotto assedio, il cui contenuto è stato sistematicamente confiscato dalle bande di terroristi, per essere venduto al mercato nero o semplicemente ammonticchiato nei loro depositi.

By Finian Cunningham Come i siriani si riuniscono nella loro capitale, a Damasco, per celebrare la fine dell'anno, c'è una sensazione diffusa che il nuovo anno porterà una misura di pace e questa sarà la prima volta che si avverte tale speranza dopo cinque anni di guerra nel paese. L'intervento militare russo a fine settembre, per aiutare il suo antico alleato arabo, è stato l'avvenimento fondamentale di quest'anno. Dopo tre mesi di operazioni aeree delle forze russe a sostegno dell'Esercito Arabo siriano contro un insieme di gruppi mercenari jihadisti appoggiati dall'estero, si ha una sensazione inequivocabile che si sia "rotta la colonna vertebrale" dei terroristi come ha affermato il presidente Vladimir Putin di recente.

Damasco - Il capo e diversi responsabili di uno dei più importanti gruppi armati jihadisti, sono stati uccisi in un raid aereo dell'aviazione russo /siriana che ha colpito  il centro di comando del gruppo wahabí, "Jaish al Islam", nella località di Granja de Otaba, nel Guta Oriental e ad est della capitale siriana. L'aviazione militare di Mosca ha bombardato le postazioni dei terroristi takfiri, nei sobborghi di Damasco, uccidendo il loro comandante nonche' fondatore, il 44 enne Zahran Alloush, uno dei più importanti leaders dei gruppi che combattono il govrno di Damasco. Nell'attacco sono rimasti uccisi anche alcuni dei suoi uomini, quando i razzi russi hanno centrato il luogo dove erano tutti riuniti. Il denominato "Jaish al Islam" (Esercito dell'Islam), un gruppo di ispirazione salafita ed estremista, sovvenzionato  totalmente dall'Arabia Saudita, che controlla ancora una parte del Ghuta orientale.

Arrivano le "confessioni" dei terroristi pentiti che rivelano dove sono stati addestrati e chi ha fornito loro le armi: questo il caso di Abdurrahman Abdulhadi, di 20 anni, detenuto dalle Unità di Protezione del popolo Curdo (YPG) nella regione di Al-Hol, nella provincia nord orientale della Siria di Al-Hasaka. "Nell'agosto del 2014, ho ricevuto addestramento militare ad Adana (città della Turchia sud) sotto la supervisione di un comandante del Daesh (Stato Islamico)", ha dichiarato l'ex terorrista.

Il presidente siriano, Bashar al Assad, ha visitato l'antica cattedrale cristiana di Notre Dame, ubicata nel quartiere di Abassyn, a Damasco, nella zona est della capitale, come hanno riportato l'altro giorno i giornali siriani. Nelle foto pubblicate, il mandatario siriano (descritto come "tiranno sanguinario" dai media occidentali) accompagnato dalla sua sposa, Asma Assad, dialoga con i componenti del coro di Farah-Alegria in arabo- que stava facendo le prove per i festeggiamenti crisitani per le prossime feste natalizie.

Konashenkov: Le accuse  contro la Russia per coprire tragedie ad Aleppo, Kunduz, Falluja Mosca, 23 dic. (askanews) - Il portavoce del Ministero russo ha smentito categoricamente  le pesanti  accuse diffuse da Amnesty International circa le vittime civili provocate dai raid russi in Siria e ha puntato  il dito contro gli Usa che strumentalizzerebbero le Ong (come Amnesty International) per deviare l'attenzione dagli "errori"  (crimini) commessi dai contingenti statunitensi in Iraq, Siria e Afghanistan. " Sono tutte Falsità" ha dichiarato  il ministero della Difesa russo,  attraverso il suo portavoce Igor Konashenov. "Trattasi di manipolazioni dei nostri colleghi Usa che buttano fango addosso agli altri, per distrarre l'opinione pubblica mondiale dalle tragedie che hanno causato morti e sofferenze di civili ad Aleppo, Kunduz, Falluja e in altre città", ha detto Konashenkov alla stampa, compresa l'agenzia askanews, che chiedeva un commento sulle accuse lanciate da Amnesty per presunti 200 morti civili dall'inizio dei raid russi.

"Gli aerei russi e siriani hanno portato a termine missioni di combattimento in forma separata ma in alcuni casi hanno realizzato operaziono congiunte contro le posizioni dei gruppi terroristi nella provincia di Homs", nel centro della Sira, in particolare nella zona della città di Mahin, ha informato l'Esercito. "I bombardieri russi hanno attaccato i centri dell'ISIS vicino l'antica città di Palmira, Quariatain e Mahin, più di 20 volte infligendo grandi  danni alle  postazioni dei miliziani jihadisti", ha segnalato l'Esercito.