"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Conflitto in Siria

Ancora una volta viene smascherata la complicità di Washington con i miliziani dell’ISIS. Adesso la notizia ufficiale: su ordine del comando USA  migliaia di tagliagole dell’ISIS sono stati messi in salvo a Raqqa delle Forze democratiche siriane (SDF), guidate dai guerriglieri curdi dello YPG. In pratica le forze sponsorizzate da Stati Uniti e Israele, mentre  questi erano in procinto di «liberare» la capitale del Califfato, hanno consentito ai miliziani jihadisti di evacuare dagli ultimi territori ancora in mano allo Stato Islamico, nella provincia di Deir ez-Zor, da dove hanno poi imboccato le vie di fuga tra Siria e Turchia.

Il convoglio partito da Raqqa, che si snodava per sei chilometri e mezzo, era composto da 45 camion, 13 pullman e un centinaio di veicoli dell’ISIS stipati delle loro armi e con a bordo 3500 familiari.

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di  Luciano Lago

Le ultime vicende avvenute sul campo di battaglia in Siria, con l’annientamento ormai definitivo dei gruppi terroristi armati ed appoggiati da USA ed Arabia Saudita, hanno lasciato allo scoperto la sconfitta dei patrocinatori del terrorismo islamista e soprattutto il fallimento del piano di smembramento della Siria (piano di balcanizzazione) concepito dagli strateghi di USA e di Israele già diversi anni prima, in funzione degli interessi di Israele e dell’egemonia USA sul Medio Oriente.

Una sconfitta per gli USA che diventa la più significativa degli ultimi 30 ani e che risulta ancora più cocente considerando tutti i tentativi e le enormi risorse spese da Washington per la destabilizzazione della Siria. Un piccolo paese con la sua ostinata ed inaspettata resistenza, con l’aiuto fraterno dei suoi alleati, Hezbollah e l’Iran ( e la Russia in ultimo), ha mandato a monte il piano strategico di Washington ed ha creato effetti a catena nella regione dove gli USA hanno perso credibilità e prestigio anche di fronte ai loro vecchi alleati.

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di Giovanni Sorbello

Un alto funzionario iraniano ha dichiarato lunedì scorso che l’Iran e la Siria continueranno a preservare il Fronte della Resistenza contro il regime sionista e i suoi alleati.
Ali Akbar Velayati, consulente senior del leader della Rivoluzione Islamica, Ayatollah Seyyed Ali Khamenei ha incontrato il ministro degli Esteri siriano, Walid al-Muallem dopo aver visitato il Libano. Velayati ha dichiarato che la cooperazione totale tra Teheran e Damasco ha protetto la Siria contro l’aggressione straniera. “Gli americani e i sionisti hanno capito che quello che avevano cercato di imporre al governo siriano e alla nazione era solo un’illusione”.

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Militari statunitensi hanno aiutato i capi terroristi a fuggire da Mayadin ( Siria) due settimane prima dell’inizio delle operazioni dell’Esercito siriano per liberare la città, secondo le dichiarazioni dei residenti della stessa città.
I siriani residenti nella zona di Mayadin  hanno assicurato di aver visto con i propri occhi gli elicotteri USA portare in salvo i capi del Daesh e subito dopo sono cessati gli attacchi aerei. Questo è avvenuto due settimane prima che iniziassero le offensive dell’Esercito siriano nella regione.

Un cittadino siriano, Muhammad Abad Husein, ha dichiarato testualmente che “l’aviazione militare nordamericana, in un primo tempo ha realizzato una manovra nella zona di Al Rahba, vicino a Mayadín, nei pressi della fattoria Haydar, poi ha effettuato un attacco aereo, siamo corsi a ripararci ed abbiamo visto vari elicotteri statunitensi posizionati a terra. Vi erano comandanti stranieri del Daesh, i quali stavano aspettando assieme al loro Stato maggiore a Haydar; gli elicotteri hanno caricato i terroristi e sono decollati da Mayadin”.

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La bomba della rivelazione della colpevolezza statunitense e saudita nella creazione di ISIS Ignorata dai Media Mainstream – e dal Team Trump

Ecco, proprio dalla tana del lupo! L’ex primo ministro del Qatar rivela da solo il modo in cui il suo paese ha lavorato con l’Arabia Saudita e con  la Turchia sotto la direzione degli Stati Uniti – vale a dire l’amministrazione Obama – per fornire armi e soldi ai terroristi jihadisto in Siria:

“L’intervista esplosiva dell’ex Primo Ministro del Qatar, Hamad bin Jassim bin Jaber al-Thani, costituisce un alto livello”  di rivelazione pubblica circa la collusione e il coordinamento tra quattro paesi per destabilizzare uno Stato indipendente, [incluso] il possibile sostegno a Nusra / al-Qaeda “. …

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Secondo la denuncia fatta dal capo del Comitato di Difesa e Sicurezza del Consiglio della Federazione Russa (Senato) Victor Bondarev, i terroristi in Siria appoggiati e protetti dagli USA, vengono segretamente trasferiti dalla Siria all’ Afghanistan tramite vie di accesso a questo paese che vengono utilizzate dai servizi di intelligence di USA e Arabia Saudita.
L’Afghanistan è la destinazione prevista per questi terroristi takfiri, molti dei quali avevano ricevuto addestramento ed armamento negli appositi campi realizzati in Giordania ed in Turchia sotto la guida di istruttori statunitensi e britannici, come verificato da numerose inchieste.

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La città strategica, importante provincia petrolifera, era in mano al Califfato dal 2014.
L’esercito siriano ha ripreso il controllo totale della città di Deir Ezzor, annientando le ultime forze dell’Isis ancora presenti. L’annuncio della liberazione della città è stato dato dalla televisione di Stato di Damasco. La riconquista della città, che si trova nell’est del Paese, è la conseguenza della forte offensiva lanciata dall’esercito siriano e dai suoi alleati, con l’appoggio dell’aviazione russa, le milizie sciite iraniane e di Hezbollah libanese.

Deir Ezzor è il capoluogo di una provincia ricca di petrolio, vicina all’Iraq. Era uno degli ultimi grandi centri urbani controlati dall’Isis, dopo la caduta di Raqqa, suo ex grande bastione siriano, alla metà di ottobre.
Le milizie dello Stato islamico avevano conquistato Deir Ezzor nel 2014 e ne avevano mantenuto il controllo per gli anni successivi metre le forze della coalizione USA si erano ben guardate di bombardare le loro postazioni (chissà perchè).

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Mosca – Il sottomarino russo Veliki Novgorod ha attaccato con missili da crociera Kalibr alcune importanti installazioni del Daesh (lo Stato Islamico) nel governatorato siriano di Deir Ezzor, come ha comunicato il Ministero della Difesa russo.

“Il 31 Dicembre del 2017, il sottomarino russo Veliki Novgorod, posizionato nel settore orientale del Mar Mediterraneo, ha lanciato in modo simultaneo missili da crocera Kalibr contro le Installazioni importanti dei terroristi del Daesh nella provincia di Deir Ezzor”, come afferma il comunicato.
Il testo indica che l’attacco ha distrutto i centri di comando, una fortificazione dove erano ubicati i terroristi ed i loro veicoli blindati così come un importante magazzino di munizioni del Daesh vicino alla città di Abu Kamal nel governatorato di Deir Ezzor.

Sottomarino russo nel Mediterraneo

La fonte militare russa hanno riferito che i dati di controllo oggettivo hanno confermato che i missili lanciati dal sottomarino hanno distrutto tutti gli obiettivi designati con la massima precisione.

Fonte: Sputnik Mundo

di Tyler Durden

Con un gesto che ha sorpreso molti osservatori della guerra in corso, nella provincia di Dayr al-Zur le forze democratiche siriane (SDF) sostenute dagli Stati Uniti cedevano uno dei più grandi giacimenti di gas della Siria alle forze russe, forse per via di colloqui diretti senza precedenti tra funzionari russi e capi curdi a Qamishli, nella parte nordorientale della Siria.

L’impianto della Conoco (localmente noto come al-Tayiba, dal principale giacimento dell’impianto) si trova sulla riva est dell’Eufrate, presso la città di Dayr al-Zur, recentemente liberata dall’assedio dello Stato islamico (SIIL) mentre l’Esercito arabo siriano e le forze russe si avvicinavano alla riva occidentale dell’Eufrate.

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di  Salvo Ardizzone

Alla radice della liberazione di Raqqa, più che gli interessi curdi o della Siria ci sono quelli di Washington e di Riyadh.

Dopo che il 17 ottobre la città è stata dichiarata libera dall’Isis, e successivamente alla visita di una delegazione Usa e saudita, i miliziani curdi hanno festeggiato in piazza al-Naim sotto un enorme ritratto di Abdullah Ocalan, il leader tutt’ora in carcere del Pkk.

Un quadro che suggerisce alcune riflessioni: la prima è che le tanto celebrate Forze Democratiche Siriane (Sdf) sponsorizzate dagli Usa, altro non sono che le milizie curde dell’Ypg, con l’aggiunta di qualche altro gruppo giusto per salvare la facciata; ma le Ypg, piaccia o no ai tanti sedotti dalla propaganda dei media occidentali, sono il braccio siriano del Pkk, un gruppo terroristico riconosciuto come tale sia dagli Usa (che adesso flirtano con esso per convenienza) che dalla Ue, responsabile di una serie interminabile di attentati e che tiene in ostaggio vasta parte della popolazione curda in Turchia e in Europa.

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