Il capo delle spie del denominato Esercito Libero Siriano (ELS), i "ribelli moderati" in Siria, ha rivelato che la CIA ignorò totalmente le informazioni che i suoi agenti fornirono circa il gruppo terrorista dell'ISIS (Daesh in arabo) nel 2013 quando il gruppo si costituì. Nel corso di una intervista esclusiva pubblicata il Martedì dal giornale Le Monde, l'agente incaricato dell'ELS,  con il nome chiave di "M", ha detto di aver inviato "informazioni molto dettagliate" circa il Daesh all'Agenzia Centrale di Intelligence (CIA) degli USA, che avrebbero potuto aiutare allora  a smantellare la banda che si era appena costituita. Le informazioni facilitate, secondo "M", includevano le coordinate da GPS, le mappe, foto e numeri di telefono en incluso gli indirizzi di IP.

di Luciano Lago Mentre si regge faticosamente una tregua parziale delle armi in Siria, nelle zone già controllate dai gruppi terroristi di Al Nusra e dell'ISIS si registra la rotta di molte formazioni di miliziani, decimate dalle numerose perdite di queste ultime settimane (si parla di alcune migliaia di morti) e dalle frequenti diserzioni di miliziani che sono in fuga verso la Turchia, prima che vengano definitivamente chiusi i passaggi del confine turco-siriano. Nonostante i ripetuti tentativi della Turchia di inviare altre forze ed altri rifornimenti di armi e munizioni ai miliziani jihadisti, la situazione sul campo è nettamente a favore dell'Esercito siriano e delle formazioni di Hezbollah, appoggiate anche da consiglieri iraniani e con il sostegno determinante dell'aviazione russa.

Rivolta della popolazione nella città di Raqqa, nel nord della Siria, che si trova ancora sotto il controllo dei gruppi terroristi dell'ISIS e che veniva  considerata la capitale dello Stato Islamico. In alcuni quartieri di Raqqa sono iniziate manifestazioni spontanee a sostegno dell'esercito di Assad, che in seguito si sono trasformate in violenti scontri con i terroristi islamici. Secondo le testimonianze, i manifestanti sono riusciti ad uccidere un gran numero di jihadisti. I cittadini della città di Raqqa, l'auto-proclamata "capitale" del Daesh (ISIS) si sono ribellati contro i fondamentalisti ed hanno issato le bandiere della Siria in alcuni quartieri, segnala "Sputnik" riferendosi alle testimonianze del posto. Secondo le testimonianze, le bandiere siriane sono apparse sugli edifici di 5 quartieri di Raqqa. Dopodichè i cittadini sono scesi in massa nelle strade scandendo slogan a sostegno dell'esercito siriano, riporta "Sputnik".

di Finian Cunningham I politici occidentali, i media e il regime turco ne sono pieni. L’ultima ondata di profughi al confine turco-siriano sono, ci dicono, civili terrorizzati che fuggono dagli attacchi aerei russi. Nessun dubbio che i civili in questa guerra siano presi in mezzo, ma molti di quelli ritratti come rifugiati in fuga da Aleppo, città al nord della Siria, sono in realtà miliziani in ritirata, che si arrendono a causa del successo militare russo e siriano nella repressione della loro insurrezione. Come al solito distorcendo la realtà, i media occidentali sono lo strumento di una classica operazione di guerra psicologica per il modo in cui raccontano l’ultima fase di quella che in effetti è una guerra di aggressione da parte di potenze straniere alla Siria.

di Luciano Lago Il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, nel corso di una conferenza stampa in Kuwait, ha espresso "preoccupazione" per la forte concentrazione di forze aeree e navali ed unita' terrestri che la Russia ha concentrato nelle sue basi in Siria e nel Mediterraneo orientale. Lo stesso segretario Stoltenberg ha espresso l'augurio che la tregua concordata in Siria rappresenti un "progresso importante"  per ottenere una uscita pacifica dalla crisi che sta devastando il paese arabo, nonostante le violazioni della tregua che sono state registrate in Siria dopo l'accordo per il cessate il fuoco. Stoltenberg parla come se la NATO non avesse alcuna responsabilità' nella crisi siriana che è' stata provocata dal l'invio in Siria di un esercito di mercenari jihadisti di varie nazionalità' patrocinati, armati e finanziati dai paesi della stessa coalizione a guida USA che oggi afferma di voler combattere il mostro dell'ISIS, cresciuto a dismisura grazie agli appoggi ricevuti da paesi come Arabia Saudita, Qatar e Turchia.

La situazione in Siria si complica; l'avanzata delle milizie curde non soltanto spinge la Turchia a sprofondare di più in un conflitto che potrebbe portare ad uno scontro con la Russia, ma colloca in una situazione di potenziale perdente il principale alleato di Ankara: Washington. L'appoggio che le forze aeree russe stanno fornendo ai curdi in Siria rivela un nuovo punto di confronto della Turchia in Siria, lo segnala Joseph V. Micallef, analista del Huffington Post. Secondo Micallef, nell'appoggiare le forze governative (Esercito siriano) ed i curdi siriani, la Russia ha cambiato l'equilibrio delle forze sul campo di battaglia di questo paese del Medio Oriente. Le Unità di Protezione del Popolo curdo (YPG) avanzano lungo la frontiera siriano-turca, cosa che irrita profondamente Ankara, che teme che i curdi possano appropriarsi di questa fascia di frontiera e che possano cercare di unificare i territori popolati dai curdi in entrambi i paesi.

L'Ammiraglio statunitense James G. Stavridis spiega i dettagli di un eventuale "Piano B" degli USA per la Siria che esclude la Russia nel caso di un possibile fallimento della tregua in Siria. "Probabilmente l'alternativa conosciuta come "Piano B" , pianificata in precedenza dal segretario di Stato, John Kerry, include l'invio di forze terrestri in Siria, di conseguenza non include la Russia", ha spiegato questa Domenica Stavridis. Di seguito lo stesso ammiraglio ha esposto nei dettagli il piano, spiegando che questo intervento terrestre in Siria conta su diverse fasi e le prime consistono nel creare una zona di esclusione aerea (no fly zone) e garantire la sicurezza delle truppe di terra.

La stampa tedesca si è riempita negli scorsi giorni di titoli sulla Siria. Tra i più evidenziati figurano alcuni come "Putin ha comprovato le sue asserzioni sul terreno" oppure  "Il trionfo di Assad è inevitabile". Gli esperti militari del Servizio di Sicurezza tedesco hanno  confermato che le vittorie dell'Esercito siriano non si fermeranno, per quanto nel contesto del cessate il fuoco, quelle vittorie si ottengono a spese dell'ISIS e del Fronte al Nusra.

In meno che cinque mesi le forze lealiste, aiutate da una pesante copertura aerea russa, hanno cambiato il rapporto di forze in Siria. l trionfo della scorsa settimana, ribaltando le carte in tavola, ha portato la coalizione guidata dai russi a breve distanza da una vittoria decisiva ad Aleppo. Dopo aver rotto l’assedio di ormai 40 mesi delle città di Nubl e Zahra, l’Esercito Arabo Siriano (SAA) ha accerchiato il fulcro industriale del paese stringendo gradualmente la morsa attorno ad esso. Linee di rifornimento cruciali verso il nord sono state tagliate, lasciando gli estremisti sunniti e le milizie anti-governative isolate dentro una vasta sacca urbana. E’ solo questione di tempo prima che questi disperati rinnegati siano uccisi o costretti alla resa.

Terroristi stranieri stanno fuggendo dalla Siria e cercano altri paesi dove ricollocarsi Fonti ben informate hanno confermato al giornale libanese Al Manar che centinaia di terroristi e mercenari hanno iniziato ad abbandonare il territorio siriano ed sono alla ricerca di altri paesi dove ricollocarsi. Un gran numero di questi è riuscito ad entrare in Giordania ed altri in Turchia per sottrarsi all'avanzata delle forze dell'Esercito siriano. Alcuni di questi miliziani sono stati costretti a ritirarsi di fronte all'offensiva delle forze speciali dell'Esercito siriano, prima  di vedersi tagliate le vie di fuga verso la Turchia e sono riusciti a  fuggire passando il confine e mettendosi sotto la protezione delle autorità turche.