Prosegue ininterrottamente l'offensiva dell'Esercito Siriano contro i gruppi terroristi patrocinati dall'estero nella provincia di Homs dove, in collaborazione con i gruppi di Difesa Popolare, le forze siriane sono riuscite a ristabilire la sicurezza e riprendere il controllo della località di al-Ramliya e delle colline circostanti. L'operazione si è articolata con la distruzione delle postazioni del gruppo di Al Nusra (sostenuto da Arabia Saudita, Turchia). Sono rimasti sul terreno almento 60 terroristi, mercenari di varie nazionalità, distrutti 10 veicoli muniti di artiglieria pesante. Secondo le fonti militari, le truppe siriane hanno scatenato duri combattimenti contro i terroristi di Al Nusra, contro l'Esercito di al-Tawhid, contro i Yund Bader 313, contro il gruppo Ansar al-Shariaa, e quello di Failak Homs, tutti gruppi costituiti con l'apporto finanziario saudita, armamento made in USA e complicità turche che si erano infiltrati nella località di al-Ramliya.

di Thierry Meyssan I sostenitori di Hillary Clinton hanno lanciato una campagna in favore di una guerra aperta degli Stati Uniti contro la Siria. L’amministrazione Obama ha risposto loro con un educato silenzio. Qualsiasi cosa succeda, questo episodio permette di comprendere meglio la posizione del partito della guerra. I «falchi liberali», cioè i democratici favorevoli a interventi militari a tutto spiano per affermare la supremazia degli Stati Uniti sul resto del mondo, hanno iniziato una vasta operazione in seno all’amministrazione Obama. Sperano di sfruttare la campagna elettorale in corso per costringere il futuro presidente a rovesciare la Repubblica Araba Siriana.

Il Pentagono ha espresso la sua preoccupazione per i recenti attacchi aerei fatti dall'aviazione russa contro le posizioni dei gruppi armati dell'opposizione appoggiati dagli USA (e dall'Arabia Saudita) Secondo Peter Cook, portavoce del Dipartimento della Difesa statunitense, i comandi militari USA, per mezzo di una videoconferenza, hanno manifestato che gli attacchi delle forze russe contro i gruppi armati dell'opposizione siriana erano stati previamente denunciati da un alto funzionario della Difesa Statunitense. Il funzionario USA ha indicato che la Russia sta continuando i suoi attacchi su Al-Tanf, anche dopo i tentativi degli USA di informare le forze russe - mediante canali appropriati - che la coalizione continua ad appoggiare dall'aria le forze che combattono contro il Daesh.

Il segretario  di Stato USA  ha qualificato come "importante"  la lettera con cui 50 funzionari di alto livello del Pentagono hanno richiesto di rovesciare militarmente il presidente Basharal-Assad. Il Governo degli   Stati Uniti ha confermato questo Venerdì l'esistenza di una lettera, firmata da 50 diplomatici che lavorano per il Dipartimento di Stato USA, con cui  viene richiesto di  effettuare bombardamenti sul governo legittimo del presidente della Siria Bashar al-Assad. I funzionari diplomatici che, secondo RT, sono  i responsabili della politica estera di Washington, hanno spiegato nel memorandum interno che un cambio di Governo in Siria per via militare sarebbe l'unico modo (secondo loro) di  sgominare il gruppo terrorista autoproclamato dello Stato Islamico o Daesh.

La Cancelleria di Damasco ha denunciato, con un duro comunicato, la presenza accertata di forze di reparti speciali francesi e tedeschi  in coordinamento con comando Nato che si trovano sul terreno in Siria nelle località di Kobane e di Manbej, nel nord della Siria. In un comunicato del Ministero degli esteri siriano, si considera la presenza estraenea di questi reaprti una violazione dei principi della Carta delle Nazioni Unite ed una aggressione ingiustificata alla sovranità ed alla indipendenza della Siria. Damasco ha segnalato che "i tentativi di mascheramento di questa presenza di truppe straniere con il pretesto della lotta antiterrorista non possono ingannare alcuno visto che questa lotta contro il terrorismo richiede la collaborazione con il Governo legittimo della Siria, il cui Esercito e popolo stanno combattendo in ogni parte del territorio del paese e stanno facendo grandi sacrifici per ripulire il proprio paese dal terrorismo che minaccia la sicurazza e la stabilità di tutti i paesi".

Salim Harba, un esperto militare siriano, ha dichiarato in una intervista con l'inviato dell'agenzia di stampa iraniana Tasnin, che il vertice dei ministri della Difesa siriano, iraniano e russo a Teheran è stato il segnale della determinazione dei tre paesi per combattere contro il terrorismo e che gli effetti di questo risulteranno nell'adozione di  nuove tattiche e di una stretta cooperazione fra le forze dei tre paesi su tutti i fronti (non solo su quello siriano). L'esperto siriano ha insistito nel fatto che la riunione tripartita ha avuto una grande importanza ed è servita per mettere in rilievo vari punti: " In primo luogo il vertice ha dimostrato la stabilità strategica delle forze alleate. In secondo luogo ha dimostrato la determinazione per combattere contro le bande terroriste armate da altri paesi e creare le condizioni favorevoli per una soluzione politica. In terzo luogo, questo vertice ha voluto mettere fine alle speranze di coloro che sostengono il terrorismo nel segnalare che la lotta contro di questo proseguirà fino alla fine".

Confessione dell'ex primo ministro libanese Saad al-Hariri: gli USA mi incaricarono di "dare l'avviso" a Bashar al-Assad prima dell'aggressione alla Siria Dalle rivelazioni dell'ex premier libanese si comprende il vero motivo che ha determinato l'aggressione alla Siria da parte degli USA con la complicità dell'Arabia Saudita e Turchia. Il presidente Al-Assad aveva rifiutato di staccarsi dall'"asse della Resistenza in Medio Oriente ( costituito da Siria, Iran ed Hezbollah) e distanziarsi dall'Iran, considerato il nemico n. 1 di Israele , degli USA e dell'Arabia Saudita nella Regione.

Un'alleanza delle forze curde e arabe siriane è riuscita a tagliare principale via di rifornimento del gruppo terroristico Daesh in Turchia dopo che ha circondato la città di confine siriana di Manbij. Le forze siriane Democratiche (SDF), una coalizione di, arabo, assiri, armeni, e turkmeni combattenti curdi, supportati da Protezione Unità Popolare (YPG), hanno circondato Manbij il Venerdì, ha riferito che il cosiddetto Osservatorio siriano per i diritti umani. L'SDF anche bloccato la strada a sud della città, che si dirige a Raqqah. La città strategica di Manbij, situata nella provincia di Aleppo della Siria, è un punto chiave lungo la linea di rifornimento principale di Daesh dalla frontiera turca per Raqqah.

La Francia riconosce ufficialmente di aver inviato suoi reparti militari di truppe speciali in Siria, seguendo gli stessi passi degli USA, nall'ambito dell'aggresione contro il popolo siriano. "L'offensiva del Manbij (nord della Sira) viene chiaramente appoggiata da alcuni Stati, tra i quali la Francia", hanno segnalato oggi fonti vicine al Ministero della Difesa francese all'agenzia AFP, senza fornire altri dettagli sulla quantità dei militari francesi presenti in Sira. Attualmente, le denominate "Forze Democratiche della Siria" (SDF), integrate da curdi e arabi, che già godono dell'appoggio dell'Esercito USA, cercano di liberare la strategica città di Manbij, il principale bastione del gruppo terrorista dell'ISIS, vicino alla frontiera turca.

Il Centro Russo di Riconciliazione in Siria ha denunciato che i militari turchi operano nelle zone adiacenti ai quartieri della città di Aleppo (nord Est della Siria). "Gli abitanti dei sobborghi nel nord di Aleppo hanno informato circa la presenza di militari turchi nelle immediate vicinanze di quartieri dove si sono riaccesi gli scontri armati ", ha annunciato questo Sabato un rappresentante del menzionato centro. Nello stesso tempo, si è reso evidente che nel sud este di Aleppo un gruppo armato, con più di un migliaio di componenti, ha realizzato attacchi contro le posizioni delle truppe dell'Esercito siriano. Secondo tale fonte l'offensiva è stata lanciata da una zona che si trova sotto il controllo della così detta "opposizione moderata".