Le armi ed il denaro di provenienza USA erano destinati agli jihadisti in Siria Gregory Copley, analista del portale "Defence & Foreign Affairs",  riferisce quale era l'obiettivo delle forniture degli USA in Siria ed il ruolo che svolge la Turchia in questo conflitto. Vari analisti dell'Intelligence statunitense sono stati estromessi per aver questi segnalato che il programma del Pentagono di addestrare gruppi di miliziani jihadisti "moderati", con uno stanziamento di parecchi milioni di dollari (500 milioni di US. Dollari) era un programma destinato al fallimento, lo comunica Gregory Copley, analista del portale Defence & Foreign Affairs, nel corso di una intervista alla rete RT.

Mentre la stampa occidentale diffonde la nuova menzogna circa il presidente siriano Bashar Al-Assad, relativa ad una presunta sconfessione da parte di esponenti religiosi della comunità alawita (quella a cui appartiene Assad ) , Il presidente del Parlamento siriano , Mohamad Yihad al-Laham, ha affermato che "la falsità della lotta della coalizione statunitense contro il terrorismo  si è potuta constatare dopo i recenti successi delle truppe dell'Esercito siriano, appoggiate dall' Irán e dalla Russia". Nelle dichiarazioni fatte, nel corso della riunione tenutasi a Damasco con una delegazione parlamentare iraniana, sotto la direzione del Presidente della Commissione dei Consiglio dell'Interno del Parlamanto persiano, Amir Joyaste, il titolare siriano ha affermato che i successi delle forze armate siriane hanno debilitato le capacità del Daesh ed hanno spianato il terreno per ripulire tutta la geografia della Siria della presenza del terrorismo takfiri.

Il Canale 2 della televisióne israeliana ha segnalato che le autorità israeliane hanno prestato assistenza a più di 2.100 terroristi feriti che appartengono a distinti gruppi , includendo il Fronte al Nusra (il ramo di Al Qaida en Siria). I media israeliani hanno rivelato che lo Stato di Israele sta prestando assistenza nei suoi ospedali ai terroristi jihadisti feriti con la finalità di curarli e permettere loro di tornare a combattere contro le forze dell'esercito siriano. Gli stessi media israeliani hanno indicato che le ambulanze, che prelevano i terroristi e feriti e trasferiscono questi negli ospedali, svolgono questo servizio con discrezione per evitare le proteste e gli attacchi (già verificatisi in passato) da parte della popolazione del Golan occupato che non vedono di buon occhio questo aiuto che Israele presta ai terorristi.

 By Redazione - 31.03.2016. -   Gli ultimi eventi in Siria sono coincisi con la scomparsa della milizia che rispondeva agli ordini dell’Opposizione “moderata”. Sponsorizzato e armato con centinaia di milioni di dollari dai governi occidentali e dalle monarchie arabe, l’Els non è mai stato protagonista. A combattere contro l’esercito governativo erano e sono solo le tante organizzazioni jihadiste - – Nella rapida catena di eventi che riguardano la Siria, tra gli slogan, le ostentazioni e l’esibizionismo di varia natura, i media e gli intellettuali che parlano a nome dell’opposizione siriana non sono riusciti a spiegare all’opinione pubblica la conseguenza più significativa e importante della tregua entrata in vigore qualche settimana fa: ovvero, il totale ritiro dell’Els (Esercito libero siriano) dalla guerra contro il regime.

di  Yusuf Fernandez La sconfitta dell'ISIS a Palmira ha presupposto una dura batosta per l'ISIS, tuttavia questa vale anche per tutti quelli che avevano scommesso sulla vittoria di questo gruppo terrorista per implementare i propri piani in Siria che tendono a smembrare e controllare detto paese. Le successive vittorie dell'esercito siriano hanno portato l'ISIS ad una posizione di estrema debolezza ed all'incertezza se l'annientamento definitivo si trova in vista entro pochi mesi, tanto in Siria come in Iraq. Il 27 di Marzo è, quindi un capitolo glorioso della storia della Siria e dell'obbrobrio e della sconfitta per i suoi nemici. La Turchia è il paese più pregiudicato dalla sconfitta. Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, si dimostra teso e nervoso davanti alle cattive notizie circa la sconfitta dei suoi alleati dell'ISIS ed ha affermato, in vari viaggi all'estero, che i negoziati di Ginevra sono "inutili" mentre la Russia continua ad aiutare l'Esercito siriano.

Perchè sono rimasti muti Obama e Cameron dopo la peggiore sconfitta subita dallo Stato Islamico a Palmira? Se lo chiedono "The Independent" e molti cittadini britannici. Con l'appoggio dell'aviazione russa, l'Esercito siriano è riuscito a riprendere il controllo della città di Palmira, una dura sconfitta per lo Stato Islamico (ISIS) su cui non si sono pronunciati i leaders degli Stati Uniti e del Regno Unito, lo scrive "The Independent". "Lo Stato Islamico ha appena sunbito la sua peggiore sconfitta in più di due anni, tuttavia nè il presidente degli USA Obama, nè il primo ministro del Regno Unito Davis Cameron, hanno detto una sola parola su questo avvenimento", scrive Robert Fisk, corrispondente del giornale britannico "The Independent".

Por Juan Manuel de Prada Ripugna oltre modo il cicaleccio che le colonie del putridume europeo hanno tenuto e mantengono per evitare il passaggio nei loro territori di quelli che sono denominati, in modo equivoco, “rifugiati siriani” . Tuttavia questo non è nient'altro che un anello nella catena dei crimini che inizia quando George W. Bush dichiara la Siria parte di quel demenziale “asse del male” (inventato dalla propaganda USA), quando prosegue con le primavere arabe e i tentativi di sobillare la Siria in diversi conflitti (a volte mediante l'aggressione sul Libano), quando ottiene il culmine della sua crisi con la pretesa degli USA di lanciar una operazione militare contro Assad (frenata dalla Russia) ed esonda definitivamente con l'apparizione della marionetta del mondialismo, denomonata "Daesh" o Stato Islamico, che ha iniziato a disintegrarsi soltanto quando è apparso l'intervento militare russo.

La conquista di Palmira segna una tappa fondamentale nella lotta contro lo Stato Islamico (Daesh in arabo) e gli altri gruppi jihadisti sostenuti dallestero che hanno seminato morte e distruzione in Siria. Già dalla giornata di Venerdì le unità dell'Esercito siriano avevano preso il controllo della Cittadella di Tadmur che domina le rovine archeologiche di Palmira e che risultava occupata dalel milizie takfire dell'ISIS fin dal Maggio del 2015. Una fonte militare dell'Esercito siriano ha confermato che le  forze siriane, assieme a quelle della Difesa Nazionale, hanno riconquistato l'antica cittadella dopo aver inflitto dure perdite ai miliziani dell'ISIS. Nello stesso momento si sono verificati forti combattimenti all'interno della zona dell' Hotel Seminaris, a sud di Palmira, nel corso dei quali le unità dell'Esercito siriano, assieme alle formazioni degli Hezbollah,  hanno ucciso decine di miliziani dell'ISIS e sventato un contrattacco realizzato con due autobomba che sono state fatte esplodere prima di arrivare ai loro obiettivi.

" Abbiamo preso la montagna di Ihyal e questi ci ha permesso di controllare tanto il triangolo di Palmira come tutte le altre colline che dominano la città. Questo significa che, in pratica, Palmira è caduta". Questo Giovedì, un equipe della RT ha accompagnato le unità dell'Esercito della Siria mentre si avvicnavano a Palmira. Questa registrazione esclusiva mostra le forze governative nel corso della loro avanzata e come prendono il controllo delle colline del sud est della città siriana. Nelle immagini si possoni apprezzare tanto i soldati siriani come il movimenti di vari carri armati e veicoli blindati dell'Esercito.

Mentre in Occidente ci si è preoccupati per le azioni criminali messe in pratica dal gruppo terrorista dell'ISIS (Daesh in arabo), il regime israeliano  dichiara di preferire la presenza del Daesh in Siria che non la permanenza al potere del presidente siriano Bashar al-Assad. In un articolo pubblicato il Giovedì, il giornale statunitense "The Wall Street Journal"  ha indicato che, per le autorità israeliane, la priorità numero uno è quella di "impedire il sorgere dell'Iran come una potenza regionale dopo l'accordo sul nucleare dell'anno scorso" e vedere il rovesciamento del regime siriano del presidente Bashar al-Assad, alleato numero uno  di Teheran. "Se dovessimo scegliere tra l'ISIS ed Al-Assad, avremmo scelto di sicuro lISIS. Questo gruppo dispone soltanto di camions e mitragliatori, mentre Al.-Assad rappresenta una arco strategico che va da Teheran fino a Beirut", segnala Michael Oren, legislatore del regime israeliano ed ex ambasciatore di questo regime negli USA, secondo quanto citato dal media statunitense.